mercoledì 3 giugno 2026

DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA! Post in progress

 Sono dismessi e giacciono muti, sì, giacciono, stanno lì, nelle chiese, di lato, senza più alcuna funzione; sono quasi ingombro, possono sembrare ornamento. Ma ci sono ancora, almeno una parte di quelli che sono sopravvissuti alla tecnologia e al Concilio Vaticano II: i pulpiti. In legno, in marmo, in dimessa muratura... Ora, muti. 

Prima eloquenti: altro tipo di relazione tra il predicatore e il fedele ascoltatore, più prossima la distanza, per la loro equidistanza nella parte centrale delle navate, senza la mediazione di un microfono e di un altoparlante che ora rendono innaturale la voce emessa allora dal pulpito con le sue sfumature,  resa plastica dalla gestualità del corpo del predicatore ad iniziare dalla simbolica ascesa prima di iniziare la predica e poi, a predica ultimata, dalla simbolica discesa. 

Alcuni predicatori erano famosi ed efficaci per la loro gestualità e teatralità a completamento della voce.  Occhi sgranati, fronte corrugata, dito puntato come il Dio creatore della Cappella Sistina... La Parola passava dal corpo, era il corpo stesso del predicatore nella sua completezza e totalità.  I più bravi divenivano divi contesi. Originario di Racalmuto ebbe rinomanza il Padre Antonio Parisi anche per una sua originale ipotesi sul luogo di nascita di Santa Rosalia ripresa recentemente da un concittadino con una voluminosa documentazione.

Famose le prediche di San Bernardino da Siena, e quella in particolare, possiamo immaginarla nella liquidatoria gestualità, a distanza ravvicinata, che si concludeva così: "Or costei si farà ben gagliarda a palesare quella infamia apasta, e dirà: — Elli si dice... si dice... — Che si dice? Che si dice? Sai che ti dico? Va’, forbeti il naso." 


Quell'invito-invettiva pronunciato nel Quattrocento a distanza ravvicinata "forbeti il naso" ovvero "pulisci/nettati il naso" (dal verbo forbire, che vuol dire pulire o strofinare per rendere lindo) doveva avere un effetto unico, anche nel suo significato metaforico: "pensa a pulire te stesso prima di giudicare gli altri".

Della mia adolescenza ricordo i quaresimali "tragici" di Padre Dominuco da Montedoro. E' solo un esempio. 

L'oratore, ora, anche per la sua ubicazione e postura dietro un microfono e con un foglio da leggere poggiato su un leggio, collocato laggiù in fondo alla chiesa,  somiglia più ad uno speaker da telegiornale. Eppure, una volta i pulpiti hanno svolto una funzione utilissima, fungendo da amplificatori sui generis; la svolgono ancora ora pur nella loro appartata, muta bellezza, più o meno sobria o arzigogololata.

Ne ho parlato con qualche fotografo di voler realizzare una pubblicazione adunando le foto e le storie di alcuni di essi. Idea condivisa ma irrealizzata, forse irrealizzabile per difficoltà varie di ricerca e documentazione dovendo recarsi alla loro ricerca di chiesa in chiesa, di paese in paese. 

Sopperisco in piccolo con un Post in progress, in attesa, se l'attesa non sarà vana, di altri assemblaggi. Penso potrebbe valerne la pena quale ricco e vario materiale disponibile ad una analitica e  poliforme "esegesi". Con una proposta sottovoce: perché non farli rivivere, riutilizzandoli in qualche modo, in altro modo, senza svisarne la natura? Salvaguardandoli gelosamtente però.

Inizio la raccolta con un fastoso pulpito che si trova in una chiesa di Torino visitata di recente. 

Si accettano contributi (ne verrebbe fuori una straordinaria galleria)




giovedì 28 maggio 2026

DI N-CAPU MARI NA NAVI VINIA. Canto tradizionale




Coro Polifonico "Terzo Millennio" - Direttore Maestro Domenico Mannella

Di n capu mari na navi vinia
Canto popolare


Di ncapu mari na navi vinia
faciennu festa e sparannu cannuna.
(Coro) Facennu...

Ascontra Racarmutu pi la via
vonzi ristari ccà sta gran Signura.
(Coro) Vonzi...

Calà lu Conti e tuttu lu Sinatu
cu maraviglia a vidila l'a iutu.
(Coro) Cu maraviglia...

E a li pedi si ci a nginucchiatu
cu li lagrimi a l'occhi ca chianciva.
(Coro) Cu li lagrimi...

Dicennu d'oru canciu iu vi fazzu
semila scudi di dinari duna.
(Coro) Semila...

Ccillenza nun pò essiri sta cosa
ca pi dinari canciari a Maria.
(Coro) Ca pi dinari...

A mazziuornu tramuntà lu suli,
li vistiami tutti cci allintaru.
(Coro) Li vistiami...

Ittaru cordi supra a quattru vùa
e mancu arriminari si putia.
(Coro) E mancu...

Ddi vò ficiru forza a lu carruozzu,
populu e cristiani quantu sia.
(Coro) Populu...

Mannaru l'ambasciata nni lu Conti
si n-cuntu nni l'aggiusta li dinari.
(Coro) Si n-cuntu...

« A darici a Maria semmu pronti
propriu a Racarmutu voli stari ».
(Coro) Propriu...

E so Ccillenza ci rispusi adonti:
« Va iti e nun la vogliu riscattari.
(Coro) Va iti...

Ccu li dinari ca iu v'aiu a dari
un tempiu cci nni vogliu frabbicari ».
(Coro) Un tempiu...

Pigliaru lu disignu di la chiesa
e tanta genti pi vidilla iva.
(Coro) E tanta...

Cu voli grazzii ricurri a Maria
ca nn'avi un fonti chinu e na funtana.
(Coro) Ca nn'avi...


