Dopo i tre post precedenti
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/01/non-scappo-dalla-sicilia.html
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/01/una-donna-strana-ovvero-intelligente.html
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2012/12/da-montedoro-via-milano-federico-messana.html
in cui si evidenziavano i rapporti di Louise Hamilton Caico con la Sicilia, ho il piacere di ospitare gli interessanti documenti sopraggiunti che completano il ritratto di questa straordinaria donna anche attraverso le sue vicissitudini sentimentali.
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in cui si evidenziavano i rapporti di Louise Hamilton Caico con la Sicilia, ho il piacere di ospitare gli interessanti documenti sopraggiunti che completano il ritratto di questa straordinaria donna anche attraverso le sue vicissitudini sentimentali.
La scansione in sequenze da me titolate è soprattutto un accorgimento grafico, altrimenti, col susseguirsi di pagine fitte annivolanu l’uocchi (s’annebbia la vista) e le parole s’accavallano come bastoncini nel gioco del mikado.
Inoltre, se uno vuole leggere soltanto la narrazione dei fatti o le sole lettere, è facilitato dalla loro distinzione grafica: in neretto le sole lettere o parti di esse.
Il periodo in cui avvengono i fatti è il medesimo. E siciliano è il marito offeso. Al di là e oltre ogni luogo comune e radicatissimo pregiudizio sociale, questo sicilianissimo marito offeso, ignorando i “foresti” propalatori dei luoghi comuni e ponendosi contro i conterranei custodi dei pregiudizi sociali, asseconda, comprende, perdona la moglie: semplicemente, umanamente, dà una prova d’amore, a suo dire “non egoistica”.
Come contropartita chiede soltanto di essere “un po’ ricambiato”.
Sua moglie Loulou, per redimersi da ogni debolezza, apprezza la magnanimità del marito, accetta la prova, cancella il passato e dà una svolta radicale alla sua vita.
Se un narratore coevo avesse dato notorietà letteraria alla vicenda sarebbe stato un anti Verga.
Le lettere sono ricche di annotazioni psicologiche, descrittive e di costume, di giudizi e pregiudizi, addirittura estetiche; ci dicono tante cose sul poeta e professore: le accensioni, le debolezze, l’opinione sui siciliani in siffatte questioni “tenere” e che i siciliani direbbero tout court “affari di corna”.
Tante cose ci dicono di lei: la padronanza del francese (ma parlava e scriveva correntemente anche in italiano e in inglese), la curiosità intellettuale, la sensibilità poetica, la non respingente ritrosia ovvero l’attrazione per l’intelligenza, e non solo, dell’illustre corrispondente epistolare, il profesore Angelo De Gubernatis.
P. C.
Personaggi:
Louise Hamilton
Caico
(Loulou): moglie di Eugenio Caico. Di padre irlandese, imparentato con i
regnanti inglesi, e madre francese. Da Nizza la sua famiglia si trasferisce a
Bordighera e vive a “Villa Novaro”.
Eugenio Caico: di agiata famiglia, originario di Montedoro, un
paesino dell’entroterra siciliano, marito di Louise, per un periodo vive a
Firenze.
Angelo De
Gubernatis:
poeta, scrittore, drammaturgo in odore di Nobel e professore universitario,
torinese, residente a Firenze.
Personaggi citati nelle lettere:
Cordelia: moglie di Angelo De Gubernatis
Franco: figlio di Louise ed Eugenio
Caico, morirà piccolissimo
Luoghi: Bordighera, Firenze, Oron (amena località delle Alpi
francesi), Palermo, Montedoro.
Schema redatto da Calogero Messana, per meglio inquadrare le vicissitudini di Louise Hamilton, del marito Eugenio Caico e dei loro tre figli Letizia, Lina e Federico:
"15 anni a Bordighera (1880-1895);
3 anni di "mora" a Palermo non potendo rientrare a Montedoro per il divieto di Cesare Caico;
15 anni a Montedoro (1898-1913) e 14 anni a Palermo (1913-1927).
Giusto per inquadrare temporalmente i luoghi:
i figli hanno seguito la madre, ma Letizia è tornata molto spesso a Montedoro, quasi fino alla morte (1968);
Lina, con gravi problemi di salute, è tornata a Montedoro solo durante lo sfollamento dovuto alla guerra;
Federico ha abbandonato il paese e non è più tornato fino alla morte nel 1972;
Alla morte di Letizia (1968) avevano perduto tutte le proprietà... lasciando i resti dei ricordi (foto e documenti) nell'ultima piccola dimora (2 vani) nella casa della piazza".
Le lettere scritte da Eugenio Caico da Palermo alla moglie, indirizzate a Bordighera, risalgono a un breve periodo in cui il solo Eugenio si trovava in Sicilia.
"15 anni a Bordighera (1880-1895);
3 anni di "mora" a Palermo non potendo rientrare a Montedoro per il divieto di Cesare Caico;
15 anni a Montedoro (1898-1913) e 14 anni a Palermo (1913-1927).
Giusto per inquadrare temporalmente i luoghi:
i figli hanno seguito la madre, ma Letizia è tornata molto spesso a Montedoro, quasi fino alla morte (1968);
Lina, con gravi problemi di salute, è tornata a Montedoro solo durante lo sfollamento dovuto alla guerra;
Federico ha abbandonato il paese e non è più tornato fino alla morte nel 1972;
Alla morte di Letizia (1968) avevano perduto tutte le proprietà... lasciando i resti dei ricordi (foto e documenti) nell'ultima piccola dimora (2 vani) nella casa della piazza".
Le lettere scritte da Eugenio Caico da Palermo alla moglie, indirizzate a Bordighera, risalgono a un breve periodo in cui il solo Eugenio si trovava in Sicilia.
Pressoché tutte le foto provengono dalla mostra fotografica di Louise Hamilton Caico allestita a Montedoro da Calogero Messana ivi residente. Soltanto le foto di Louise a cavallo e del professore De Gubernatis me le ha fornite Federico Messana. Li ringrazio entrambi.
Sulla vita coniugale di Louise:
http://www.messana.org/miacara/mcl%20la_storia_di_louise_ed_eugenio.htm
http://www.messana.org/miacara/mcl%20la_storia_di_louise_ed_eugenio.htm
Link musicale da poter ascoltare durante la lettura:



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