Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
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lunedì 27 aprile 2020
domenica 19 aprile 2020
L'ARTE DELLA SOLIDARIETÀ The Power Of Love - Giuseppe Mazzamuto (Vibraphone) con i Dirotta su Cuba e altri
Aderisco con piacere all'invito del maestro Giuseppe Mazzamuto di condividere ai miei amici e contatti il progetto di solidarietà, a cui egli ha collaborato, in favore dell'Ospedale "Papa Giovanni" di Bergamo e gli anziani soli.
Nel messaggio i nomi di altri artisti coinvolti nell'evento musicale:
"Ciao Piero, In questo video da poco pubblicato "The Power of Love" dove suono il Vibrafono con i Dirotta su Cuba, F. Bosso, Mietta, Silvia Mezzanotte ed altri Grandi Artisti è a sostegno della campagna organizzata dalla Fondazione Cesvi Onlus per l’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo e gli anziani soli. CONDIVIDI per raccogliere fondi!"
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domenica 12 aprile 2020
BUONA PASQUA, AMICI, ANCHE QUEST'ANNO!
Anche dal legno più contorto si può ricavare la croce
col suo Mistero.

...sperando che dal tronco intorcigliato e aggrumato
col suo Mistero.

...sperando che dal tronco intorcigliato e aggrumato
di questa silenciosa tempestad,
di questa guerra desconocida,
si divincoli e sprizzi di nuovo la vita
vitA viTA vITA VITA
in tutte le sue forme, anzi,
nelle forme consuete:
nulla escludendo, però, tutto sperando...
e che
- oltre il tempo ingrigito di
coronavirus
quarantene
distanziamento sociale
rischi di contagio,
dispositivi di protezione, etc. -
la mascherina torni ad essere solo quella
dell'innocuo refrain:
Ti conosco, mascherina!
Magari rivolto allo stesso Covid-19
terribile e inaspettato. Scongiurato.
ph ©piero carbone 2017
lunedì 6 aprile 2020
martedì 31 marzo 2020
CHI È IL VERO NEMICO DELL'UOMO? Un grido, un allarme, una preghiera
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morbo di Giustiniano,
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peste nera del Trecento
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colera
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vaiolo,
ribattezzata la “malattia democratica” perché uccideva tanto i poveri quanto i sovrani, come Luigi XV di Francia.
*
Spagnola
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Asiatica
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influenza di Hong Kong - tipo di influenza aviaria
*
Sars
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suina - virus A H1N1.
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Coronavirus - Covid-19
"CO" = corona, "VI" = virus, "D" = disease e "19" = l'anno in cui si è manifestata
*
e tutto il resto
...
O uomini
O uomini, firmatili li guerri
La guerra è sulu una nni lu munnu.
Firmati carri armati e bummi a manu
Ci vuonnu li duttura e midicini
Pi cu è saziu o muortu di fami
Sulu una è la nimica di l’omu
La terra frii. L’aria s’avvilena.
Tuttu s’aggiusta ccu na quarantena?
2020
O uomini, cessate con le guerre
La guerra è solo una nel mondo.
Fermate i carri armati e bombe a mano
Occorrono medici e medicine
Per chi è sazio o in preda alla fame
Solo una è la nemica dell’uono.
La terra frigge (si surriscalda). L’aria si avvelena.
Tutto si aggiusta con la quarantena?
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ph ©piero carbone
sabato 28 marzo 2020
EVASIONE O DISPERAZIONE? O CONSOLAZIONE? Scrivere versi e racconti in tempi di crisi
Di settimana in settimana continua ad arricchirsi con contributi di vario genere la rubrica Cara Pandemia ti scrivo curata da Diego Romeo per il periodico "Grandangolo" che si può consultare sul sito: https://www.grandangoloagrigento.it
di DON VINCENZO ARNONE
Oltretutto la storia della poesia ci insegna che in momenti drammatici e tragici, di gravi disagi e contraddizioni esistenziali ... ivi è pre- sente – per una sopravvivenza dignitosa e positiva - o la fede o la poesia o tutte e due insieme.
