Visualizzazione post con etichetta Beppe Cino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Beppe Cino. Mostra tutti i post

lunedì 8 ottobre 2018

S.O.S. PER LA CHIESA INTITOLATA ALLA "MADONNA CHE INDICA LA STRADA". I capperi selvatici stanno sgretolando l'Itria

L'Itria chiama 
la campana sona
la Mastranza
veni e si disponi:
la carrozza
va a lu campusantu
lu Priuri
prega e ntona un cantu.

Nun c'è muortu
e mancu tabutu:
li chiappari
di lu campanaru
senza dienti
si lu ruzzicaru.

©piero carbone

Era costume che la Confraternita delle Maestranze facente capo alla Chiesa dell'Itria,
attraverso alcuni soci, richiamati dal rintocco della campana e  preceduti dal gonfalone,
dietro pagamento,  partecipasse ai cortei funebri.





L'azione dannosa dei capperi selvatici colpisce sia manufatti sacri sia manufatti profani, 
come si evince dalla testimonianza dell'Assessore ai Lavori Pubblici di Todi.



"La pianta di cappero sembrerà una piantina innocua e forse, come Lei recita, sarà anche una pianta nobile nota ai Greci ed ai Romani. 
Eppure, dietro quelle foglioline si nascondono delle insidie “distruttive”. 
Senza voler fare il “professore” la informo che la Capparis Spinosa varietà Inermis, questo il nome scientifico della pianta di cappero selvatico, è capace di “divorare” mattoni e pietre delle antiche mura. 
Solo per citarle alcuni casi ricordo il problema di una colonia di queste “nobili” piante che, avendo invaso parti delle mura medievali e rinascimentali della Fortezza Vecchia, della Fortezza Nuova e dei Fossi Reali della Città di Livorno stavano “sciogliendo” la malta che teneva insieme pietre e mattoni i quali si disgregavano e/o staccavano provocando anche dei crolli."
Antonio Serafini – Ass. LL.PP Comune di Todi



















ph ©piero carbone (domenica, 23 settembre 2018)

Primi Anni Novanta, chiesa dell'Itria di Racalmuto.
Beppe Cino in visita ad una mostra di fotografie sulle trasformazioni di Racalmuto nel tempo 
e di immaginette sacre (collezione di Padre Biagio Alessi). 



*

domenica 25 ottobre 2015

QUELLA FELICE REGIA DI BEPPE CINO. Da "Maria Venera" a "Quell'estate felice"


Un fermo immagine dal trailer su you tube


 In un post del 18 luglio scorso,  in occasione di alcuni sopralluoghi in Sicilia del regista Beppe Cino, mi chiedevo:

"Chissà come sarà il film che Beppe Cino, anch'egli di origini racalmutesi, tralasciando un vecchio progetto irrealizzato, girerà prossimamente dalle nostre parti?" 

Un interrogativo che valeva come una sorta di buon auspicio, il film è in fieri, nell'attesa  si vuole ricordare un altro film uscito in Francia ed in diversi Festivals con il titolo originario di "Maria Venera", in Italia con il titolo "Quell'estate felice".




La locandina




Recensione su




"Un film che respira un sentimento del vivere molto intenso, cantando la ballata delle dame che furono in un paese che non c'è più, in una vita nova che non è più." 

Marzia Gandolfi


sabato 18 luglio 2015

"LA LUPARA BIANCA" DI BEN MORREALE E IL PROSSIMO FILM DI BEPPE CINO. Un documento

Quando il set è il "tuo" paese o in qualche modo al tuo paese rimanda, trovi interessante quello che è stato fatto e quello che si sta facendo, o girando, perché alla fine uno si riconoscerà o meno nella realtà trasfigurata.  L'accostamento pertanto è meramente geografico o sentimentale, se si vuole, di ciò che promana o rifluisce nel sentimento dei luoghi.  

Il documento.

Paul Grey scrive a Massimiliano La Pregna per il film  The Wite Lupara di cui era coautore Ben Morreale, di origini racalmutesi e i cui genitori erano emigrati a New York. 

Il cinema dalle nostre parti, magari legato a certi temi "obbligati" (la realtà comunque supererà la fiction), è in un certo modo familiare. 

Chissà come sarà il film che Beppe Cino, anch'egli di origini racalmutesi, tralasciando un vecchio progetto irrealizzato, girerà prossimamente dalle nostre parti?








Links correalti
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/09/beppe-cino-ci-riprova.html

http://www.sicilia-firenze.it/upload/files/lumie_n25.pdf


venerdì 26 settembre 2014

BEPPE CINO CI RIPROVA?

La storia procede a zig zag, il suo procedere è misterioso e capriccioso, fatto di arresti imprevisti e ripartenze inaspettate. 

Sulla scia del film  Diceria dell'untore, ispirato all'omonimo romanzo di Gesualdo Bufalino e realizzato nel 1990, sembrava che l'annunciato progetto riguardante la trasposizione cinematografica delle  sciasciane Parrocchie di Regalpetra dovesse giungere in poco tempo  al suo traguardo.

A questo progetto accennavo nel 1995 su "Lumìe di Sicilia" riproponendo la recensione di Gianfranco Marrone pubblicata nel 1991 su "Nuove Effemeridi".

Invece, per imprevisti o impedimenti o ripensamenti o chissà altro, per lo zig-zagare della storia appunto, il progetto non è andato in porto. 

Nel frattempo, il regista Beppe Cino ha continuato il suo cammino nel mondo del cinema, ha realizzato altri film, ha raccolto copiosi frutti, ma a distanza di tanti anni  chissà se avrà voglia di rispondere all'odierno interrogativo o addirittura avvalersene come un pretesto per ripensare alla fattibilità di quell'antico progetto?  Ci riprova?






Gianfranco MARRONE,  "Nuove Effemeridi", anno IV, n.13,  1991/I



. Lumìe di Sicilia, n. 24, giugno 1995
Primi Anni Novanta, chiesa dell'Itria di Racalmuto.
Beppe Cino in visita ad una mostra di fotografie sulle trasformazioni di Racalmuto nel tempo
e di immaginette sacre (collezione di Padre Biagio Alessi).

Linnks correlati

su Beppe Cino

http://it.wikipedia.org/wiki/Diceria_dell'untore_(film)

http://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Cino

http://movieplayer.it/articoli/la-sicilia-degli-anni-50-rivive-in-quell-estate-felice-di-beppe-cino_5446/