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giovedì 11 febbraio 2016

CONVERSAZIONE A RITMO DI JAZZ CON GAETANO ALLETTO. Fin dal Liceo Classico Empedocle



Ripropongo l'informale e cordialissima conversazione con Gaetano Alletto, avuta l'altro ieri in margine alla riproposizione su fb di un vecchio post con la chiosa "Il delitto del gratuito!", dal momento che non si esaurisce in nostalgici ricordi personali ma rimanda a fatti, a modi di operare, ad entusiasmi, a nuovi e imminenti progetti nei quali anche altri si possono riconoscere. 



Le foto, miracolosamente ripescate e un po' sbiadite, del maggio o giugno 1976 risalenti alla festa di addio prima degli esami liceali, sono una carissima testimonianza di amicizie nate sui banchi di scuola e continuate nella stima e in sintonia su tante cose per lustri e decenni. 



"Tra i momenti più belli della tua vita ricordati di menzionare pure questo.
Tano Alletto".




Il delitto del gratuito!

Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincònie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, attraverso i tags. Materiali propri, ©piero carbone, non solo recenti, ma anche di amici ospiti indicati di volta in vol…
ARCHIVIOEPENSAMENTI.BLOGSPOT.COM|DI PIERO CARBONE

Commenti


Gaetano Alletto

Io c'ero. 
Quella sera a Racalmuto si esibiva il quartetto di Riccardo Lo Bue con altri jazzisti palermitani. 
Il teatro era pieno, l'acustica ottima. Giorni dopo il mio amico Piero veniva inspiegabilmente esutorato dall'incarico di assessore. 
La stagione jazzistica venne drasticamente cancellata. Poco dopo il teatro chiuse i battenti (forse per sempre...).

Piero Carbone

Caro Tanino, i politicanti sono poco hegeliani e non sanno nemmeno approfittare dell'astuzia della ragione, a gratis: l'onnipotenza a volte precipita nella cecità; e questo lo dico con senso di libertà perché in tutt'altri campi mi piaceva e mi piace correre.

C'eri, sì, e non solo quella sera, anche per la mostra di Totò Bonanno... Ti abbraccio.

Ma lo sai che sei stato tu a contagiarmi il virus del jazz al liceo quando eravamo compagni di banco...

Gaetano Alletto

Caro Piero, abbiamo costruito un percorso comune in quegli anni indimenticabili del liceo.

Organizzai il primo concerto jazz al liceo classico Liceo Classico "Empedocle" - Agrigento nel 1976 e il nostro preside Giovanni Vivacqua ne fu entusiasta.

Doveva svolgersi all'aperto ma una pioggia improvvisa impedì il montaggio del palco.

Improvvisamente un gruppo di studenti a forza prese il pianoforte verticale preso in affitto da Jannuzzo, il papà dell'attore, e scendendo dalle scale, lo portò nell'atrio di ingresso dove poi si svolse il concerto.

Suonarono l'Oratorio di Falaride e con me Sandro Sciarratta , Filippo Portera, Pasquale Augello e Roberto Sciarratta.

Inoltre un gruppo palermitano con Federico Creazzo e Riccardo Lo Bue.
Il jazz arrivava al liceo e, a breve, dopo la maturità ci avrebbe arricchito all'università con i concerti al Brass Group e al Biondo a Palermo.
Ma questa è un'altra storia...

P.  C.

che storia, però!

Tanì, a proposito di musica, ho il piacere di comunicarti, perché so che ti fa piacere, che ho registrato alla siae le canzoni che sono state eseguite all'evento da te voluto e organizzato alle fabbriche chiaramontane, e altre ne sto registrando; per gioco, lo so, ma mi diverte tanto

Gaetano Alletto

Complimenti, comprendo la tua soddisfazione. A proposito sto organizzando con Angelo Chillura un incontro con tutti gli amici alla biblioteca Lucchesiana che compie 250 anni. A breve ti farò sapere la data. Prepara un saggio per l'evento, io rispolvero un vecchio blues...

P. C.

solo passivo, ma partecipe, ascolto; va bene così; se mi farete avere dei materiali in proposito li pubblichiamo, se vuoi, sul blog

Gaetano Alletto

Ok! buona notte.

P. C.

notte; a presto





 Villa Forgia 1976







Quella sera con noi il Preside (Stefano Vivacqua) e i docenti di Scienze (Carreca), Filosofia (Padre Messana), Matematica (Sicurello), Storia dell'Arte (Adelina Intrieri), Religione (Padre Ignazio Zambito)... (inserirò altri nomi)



Foto: dal mio archivio fotografico

mercoledì 30 luglio 2014

PEDALINO-BUTTITTA: SCHEGGE DI MEMORIA DECRIPTATA


Sembra un secolo. Avvenimenti anche recenti, che si prefiggono di recuperare la memoria di un passato ignorato o semplicemente dimenticato, vengono a loro volta inghiottiti dal mare della dimenticanza in un comune destino di naufragio e di oblio. Una sorta di maledizione che fa colare a picco ogni tentativo di memoria affiorante per lasciarla lutulenta e criptata.
Nella dimensione privata come in quella pubblica, ogni tanto, riaffiora un "archeologico" reperto. Inaspettatamente. Spontaneamente. O attratto da astrali richiami. 