*
The Coming of the Madonna del Monte

Over the sea a  ship arrived, 
making a great feast and shooting guns
( choir repeat the last line)
  they got to Racalmuto on their way 
This great lady here wanted to stay, 
( choir repeat the last line)
The Count arrived With all the Senate
To see her With a great amazement
( choir repeat the last line)
And they kneed at her feet
And started to cry ( choir repeat the last line)
He said I will give you money in exchange, six thousands dinari I will give you
( choir repeat the last line)
Your Lordship you can’t give money in exchange for Maria
( choir repeat the last line)
At midday the sun set _——
And they started to feel really upset
( choir repeat the last line)
They tried to set the oxen ready to leave 
but the animals  refused to move from here
( choir repeat the last line)
They made all efforts to drag the chariot,
A
ll the people who were there
( choir repeat the last line)
They sent a message 
To the Count 
If he agreed to pay the money
( choir repeat the last line)
 “We are ready to give everything to Mary 
She wanted to stay right here.
( choir repeat the last line)
And his Lordship answered :
“Go away, I dont’ want any ransom”
With the money I wanted to give you , I will build a temple , aChurch
( choir repeat the last line)
They draw the map of the church
And a lot of people went to see it
( choir repeat the last line)
 Who asks for a grace turns to Maria
Who has plenty of it
( choir repeat the last line)


Versione inglese di Adele Maria Troisi






mercoledì 27 maggio 2026

MADONNA DI LU MUNTI. Canto eseguito dal Coro di voci bianche della Scuola Primaria "Marco Antonio Alaimo" di Racalmuto


MADONNA DI LU MUNTI
      Canzuna divota

di Piero Carbone
 in collaborazione con Peppino Agrò per la parte musicale


Rit.
Madonna di lu Munti
Siemmu a li vostri piedi
Pi farivi prieri
Lu cori s’alligrà
E siemmu tutti ccà

I
Agghiorna la matina
La cruci mi vuogliu fari
vi vuogliu ringraziari
C’arristastivu ccà
C’arristastivu ccà.

Biniditti li hiuri
C’adornanu l’antàru
Na grazzia fici maiu
Lu Paradisu è ccà
Lu Paradisu è ccà

II
P’un misi sanu sanu
Lu viaggiu v’amm’a fari
La paci e lu cuietu
L’àppi cu addumannà
L’àppi cu addumannà.

La festa sbroglia e sbampa
Li prummisioni vannu
La scalunata scanzu
Ognunu la farà
Ognunu la farà.

III
Di l’Africa la statua
Lu munnu fici spantu
Di Racarmutu vantu
E fidi addivintà
E fidi addivintà.

Di Trapani Maria
arriva e nun si ferma
va pi lu munnu, eterna,
l’America tuccà,
cerca l'umanità.

Versione inglese: Prof.ssa Adele Maria Troisi

Madonna di Lu Munti*

Rit.
Madonna di Lu Munti
We are at your feet
To pray you
Our heart leaps up in joy
And we are all here

I
The new day is coming
I want to bless myself
And thank You
As you arrived here
As you arrived here.

For a whole month
We will pay you a visit
The ones Who asked  you for a grace
Had peace and every blessings.

II
Is the feast blowin’ up?
Are they bringin’their offers?
Will everyone climb up 
The holy stairs?
Will everyone do it?

Blessed be the flowers that decorate your altar
They bring the perfume of May
Here is the Heaven
The ones Who asked obtained it.

III
From Africa this statue came
The world was amazed
She became the pride of Racalmuto
And it became Faith
And it became Faith.

Maria came from Trapani
But she did not stop here, she goes eternally around the world ,
She got to America
She’s looking for the whole mankind.


*Madonna di Lu Munti. Canzuna divota- by Piero Carbone in Collaboration with Peppino Agrò for the musical part



Eseguita il 12 maggio nell'ambito della manifestazione organizzata dalla Pro Loco di cui si riporta il Post ufficiale pubblicato su fb: 

"Una festa di emozioni e partecipazione, nel 40° anniversario del gemellaggio fra Racalmuto-Hamilton. Si è svolta ieri presso la sede pro loco e nell'atrio dello storico castello chiaramontano, la manifestazione dedicata ai rapporti di amicizia e fratellanza con la comunità racalmutese ad Hamilton rappresentata da Sam Cino e Joe Baiardo, che assieme ai familiari, ai tanti conoscenti, compaesani, e famiglie di emigrati che hanno reso eccezionale un pomeriggio passato nella cordialità del ricordo e della memoria. Di testimonianze sulle partenze e distacco dai propri familiari, di sofferenza del distacco e difficoltà nell'ambientarsi. 

Tante le manifestazioni di reciproco affetto, di commozione durante la serata iniziata con gli inni nazionali dell'Italia e del Canada e la sfilata dei bambini accompagnati dalle prof. Maria Teresa Zaffuto e Antonietta Zaffuto. A cui sono seguiti I vari interventi del presidente pro loco Angelo Gino Giudice, del Sindaco Calogero Bongiorno che ha elogiato l'iniziativa, il gradito intervento della prof.ssa Giovanna Lauricella prima presidente Pro loco che nel 1978 ha avviato con impegno diverse iniziative tra cui l'avvio dei contatti con la fratellanza racalmutese ad Hamilton, (si coglie l'occasione per ringraziarla del gradito regalo di una sua opera a disegno che rappresenta il duro lavoro in miniera). 

Diversi gli interventi musicali dei bambini che hanno cantato una canzone in dialetto composta da Piero Carbone da Racalmuto, oltre a dare testimonianza con poesie dialettali tradotte in inglese dalla prof.ssa Adele Maria Troisi, i vari interventi musicali del prof. Fabio Navarino, di Joe Baiardo che ha eseguito due canzoni con la sua chitarra dedicate a Racalmuto e alla Sicilia. Rapporti di vicinanza consolidata negli anni grazie anche all'apporto del prof. Salvatore Restivo, poi confermata nel gemellaggio del 1986 in cui sono stati siglati protocolli di interscambio alla presentazione del sindaco di Hamilton Bob Morrow e dell'allora sindaco in carica Calogero Sardo

L'intervento della dirigente della Provincia di Agrigento dott.ssa Antonietta Testone s cui va il nostro ringraziamento per aver patrocinato la stampa del depliant dedicato al questo 40ennale e la sua storia. Diverse le participazioni a cui vogliamo il nostro ringraziamento: associazione culturale baronia Malcouvenant, ass. Cero Dei Burgisi con il suo presidente Rosario Canicattì, ass.Cometa, il gruppo scout, la Cremeria Parisi di Ivan Parisi per la graditissima e gigantesca torta offerta a conclusione della manifestazione. 

Presente la giunta comunale, il presidente del consiglio e consiglieri, il direttivo pro loco e tantissimi soci, oltre al sen. Angelo Lauricella, l'ing. Angelo Cutaia Di Racalmuto, Pippo Di Falco, Nicolò Giangreco per le riprese e foto che documentano l'evento, i ragazzi del servizio civile per il loro impegno partecipativo nell'organizzazione e tanti altri che a vario titolo hanno collaborato a cui va il nostro ringraziamento. 

