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venerdì 11 dicembre 2015

DIMMI, DIMMI, APUZZA NICA. Al Teatro Massimo di Palermo, musiche per la musicalità del Meli



Non solo relazioni al convegno "Giovanni Meli, 200 anni dopo":

anche una famosa ode dell'abate Meli musicata dall'abate Scoppa.


Video caricato su you tube




screen capture: video su you tube


Lu labbru, ode di Giovanni Meli

1814, musica attribuita all'abate Scoppa


Teatro Massimo, Sala Onu, sabato 5 dicembre 2015

Claudia Munda, soprano
Rosalia Lo Coco, mezzosoprano
Fabio Ciulla, pianoforte

Presentazione di Maria Antonella Balsano, nell'ambito del convegno: "Giovanni Meli, 200 anni dopo".


Video amatoriale di Piero Carbone



 Il testo

Dimmi, dimmi, apuzza nica
Dimmi, dimmi, apuzza nica,
unni vai cussì matinu?
Nun c’è cima, chi arrussica,
di lu munti a nui vicinu;

trema ancora, ancora luci
la ruggiada ‘ntra li prati;
dun’accura nun ti arruci
l’ali d’oru delicati.

Li ciuriddi, durmigghiusi
‘ntra li virdi soi buttuni,
stannu ancora stritti e chiusi
cu li testi a pinnuluni.

Ma l’aluzza s’affatica!
Ma tu voli e fai caminu.
Dimmi, dimmi, apuzza nica,
unni vai cussì matinu?

Cerchi meli? e s’iddu è chissu,
chiudi l’ali e ‘un ti straccari;
ti lu ‘nzignu un locu fissu,
unni ài sempri chi sucari:

lu canusci lu miu amuri,
Nici mia di l’occhi beddi?
‘Ntra ddi labbri c’è un sapuri
na ducizza chi mai speddi;

‘ntra lu labbru culuritu
di lu caru amatu beni
c’è lu meli chiù squisitu:
suca, sucalu, ca veni.








Maria Antonella Balsano

Da sx: Claudia Munda, Fabio Ciulla, Rosalia Lo Coco


Siamo stati colleghi di Facoltà ai tempi degli studi universitari: 
una vita dedicata al canto, la sua; è stato un piacere richiedere il bis.


ph ©Laura Carbone

mercoledì 9 dicembre 2015

MELI O NON MELI? Interrogativi sparsi e rammarico per la sedia rotta


Cinisi, Palazzo municipale, domenica 7 dicembre 2015


Ma Meli è antico o moderno?
è arcadico o romantico?
è culto o popolare?
è illuminista o conservatore?

è poeta-medico o medico-poeta?
è scienziato grande o trascurabile? 
è opportunista o coerente?
è superficiale o filosofo?

è leggero o robusto?
è provinciale o europeo?
è credente o teista?
donnaiolo impudente o personaggio brancatiano ante litteram?

è o non è speleologo?
gli ha nociuto o giovato la popolarità di un surciteddu di testa sbintata?
è andato in esilio coatto o volontario a Cinisi?
è o non è recuperabile la casa dove visse a Cinisi?

ha tradito o non ha tradito l'amico Di Blasi?

è fatuo come lo dipinge Sciascia con sfottò nel Consiglio d'Egitto o non lo è come sostiene piccato il prof. Vincenzo Santangelo?

è da contrapporre al giacobino e "rivoluzionario" Di Blasi o è insussistente la contrapposizione come sostiene il prof. Salvo Zarcone?

è un personaggino nel teatrino delle convenienze o un tetragono personaggio che non rinuncia ad esprimersi controcorrente?

è in grado di stimolare originalmente il poetare dei poeti dei giorni nostri o è una mummia da catacombe dei cappuccini?

è o non è traducibile in modo agevole in tedesco in veneziano o in americano?

è stata o non è stata messa in adeguata luce l'interpretazione meliana di Alessio Di Giovanni?

è molto conosciuto o molto poco rispetto a quello che meriterebbe?

è letto e studiato  o ignorato nelle scuole? 

ma tu, siciliano, conosci il più grande poeta siciliano in siciliano?

