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venerdì 8 gennaio 2021

CENTO ANNI FA SCIASCIA NASCEVA A RACALMUTO. "Ti so della mia terra", una canzone per il centenario

8 gennaio 1921 - 8 gennaio 2021


 TI SO DELLA MIA TERRA

Parole di Piero Carbone*

Musica di Antonio Zarcone

 

I

Ti so

della mia terra,

voce che non si spegne

e vuci di surfara,

vuci d'antichi mali

 

sei stato voce amica

del paese crestato

di colline e  castelli

e sogni diroccati...

 

e cori in pena

di scunfitti luntani

sradicati emigranti

a Mons o a Milano.

 

Ritornello:

Rakal-Maut, Rakal-Maut, 

Rakal-Maut, Terra mia.

 

II

Lacerasti secoli 

d'abusi e storture 

strappasti tele 

d'infamie assodate.

 

Ci serva a monito

la Ragione additata 

che la storia è anguilla 

e va presa all'asciutto.


Rit.:

Rakal-Maut 

Rakal-Maut 

Rakal-Maut 

Terra mia.

 

Rakal-Maut

Rakal-Hamud

Rakala-Maut

Terra mia.


Recitato:

Rakal-Maut

Rakal-Hamud

Rakala-Maut

Villaggio morto

Villaggio di Hamud

Morte che va via



 

 

 

*Il testo originario, pubblicato in Sicilia che brucia,  è stato inserito nel 1990 nell’omonima cartella d’arte con due incisioni ispirate alle Parrocchie di Regalpetra e alla Morte dell’Inquisitore, con il contributo critico di Claude Ambroise intitolato “Il Purgatorio di Sciascia”.

mercoledì 20 novembre 2019

...POI CHE DORMONO I VIVI. Una poesia nel ricordo, si spera fecondo, di Leonardo Sciascia


A trent'anni dalla sua morte avvenuta il 20 novembre 1989

CHI CI FARA' MEMORIA?

Segui, risveglia i morti,
poi che dormono i vivi."
Giacomo Leopardi, Ad Angelo Mai



La poesia "Chi ci farà memoria?"  è stata pubblicata nella raccolta 
Sicilia che brucia, Grifo Edizioni, Palermo 1990
ed inserita  nella Cartella d'arte Ti so della mia terra

venerdì 15 novembre 2019

DU GEHÖRST ZU MEINEM LAND / TI SO DELLA MIA TERRA. Una poesia per Nanà. Traduzione in tedesco di Saro Marretta


Ti so della mia terra

A Leonardo Sciascia
che ha amato i luoghi che amo.


Ti so
della mia terra,
voce che non si spegne
e voce di zolfara,
voce d'antichi mali
sei stato, voce amica
del paese, crestato
di colline, castelli
diroccati...
e cuori in pena
di sconfitti lontani,
sradicati emigranti
o a Mons o a Milano.

Lacerasti secoli d'abusi, 
strappasti tele d'infamie assodate,
esaltando tenaci concetti 
di chi soccombeva.

Ci serva almeno a monito
la Ragione additata: 
che la storia è viscida 
ed è come anguilla. 
Va presa all'asciutto.
in Sicilia che brucia, Edizioni Grifo, Palermo 1990

Nanà.
Disegno su polistirolo, attribuito ad Angelo Scimè


Du gehörst zu meinem Land


Für Leonardo Sciascia, 
der die Or te liebte die ich liebe

Du gehörst
zu meinem Land,
Stimme die nie verstummt,
Stimme der Schwefelbergwerke,
Stimme alter Übel,
Stimmme des Freundes
meines Landes, dessen
Hügel und zerfallender
Burgen...
Stimme der Herzen im Leid,
der fernen Unterlegenen,
der entwurzelten Emigranten
zwischen Mons und Mailand.

Du zerfetztest jahrhundertalte
Missbräuche, zerrissest
Knäuel versteinerter Bosheit,
ehrtest hartnàckige Gedanken
jener, die sich opferten.

Möge uns allzeit
die Vernunft ermahnen
dass die Geschichte glitschig
und glatt wie ein Aalfìsch ist.
Nur trocken tàsst er sich fangen.

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in Ciao Berma! Ciao Sicilia!, Massimo Lombardo Agrigento  2004
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