Sono state consegnate pergamene di riconoscenza alla prof. Giovanna Lauricella, prof. Salvatore Restivo ritirata da Gigi Restivo, ad Angelo Cino fautore del gemellaggio, ritirata dal figlio Sam, Joe Baiardo per Sicilia Canta Canada - Piero Baiamonte Calogero Giangreco Consorzio Turistico Città di Racalmuto "



LA VINUTA DI LA MADONNA DI LU MUNTI 2026. Traduzioni

 

1
INTRODUZIONE

Quest'anno ricorre il quarantesimo anniversario dei gemellaggi con Hamilton e Castronovo di Sicilia. 
Nella mattinata dell'11 luglio 1986, durante i festeggiamenti della Madonna del Monte,  la delegazione canadese guidata dal sindaco Bob Morrow  veniva accolta ufficialmente dal sindaco Calogero Sardo e dal Consiglio comunale di Racalmuto. Era un'ideale accoglienza degli oltre venticinquemila emigrati racalmutesi di prima, seconda e terza generazione residenti nella cittadina canadese.
Nel suo libro Ecco tua Madre. Racalmuto e la sua Madonna Maria SS. del Monte, don Calogero Salvo ha sintetizzato i "tanti e tali  legami" tra Racalmuto e Hamilton con la felice espressione "un cuore e due città". Ma a ben ragione possiamo dire "...e tre città".
Stessa cerimonia, infatti, veniva officiata con la delegazione castronovese, guidata dal sindaco Salvatore Tirrito, ad apertura della tradizionale Recita che, tra storia e leggenda, fa rivivere l'arrivo di una statua marmorea della Madonna a Racalmuto con relativa contesa fra il Principe Eugenio Gioeni di Castronovo e il Conte di Racalmuto Ercole III del Carretto. Alcune date simboliche con fatti diversi mettono in relazione le rispettive città: 
nel 1503,  per la statua della Madonna rimasta a Racalmuto e che verrà detta  "del Monte"; 
nel 1527, per un diverbio e  conseguenti strascichi sanguinosi intercorsi fra i Barresi di Castronovo e i Del Carretto di Racalmuto; 
nel 1986, per il simbolico gesto di amicizia nel segno di tanti valori comuni: per l'occasione, nella tradizionale Recita, i ruoli di Eugenio Gioeni e dei suoi scudieri sono stati impersonati significativamente da giovani castronovesi.
Con delibera n. 115 del 28 luglio millenovecentoottantasei, anche il Consiglio comunale di Castronovo, presieduto dal sindaco ing. Salvatore Tirrito, ha solennizzato lo "storico gemellaggio".  Le storie del passato diventano patrimonio comune. 
In questo nuovo spirito, nel 1990 la Recita  è stata riproposta integralmente a Castronovo con attori e attrici esclusivamente castronovesi. Non è mancata la processione con l'effigie della Madonna adagiata sul tradizionale carruozzu trainato dai buoi. Così, l'antica contesa si è tramutata in festosa occasione di incontro tra laica amicizia e religiosa devozione, con lo scopo di "iniziare una analisi comune sui problemi sociali, occupazionali, agricoli, e commerciali, cercando di trarne vantaggi reciproci".
Nel 2003 una delegazione castronovese ha partecipato alle celebrazioni per il quinto centenario dell'arrivo della statua della Madonna a Racalmuto.
Nel 2016 è stato celebrato il trentennale del gemellaggio con l'intervento di amministratori castronovesi e giovani attori coinvolti nella Recita.

I suddetti gemellaggi non si sono esauriti nella mera celebrazione degli atti ufficiali ma ad essi sono seguiti svariati incontri e scambi culturali (mostre, conferenze, presentazioni di libri, esposizioni, visite di cortesia) sostenuti dalle varie amministrazioni e dai rispettivi sindaci che si sono succeduti negli anni. 
Sindaci di Hamilton: Bob Morrow, Fred Eisenberger, Andrea Orwart. Sindaci di Castronovo di Sicilia: Salvatore Tirrito, Francesco Licata, Francesco Onorato, Vito Sinatra, Vitale Gattuso. Sindaci di Racalmuto: Calogero Sardo, Carmelo Bufalino Maranella, Enzo Sardo, Salvatore Petrotto, Luigi Restivo Pantalone, Emilio Messana, Vicenzo Maniglia, Calogero Bongiorno.
A monte dei due gemellaggi ci sta l'iniziale dialogo intessuto  con passione da associazioni ed esponenti delle tre comunità che vogliamo ricordare: Guido Ricca, Vince Agrò, Angelo Cino, Giovanni Macaluso, Baldassare Giglia della Fratellanza Racalmutese ad Hamilton; Totò Mastrangelo (con cui ho intrapreso propedeutici contatti), Nino Di Chiara (che ha ravvivato i rapporti nel tempo) Tonino Ceraolo e l'arciprete Onofrio Scaglione di Castronovo; Salvatore Restivo, l'arciprete  Alfonso Puma, il rettore del Santuario sac. Luigi Mattina,  Associazione Amici di Padre Elia Lauricella, Pro Loco di Racalmuto. Altri contributi e coinvolgimenti personali e associativi seguiranno nel corso del quarantennio.

La Madonna del Monte, Madre e Regina di Racalmuto, è il comune denominatore dei due gemellaggi. Se ci atteniamo alla logica e alla cronologia dei fatti, seppure leggendari, non ci sarebbe stato quello che c'è stato e c'è ancora   intorno alla Madonna del Monte se non ci fosse stato l'incontro con esponenti della comunità  castronovese con al seguito la ritrovata statua. Lo rammentiamo con senso di gratitudine. Premesso ciò, nella fattispecie, la mariana devozione e l'atavico attaccamento sono una costante nel tempo non solo dei racalmutesi residenti ma anche di quelli lontani, dei tanti che per necessità o per migliorare le condizioni di vita son dovuti emigrare ad Hamilton, in Italia, in Europa, nel mondo. 
“La Madonna del Monte funge da importante simbolo religioso per l’identità culturale e comunitaria” ha scritto nel 1986 l'antropologo di origini racalmutesi Sam Migliore, nel saggio Religious Symbols and Cultural Identiy: A Sicilian-CanadianExample dedicato alla comunità racalmutese di Hamilton.
Il pittore Giuseppe Agrò, emigrato ad Hamilton nel 1943, intervistato nel 1992 da Carmela Mattina per la sua tesi di laurea L'emigrazione racalmutese in una comunità del Canada, Hamilton, dichiara di dipingere per i racalmutesi, suoi affezionati clienti: "Per loro dipingo la Madonna del Monte, la Piazzetta, tutti i posti più belli del paese. Per me è una gioia fare questi quadri, io così sto sempre a Racalmuto".
Questo si può estendere anche agli emigrati racalmutesi di Saint Nicolas vicino Liegi. Nella frazione di Tilleur, come apprendo dalla testimonianza di Cettina Amato, hanno avuto luogo  i festeggiamenti in onore della Vergine del Monte. Promotrice è stata la signora Susanna Pomo, sposata Farrauto, discendente dei Matrona, che negli Anni Ottanta ha procurato la statua portata in processione per diversi anni.

