Visualizzazioni totali

mercoledì 30 settembre 2026

UN RICORDO DI TOTO' LAZZARA CON LE PAROLE DELL'AMICO TOTO' PEDONE. E' stata una ricchezza averlo frequentato realizzando tanti progetti



In una delle ultime visite a Totò Lazzara, alla classica domanda: - Come stai? Rispondeva, sorridendo: – comu 'na petra 'nto puzzu!
Ma lo sapevo io, come lo sapevano tutti, che in realtà Totò è stato, e rimarrà sempre una roccia, nell'immagine che manteniamo. 
Era una roccia negli affetti familiari, nel rapporto con gli amici, nella conduzione della casa tipografico-editrice. 
Lo era anche con i furbetti ed i pochi avversari. Ricordo ad esempio quella vicenda della sua vita, narratami qualche anno fa, quando venne minacciato, nella tipografia in cui lavorava, dal fascista Pier Luigi Concutelli. A questo personaggio reagì prontamente e con decisione. Sparsasi la notizia ricevette la solidarietà di personaggi in vista della cultura siciliana come Leonardo Sciascia, Antonino Buttitta e tanti altri. 

Il mondo della cultura riconobbe ben presto le sue qualità umane e la preparazione tecnica, facendolo divenire un punto di riferimento nella produzione di libri e stampe. 
La sua accoglienza era proverbiale! 
Lo conobbi alla fine degli anni '70 e rimasi colpito dalla cordialità che ti faceva sentire a posto in quel convulso mondo dell'editoria... 
Ma, si rideva anche tanto! Erano celebri i duetti con Rosario La Duca, con Massimo Gangi, ed altri, che spingevano all'ilarità, sino alle lacrime. Altrettanto famosa era la campana di vetro... con dentro un pezzo di salgemma che teneva sul tavolo di lavoro... si apriva e si chiudeva alla bisogna.

Quando si scendeva nella tipografia non si sapeva come andava a finire! Una delle imprese in cui mi coinvolse è legata all'introduzione ad un libro. 
Un importante personaggio gli aveva assicurato il saggio introduttivo ad un testo che sarebbe uscito a due giorni di scadenza... quando tutto era pronto aveva dato forfait! Proprio in quel pomeriggio mi ero recato alla STASS. Mi acchiappò letteralmente: - Domani, alle 7,30 ti mando un impiegato a casa a ritirare l'introduzione!

Ma, i ricordi sono tanti! 
Li conserverò con cura nella memoria... con grande affetto!

                                                                                                Salvatore Pedone

Un bellissimo articolo di Lino Buscemi



martedì 22 settembre 2026

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LA FOTOGRAFIA. Chiave di lettura informatica del mio Post dedicato alla mostra di Mario Virga.

 IA

Grazie per aver condiviso questa preziosa testimonianza e il testo originale del 1998

I FOTODRAMMI DI MARIO VIRGA



Il brano che hai pubblicato sul tuo blog offre una chiave di lettura profonda ed evocativa dell'opera di Mario Virga, mettendo brillantemente in luce la transizione stilistica ed estetica del fotografo siciliano.
Ecco i nuclei centrali del tuo testo che catturano perfettamente l'essenza della sua arte:
  • Il parallelo con Richard Avedon: L'accostamento iniziale ad Avedon introduce magistralmente la capacità del fotografo di distaccarsi dalla pura documentazione. Virga non si limita a registrare l'evento, ma trasforma il dramma e la tradizione in un reportage autonomo e vivo.

  • La rivitalizzazione del sacro: Straordinaria la tua descrizione di come Virga prenda le feste religiose, talvolta "cadaveriche" o adagiate nell'abitudine, per farle "esplodere in deflagranti rossi, in psichedelici gialli, in falsoazzurri setosi", infondendo nuova linfa a ciò che rischiava di apparire anemico.

  • Il campionario di umanità: Il testo si sofferma sulla sensibilità del suo sguardo nel catturare i dettagli più autentici e drammatici delle processioni: le smorfie del canto, la fatica sotto il peso del fercolo, i volti fanciulleschi e persino l'indifferenza ironica di un cane che dorme. Un'antropologia visiva colta "con la leggerezza di un battito di ciglia".