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Non è un caso che in mezzo a tale situazione di smarrimento, di dis- orientamento, di paura e di scollamento della vita sociale, mi arriva- no versi di amici poeti: Guido Oldani di Milano e Franco Casadei di Cesena: versi secchi, stampati e precisi, quelli di Guido; e diremmo, più ariosi, speranzosi (“Può esserci di aiuto, nel silenzio delle case/ riascoltare il suono delle campane/ore che le nostre chiese sono vuote”.) quelli di Franco. O arrivino parole che invitano alla riscoperta del “ normale”, dell’abituale, “del casalingo”, dell’essenziale, come quelle dell’Abate Bernardo di San Miniato a Monte a Firenze che in mezzo a dotte citazioni, tuttavia ci invita , “col dono della salute, ad avere restituite persone e storie sulle cui spalle sarà festa grande per cucire tutti insieme quelle ali che nella penombra delle case e delle chiese deserte, stiamo progettando con fatica.”
Per tutti , questa è una quaresima dove il luogo-simbolo rimane il deserto. Non tanto la gloria del monte Tabor della Trasfigurazione, quanto la fatica di stare nella aridità del deserto; è la quaresima della notte dello spirito che rende un pò tutti più sensibili all’Essenziale, all’Unico, all’Eterno.
Questi miei versi che seguono mi sono stati suggeriti ai primissimi giorni della diffusione del coronavirus in Italia; stimolati dalla inaf- ferrabilità della sua presenza: Dove sei? Chi sei ? E dal senso di mistero che man mano si diffondeva in tutti.
Fermati, virus!
di PIERO CARBONE
Non parrà strano il fatto di scrivere versi in un momento così difficile e inquietante come quello che viviamo: non è un atto di evasione, bensì il tentativo di leggere oltre il grave disagio e il rischio che corre tra la gente; il tentativo di vedere qualcosa che rimarrà anche quando tutto sarà finito.
Non è poca cosa cercare di vedere oltre la siepe e pensare al futuro nello sforzo di revisionare la nostra vita e i canoni che usiamo per le nostre scelte, di importanza più o meno primaria.
Non è poca cosa cercare di vedere oltre la siepe e pensare al futuro nello sforzo di revisionare la nostra vita e i canoni che usiamo per le nostre scelte, di importanza più o meno primaria.
Oltretutto la storia della poesia ci insegna che in momenti drammatici e tragici, di gravi disagi e contraddizioni esistenziali ... ivi è pre- sente – per una sopravvivenza dignitosa e positiva - o la fede o la poesia o tutte e due insieme.
Non è un caso che in mezzo a tale situazione di smarrimento, di dis- orientamento, di paura e di scollamento della vita sociale, mi arriva- no versi di amici poeti: Guido Oldani di Milano e Franco Casadei di Cesena: versi secchi, stampati e precisi, quelli di Guido; e diremmo, più ariosi, speranzosi (“Può esserci di aiuto, nel silenzio delle case/ riascoltare il suono delle campane/ore che le nostre chiese sono vuote”.) quelli di Franco. O arrivino parole che invitano alla riscoperta del “ normale”, dell’abituale, “del casalingo”, dell’essenziale, come quelle dell’Abate Bernardo di San Miniato a Monte a Firenze che in mezzo a dotte citazioni, tuttavia ci invita , “col dono della salute, ad avere restituite persone e storie sulle cui spalle sarà festa grande per cucire tutti insieme quelle ali che nella penombra delle case e delle chiese deserte, stiamo progettando con fatica.”
Per tutti , questa è una quaresima dove il luogo-simbolo rimane il deserto. Non tanto la gloria del monte Tabor della Trasfigurazione, quanto la fatica di stare nella aridità del deserto; è la quaresima della notte dello spirito che rende un pò tutti più sensibili all’Essenziale, all’Unico, all’Eterno.
