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sabato 17 settembre 2016

CLIKKATE E MOLTIPLICATEVI. Commenti per Archivio e Pensamenti, dolci e acetosi


Ieri sera ho partecipato al Mysterious tour di Sara Cappello. Una trentina di persone al seguito della guida Stefania Casella e della cantastorie Sara Cappello che, dopo l'introduzione della guida,  in varie tappe, accompagnata dalla chitarra, illustrava, con cunti e canti, storie, luoghi e personaggi della Palermo che fu.
Interessante, questo tour notturno.


Tappa dopo tappa, si faceva sempre più interessante non solo per la scoperta di luoghi e aspetti inediti ma soprattutto, direi, nel vedere sotto un'altra luce, oltre il complice "lustro" di luna, siti notissimi e familiari come la cattedrale, ammirata dall'esterno "ricamato" in tutti i suoi lati.




Ma per motivi personali su un'altra tappa mi voglio soffermare: Piazza Pretoria.
Davanti alla circolare fontana, contornata dalle facciate di Palazzo delle Aquile, le chiese di Santa Caterina e San Giuseppe dei Teatini, Palazzo Bonocore e di un altro Palzzo fatiscente con i balconi sfondati, a due passi dai Quattro Canti, Sara ha imbracciato la chitarra e davanti al suo leggio ambulante ha raccontato la storia della Vecchia dell'aceto.



E siccome l'aceto propaga odore forte e non passa inosservato, quell'odore che solletica i chemocettori del naso mi ha richiamato altri aceti, mentali, virtuali, mi ha richiamato i commenti al post del mio blog in cui segnalavo che erano state raggiunte tre milioni di visualizzazioni:
Tre milioni di... "acini". Sperando di farne buon vino. 

Un commentatore invidiosetto, vigliacchetto, anonimo, commentava e si firmava "La vecchia dell'aceto". Libero di criticare, ma non di nascondersi dietro uno pseudonimo. Perché nascondersi?





Riporto anche gli altri commenti firmati con altre fragranze naturalmente:

Eduardo Chiarelli Prosit e prosituni!!

Piero Carbone grazie anche al tuo contributo

Eduardo Chiarelli Piccolo piccolo!

Piero Carbone anche i grappoli più grandi sono formati da tanti acini

Nicolò D'Alessandro E le responsabilità aumentano....

Damiano Sabatino Iamu ca viviemu!


Nicolò D'Alessandro Msg per gli internauti frequentatori del blog: "archivioepensamenti". 3.000.000 visualizzazioni. Che dire: Clikkate e moltiplicatevi. Forza Piero Carbone da Racalmuto. :-)


Piero Carbone da Racalmuto Ringrazio Eduardo Chiarelli, Damiano Sabatino e Nicolò D'Alessandro per l'augurio.  Ringrazio anche tutti gli altri che hanno salutato la notizia con un "mi piace" e gli altri ancora che al blog dedicano attenzione leggendo o consultando i vari post. 

Con qualche altro non posso fare la stessa cosa: all'auspicio di ricavare buon vino dagli "acini" metaforici ovvero dai tre milioni di visualizzazioni, è arrivato sul blog questo commento: "Aceto, solo aceto". 
Il "benevolo" commento è firmato da un incauto anonimo, non si sa di che genere sia anche se si firma "La Vecchia dell'aceto". 

Giri alla larga dal blog perché qui non c'è bisogno del suo aceto velenoso: non si vuole fare nessun veneficio manco virtuale, manco sul web. 

A chi si firma "Vecchia dell'aceto", invece, nomen omen: nome = destino, uno spassionato consiglio: cambi pseudonimo o cambi il finale dell'omonimo romanzo di Luigi Natoli, perché a Giovanna Bonanno, vero nome della "vecchia", accusata della morte per avvelenamento di tanti mariti e di qualche moglie, ladia ci finì, brutta fine fece: appesa ad una forca il 30 luglio 1789, vicerè Caracciolo, nella scenografica e teatrale Piazza Vigliena ai Quattro Canti di Palermo.







Il Mysterious tour. 
Dal sito di Sara Cappello:



MYSTERIOUS è l’itinerario notturno dei “cunti dei misteri di Palermo” accompagnati dalla voce narrante di Sara Cappello, un percorso affascinante frutto di ricerche e di uno studio appassionato sui racconti e le credenze della tradizione popolare siciliana tratte dalla raccolta di Giuseppe Pitrè, il grande etnologo di cui si ricordano quest’anno i cento anni dalla morte.

