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giovedì 24 agosto 2017

UN PREMIO PER ALZATA DI MANO. Non è possibile! E invece sì, nel Paese della Ragione, lungo la Strada degli Scrittori!

In paese non si può fare a meno di leggere i manifesti murali perché contengono avvisi importanti e commemorazioni funebri, e a volte se ne vedono  di tutti i formati e se ne leggono di tutti i colori. Anche bandi di concorso. Talvolta di surreale fantasia.

Scherzo?
Per nulla. 
Leggere il manifesto per credere. 



ALCUNI PASSAGGI DEL PECULIARE "BANDO"
*
...nell'ambito della Cultura, dell'Istruzione, della Ricerca, dell'Arte, della Musica, della Letteratura, dello Sport e delle Professioni...

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...tutti i cittadini che hanno conseguito premi e riconoscimenti a livello provinciale, regionale, nazionale ed internazionale potranno inviare una richiesta di partecipazione, indicando il merito o il talento riconosciuto...
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Nell'ambito di un'apposita cerimonia, l'amministrazione comunale consegnerà ai partecipanti GLI ATTESTATI DI BENEMERENZA...
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In tale occasione verranno consegnati anche gli "ATTESTATI DI MERITO" per gli studenti che nello scorso anno scolastico 2016-2017 hanno superato gli esami di Stato e di Laurea con il massimo dei voti...



No comment.

Solo un dubbio: 
possono partecipare solo i residenti o anche gli emigrati, i fuorisede e i cittadini onorari?



ph ©piero carbone

sabato 22 ottobre 2016

IL PADRE NON ERA DI SETÚBAL. Eduardo racconta: non un semplice viaggio in paese


Eduardo ai piedi della scalinata del Monte, teatro ogni anno della festa principale del paese

Da ventiré anni risiede in Portogallo, e da una decina d'anni non tornava nel paese di origine dove ancora vivono i genitori, tanti amici, e vi sono custoditi tanti ricordi (alcuni li conosciamo anche per averli letti nei post che Eduardo ha pubblicato in questo blog). 

Nel frattempo, a Setúbal, una bella cittadina che si affaccia sull'Oceano Atlantico, ha preso moglie e ha avuto anche due figli, Ciro e David. Bambini piccoli e impegni vari facevano sfumare ripetutamente un recondito desiderio: ritornare in paese anche per farlo conoscere alla nuova famiglia. 

Dopo alcuni rinvii finalmente, Eduardo ce l'ha fatta. 

In paese, un mare di sensazioni, si capisce, è naturale, in parte prevedibili, cosa non si prova in questi casi tra festoso commosso commovente!, ma una in particolare ha sorpreso lui stesso. Me ne aveva accennato in una conversazione in chat. 

L'ho invitato a riferirne più distesamente e ora possiamo leggere la seguente, toccante testimonianza.  

Davanti una delle case dove ha abitato in paese
Sai che il mio David ( il più piccolo) aveva paura che rimanessi in paese e che lo lasciassi partire insieme alla mamma e al fratellino?
i bambini "sentono" i battiti del cuore
David ha intuito che le tue radici sono qui
Eccome!!


Il padre non era di Setúbal
di
Eduardo Chiarelli

Il piccolo David non aveva ancora compiuto sei anni quando scoprì che il Padre non era di dove aveva sempre creduto che fosse.
Lo aveva capito durante le ultime vacanze trascorse in Sicilia.
E quella inaspettata scoperta lo aveva turbato così tanto da indurlo a pensare che finite le ferie, il Padre se ne sarebbe potuto rimanere nel paesello dove era nato, lasciando partire lui, la Mamma e il fratellino.


Una notte arrivò al punto di chiederglielo direttamente, e nonostante il genitore lo avesse rassicurato che ciò non sarebbe mai successo, David per sicurezza cominciò a seguire il Padre dappertutto, incollandosi a lui come una patella si attacca allo scoglio.

E così, i due, di mattina, prima che cominciasse a “famiari” (infuocare) e poi di nuovo all'”arrifriscata” (quando rinfresca), tenendosi per mano, percorsero quel dedalo di strade, cortili e viuzze di cui il paese era composto.
Gli piaceva camminare insieme al Padre, ma sopratutto gli piaceva vederlo così contento ed eccitato.