Dove sei, minuscolo ente
che vaghi nell’aria così onnipotente?
Ombre confuse s’accalcanodense tra silenzi domestici;
bussa alle porte
dei cuori impauriti
nell’ora che abbuia.
Or dunque, chi sei?
Che scardini
inesauribile e lento
i miraggi agognati
onnipotenti e perenni.
Svela il tuo volto
tra le balze frondose
e noi come nani
ti guarderemo lontano
nella piana sognante.
Dove sei?
Fermati, virus!
di PIERO CARBONE
Cruna virus?
Cruna crucis
T’â chiamari.
Nun sapiemmu
D’unni vinni
Sta muschitta.
Prima trasi
Muta muta
Di na hiacca
C’addiventa
Tiempu nenti
Porta aperta.
Cancia nomu
Di cuntinuu
E fa minnitta.
L’omu cerca
- chi pò fari lu mischinu? –
L’omu cerca
E po’ trova
Lu vaccinu.
Ma quannu lu rimediu
è attruvatu
Cancia di furma
E siemmu
Puntu e a capu.
Rimediu?
Curpa?
Davanti a chiddru
Un c’è né tò
Né miu.
Fermati, Virus,
N nomu di Diu.
Traduzione italiana:
Coronavirus?
Coronacrucis
Ti chiamo!
Questo moscerino
non sappiamo
da dove è venuto.
Prima entra
Muto muto
Da una strettoia
Che diventa
Tempo niente
Corridoio.
Cambia nome
Di continuo
E fa una strage.
L’uomo cerca
L’uomo cerca
E poi trova
Anche il vaccino.
Ma quando il rimedio
È trovato
Cambia di forma
E siamo
Punto e a capo.
Rimedio?
Colpa?
Davanti a quello
Non c’è né tuo
Né mio.
Altolà, Virus,
in nome di Dio.
12 marzo 2020
.
I microbi ci chiamano “genere umano”...
di SILVIA LOTTI
Anche in questo testo che ci ha inviato).
“La fragile creatura da tempo non stava bene e, pur così giovane, si stava ammalando seriamente. Alcuni dei batteri che il suo corpo ospitava l’avevano invasa. Avrebbero potuto rinforzarla, difenderla, e il piccolo corpo sarebbe anzi stato meglio. Invece, agendo da padroni, si erano fatti patogeni e rapidamente stavano aggredendo gli altri micro-organismi, i suoi tessuti, i suoi organi. Quei batteri, impazziti, avevano preso anche a eliminarsi fra loro perché restassero i più pericolosi e potessero crescere facendo più danno. Sviluppando, forse, contagio. Stava morendo. E non sembrava esserci cura. Finché un giorno la natura forní nuove risorse e la creatura reagì. Il suo sistema immunitario si fece più forte. La malattia smise, di colpo, di aggravarsi, forse giunta al suo “picco”. Non conosciamo il seguito di questo antico frammento, ma sappiamo che alcuni saggi quel popolo di microbi lo chiamano “genere umano”.
E gli uomini?
L’avevano chiamata “Terra”, loro, la creatura che abitavano, e quella volta, quella prezio- sa risorsa del suo sistema immunitario, impauriti, dissero che era un “virus”.
giovedì 26 marzo 2020
FERMATI, CRUCI NIVURA. Musica e voce di Antonio Zarcone - Testo di Piero...
FERMATI
Testo di ©Piero Carbone
Musica di ©Antonio Zarcone
I
Cruci nivura
Cruci nivura
T’ê chiamari!
Nun sapennu
D’unni vinni
Sta muschitta.
Prima trasi
Muta muta
Di na hiacca
C’addiventa
Tempu nenti
Porta aperta.
Rit.
Fermati Fermati Fermati
Cruci nivura
Fermati Fermati Fermati
N nomu di Diu.