Il manifesto




La locandina



L'articolo



Il pieghevole

Esterno

Interno



Echi





Foto









Foto: archiviopierocarbone

domenica 15 dicembre 2013

APRIAMO SANTA MARIA


Mentre la cronaca, legata a nuovi assetti territoriali, ci prospetta allarmi, rivelatisi superati, di abbattimenti di chiese per far posto, secondo alcuni, a nichilisitiche strade, il pensiero va ad altre chiese per dire che anche il tempo entra nel dibattito e fa sentire la sua. Come nel caso di Santa Maria.
La provvisoria apertura nel febbraio del 2008 si prefiggeva di riprendere il processo virtuoso che dall'originario puntellamento l'avrebbe portata alla sua definitiva riapertura. Invece...

Sulla cronaca dell'evento, prima, durante e dopo, sicuramente ci sarebbe molto da dire, ma intanto resta il rammarico per l'ennesima occasione mancata. E fortissimamente voluta.








Sicilia 7 a



Sicilia 7 b



giovedì 6 marzo  2008


VIA CRUCIS "RIPARATRICE" NELLA PIU' ANTICA CHIESA DI RACALMUTO






Venerdì 7 marzo alle ore 15.30 avrà luogo una Via Crucis interparrocchiale nella chiesa "Santa Maria di Gesù", la più antica di Racalmuto ed una delle prime chiese cristiane dell'agrigentino dopo la sconfitta degli arabi e l'insediamento dei Normanni in Sicilia. La manifestazione religiosa era stata programmata di concerto tra il vicario episcopale mons. Diego Martorana e l'assessore Piero Carbone che si è prodigato per la riapertura "provvisoria" della chiesa, chiusa praticamente da quasi un secolo,  organizzandovi il 24 febbraio scorso un convegno e una  mostra fotografica allo scopo di sollecitarne il completamento dei lavori di restauro curati dalla Soprintendenza, e restituirla ai cittadini. 

Nel frattempo però la Via Crucis ha assunto il valore di "azione riparatrice", dopo il furto sacrilego delle pissidi con le ostie consacrate nella chiesa della Madonna della Rocca e la loro restituzione. "Anche la chiesa di Santa Maria di Gesù va restituita ai cittadini", sostiene il sindaco Salvatore Petrotto. "Per troppo tempo è stata sottratta alla loro fruizione".

Foto di Diego Romeo

file:///Volumes/LaCie/Piero%20Carbone%20tra%20politica%20e%20cultura/SANTA%20MARIA.%20Contenitore/VIA%20CRUCIS%20RIPARATRICE%20NELLA%20PIU'%20ANTICA%20CHIESA%20DI%20RACALMUTO%20%20Costume.htm




Grotte.info

file:///Volumes/LaCie/ASSESSORATO%20Iniziative%20varie/Il%20paese%20di%20GROTTE%20(AG)%20le%20notizie%20di%20cronaca,%20cultura%20ed%20attualità.htm

Estate 2013. 
Occultamento provvisorio della falla provocata dallo schianto
 di una gru sul muro esterno del cimitero accanto la chiesa di Santa Maria



ph ©pierocarbone

venerdì 12 aprile 2013

L'ANTIQUARIUM S'HA DA FARE?



Nella saletta in fondo, il sarcofago con la rappresentazione del ratto di Proserpina



Come in ogni famiglia  non manca un gruzzolo di memorie fotografie bollette arnesi cianfrusaglie che testimonia le glorie trascorse, i mestieri degli avi  o semplicemente  una continuità parentale nel trascorrere del tempo, allo stesso modo, e con valenze e importanza diverse, non dovrebbero mancare in ogni comune, che non sia proprio superficiale e scalcinato, l'archivio storico, il museo etnografico, l'antiquarium.


Racalmuto possiede memoria e titoli per averli tutti e tre. Qui e ora una riflessione sull'Antiquarium. 


Milena ce l'ha, ce l'hanno Ravanusa, Sciacca, Marianopoli...

E il nostro paese?


Se ci fosse un Antiquarium, quanti reperti, già esistenti,  si potrebbero adunare ad incominciare da quelli noti come le oltre cento monete ben conservate al Museo archeologico "San Nicola" di Agrigento; di quanti reperti non conosciuti, se ve ne fossero, e forse ve ne sono, se ne potrebbe evitare la diaspora!