In coloro che vanno via dal paese persiste il ricordo dell'annuale festa con i suoi riti sentendosi da lontano partecipi idealmente e, quando possono, traducendo la nostalgia e la devozione in gesti. Eugenio Napoleone Messana lo ribadisce nell'opera storica Racalmuto nella storia della Sicilia: "Il racalmutese emigrato subisce la necessità di lasciare il proprio paese ma non lo dimentica mai. Ogni anno giunge puntuale l'offerta degli emigrati d'America e di altri Stati per la festa del Monte." Ma se può, chi è lontano fa di tutto per ritornare in paese e vivere la Festa: la data della sua annuale ricorrenza è stata spostata da fine maggio, com'era inizialmente, ai primi di giugno e infine nella seconda settimana di luglio per dare maggiore possibilità di partecipazione a tutti nella bella stagione e in coincidenza delle ferie.

Ai vari aspetti della devozione e della tradizione legate alla Madonna del Monte, il padre gesuita Gerolamo Morreale ha dedicato una documentata monografia pubblicata del 1986.
Va sottolineato che particolare rilievo assume la Recita al culmine del triunfu in cui si rappresenta come la bella statua in marmo della Madonna sia giunta a Racalmuto per rimanervi prodigiosamente.  
Fino agli anni Settanta del secolo scorso il testo adottato era il Dramma sacro Maria Vergine del Monte in Racalmuto pubblicato nel 1856 dal Lettore e  Predicatore Minore Osservante Bonaventura Caruselli da Lucca. 
Gli emigrati racalmutesi di New York, collegati  a quelli di Buffalo e Hamilton,  nel 1924 richiedono il Dramma sacro  a Padre Giuseppe Cipolla per rappresentarlo in un teatro con diverse repliche. 
Negli Anni Venti del secolo scorso, La Festa del Monte veniva celebrata dagli emigrati racalmutesi a Manhattan, con incluso il volo dell'angelo, così come era celebrata a Racalmuto: lo si evince da un articolo del The Sun And New Work Herald del 1920, citato da Marc Reynold la cui ava era un'emigrata racalmutese. 
Sempre a Manhattan, sul piedistallo di una statua in gesso si legge frontalmente la seguente iscrizione:

Maria S.S. del Monte
Padronessa di Racalmuto
Donata dalla Società di Mutuo Soccorso Maria S.S. del Monte
Fra i cittadini di Racalmuto
Alla Nativity Church
Il 18 Maggio 1947.

Un'analoga  statua è stata collocata nella chiesa All-Soul's Church di Hamilton negli Anni Venti e un'altra, più grande, nel 1989: entrambe vengono portate in processione durante l'annuale Festa rispettivamente il venerdì e la domenica della terza settimana di giugno. Nella cittadina canadese, si riprende ad organizzare la Festa nel 1986, dopo quella realizzata nel 1931 e poi interrotta. 
Ma è in seguito agli straordinari festeggiamenti del 1988 per il Cinquantenario dell'Incoronazione nel paese natio che  ad Hamilton la Festa viene ripresa alla grande, con messa solenne e processione, ceri, bandiere votive, cavalli bardati, banda musicale, luminarie, fuochi d'artificio, Recita, triunfu, la Vugliddra, prummisioni, tammurinara e cubaita; nel 1991 viene riproposta anche la Recita nella nuova versione in siciliano con i personaggi interpretati da giovani attrici e attori italoamericani di ascendenza racalmutese. I costumi d'epoca sono stati confezionati dal sarto Giuseppe Martorelli, che, con numerosi altri compaesani e alla moglie Mary, partecipa alla Recita e alla sfilata in costume.
Un apposito Comitato si impegna a organizzare la Festa annuale in onore di Maria SS. Del Monte, "continuando così una orgogliosa tradizione che anima le città gemellate di Racalmuto, in Sicilia, e Hamilton, in Ontario" http://racalmutesecommunityhamilton.com/ 
Dal 2026 il presidente in carica è John Cottone. Lo hanno preceduto: Joe Curto, Dr. Joseph Rizzo, Baldassare Giglia, Gaetano Billone, Antonio Morreale, Calogero Mule, Peter Traina, Joseph Muratore, Salvatore Agrò, Carmelo, Alaimo, Salvatore Agrò, Eduardo Piazza, Giovanni Macaluso, Alfonso Giglia, Santo Randazzo.
Come in paese, a ridosso della Festa religiosa si organizza un intrattenimento musicale a cui contribuisce il gruppo "Sicilia canta Canada" guidato da Sam Cino e Joe Baiardo. Per alcuni anni ha contribuito anche il Gruppo folkloristico "Hamilton Sicilian Folklore Group".

La Recita
La Recita in dialetto racalmutese, La Vinuta di la Madonna di lu Munti a Racalmuto, che caratterizza la Festa, è stata proposta e rappresentata per la prima volta, nel 1978, da Eugenio Napoleone Messana e dalla Pro Loco di Racalmuto con i soli personaggi maschili secondo lo schema del Dramma sacro del Bonaventura Caruselli. Grande fu l'accoglienza. La versione completa si è andata formando nel tempo con diversi apporti nel seguente ordine cronologico: 
1978 - Parte Prima  di Eugenio Napoleone Messana;
1979 - Parte Seconda  di Piero Carbone, con introduzione della Contessa, della Popolana e degli altri personaggi femminili (incluso il precedente annuncio di Ambrogio); 
1982 - Prologo di Nicolò Macaluso, declamato dal nuovo personaggio Giacinto;
1988 - Canzuna divota. Madonna di lu Munti di Piero Carbone in collaborazione con Peppino Agrò per la parte musicale.
L'intestazione della Recita rispecchia tale ordine cronologico.
Solo nel 1986, per una scelta di regia, il Prologo del personaggio Giacinto è stato sdoppiato e declamato da due pastori per significare, al di là delle assonanze evangeliche, il coinvolgimento dell'intera società racalmutese senza nessuno escluso all'eccezionale evento. Alla Recita, nei ruoli maschili e femminili, dal 1978 ad oggi ha fatto parte oltre un centinaio di giovani attori e attrici racalmutesi, quasi a formare un collettivo albo d'oro sentimentale. 