Un tour con enigmi e storie, un percorso a tappe che attraversa il cuore antico di Palermo, capace di metterne in luce gli aspetti più neri e nascosti e la sua occulta ed arcana anima.

Sara Cappello, nella veste di cantastorie, racconterà Palermo, teatralizzerà aneddoti e vicende facendo rivivere personaggi leggendari di una citta’ che con la sua anima esotericamente misteriosa e’ da sempre un infinito teatro di antiche memorie.

Partendo dalla piazza del teatro Cantunera tra vicoli e cortili Sara Cappello racconterà il cuntu ru lupunaru, quello delle Animulare e Patruneddi di locu, delle Streghe e Dragunara.

Ci porterà con la sua voce nel regno delle Sette Fate ed evocherà vicende indimendicate di avvelenatrici, jettatori, con strani scongiuri ed antiche preghiere alle Armuzze dei Santi Corpi Decollati, insieme ad altre storie che ci appartengono.

Evocazioni, sortilegi, preghiere, saranno lo strano miscuglio di un suggestivo tour, tra realtà e fantasia, tra tradizione popolare e memoria.
Un’immersione fantastica nel teatro notturno di una città straordinaria.

TAPPE DEL PERCORSO
20.30 Raduno al Teatro Cantunera via Bara all’Olivella 10

Piazza Monte S. Rosalia- Palazzo Branciforti- Chiesa degli Angelini
Teatro Massimo
Piazza Beati Paoli
Cortile Sette Fate
Piazza Pretoria
Crocevia dei Quattro Canti.

Evento organizzato da CANTUNERA- Associazione CITTA’ DELL’ARTE



ph ©pierocarbone

sabato 21 febbraio 2015

ATTENTI A QUEI DUE, SECONDO L'ANONIMO






Signor Cavallaro apprezzo la sua genorisita e l’impegno di coinvolgere tutti per valorizzare Racalmuto,pero coinvolgere Carbone e Taverna persone che contestano lapiu piccola decisione mi sembra fuori luogo.



Commento anonimo di Anonimo pubblicato, dopo l'approvazione redazionale, in coda all'articolo che contiene le ecumeniche intenzioni programmatiche di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della sera in pensione, all'indomani della sua elezione a segretario tesoriere della Fondazione "Leonardo Sciascia" di Racalmuto, contenute nel suo articolo: "Fondazione Sciascia, le idee di Felice Cavallaro: “Operazione porte aperte”' ("Malgrado tutto, 19 febbraio 2015)


Screen shot



Taverna e Carbone sono rei di parlare, rei di fare cultura e di possedere due armi di distruzione di massa, gli artigianali blog "contraomnia Racalmuto" e "archivioepensamenti" dove scrivono.
Servono altri capi di accusa per condannarli?



E se Carbone e Taverna  avessero ragione?
In via ipotetica non si può escludere. L'Anonimo lo esclude. E se fossero persone avvedute? L'Anonimo lo esclude. 

E se hanno ragione, come si giustifica semmai il silenzio o il frastornato assenso che c'è attorno alla scelta di Cavallaro e alle sue dubbie e sicuramente poco trasparenti modalità? Mi riferisco alle modalità di composizione e ai tempi di proposizione della terna.

Calogero Taverna mette in guardia dalle mille insidie burocratiche e finanziarie che insidiano la Fondazione e si strappa l'anima affinché se ne colga la gravità e si appianino. Questa sarebbe contestazione di minuzie? 

A poche ore dalla votazione, tanti politici in carica e non, sentiti telefonicamente, riguardo alle modalità statutarie e ad eventuali altre incongruenze, dicevano di non saperne nulla e affermavano candidamente di cadere dalle nuvole, ma tanti altri che ne avevano contezza hanno ugualmente taciuto. Perché? 

Solo voci isolate, isolatissime. Alcuni si sono esposti e hanno avuto le... forze morali per parlare. Ma non bastonateli per carità! Almeno taccia dopo chi ha taciuto prima. 

Quante altre cose ci sarebbero state da chiarire! 
E' mai credibile, o normale, ad esempio, che si propongano tre personalità per una carica senza che le persone interessate ne sapessero nulla e non avessero dato preventivamente la loro disponibilità e lo apprendano, con sorpresa, non si sa da dove né quando, come candidamente confessa Cavallaro? 
"Quando appresi della “terna”, cosciente delle grandi qualità del poeta e del critico, sperai nella saggezza dei grandi elettori..."
  E intanto i 60 giorni di tempo utili per la votazione scorrevano. E se qualcuno fosse stato eletto e non avesse  accettato o per qualche incompatibilità o impedimento non avesse potuto accettare? 