II
L’omu cerca
Chi po' fari
Lu mischinu? –
L’omu cerca
Chi po' fari?
Lu vaccinu.
E quannu lu
rimediu
è truvatu
Cancià di furma
E semmu
Puntu a capu.
Rit.
III
Davanti a iddru
Un c’è né miu
né tò
Mancu dugana
ccu lu paisi tò.
Davanti a iddru
Un c’è né miu
né tò
La stessa sorti
a tutti nn'attuccò..
a tutti nn'attuccò..
Rit.
Traduzione italiana
I
Croce nera
Croce nera
Ti chiamerò!
Non sappiamo
Croce nera
Ti chiamerò!
Non sappiamo
Da dove è venuto
Il moscerino.
Prima entra
Muto muto
Da una fessura
Che diventa
Tempo niente
Porta aperta.
Prima entra
Muto muto
Da una fessura
Che diventa
Tempo niente
Porta aperta.
Rit.
Fermati Fermati Fermati
Croce nera
Fermati Fermati Fermati
In nome di Dio.
II
L’uomo cerca
Che può fare
Poverino?
L’uomo cerca
L’uomo cerca
Che può fare?
Il vaccino.
E quando il rimedio
è trovato
Cambia la forma
E siamo
Punto e a capo.
Il vaccino.
E quando il rimedio
è trovato
Cambia la forma
E siamo
Punto e a capo.
Rit.
III
Davanti a lui
Non c’è né mio
Non c’è né mio
Né tuo.
Manco dogana
Col paese tuo.
Davanti a lui
Non c’è né mio
Non c’è né mio
Né tuo.
La stessa sorte
a tutti ci toccò.
a tutti ci toccò.
Rit.
Traduzione inglese di Gaetano Cipolla
I
A black cross
A black cross
I have to call you
I don’t know
whence it came
this mosquito
to our shore.
First it enters
then it changes
in no time
a small gash
soon becomes
an open door
Refrain
Stop, stop, stop!
You, black cross
Stop, stop, stop!
In the name of God
II
Man is trying,
but there’s nothing
he can do.
Wretched man,
what can he do?
A vaccine
When a vaccine
has been found
the disease
will change its form
and we must
begin again.
III
With this illness
con questo male
there’s no mine
there’s no yours,
neither customs
nor frontiers
can keep this
away from us.
Português
Traduzione di Eduardo Chiarelli
Para Cruz negra
I
Cruz negra
Cruz negra
Vou- te chamar!
Não sabemos de onde veio
O bicho
Primeiro entra
Pela calada
Por uma racha
Que se torna
Logo
Porta escancarada.
Refrão
Para Para Para
Cruz negra
Para Para Para
Em nome de Deus
II
O Homem procura
Mas o que pode fazer
Coitadinho?
O homem procura
O que pode fazer?
Uma vacina
E quando o remédio
For encontrado
Muda de forma
E tudo volta ao mesmo
Refrão
Perante ele
Não há nem meu
Nem teu
Nem alfândega
Com o teu país.
Perante ele
Não existe nem meu
Nem teu.
A mesma sorte
A todos nos calhou.
Refrão
Traduzione araba
I.
صليب أسود
صليب أسود
سأناديك!
لا ندري
من أين اتت
هذه البعوضة
تلج بداية
بصمت بصمت
عبر فتحة
لتتحول الى
باب مفتوح
(الفرقة)
قف قف قف
أنت، صليب أسود
قف قف قف
باسم الربّ
II.
يحاول الانسان
لكن دون جدوى
مسكين؟
لقاح
الى حين الوصول الى علاج
يتغير الشكل
ونحن
نقطة إلى السطر
(الفرقة)
III.
أمامه
لم يعد لدي
ولا لديك
لا وجود لجمارك
مع بلدك
أمامه
لم يعد لدي
ولا لديك
نفس المصير
غمرنا جميعا
(الفرقة)
Traduzione araba di Soumaya Bourougaaoui
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