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lunedì 14 settembre 2026

RENZO COLLURA METICOLOSO VISIONARIO. L'omaggio di Alfredo Marsala Di Vita

 


Servizio realizzato dal maestro Alfredo Marsala e proiettato durante la mostra MEMORIE E FANTASMI tenutasi a Racalmuto, Auditorium "Santa Chiara", 7 -22 Aprile 1990. La mostra, da me proposta e organizzata col patrocinio del comune di Racalmuto e la consulenza di Athos Collura, doveva essere un'antologica per testimoniare il legame del maestro Collura con Grotte, suo paese di origine, e Racalmuto a cui era particolarmente legato. Purtroppo è risultata una retrospettiva dal momento che Renzo Collura è venuto meno prima dell'inaugurazione della mostra.

domenica 13 settembre 2026

E ANCORA ASPETTA





...e ancora aspetta

 

L'omu a jutu nni la luna

l'omu a jutu n capu Marti

 

Cerca, cerca e ma' ca trova.

Cerca l'anima gemella.

 

Si la trova, chi ci fa?

Ci fa sciarra, ci fa guerra.

 

"Sparau nni li parti di Missina

spararu nni li parti di Giurgenti

 

spararu a Leningradu, Cuba, n Cina, 

spararu nni li parti d'Orienti"

 

dissi lu Gazzettinu.

"A Comisu scacciaru li buttuna".

 

Po'... cchiù nenti.

 

Duoppu cent'anni l'isula diserta

ancora va circannu la sò curpa.

Risposta cerca, l'addumanna a tutti

ma nuddru sapi nenti.

 

E ancora aspetta.



 

L’uomo è andato sulla luna. / L’uomo è andato su Marte. / Cerca, cerca e mai trova. / Cerca l’anima gemella. / Se la trova, che fa? / Bisticcia, (gli) fa la guerra. / "Hanno sparato dalle parti di Messina / hanno sparato dalle parti di Girgenti / hanno sparato  < Lenigrado, Cuba, in Cina  / hanno sparto dalle parti dell'Oriente" / ha comunicato il Gazzettino. / "A Comiso hanno premuto i bottoni" / Poi... niente. / Dopo cent'anni, isola deserta / ancora va cercando la propria colpa. / Cerca risposta, lo domanda a tutti / ma nessuno sa niente. // E ancora aspetta.

"E ancora aspetta" di ©Piero Carbone, poesia pubblicata nella raccolta del 2008 PENSAMENTI; recitata a Caltanissetta per la Giornata Internazionale della Donna il 10 marzo 2026 , recital poetico su invito, organizzato dalla poetessa Marisa Sedita

 

La base aeroportuale di Comiso, in Sicilia, è stata scelta nel 1981 per ospitare 112 missili nucleari Cruise della NATO durante la Guerra Fredda. 
Il governo italiano decise di installare gli euromissili nella base militare "Vincenzo Magliocco" di Comiso (Ragusa).  
I missili divennero operativi a partire dal 30 giugno 1983, trasformando la base in un punto cruciale dello scacchiere europeo e mediterraneo. 
Con la fine della Guerra Fredda e il trattato INF, l'ultima batteria di missili fu rimossa il 26 marzo 1991. 
Successivamente la base è stata smobilitata e riconvertita in aeroporto civile.


 

sabato 12 settembre 2026

QUANDO RENZO COLLURA - DI TUTT'ALTRO STILE PITTORICO - ACQUISÌ UN QUADRO DI JEAN CALOGERO

Nel 1977, anno dell'acquisizione dell'opera di Jean Calogero,

  Direttore della Civica Galleria d'Arte Moderna "Empedocle Restivo" di Palermo 

era il pittore Renzo Collura.

 




SU JEAN CALOGERO DA IA

Jean Calogero (pseudonimo di Giovanni Calogero, 1922–2001) è stato un artista catanese di fama internazionale, capace di fondere la tradizione siciliana con le avanguardie parigine, dando vita a un universo pittorico ricco di simboli e misteri. La sua opera è sospesa tra surrealismo, realismo magico e atmosfere oniriche, lasciando dietro di sé una serie di affascinanti "enigmi" visivi e concettuali che continuano a catturare l'osservatore.

Ecco i principali elementi misteriosi e ricorrenti che definiscono la sua poetica:

## 1. I paesaggi sospesi e senza tempo
Nelle sue tele, le città (spesso reinterpretazioni di Parigi o della sua amata Sicilia) appaiono come scenografie teatrali deserte o popolate da figure solitarie. Gli edifici sembrano galleggiare in un'atmosfera immobile, dove il tempo è cristallizzato. Questo contrasto tra elementi architettonici reali e un contesti impossibili crea un profondo senso di stranamento metafisico.