Chi ha interesse a tacitare i problemi che, da diverse specole, vengono sollevati? 

E non dimentichi l'Anonimo e chi si trova nella sua situazione che il passato è un criterio per valutare la validità o la credibilità di ciascuno. 

Va notata una piccolissima differenza tra 

chi, unitamente a decine, a centinaia di giovani, adulti, anziani, colti e meno colti, casalinghe e laureate, laici ed ecclesiastici, insegnanti, impiegati, contadini, minatori, pensionati, disoccupati,  studiosi, sportivi, emigrati... ha cercato di essere attivo, di valorizzare il paese, la sua storia, le sue feste, le sue tradizioni, le sue foto, le sue carte, le sue radio, i suoi "fogli" cittadini, la sua arte, i suoi gruppi folkloristici, le sue pietre, le sue fontane, le sue chiese, i suoi castelli, il suo teatro, le sue campagne, le sue miniere, i suoi dolci, il suo vino, le sue tradizioni,  i suoi emigrati, i suoi tenori, i suoi scrittori e uomini d'ingegno, i suoi poeti, i suoi eretici, i suoi santi... non a scopo di lucro o strumentalmente per conseguire cariche, 

e chi questo non lo ha fatto o non lo ha fatto con le stesse disinteressate modalità.

Pertanto, riguardo al già fatto va dato atto a Felice Cavallaro che ha  riconosciuto l'impegno di tanti racalmutesi che si sono prodigati in mille iniziative, anche se di tanti, di molti, non sa.

Avere un futuro dietro le spalle potrebbe essere un triste e malinconico bilancio ma avere un passato pieno di tante cose è una inalienabile ricchezza. C'è bisogno di citare Vittorini che definiva triste la situazione di chi non può attingere nulla dal suo passato?
Anche per questo essere anonimi non ha senso, non si sa chi parla, ammesso che dietro questo anonimo ci stia una persona reale e non sia una finzione, come qualcuno in rete va ipotizzando.


I citati Carbone e Taverna, da cui l'Anonimo mette in guardia il neosegretario tesoriere Cavallaro, e  sicuramente non solo da loro, lo creda bene l'Anonimo, hanno anche un passato da difendere per la semplice ragione che qualche cosa in passato l'hanno fatta e non aspettavano certo né Cavallaro né altri per esistere, per fare quello che assieme a tanti altri hanno sempre fatto,  né hanno voglia e tempo di esibire manfrine per acquisire benemerenze ai suoi occhi, ben contenti invece di collaborare con chiunque si metta a disposizione del paese non necessariamente supportato da cariche o incarichi e non soltanto nei dì di festa. 

sabato 14 giugno 2014

ANONIMO IO? ANONIMO TU! ANONIMI TUTTI...




Gli anonimi possono fare la fortuna di un blog, di un giornale, di un Gruppo o di un profilo on line, ma con quale utilità per la soluzione dei problemi che si dibattono e che si vorrebbero risolvere?

Nessuna.

Anzi... avvelenano i dibattiti e compromettono il dialogo stesso.


Chi lo permette ne è corresponsabile.


Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito



La foto è di Giuseppe Stafforini e ritrae l'opera "Il piede di Philipe Daverio" di Athos Collura.

mercoledì 17 luglio 2013

SIAMO TUTTI ERETICI?


Sulla bacheca di fb sono riaffiorati, spontaneamente o per volontà di qualche deus informatico riordinatore, i commenti (qualcuno integralmente, qualche altro più o meno o per niente condivisibile in quanto testimonianza di un sentire critico-eretico moderno così estremo da rasentare il surreale) alla lettera consoliana; ne ho approfittato per riacciuffarli e condurli nel blog che vuole fungere da archivio "attivo", visto che la rete, per i fatti suoi, vien configurandosi sempre più come una sorta di nostro archivio passivo pur maneggiando fatti e pensamenti personali. E rifletterci su.

La funzione dei commenti sottoscritti e non anonimi oltreché democratica è anche etica, logica e metodologica in quanto di aiuto a definire e circoscrivere il perimetro delle proprie idee, delimitato da quello degli "altri" che se ne assumono responsabilmente la paternità. Da questo punto di vista si deve essere grati ai pensieri diversi, anche radicali, degli altri, perché aiutano dialetticamente a definire i propri. Pensieri come possibilità logica in cui c'è spazio  del loro dibattimento e non, occorre precisarlo?, veicoli di indimostrate e dogmatiche accuse che attengono al rango delle perfide calunnie. 