La presente riedizione, dopo quelle del 1982 e del 1988, si è voluta far coincidere con il quarantennale dei due gemellaggi perché tramite la Recita si ribadisce la centralità della Madonna del Monte nonché trait d'union nelle relazioni con Hamilton e Castronovo di Sicilia. Invero, riveste anche un significato di strategia linguistica poiché la sopraggiunta traduzione inglese non è finalizzata a sostituire il dialetto della versione originaria bensì a preservarlo affinché le parole e le espressioni idiomatiche vengano comprese anche da chi non parla o non comprende il dialetto. Altrimenti, se non comprese, le parole dialettali pronunciate dai nostri padri rischierebbero di rimanere sepolta archeologia,  gusci sonori senza significato e senza sentimento. 
Pertanto, il travalicamento del recinto dialettale, tramite la traduzione in un'altra lingua conosciuta universalmente, è di fatto un'estensione senza limiti spaziotemporali e attualizza le parole della Contessa che, nell'immaginazione poetica, fin dal 1503 presagisce e profetizza per i secoli a venire il legame dei racalmutesi, vicini e lontani, con la Madonna del Monte o per meglio dire "del Mondo"... ca a Racarmutu si vonzi ristari:

O Madonna, pi tantu tiempu ancora,
d'ogni angulu di terra, ntra lu cori,
cu è di Racarmutu e fora scura
avi a suspirari di luntanu
pinzannu a Vù e a li vostri favura.

Se ne può concludere che mai forse un paese si è immedesimato così radicatamente con una  festa.
Festa-emblema a tal punto da fare identificare un paese, l’appartenere a un paese, con la Madonna in onore della quale la festa si celebra, anche al di là delle stesse ideologie personali, al di qua e al di là dell’Oceano. Non una saga disancorata intorno ad una statua ma un permanente, vivo sentimento di appartenenza. La Recita ne è la plastica rappresentazione.