Bastava un portone, una scalinata, un'inferriata per accendergli i ricordi e cominciare a narrare storie, aneddoti, episodi, alcuni tristi altri divertenti, ma raccontati sempre con ugual passione.

Con gli amici al bar

Poche volte lo aveva visto così entusiasmato, parlava senza stancarsi e ad ogni passo gli faceva notare particolari a cui lui non aveva fatto caso, gli spiegava per esempio che quei misteriosi fori circolari che si vedevano nella parte inferiore delle porte antiche, servivano per i gatti poter entrare ed uscire di casa a qualsiasi ora del giorno e della notte.

E quegli anelli che pendevano dai muri servivano per legarvici i cavalli, e ancora, che quelle strane lame di ferro infisse a terra, servivano per raschiar via il fango dalle scarpe, prima di entrare in casa.

ph Eduardo Chiarelli


Insomma David era più che mai convinto che il padre apparteneva a quei luoghi, e che nonostante il paese dove vivevano fosse molto bello e abitato da persone pacifiche e simpatiche… non era il suo.

C'erano nel borgo anche molte case diroccate, e sapendo che in quei giorni c'era stato un terribile sisma, il piccolo domandò, se quelle case era stato il terremoto a farle cadere, ma il genitore facendosi improvvisamente scuro in viso, rispose che a farle cadere, era stata l'incuria degli uomini, e nel dire ciò si curvò, prese una pietra in mano e quasi accarezzandola per sentirrne il calore, cominciò a spiegargli che ognuna di quelle pietre raccontava da quale contrada proveniva.


Dinanzi al quadro dell'arciprete pittore Alfonso Puma.
Dall'archivio di Eduardo Chiarelli


Questa per esempio diceva: viene dai terreni che si trovano attorno al “Castelluccio”, la chiamavano “Babbaluciara” per via dei buchi, ed era la preferita dai muratori perché piuttosto leggera e facile da incastrare.
Quest'altra bianca e massicia invece, proviene da “Garamoli”, mentre quell'altra ancora, che brilla perché tempestata di cristalli di gesso, proviene dalla zona compresa tra il “Firraru” e “Sacchitello, e gli spegó pure, che tutto quel materiale era stato trasportato su dei carretti con grande fatica e sacrificio di uomini e animali.

I doni di Eduardo "fatti" con le sue mani e la sua fantasia

Per David era difficile immaginare tali cose, aveva visto di recente la loro casa esser costruita con macchine, manovrate con il telecomando. 
Ma il Padre continua a raccontargli tutto ciò che sa su quel paese, non per farglielo piacere, (per quello bastano i gelati e i taralli) ma per farglielo entrare ne sangue, perché quello non è un paese da fare invaghire, ma da far innamorare, di quell'amore che non ci si toglie mai più di dosso.

E se un giorno divenuto uomo sentirà il bisogno di ripercorrere quei vicoli, allora sarà come se il suo Papà quel paese non lo avesse mai lasciato.

 
Eduardo con la famiglia e altri amici sotto il pino allo Zaccanello











ph ©pierocarbone
ph ©eduardochiarelli





martedì 11 settembre 2012

CHI SI DICI?





                                                                                 
  
                                                                  “Las callas de Buenos Aires
       ya son mi entraña.
                        Jeorge Luis Borges, Fervor de Buenos Aires.
  
Le strade di Buenos Aires
sono ormai le mie viscere.




Sempri la stessa cosa un paisanu
chi ncuontru a la stranìa m’addumanna:
“Chi si dici? chi si dici a lu paisi?”

Mentr’iddru arridi ed è tuttu prijatu,
ci dicu na palora e m’ammaraggiu:
Chi si dici a lu paisi? È sempri peggiu!

Palermo,  4 aprile 2010

©piero carbone

Sempre la stessa cosa un compaesano / che incontro fuori mi domanda: / ”Che si dice? Che si dice in paese” / Mentr’egli sorride ed è tutto contento, / gli rispondo e mi amareggio: / Che si dice al paese! È sempre peggio!

Da una raccolta inedita.


Foto propria