La varietà delle opinioni infine può indurre al relativismo ma è anche vero che allarga gli orizzonti mentali e, con un pizzico di ragionevolezza, può condurre, auspicabile meta, alla tolleranza.
In fondo, siamo tutti eretici, gli uni rispetto agli altri, se vogliamo avere un "nostro" pensiero.





Omaggio all'eretico regalpetrese onorario Vincenzo Consolo

da Piero Carbone (Note) il Venerdì 3 febbraio 2012 alle ore 17.25


Milano, 29 ottobre 2000

Caro Carbone, 
con molto ritardo ho finalmente letto il suo godibilissimo "Eretici a Regalpetra". Mi sento onorato di essere stato accomunato agli abitanti di Regalpetra, che hanno "l'eresia scritta nei geroglifici del sangue". Mi sono appassionato ai notai, preti, gesuiti, farmacisti, medici, contadini di questo straordinario paese del sale, così diverso dal mio S. Agata "insalanùtu".
Cordiali saluti. Vincenzo Consolo
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  • Nicolò RizzoMaria Teresa MangioneNenè Sciortino, Massimo Maugeri, Isabella Martorana Messana, Gero Miceli, Pixel Evolution e Luigi Scimè   piace questo elemento.
  • Licia Cardillo Di Prima Ho conosciuto personalmente Consolo. Sul mio sito ho pubblicato una fotografia scattata alla Fiera del libro di Torino, dove ho avuto modo di incontrarlo. L'ho rivisto a Racalmuto, in occasione di un'intervista a teatro. Era presente anche l'amico Rori Amodeo.Mi hanno colpito la sua riservatezza e la semplicità. Lo apprezzo molto come scrittore.
  • In questo punto su fb c'era il commento di un altro autore che ometto  per la radicalità della tesi, non volendo offendere la sensibilità di nessuno, ma che si può leggere nella sede originaria dove l'autore ha voluto postarlo. Nelle riflessioni di un amico ho colto un disagio che, pur ragionando di tutto, non voglio provocare in chi generosamente mi presta attenzione e viene a leggere i vari post del blog.

  • Licia Cardillo Di Prima Sono incuriosita anch'io del libro "Eretici a Regalpietra" e lo leggerò. Essere eretici oggi dovrebbe significare acuire lo sguardo, andare al di là, cambiare prospettiva, non per distruggere o scandalizzare, ma per costruire... e soprattutto avere rispetto delle opinioni - e fedi - altrui ed essere pronti a difenderle, con la vita, anche se non si condividono... (Voltaire insegna)
  • Piero Carbone 
    - Purtroppo il libro, forse attirandosi effluvi malefici dallo stesso titolo, dopo essere stato presentato alla fiera del libro di Messina, recensito, distribuito nelle librerie e messo in vendita on line, è letteralmente sparito dalla circolazione, su Unilibro è dichiarato fuori catalogo, eppertanto non è disponibile. Temo che si dovrà ricorrere agli articoli di legge degli avvocati più che agli articoli dei critici letterari per renderlo di nuovo disponibile.
  • - @Licia. L'eresia, nel libro, è intesa come sincera e intima ricerca della verità per la quale si è disposti a dare testimonianza personale, costi quel che costi. Ma al di là delle mie affermazioni di principio bisognerebbe leggere il libro. Mi adopererò per renderlo disponibile. L'unica copia che ho mi è stata data "in prestito" da un'amica.
  • - Intanto mi preme precisare che ho reso nota questa lettera, soltanto ora, a distanza di tanto tempo, perché mi è sembrato opportuno aggiungere anche la mia testimonianza a quella, ben più autorevole, degli altri, su Vincenzo Consolo, all’indomani della sua morte: per evidenziarne la sensibilità e la generosità, segno di disponibilità intellettuale, con cui lo Scrittore di S. Agata rispondeva all’invio di uno dei tanti libri che dalla sua Sicilia, e non solo, sicuramente riceveva nella residenza milanese.
  • Licia Cardillo Di Prima Non mi dispiace " l'eresia" che ricerca la verità, intendendo con essa il dubbio, il bisogno di uscire dal coro, d'interrogarsi, di porsi nei confronti dell'altro come "pietra d'inciampo" . Non mi dispiace "l'eresia" che scuote, sveglia, illumina, indirizza verso il bene.