INTRODUCTION
This year marks the fortieth anniversary of the town twinnings with Hamilton and Castronovo di Sicilia.
On the morning of July 11, 1986, during the celebrations of the Madonna del Monte, the Canadian delegation led by Mayor Bob Morrow was officially welcomed by Mayor Calogero Sardo and the City Council of Racalmuto. It was an ideal welcome for the over twenty-five thousand first-, second-, and third-generation immigrants from Racalmuto living in the Canadian city.
In his book Ecco tua Madre. Racalmuto e la sua Madonna Maria SS. del Monte, Father Calogero Salvo summarized the "many and deep bonds" between Racalmuto and Hamilton with the beautiful expression "one heart and two cities." However, we can rightfully say "...and three cities."
Indeed, the same ceremony was held with the delegation from Castronovo, led by Mayor Salvatore Tirrito, at the opening of the traditional Play (Recita). Blending history and legend, this performance reenacts the arrival of a marble statue of the Madonna in Racalmuto and the related dispute between Prince Eugenio Gioeni of Castronovo and Count Ercole III del Carretto of Racalmuto. Several symbolic dates and events connect these cities:
In 1503, for the statue of the Madonna that remained in Racalmuto and would be named "del Monte";
In 1527, for a dispute and its subsequent bloody aftermath between the Barresi family of Castronovo and the Del Carretto family of Racalmuto;
In 1986, for the symbolic gesture of friendship rooted in many shared values. On that occasion, during the traditional Play, the roles of Eugenio Gioeni and his squires were meaningfully performed by young people from Castronovo.
With resolution no. 115 of July 28, 1986, the City Council of Castronovo, chaired by Mayor and engineer Salvatore Tirrito, also solemnized this "historic twinning." The stories of the past became shared heritage.
In this new spirit, the Play was staged in its entirety in Castronovo in 1990, featuring an exclusive cast of actors and actresses from Castronovo. This included the procession with the effigy of the Madonna placed on the traditional carruozzu (cart) pulled by oxen. In this way, the ancient dispute turned into a festive gathering of secular friendship and religious devotion, aiming to "initiate a joint analysis of social, employment, agricultural, and commercial issues, seeking mutual benefits."
In 2003, a delegation from Castronovo took part in the celebrations for the fifth centenary of the arrival of the Madonna's statue in Racalmuto.
In 2016, the thirtieth anniversary of the twinning was celebrated with the participation of administrators from Castronovo and young actors involved in the Play.
These twinnings did not end with the mere celebration of official acts. Instead, they were followed by various cultural exchanges and meetings (exhibitions, conferences, book presentations, displays, and courtesy visits) supported by the various administrations and successive mayors over the years.
Mayors of Hamilton: Bob Morrow, Fred Eisenberger, Andrea Horwath. Mayors of Castronovo di Sicilia: Salvatore Tirrito, Francesco Licata, Francesco Onorato, Vito Sinatra, Vitale Gattuso. Mayors of Racalmuto: Calogero Sardo, Carmelo Bufalino Maranella, Enzo Sardo, Salvatore Petrotto, Luigi Restivo Pantalone, Emilio Messana, Vincenzo Maniglia, Calogero Bongiorno.
At the origin of these two twinnings lies the initial dialogue passionately woven by associations and representatives of the three communities, whom we wish to remember: Guido Ricca, Vince Agrò, Angelo Cino, Giovanni Macaluso, Baldassare Giglia of the Fratellanza Racalmutese in Hamilton; Totò Mastrangelo (with whom I initiated preliminary contacts), Nino Di Chiara (who revived relations over time), Tonino Ceraolo, and the archpriest Onofrio Scaglione of Castronovo; Salvatore Restivo, the archpriest Alfonso Puma, the rector of the Sanctuary Father Luigi Mattina, the Associazione Amici di Padre Elia Lauricella, and the Pro Loco of Racalmuto. Other personal and organizational contributions and involvements would follow over the course of the forty-year period.
The Madonna del Monte, Mother and Queen of Racalmuto, is the common denominator of the two twinnings. If we look at logic and the chronology of events—even legendary ones—what happened and still happens around the Madonna del Monte would not exist without the meeting with representatives of the Castronovo community and the recovered statue they brought with them. We recall this with a sense of gratitude. That being said, Marian devotion and ancestral attachment have been a constant over time, not only for the residents of Racalmuto but also for those far away—the many who, out of necessity or to improve their living conditions, had to emigrate to Hamilton, Italy, Europe, and the world.
“The Madonna del Monte serves as an important religious symbol for cultural and community identity,” wrote anthropologist Sam Migliore, who is of Racalmutese origin, in his 1986 essay Religious Symbols and Cultural Identity: A Sicilian-Canadian Example, dedicated to the Racalmutese community of Hamilton.
The painter Giuseppe Agrò, who emigrated to Hamilton in 1943, was interviewed in 1992 by Carmela Mattina for her degree thesis L'emigrazione racalmutese in una comunità del Canada, Hamilton (Racalmutese Emigration in a Canadian Community, Hamilton). He stated that he paints for the people of Racalmuto, his loyal clients: "For them, I paint the Madonna del Monte, the Piazzetta, all the most beautiful places in the town. For me, it is a joy to make these paintings; this way, I am always in Racalmuto."
This can also be extended to the immigrants from Racalmuto living in Saint-Nicolas, near Liège. In the hamlet of Tilleur, as I learned from the testimony of Cettina Amato, celebrations in honor of the Virgin of the Monte took place. The promoter was Mrs. Susanna Pomo, married Farrauto, a descendant of the Matrona family, who in the 1980s obtained the statue that was carried in procession for several years.
In those who leave the town, the memory of the annual festival and its rituals persists. From afar, they feel ideally involved and, whenever possible, translate nostalgia and devotion into actions. Eugenio Napoleone Messana reaffirms this in his historical work Racalmuto nella storia della Sicilia (Racalmuto in the History of Sicily): "The emigrated resident of Racalmuto experiences the need to leave his town but never forgets it. Every year, the offering from immigrants in America and other states arrives punctually for the Festival of the Monte." Furthermore, those who are far away do everything they can to return to the town and experience the Festival: the date of its annual recurrence was moved from late May, as it was initially, to early June, and finally to the second week of July to allow greater participation for everyone during the beautiful season and in coincidence with summer holidays.
Jesuit Father Gerolamo Morreale dedicated a well-documented monograph published in 1986 to the various aspects of devotion and tradition linked to the Madonna del Monte.
It should be highlighted that the Play (Recita) takes on particular significance at the climax of the triunfu (triumph), depicting how the beautiful marble statue of the Madonna arrived in Racalmuto to miraculously remain there.
Until the 1970s, the text used was the sacred drama Maria Vergine del Monte in Racalmuto, published in 1856 by the Lecturer and Preacher of the Order of Friars Minor, Bonaventura Caruselli from Lucca.
In 1924, immigrants from Racalmuto living in New York, connected to those in Buffalo and Hamilton, requested the sacred drama from Father Giuseppe Cipolla to perform it in a theater with several replicas.
In the 1920s, the Festival of the Monte was celebrated by immigrants from Racalmuto in Manhattan, including the "angel's flight" (volo dell'angelo), just as it was celebrated in Racalmuto. This is evident from an article in The Sun and New York Herald from 1920, cited by Marc Reynolds, whose ancestor was an immigrant from Racalmuto.
Also in Manhattan, on the front pedestal of a plaster statue, the following inscription can be read:
Maria S.S. del Monte
Patroness of Racalmuto
Donated by the Maria S.S. del Monte Mutual Aid Society
Among the citizens of Racalmuto
To the Nativity Church:
A similar statue was placed in All-Souls Church in Hamilton during the 1920s, and another larger one in 1989. Both are carried in procession during the annual Festival, on the Friday and Sunday of the third week of June, respectively. 
In the Canadian city, the organization of the Festival resumed in 1986, following a previous celebration in 1931 that had later been interrupted.However, it was following the extraordinary 1988 celebrations for the Fiftieth Anniversary of the Coronation in the homeland that the Festival in Hamilton experienced a grand revival. 
This included a solemn mass and procession, candles, votive banners, adorned horses, a marching band, illuminations, fireworks, the Play (Recita), the triunfu, the Vugliddra, prummisioni, tammurinara (drummers), and cubaita (traditional nougat). In 1991, the Play was staged once again in its new Sicilian version, with roles performed by young Italian-American actors and actresses of Racalmutese descent. 
The period costumes were crafted by the tailor Giuseppe Martorelli, who, along with numerous fellow townsfolk and his wife Mary, took part in both the Play and the costume parade.
A dedicated Committee pledges to organize the annual Festival in honor of Maria SS. Del Monte, "thereby continuing a proud tradition that animates the twinned cities of Racalmuto, in Sicily, and Hamilton, in Ontario" (http://racalmutesecommunityhamilton.com/). Since 2026, the acting president has been John Cottone. 
He was preceded by: Joe Curto, Dr. Joseph Rizzo, Baldassare Giglia, Gaetano Billone, Antonio Morreale, Calogero Mule, Peter Traina, Joseph Muratore, Salvatore Agrò, Carmelo Alaimo, Salvatore Agrò, Eduardo Piazza, Giovanni Macaluso, Alfonso Giglia, and Santo Randazzo.Just as in the homeland, musical entertainment is organized alongside the religious festival, featuring contributions from the group "Sicilia canta Canada" led by Sam Cino and Joe Baiardo. For several years, the folklore group "Hamilton Sicilian Folklore Group" also contributed.The Play 
(La Recita)The Play in the Racalmutese dialect, 
La Vinuta di la Madonna di lu Munti a Racalmuto (The Arrival of the Madonna del Monte in Racalmuto), which characterizes the Festival, was proposed and performed for the first time in 1978 by Eugenio Napoleone Messana and the Pro Loco of Racalmuto. It featured exclusively male characters, following the structure of the sacred drama by Bonaventura Caruselli. It was received with great acclaim. The complete version was developed over time through various contributions in the following chronological order:
1978 – Part One by Eugenio Napoleone Messana;
1979 – Part Two by Piero Carbone, introducing the Countess, the Peasant Woman, and other female characters (including the preceding announcement by Ambrogio);
1982 – Prologue by Nicolò Macaluso, delivered by the new character Giacinto;
1988 – Canzuna divota. Madonna di lu Munti by Piero Carbone, in collaboration with Peppino Agrò for the musical score.
The title of the Play reflects this chronological order.
Only in 1986, as a directorial choice, the Prologue of the character Giacinto was split and delivered by two shepherds. Beyond the evangelical echoes, this was intended to symbolize the involvement of the entire Racalmutese society, with no one excluded from the exceptional event. 
From 1978 to the present day, more than a hundred young actors and actresses from Racalmuto have performed in both the male and female roles of the Play, forming a collective, sentimental roll of honor.
This new edition, following those of 1982 and 1988, was timed to coincide with the fortieth anniversary of the two twinnings. Through the Play, the central role of the Madonna del Monte is reaffirmed as a trait d'union in relations with Hamilton and Castronovo di Sicilia. 
Indeed, it also carries a significance in terms of linguistic strategy: the introduction of the English translation is not intended to replace the dialect of the original version, but rather to preserve it, ensuring that words and idiomatic expressions can be understood even by those who do not speak or comprehend the dialect. 
Otherwise, if left misunderstood, the dialect words spoken by our fathers would risk remaining buried archaeology—empty sound shells devoid of meaning and feeling.
Therefore, breaking through the boundaries of dialect by translating into another universally known language serves as an extension without spatial or temporal limits. It brings into the present the words of the Countess who, in poetic imagination, has منذ 1503 foreseen and prophesied for centuries to come the bond of the people of Racalmuto, both near and far, with the Madonna del Monte, or rather "of the World"... ca a Racarmutu si vonzi ristari (who wished to remain in Racalmuto):
O Madonna, pi tantu tiempu ancora,
d'ogni angulu di terra, ntra lu cori,
cu è di Racarmutu e fora scura
avi a suspirari di luntanu
pinzannu a Vù e a li vostri favura.
(O Madonna, for so much time to come, / from every corner of the earth, in their heart, / whoever is from Racalmuto and faces the dark outside / shall sigh from afar / thinking of You and of your favors.)
One can conclude that perhaps no town has ever identified itself so deeply with a festival.It is an emblem-festival, to such an extent that it identifies a town and the sense of belonging to it with the Madonna in whose honor the festival is celebrated, moving beyond personal ideologies, on both sides of the Ocean. 
It is not an unanchored pageant centered around a statue, but a permanent, living feeling of belonging. The Play is its vivid, plastic representation.
Piero Carbone
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UNA STORIA CHE ANCORA CONTINUA
La recita della “Vinuta da Madonna” è un momento ormai divenuto necessario nelle dinamiche dei festeggiamenti, ha lo scopo di richiamare alla mente e al cuore dei presenti i sentimenti che legano il popolo alla Vergine Santa che, con atto di speciale predilezione, ha fatto in modo che la sua bella Immagine restasse per secoli a regnare su questo paese.
Più che la ripetuta narrazione di un evento storico e dei suoi contorni leggendari essa è ambientata nel presente della devozione di uomini e donne racalmutesi di ogni tempo. Le parole, il fervore, la meraviglia che la nostra gente dovette provare alla vista della Santa Immagine certamente sono i medesimi che riaffiorano in ogni momento della vita dei devoti, che si trovano nella serenità della devozione e della preghiera che accompagna il mese di maggio e che esplodono con tripudio nei festeggiamenti di luglio.
Le parole che i personaggi pronunciano, specialmente quelle rivolte alla Madonna, potrebbero tranquillamente essere messe sulle labbra di qualsiasi racalmutese che, in più di mezzo millennio, si è sentito confortato e dal ricorrere a Maria Santissima del Monte.
Questo prezioso lavoro che ripropone il testo e lo rende disponibile anche nella sua traduzione permette a questa storia, non solo di attraversare i secoli, ma di varcare i confini e di depositarsi del bagaglio delle memorie di ogni racalmutese indipendentemente del luogo in cui abbia scelto di vivere e di rimanere saldamente legato alle sue radici di cultura e di fede.
Allo stesso tempo questo racconto porta con sé il potere della narrazione che sta alla base dell’identità di un popolo: la lunga storia della Comunità Racalmutese ha certamente un centro radiante ne 1503 che portò la popolazione a fare propria l’espressione del Salmo 85 “Benedixisti domine terram tuam” che si trova impressa sull’arco trionfale del Santuario.
“Signore hai benedetto la tua terra” è quindi la sintesi di tutta la vicenda che trascende la storia, la rilegge e la reinterpreta alla luce di un evento fondante che non può essere confinato nella memoria storica ma, come quasi un memoriale, rivive nell’identità di chi in esso si riconosce. 
Sono certo che questa pubblicazione aiuterà a tenere vivo lo splendore delle origini del culto a Maria Santissima del Monte e ad accompagnare le nuove generazione a sentirsi parte di una storia che ancora continua.
                                                                                                        Don Carmelo La Magra