E intanto...  ci accontentiamo dei pannelli che tre giovani archeologi, Domenico Romano, Franco Brutto, Fabio Pilato 
 (conosciuti grazie ad Angelo Cutaia e da lui coadiuvati)  nel 2008 hanno realizzato per il comune di Racalmuto; esposti tutt'ora al Castello Chiaramontano. 
Pannello 1 - Racalmuto nella preistoria
Pannello 2 - Racalmuto in epoca romana
Pannello 3 - Racalmuto in epoca arabo-normanna
Pannello 4 - Siti e monumenti
Pannello 5 - Castello chiaramontano
Pannello 6 - Castelluccio





Nel 2007 giaceva presso la Sovrintendenza di Agrigento un Protocollo d’intesa con il comune di Racalmuto; l’assessore di turno, recatovisi per riprendere le fila dell’intesa, constatò che il Protocollo era rimasto lettera morta; la nuova Sovrintendente in persona s’incaricò di modificarlo e rinnovarlo; l’assessore prese l’impegno di individuare locali idonei per un Antiquarium ma non ebbe il tempo di segnalarli perché fu soppiantato dal successore. I locali a pianterreno del Castello, dotati di adeguato sistema di sicurezza, avrebbero potuto ospitare i primi reperti.






Se il successore e i successori del successore non se ne sono più preoccupati e non  hanno rinnovato il Protocollo d’intesa e non hanno segnalato i locali per l’istituendo Antiquarium, come avrebbero dovuto fare in una ideale staffetta, sarebbe bello e sorprendente che lo si potesse fare ora con i commissari. Purché si faccia. Tante sono le risorse umane e materiali che si renderebbero disponibili. 




A proposito di staffetta, va detto che antecedentemente a quel Protocollo anche Carmelo Mulè, in qualità di assessore, si era interessato per valorizzare il nostro patrimonio archeologico subito dopo una proficua campagna di scavi a Racalmuto.








La testimonianza di Nicolò Tinebra Martorana è citata nel post:

Grazie alle fave di Patò

Mi ero già occupato dell'argomento nel libro Il giardino della discordia, Coppola editore, Trapani 2000; paragrafo "Come Mozia" pagg. 40-43



domenica 9 dicembre 2012

IL NUOVO OMAGGIA L’ANTICO. Tulumello a Racalmuto



La mostra di Agostino Tulumello al Castello Chiaramontano di Racalmuto (22 dicembre 2007 - 28 gennaio 2008) ha rappresentato un esempio tangibile del dialogo tra antico e moderno. 
Nella  Presentazione che qui ripropongo  cercavo di chiarirne in qualche modo i termini. 





Dialogare con la modernità in provincia

C'è il colore, essenza del  pictare, ma non è pittura; c'è lo scotch increspato che fa volume, ma non è scultura; ci sono la colla e le lettere prestampate della réclame, ma non è un collage, forse è un bassorilievo industriale su multistrato appeso ad un chiodo su una parete con un anello metallico.
O più tecnicamente, come ebbe a scrivere Francesco Carbone nel 1990, una "composizione visiva realizzata nello spazio sia bidimensionale che tridimensionale in cui il colore, o l'espressione che si riferisce ai colori, non dipende più in questo caso dalla sintassi del linguaggio comune, dal sistema dei concetti e delle sue regole abituali, ma da paradigmi ideali dove Wittgenstein distingue una condizione di senso dell'enunciato dalle condizioni della sua verità".






Quella di Tulumello, ci si passi la definizione, è una costruzione di forme mentali colorate; che una tale pittura (ma può dirsi tale?) s'affacci sul palcoscenico racalmutese patria del "classico" o classicheggiante Pietro D'Asaro può sembrare un affronto tanto distante è dalla sua pittura nel tempo (tre secoli abbondanti) e nella sua stessa concezione: la pittura del D'Asaro, ricca di forme e di colori riconoscibili e riconosciuti, protende ad una rappresentazione fedele della realtà in tutte le sue epifaniche manifestazioni, sacre e profane; quella di Tulumello si rifiuta di rappresentare la realtà naturale  sic et simpliciter, ma appunto per questo la presenza delle sue opere "mentali", razionali, astratte, svolge una funzione didattica, perché fa emergere il confronto tra due forme antitetiche di fare arte, anzi, diciamo semplicemente diverse.
 O meglio, tra una forma tradizionale e un'altra che il critico francese Michel Tapié chiamava art autre.







Se assumiamo una delle due a tesi e l'altra ad antitesi, perveniamo alla sintesi del linguaggio pittorico o artistico in generale che, lungo i secoli, afferma se stesso pur negandosi contìnuamente, incessantemente, nelle sue svariate forme, attraverso la cosiddetta "ricerca" degli artisti.



Opera donata al Castello Chiaramontano


Il Castello Chiaramontano di Racalmuto, per definire una sua identità come "Castello intelligente delle arti e dei saperi", non legato sicuramente a meccanismi commerciali o di conventìcola, vuole essere un contenitore culturale o palcoscenico dove fare esibire il carosello espressivo delle arti, senza preclusioni di sorta: senza rifugiarsi acri­ticamente nell'antico, senza esorcizzare né enfatizzare il moderno. 
Un contenitore culturale di provincia, insomma, che ambisce a non essere provinciale. E non è poco. 

Racalmuto, Dicembre 2007.