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Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
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lunedì 22 luglio 2019
sabato 1 dicembre 2018
SOGNANDO IL LAGO DI MAREDOLCE CHE VERRÀ. Un valzer e tanti "sognatori"
Dal lago sgorgano note
Questo valzer nasce come idea musicale quale omaggio, augurio e auspicio per l'antico e futuro laghetto di Maredolce, pensando a non solitarie barchette contemplative, galleggianti sul riflesso di Monte Grifone come una volta, alle rincorse di immaginati aironi, ai volteggi nel cielo delle rondini tra l'acque dolci del lago, l'agdal: il giardino di aranci e limoni, e il Palazzo paradisiaco di Giafar. E goderne ancora. Anche questo è Palermo.
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Sarà Agdal
Sarà sarà sarà Agdaal
L’acqua un giorno verrà
Vedrà vedrà vedrà Giafaar
L’acqua un sogno sarà
Godrà godrà godrà Balaarm
L’acqua sarà realtà
L’acqua un sooogno
del laaago sarà
dolce lago d’amooore
dolceee fluirà
domani noooo siiii
dal Grifone ridiscenderà
domani noooo siiii
Maredolce di prosperità
©piero carbone
MAREDOLCE: Ideologia
di
Raffaele Savarese
(postato su facebook 21 ottobre 2018)
Pochi sanno, perché troppo giovani o poco informati, che i resti del laghetto di Maredolce sono durati sino agli anni sessanta. In altre parole il quadro di Cairoli illustrato nella mostra del 1985 presentava una situazione che sostanzialmente è durata sino al “sacco di Palermo.
Dopo le varie opere di bonifica necessarie per il fatto che la città aveva bisogno di nuovi spazi agricoli per gli orti la grande palude di maredolce fu ridotta ad un piccolo bacino (demaniale) posto tra la chiesa di san Ciro (nostra signora di tutte le grazie) e gli archi del “belvedere” erroneamente conosciuti come archi della sorgente.
Per l'Associazione Castello di Maredolce si può fare
Da Repubblica:
ph ©piero carbone
Dopo le varie opere di bonifica necessarie per il fatto che la città aveva bisogno di nuovi spazi agricoli per gli orti la grande palude di maredolce fu ridotta ad un piccolo bacino (demaniale) posto tra la chiesa di san Ciro (nostra signora di tutte le grazie) e gli archi del “belvedere” erroneamente conosciuti come archi della sorgente.
In questo bacino e nelle sue adiacenze siano agli anni sessanta del novecento si allevavano le anguille ed i ragazzini suscitando le ire degli addetti ai lavori ci si facevano il bagno.
Questa realtà non può e non deve essere nascosta da paure burocratiche e sogni di casta.
Da sempre le associazioni culturali ed ambientalistiche hanno riproposto il ritorno del bacino lacustre sia come segno del restauro del più importante complesso ambientale ed architettonico della città, sia come porta d’ingresso alla città stessa rispristinando un’atmosfera di sogno che da sempre ha caratterizzato la nostra città per l’uso dell’acqua che trova elementi comuni non solo con la civiltà romana e bizantina, ma principalmente per Maredolce con la cultura ambientale che dalla Persia o Iran giunge sino al Marocco la cui cultura urbana ha moltissimi lati comuni con la città di Palermo proprio iniziando da quel grandioso fatto ambientale che è la catena dell’Atlante che cinge la città di Marrakesch.
Inutile aggiungere che i leoni dell’Atlante (ancora esistenti) sono quelli rappresentati nelle coreografie ruggeriane.
Inutile aggiungere che i leoni dell’Atlante (ancora esistenti) sono quelli rappresentati nelle coreografie ruggeriane.
Il ritorno dell’acqua nel bacino di Maredolce significa trasformare un fatto puramente archeologico in un fatto pubblico che interessa la vita di migliaia di abitanti.
Significa dare ai bambini e ragazzi di Brancaccio un bellissimo luogo dove divertirsi, giocare ed esercitare in piccolo anche attività “difficili” quali il canottaggio. Significa dare agli abitanti tutti un luogo di promozione sociale e non un semplice incentivo ai fast food o altri centri di rapina per un turismo mordi e fuggi.
Significa dare ai bambini e ragazzi di Brancaccio un bellissimo luogo dove divertirsi, giocare ed esercitare in piccolo anche attività “difficili” quali il canottaggio. Significa dare agli abitanti tutti un luogo di promozione sociale e non un semplice incentivo ai fast food o altri centri di rapina per un turismo mordi e fuggi.
Contro quest’ipotesi di rinnovamento urbano e sociale che peraltro ha anche una componente non indifferente nel recupero delle risorse idriche, si alza sempre più consistente la paura del “nuovo” da parte dei vari centri di potere che sanno perfettamente di non poter controllare un parco di questo tipo in quanto patrimonio della popolazione: unica forma in cui un parco simile può essere mantenuto e promosso.
Oltre i colpevoli silenzi, le omissioni ed il muro di gomma del dissenso dissimulato, non è stata fatta una sola obiezione che abbia validità scientifica, artistica, ambientale, architettonica alla reintegrazione del bacino lacustre.