3
ANCHE A CASTRONOVO
Come rappresentante della comunità castronovese, sono stato tante volte a Racalmuto per prendere parte ai festeggiamenti dedicati alla Madonna del Monte che comprendono la processione della statua della Madonna sistemata su un carro trainato dai buoi, la Recita con il duello per la statua contesa avvenuto all'epoca dei fatti tra i contendenti e sfociato in un pacifico accordo, l'acchianata della scalinata del Santuario con le prummissioni e i cavalli bardati a festa. 
Da assessore comunale, come sponda castronovese, nell'agosto del 1990, quattro anni dopo il gemellaggio iniziato nel 1986 assieme a Totò Mastrangelo, al sindaco Luigi Tirrito e all'assessore Tonino Ceraolo, mi adoperai per far vivere alla Comunità castronovese quei momenti magici della Festa a cui avevo assistito. Così venne organizzata una processione in tutto e per tutto uguale a quella che si svolgeva a Racalmuto, con la stessa statua, lo stesso carro, gli stessi buoi e con due ali di cavalieri vestiti in abiti d'epoca a completare il magnifico corteo. 
La sera venne rappresentata sul palco, da parte della locale compagnia teatrale, la scena del ritrovamento della statua della Madonna in una grotta d'oltremare da parte del buon principe Gioeni. 
La Recita suscitò vere e autentiche emozioni tra il pubblico presente, all'oscuro di quei fatti occorsi diversi secoli prima e che stanno all'origine del gemellaggio sancito l'11 luglio 1986. Un'amichevole e proficua corrispondenza che dura da 40 anni. 
Significativa la conclusione con il simbolico abbraccio dei due sindaci di Castronovo e Racalmuto: Luigi Tirrito ed Enzo Sardo. L'auspicio è quello di potere ripetere un tale, significativo avvenimento anche negli anni a venire. 
Castronovo, 10 maggio 2026
Nino Di Chiara
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ANCHE AD HAMILTON
Il 40° anniversario del gemellaggio tra la Città di Hamilton e Racalmuto rappresenta
un traguardo significativo e una testimonianza di un legame che rimane forte oggi
come al suo inizio. La nostra cultura e il nostro patrimonio condivisi devono continuare
a essere preservati e celebrati, affinché le generazioni future comprendano il viaggio
intrapreso dalle nostre famiglie - che lasciarono Racalmuto all'indomani delle guerre
mondiali alla ricerca di una vita migliore a Hamilton. Attraverso il lavoro del club ita-
liano Fratellanza Racalmutese, confermiamo il nostro impegno a onorare quell'eredità
e a far si che queste storie continuino a essere raccontate. La riproposizione della Festa del Monte è sicuramente uno dei momenti più significativi della nostra memoria rivissuta nell'attualità.
Hamilton, 6 Maggio 2026
                                                                          Joe Curto, Presidente Club Fratellanza Racalmutese