## 2. Le maschere e i personaggi del mito
La pittura di Calogero è densa di figure emblematiche:

* Arlecchini e Pulcinella: Non rappresentano la festa, ma la malinconia e il segreto della commedia umana.
* Donne angelicate e sognanti: Spesso ritratte con occhi grandi e profondi che non guardano lo spettatore, ma sembrano rivolti verso l'interno, custodi di una verità nascosta.
* Cavalieri e paladini: Richiamo all'opera dei pupi siciliani, simboli di una lotta eterna e idealizzata.

## 3. La coesistenza di opposti (Luce e Ombra)
Un grande enigma tecnico e concettuale di Calogero è la sua gestione cromatica. Utilizzava una tavolozza vivacissima, ricca di blu profondi, rossi accesi e ori, che tuttavia non trasmettono una gioia spensierata. Al contrario, i colori vibranti servono a illuminare una nostalgia latente e un senso di solitudine, creando un cortocircuito emotivo in chi guarda.

## 4. Il legame duale Parigi-Sicilia
Calogero visse a lungo a Parigi, dove ottenne i massimi riconoscimenti (come la Grande Medaglia d'Argento della città nel 1957), ma non recise mai il cordone ombelicale con la Sicilia. Il vero enigma della sua arte risiede in questa sintesi perfetta: come sia riuscito a trasformare i colori caldi, la terra e i miti mediterranei in un linguaggio universale, cosmopolita e profondamente surrealista, dialogando alla pari con giganti del tempo come Salvador Dalí e Max Ernst.

UN ARTICOLO SU RENZO COLLURA

Il Giorno " domenica 5 giugno 2016, ediz. di Lodi, Crema, Pavia.






venerdì 11 settembre 2026

"ZMARÀGDOS" PRESENTATO DA AURELIO PES. Spettacolo realizzato dagli studenti fuori sede






Al Pensionato "San Saverio", quante chiacchierate "culturali" 
passeggiando sotto i portici con  il Direttore della Biblioteca Aurelio Pes!

Non finiva mai di citare Goethe e la sua teoria del colore. Coltissimo, alto era il suo stile nella scrittura.

Ha sostenuto criticamente, e generosamente, i sogni e la creatività di tanti studenti universitari creativi.

Ha sostenuto anche lo spettacolo "Zmaragdos", arti in coordinamento e ricerche etnografiche che ho ideato e realizzato con un gruppo di studenti fuori sede.




PRESENTAZIONE

Avverrà talvolta che un giovane estroso, al quale una comunità tradizionale
 vorrebbe non riconoscere altro compito se non quelle d'una piatta vita di doveri estrinseci, smanii d'incontrare la sapienza.
Da quel momento, egli cercherà di affidare a un'idea che tutte compagini, e con altri uomini nei quali si riconosce, queste sue istanze profonde.
Nascerà allora in embrione un'idea di teatro, che è la forma
rituale in grado di generare dall'antico, un nuovo e più radioso
corpo, capace di simbolo, di trascendenza, d'un discorso insomma
più generale e umano.
"Zmaragdos, lo spettacolo voluto e interamente elaborato dagli
studenti fuori sede dell'Opera Universitaria, è nato proprio così
Credo sia stato Pietro Carbone il primo a tentar di cucire pertinacemente
intorno a sé una trama di apporti e di techiche, che assumevano via via
le sembianze di Salvatore Nocera, Gaetano Di Mora, Giacomo Sorce,
Giuseppe Agnello, Salvatore Buscemi, Angelo Baccarella, Filippo Cammarata:
questo artigiano, quello pittore, quest'altro attore o poeta o scultore.
Tutti, o quasi, talenti sommersi, che l'occasione non mancherà però di porre
in bella evidenza; ma anche così duttili da rapirsi dai ruoli prefissati, se è vero
che qui è poi anche il poeta a costruire la scena, l'artigiano
a occuparne lo spazio recitativo, e così via.
Ne verrà un'immagine sfaccettata, e pur congruente, di pietra
preziosa, specchio dei nostri volti e dei nostri desideri; abile
inoltre a racchiudere in unità le moltitudini che la animano
e la infuocano.
E queste moltitudini si esprimeranno con il gesto, con la voce,
con il canto, ipotesi di teatro totale che, attraverso il folklore
e la memoria, schiude all'orditura della semina la trama del ter-
riccio, al nostro essere individuale la sua dimensione naturale
cosmica.
                                                                      Aurelio Pes










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giovedì 10 settembre 2026

LA POESIA NON È FARINA, MA... SENZ'ESSIRI FARINA TI SAZZÌA

 Poesia declamata al Convegno di Primavera dell'A.N.PO.S.DI. 

(Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali)

 tenutosi a Terrasini, in provincia di Palermo, 

dal 10 al 14 maggio 2018 presso il complesso Città del Mare.

Presentazione di Mimmo Saltari, Presidente dell'A.N.PO.S.DI.