Approssimativamente, questi interrogativi (alcuni che possono sembrare balzani sono qui allineati ad esclusivo uso del blog) questi interrogativi hanno cercato di sviscerare gli studiosi provenienti da tutta Italia ma anche dalla Germania e dall'America, nel convegno appena celebrato dal 4 al 7 dicembre tra Palermo, Cinisi e Torretta.

Le conclusioni sono state positive perché il convegno non ha preteso di dire l'ultima parola sull'uomo e sull'opera del Meli, ma ha rappresentato stimolo per ulteriori approfondimenti, a dimostrazione della complessità e ricchezza del poeta.



Positiva indubbiamente, in autonoma sintonia col convegno nel bicentenario della morte, è la pubblicazione,  di tutta l'opera del Meli da parte del coraggioso e generoso editore palermitano Mazza, col marchio Nuova Ipsa, a cura del prof. Salvo Zarcone, in assenza, mi è stato detto, di sostegni economici di pubbliche istituzioni.

Restano comunque validi i quesiti, importantissimi, poiché le risposte sono finalizzate a leggere e rileggere il Meli nella ricchezza dei molteplici rimandi. Non ultimo, ma di tutt'altro genere, è se l'abate Meli (sventuratu Polemuni?) andava o non andava a sedersi sulla sedia di pietra (lu solitariu so nidu) sulla scogliera di Favarotta per trarre ispirazione dal suggestivo paesaggio e in special modo dal mare calmo o in tempesta: secondo la tradizione orale pare di sì, ma manca una documentazione certa.

E' certa invece la mutilazione della sedia che ora si presenta come una roccia, tra rocce, sebbene quasi piana e liscia, ma senza lo schienale originario, sempre in pietra.  Non è di fondamentale importanza, se si vuole, per la comprensione e valorizzazione della poesia di un poeta, ma ugualmente motivo di rammarico per tutto quello che di significativo viene spesso trascurato o distrutto invece di essere valorizzato.

Ma questo, allargando il discorso oltre il Meli, rappresenterebbe un capitolo a sé.

                                                                                                                               Piero Carbone



Reportage sulla sedia rotta dell'abate Meli






Supra un ruccuni, chi si specchia in mari
Rusicatu da l'unni e li timpesti,
Chi orribili e funesti
Solinu 'ntra ddi grutti rimbumbari,
Duvi lu solitariu so nidu
L'aipi cu vuci rauchi e molesti,
Assurdannu ogni lidu,
Solinu spissu uniti visitari,
Scuntenti e cu la testa appinnuluni
Sidia lu sventuratu Polemuni".

Giovanni Meli,  Idilliu VII Polemuni 
in La Buccolica (L'Autunnu)









L'intervista al prof. Giovanni Ruffino in vista 
del Convegno per il bicentenario

https://www.youtube.com/watch?v=NRaT4r41kJw





Il Programma del Convegno
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2015/12/meli-ce.html


martedì 8 dicembre 2015

MELI C'È

"O s'àvi a fari o no?"

Si è concluso il Convegno sul Meli, ma non finisce qui, ora possiamo incominciare a parlarne: aspetti inediti, nuove piste di ricerca, chiarimenti, polemiche... Meli c'è!








lunedì 7 dicembre 2015

IERI A CINISI ALLA RICERCA DELLA "SEGGIA RI L'ABBATI MELI" (CHE NON C'E' PIU')


Alla ricerca della sedia perduta? o di altro?

Terzo giorno del Convegno su Giovanni Meli




Il prof. Giovanni Ruffino, originario di Terrasini, 
ha illustrato con trasporto e apporti inediti 
i luoghi del Meli tra Terrasini e Cinisi



Grutti e lambichi d'acqui già impitruti... 






Sti silenzi, sta virdura,
sti muntagni, sti vallati...





 

Docufilm realizzato dall'editore Mazza
 che sta pubblicando delle opere del Meli.






Il prof. Giovanni Ruffino, coordinatore del convegno
 con (alla sua destra) il fotografo Paolo Chirco



Il Gaetano Cipolla e alla sua destra la moglie Florence Russo,
docenti universitari americani, 
venuti appositamente da New York per relazionare al Convegno.













Il Programma del Convegno