Nella realtà il problema si riduce al terrore di portare le acquisizioni sino al (compreso) monte Grifone e san Ciro, al terrore di dover progettare un parco di uso pubblico che salvaguardi il bene storico ed archeologico garantendo l’uso pubblico per le fasce più deboli e/o svantaggiate, al terrore di garantire un uso pubblico che sia veramente tale e che quindi permetta lo studio, la contemplazione, il gioco, lo sport a tutti i cittadini di Palermo e non ad una autoproclamatisi elite.
Sarebbe quindi utile che le obiezioni al ripristino del lago assumano consistenza scientifica (ove ciò sia possibile) e siano pubblicamente discusse in contraddittorio.
Altrimenti è evidente l’imposizione di preconcetti e la chiusura a riccio di chi dovrebbe promuovere il benessere della città e dei cittadini.
Per l'Associazione Castello di Maredolce si può fare
Da Repubblica:
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"Intanto, in attesa che qualcosa si smuova, i visitatori non potranno accedere al parco per motivi di sicurezza. «Il recupero totale del sito però non è impossibile ».
È quanto sostiene Domenico Ortolano, presidente dell'associazione Castello di Maredolce: «Con un investimento di quindici milioni di euro — ha detto Ortolano — si potrebbe ripristinare l'intera area, riempire di acqua il lago, recuperare l'antica diga, completare il restauro del palazzo e pensare agli ultimi espropri ». L'antico agdal, il giardino storico simile a quello di Marrakech, rischia dunque di essere lasciato nel dimenticatoio. Eppure vi fu un tempo in cui, con i normanni, visse il massimo splendore." Paola Pottino
30 giugno 2017
Premio Scarpa della Fondazione Benetton
ph ©piero carbone
Link correlati:
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Significato di "agdal"
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Maredolce tra passato e presente
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/04/maredolce-un-sogno.html
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Un'Associazione per il Castello, il Parco e il Lago di Maredolce
http://associazionecastellodimaredolce.it/il-castello-o-palazzo-reggio/
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Sul lago
http://www.palermoviva.it/il-castello-della-favara/lago-di-maredolce/
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Chiesa e Archi di San Ciro
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/06/san-ciro-fara-parte-del-parco-maredolce.html
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Attività al Castello di Maredolce
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Un'Associazione per il Castello, il Parco e il Lago di Maredolce
http://associazionecastellodimaredolce.it/il-castello-o-palazzo-reggio/
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Sul lago
http://www.palermoviva.it/il-castello-della-favara/lago-di-maredolce/
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Chiesa e Archi di San Ciro
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/06/san-ciro-fara-parte-del-parco-maredolce.html
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Attività al Castello di Maredolce
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Video
I Paradisi dei Re
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Corteo storico a Maredolce
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Il castello di Maredolce in uno spot di tre minuti
Il castello di Maredolce in uno spot di tre minuti
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Ballata di Maredolce
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2018/07/la-ballata-di-maredolce-di-silvana.html
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https://archivioepensamenti.blogspot.com/2018/07/la-ballata-di-maredolce-di-silvana.html
giovedì 14 giugno 2018
MUSICA E PITTURA TRA SALE E ZOLFO. Il quadro donato da Mariella Ramondo
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| ph ©archivioepensamenti |
In realtà, il quadro, dedicato anch'esso ai lavoratori delle miniere di una volta, era stato esposto in diverse mostre, ma nel donarmelo ha voluto congiungere quasi fisicamente il quadro al canto per rafforzare, con diverso linguaggio, le stesse emozioni, lo stesso messaggio. Destinatario ideale pertanto è anche il coautore per la parte musicale di Deci, cientu citaleni ovvero il maestro Domenico Mannella.
Ma questo dono ambisce ad una ulteriore meta dal momento che gli autori provengono da una realtà mineraria che dovrebbe coltivare ancora di più, e istituzionalmente, la memoria dei nostri padri che nel passato hanno lavorato nelle gallerie e nei cunicoli delle nostre miniere purgando sostentamento per sé, ricchezze per gli altri, a costo di sofferenze, malattie e morte.
Alcuni paesi (il mio, purtroppo, manca in questo elenco virtuoso) hanno musei e percorsi tematici, altri potrebbero apprestarsi a realizzarli ).
Magari in uno di questi il quadro di Mariella Ramondo potrebbe trovarvi collocazione ideale.
E intanto, grazie.
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In occasione di "Panormus - La scuola adotta la città", sabato 19 maggio 2018.
L'ex mulino del sale San Filippo, dove ho ricevuto per felice casualità il quadro, si trova all'angolo tra via San Ciro e via Re Federico a Palermo ed è stato da poco restaurato mantenendo l'identità di museo di se stesso, ha anche la valenza di contenitore culturale di cui usufruisce il quartiere Brancaccio.
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| Il mulino del sale San Filippo prima del restauro ph ©piero carbone |
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| Il mulino del sale San Filippo prima del restauro, tra via San Ciro e via Re Federico; davanti al mulino si trovano le statue dedicate a san Gaetano da Thiene e a Padre Pino Puglisi ph ©piero carbone |

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| Mariella Ramondo, Fatica - Storie e Preghiere, Settembre 2007, Palermo. Olio su tela 77x86 cm.
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| ph ©p.c. |
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Il canto "Deci, cientu citaleni".
Alcune interpretazioni
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1
Coro Terzo Millennio
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2
Piera Lo Leggio
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3
Angelo Indaco
Foto di Mariella Ramondo e Domenico Ortolano, tranne quelle diversamente indicate.
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