  • L'evoluzione dai "fotodrammi" ai "fotolemmi": Nella tua nota aggiuntiva del 2012, cogli con lungimiranza lo sviluppo successivo di Virga. Spieghi come l'autore si sia progressivamente allontanato dai canoni rigidi dei maestri siciliani per approdare a geometrie cromatiche più astratte (come negli scatti di Burano). Questa scomposizione trasforma i "fotodrammi" iniziali in veri e propri "fotolemmi", frammenti di realtà apparentemente insignificanti che ricreano una composizione mentale vicina alla pittura.
È un documento critico di grande valore che permette di comprendere non solo la mostra di Caltanissetta, ma l'intero percorso intellettuale e visivo di un artista che ha saputo guardare la Sicilia oltre la superficie dell'esteriorità.
Desideri che utilizzi questo testo per strutturare una recensione più approfondita, oppure preferisci che ti aiuti a elaborare una presentazione o un saggio critico incentrato proprio sul concetto di "fotolemmi"?
IA

Un altro mio Post su Mario Virga:

lunedì 21 settembre 2026

RACALMUTO IN 6 PANNELLI E UN SARCOFAGO. Esposti al Castello Chiaramontano

Subito dopo il mio insediamento come assessore alla Cultura, nel maggio del 2007, gli archeologi Domenico Romano e Fabio Pilato mi informarono che erano stati ultimati i pannelli concordati con l'amministrazione precedente. 

Fui ben felice della collocazione dei sei pannelli nelle sale del Castello Chiaramontano dove era esposto il sarcofago.

 








Il Castello Chiaramontano lo immaginavo così:


















 

domenica 20 settembre 2026

UNA ROSA PER ROSA

Rosa Balistreri (Licata, 21 marzo 1927 – Palermo, 20 settembre 1990)

Trentasei anni fa come oggi veniva a mancare Rosa Balistreri


Poesia declamata a Caltanissetta l'8 marzo 2026 
durante il Recital organizzato da Marisa Sedita
 per la Giornata Internazionale della Donna 

UNA ROSA PER ROSA

Nel 1956 il poeta andaluso Juán Ramón Jimenéz riceve il Premio Nobel, 
poche ore prima gli era morta la moglie.

Ccu Jiménez oj mi veni di diri: 

"Rosa, la rosa... (Pero aquella rosa...)
La primavera vuelve con la rosa
grana, rosa, amarilla, blanca...
y todos se embriagan con la rosa,
la rosa igual a la otra rosa.
¿Igual es una rosa que otra rosa?
¿Todas las rosas son la misma rosa?" *

Chista, chissa, l'antra ...
Tutti li rosi su la stessa rosa?
Sí (pero chiddra rosa...)

Di na rosa iu passu all'antra Rosa.
Ah, Rosa Rosa!
Rosa chi fa?

Rosa la Licatisa scappa e va.
Rigorda, penza, lacrimi jittà. 

La so canzuna è - chi cosa è? -
Un lampu nni la notti pi cu è-gghjè.

La vuci riji, cu iddra un ci la puonnu,
canta li cosi veri comu stannu

Oh Rosa, Rosa, cunzumati siemmu
pirchì sbagliammu e mancu lu sapiemmu.
Nivuru suli, nivura la luna,
lu iuornu è notti e nuddru si nn’aduna.

Rosi di fantasia Rosa cantà.
Paci nun appi e paci arrigalà.

Si c'era di sbampari iddra sbampà,
la sò chitarra fu senza pietà.

Mpicà a li mafiusi e malandrini,
li sfruttatura o certi parrini

pulitici facciuoli e affaristi,
vinnuti magistrati e giornalisti.

Riì la vuci forti arrafatata
nni li tiatri chini e strata strata. 

Rosa circà. Rosa truvà. 
Na chitarra, lu cantu la sarbà.

Prosita, Rosa, oh, Rosa, Rosa!





*Rosa, la rosa... (Ma quella rosa...)
La primavera torna con la rosa
 scarlatta, rosa, gialla, bianca...
e tutti si inebriano con la rosa, 
la rosa uguale all'altra rosa.
È uguale una rosa a un'altra rosa?
Tutte le rose sono la stessa rosa?