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UN'IDEA CONDIVISA

La festa della Madonna del Monte rappresenta un appuntamento fondamentale per ogni
racalmutese, che certamente non rinuncerà a vivere questi momenti intrisi di fede, tradizione
e folklore. I giorni che coincidono con la seconda domenica di luglio sono dedicati ai
festeggiamenti e regalano emozioni davvero straordinarie: fede, speranza e commozione per
le grazie ricevute.
Tra le tradizioni più sentite vi è la presa della bandiera del Cilio da parte dei giovani borgesi, la
processione del carro con la Madonna trainato dai buoi e la Recita in costumi medievali con la quale si  rivive l'arrivo della Madonna a Racalmuto.
Questa rappresentazione veniva già messa in scena, in italiano, ai tempi di padre Bonaventura Caruselli ed è stata ripresa, in dialetto racalmutese, nel 1978 dal professore Eugenio Napoleone Messana, insieme alla Pro Loco. Negli anni successivi, è stata arricchita dal poeta Piero Carbone e dal professore Nicolò Macaluso.
Quando, in occasione del 40° anniversario del doppio gemellaggio di Racalmuto con Castronovo di Sicilia e Hamilton, Piero Carbone ha proposto la ristampa a sua cura  de "La venuta di la Madonna di lu Munti a Racalmuto", la Pro Loco ha condiviso prontamente l'idea. 
La pubblicazione è stata arricchita dalla traduzione in inglese della professoressa Adele Maria Troisi, pensando agli emigrati siciliani in Canada. 
Ringrazio Piero Carbone a nome mio e di tutta la Pro Loco per aver voluto dare anche alle nuove generazioni la possibilità di conoscere un'opera ormai pressoché introvabile. Un sentito ringraziamento alla società Italkali, radicata nel nostro territorio, per il contributo alla ristampa. 
Racalmuto, 12 maggio 2026
Angelo Giudice, Presidente Pro Loco

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DIETRO LE QUINTE
La scelta di aderire al progetto dell'amico  Piero Carbone per la riedizione del testo della Recita La vinuta di la Madonna di lu Munti è stata per me motivo di grande commozione e di devozione al tempo stesso. Il pensiero che i nostri fratelli e sorelle d’oltreoceano possano fruirne anche in Inglese mi commuove, perché comprendo benissimo come i figli e le figlie dei nostri emigrati, ormai arrivati alla quarta o quinta generazione, non conoscano più il dialetto racalmutese che, peraltro, in questo testo è risultato in certi punti ostico anche per me che a Racalmuto ci vivo. Le parole, infatti , sono a volte dei termini arcaici e certe espressioni non si usano più da tempo o sono “lost in translation”, perché è impossibile trovare un equivalente esatto. Una fra tutte, mi sovviene la battuta che il principe Gioeni rivolge a Fernando, chiamandolo nziru di meli, alla lettera "vaso di miele", ma che in questo caso è utilizzata in senso di scherno. 
Inoltre, mi commuove pensare quanto sarebbe stato felice di questo progetto mio padre che per tanti anni scrisse per il "Giornale di Sicilia" della nostra festa che amava tanto: il venerdì, al primo colpo di cannone, apriva tutti i balconi ed invitava me e mia sorella a mettere i vestitini più belli per scendere insieme in Piazza e partecipare con gioia ai festeggiamenti. Più tardi, si sedeva alla scrivania e scriveva a macchina l’articolo, corredato dalle foto della sua inseparabile Canon, da inviare al Giornale.
Aggiungo che la mia "fatica" nel tradurre duplicemente dal siciliano all’italiano e poi in inglese ha rappresentato anche un atto di devozione nei confronti della nostra Bedda Matri che da tanti secoli veglia su Racalmuto ed alla quale siamo tutti legati, personalmente per il fatto di appartenere alla Congregazione della Madonna del Monte.
Mi auguro che questo piccolo tributo possa ancora meglio ed ancor di più rinsaldare il “bond” tra la nostra comunità e quella di Hamilton.
Ringrazio Piero Carbone e la Pro Loco, di cui faccio parte, per aver fortemente voluto la realizzazione di questo progetto.
  Adele Maria Troisi

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UN LAVORO IN SINERGIA
Con emozione mi sono accinto alla cura della riedizione della Recita rivivendo i momenti del 1978 quando la Recita è stata rappresentata per la prima volta. Oggi come allora va annoverato il contributo, a vario titolo, di tanti che voglio ringraziare: la Pro Loco tramite il suo Presidente Angelo Giudice per avere accolto prontamente la proposta e Lillo Giangreco che si è speso con generosità per concretizzare l'idea; l'arciprete Don Carmelo La Magra per averne colto l'anima; Nino Di Chiara e Joe Curto rispettivamente delle due città gemellate di Castronovo di Sicilia ed Hamilton per l'affettuosa testimonianza e la proficua vicinanza; la prof.ssa Adele Maria Troisi per la sensibilità, oltre la competenza, nel tradurre in inglese il testo dialettale; Angelo Cutaia per l'interlocuzione storica; Luigi Falletti per il supporto nel corredo fotografico; coloro che hanno reso possibile l'individuazione di date e nomi delle foto. Per la composizione, l'esecuzione dei canti e la trascrizione musicale: Peppino Agrò, il Coro polifonico "Terzo Millennio" diretto dal maestro Domenico Mannella; il maestro Francesco Carrara direttore della Banda musicale "Giuseppe Verdi"; Sergio Dainotti; Laura Carbone; Salvo Di Salvo.  Per il loro consenso, i congiunti ed eredi dei coautori della Recita Eugenio Napoleone Messana e Nicolò Macaluso, con i quali, in ideale collegamento, rivivo l'antica avventura. 
Un grato pensiero ai miei genitori che non mi hanno distolto dal partecipare alla Recita neanche quando il cavallo s'imbizzarrì disarcionando il fiero principe Eugenio Gioeni i cui abiti per la Recita, non ancora ventenne, indossavo per la prima volta. 
Infine, un anticipato ringraziamento alle comunità di Castronovo e dei racalmutesi emigrati in Hamilton per la disponibilità ad accogliere la Recita con l'auspicio di farla rivivere con intramontabile entusiasmo. Come finora hanno fatto e spero faranno ancora i giovani racalmutesi delle nuove generazioni.