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domenica 2 maggio 2021

QUANDO RAINA INFANTINO NICOLOVA VENNE A TROVARMI A ZACCANELLO (9-10 DICEMBRE 2017). In famiglia, brindisi per lei con amici speciali


Incontro cordiale a Zaccanello, parlando di musica, ricordando tante cose, 
sognando altri, fruttuosi percorsi  per Luigi Infantino.
In paese, altri momenti, altri incontri.
Il centenario  era un orizzonte lontano.


Luigi Infantino - Cilèa - L'Arlesiana - 

È la solita storia del pastore...




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giovedì 7 maggio 2020

UN PAESE E TRE CENTENARI. Ieri la diretta. Prossimamente su you tube

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Il link della diretta a cura del Centro culturale Lo Bue
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https://www.facebook.com/centroculturalelobue/live/?hc_location=ufi
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Nel corso della diretta, a proposito dei gemellaggi,  involontariamente non viene indicato il nome della cittadina di Hamilton con la quale Racalmuto è gemellata fin dal 1986. 
Dei gemellaggi con Hamilton e Castronovo di Sicilia ne avevo parlato in un articolo del 1987.

Segnaletica all'ingresso del paese




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lunedì 9 dicembre 2019

PIERA LO LEGGIO CANTA “DECI, CIENTU CITALENI” A PALMA DI MONTECHIARO. Paolo Alongi alla chitarra



DECI, CIENTU CITALENI
Dieci, cento lanternine
Ricordando salinai e zolfatai.
Parole di Piero Carbone - Musica di Domenico Mannella

I
Dieci, cento  lanternine 
Vanno mute in processione.
Non c’è santo da pregare,
Vanno tutte a lavorare.

Non son stelle vaghe al buio
Che procedono ubriache.
Salinai, zolfatai,
Vanno tutti nei carnai

II
Li baciarono nel letto
Madre, figli, mogli in sonno. 
Vanno adagio alla miniera,
Nella testa nube nera.

All’inferno se ne vanno.
Se ne vanno a sepoltura.
Son piccini adulti scalzi
Inzuppati di sventura.

III
Luce c’è di acetilene,
Incomincia ad alitare.
Le fiammelle negli abissi
Già si spengon nelle fosse.

Il ragazzo sputa sangue.
Il padrone spadroneggia.
Fumo sale, non incenso, 
Chi non prega, santi oltraggia.

IV
Per campare la famiglia,
Quattro soldi maledetti,
Se la morte traditora
Non li schiaccia o se l’inghiotte.

Tutti morti come cristi.
Viene il prete per pregare.
Le mogliere con tenaglie
Strappan  chiodi dalle bare

Versi da recitare sul sottofondo dell’ultima strofa sussurrata quasi a bocca chiusa:

ZOLFO ZOLFO ZOLFO
I
Zolfo zolfo zolfo, lacrime di sale
Dall’alba a notte sempre a faticare.
II
Zolfo zolfo zolfo, sangue di cristiani,
Conigli inconigliati nelle tane.
III
Spersi nelle budella della terra
Bruciavan i polmoni di lamenti.
IV
Cantavano a colpi di piccone,
Allora, ma ora chi li sente?







giovedì 25 aprile 2019

QUELL'INTUIZIONE MUSICALE PER RACALMUTO ANDATA A VUOTO. Un articolo ripescato del 1988


Domenica prossima si vota a Racalmuto. E' tutto un formicolio di contatti, un battagliare di comizi, un continuo professare amore per il paese. Anche io, anche se non mi candido, professo, se è lecito, come tanti altri che non si candidano, amore per il paese, e lo faccio riesumando un vecchio articolo.

Per una strana coincidenza mi è venuto tra le mani nella mattinata di ieri e a mezzogiorno, sceso in Piazza per l'aperitivo, incontro amici e il maestro Domenico Mannella che tanto si è prodigato per la promozione musicale nel territorio agrigentino, anche a Ribera e ad Agrigento, e, conversando amabilmente, faceva notare ad alcuni candidati lì presenti che nessun sindaco nei vari comizi programmatici aveva pronunciato la parola "musica".

Mi è sovvenuto dell'articolo che avevo rinvenuto in mattinata. E' del 1988: vi sono diverse testimonianze tra le quali quelle dello stesso Domenico Mannella e del direttore del Conservatorio  "Vincenzo Bellini" che allora andai a intervistare a Palermo.

Quello che hanno realizzato in campo musicale, seppure, in diverso modo e in diversa misura, i comuni agrigentini di Ribera e Bivona, rappresentava una bella intuizione anche per Racalmuto, ancor prima di Ribera. Intuizione andata a vuoto però. 

Il tempo ha dato ragione, ma è una scarsa consolazione perché rimane una ragione a perdere per la collettività. 
La vera programmazione culturale e politica dovrebbe essere sul tempo e non schiacciata in maniera piccina e miope sul presente o su se stessi e viciniori. Non c'è politica o comizio che tenga.
La tristezza del bilancio recente, non solo nel campo musicale, politico e non politico, la dice lunga.





"Malgrado tutto", marzo 1988






Ribera

https://www.istitutotoscanini.it/storia-dell-istituzione.html

Bivona

https://www.acmbivona.it/scuola-di-musica-g-lo-nigro/

Ieri in Piazza
con Domenico Mannella e Nicolino Marchese, presidente del Circolo di Cultura





mercoledì 9 gennaio 2019

LA SICILIA DEL GESSO (CANTATO). Il Coro Terzo Millennio e la Compagnia di canto e musica popolare favarese al Convegno di Caltanissetta con i canti di lavoro

LU CANTU DI LI ISSARA

 Canto tradizionale che verrà eseguito dal Coro Polifonico "Terzo Millennio" di Racalmuto 
diretto da Domenica Mannella



"Lu cantu di li issara"  si trova in Lu suli si nni va... Tradizioni orali e vita popolare a Racalmuto di Isabella Martorana Messana: il libro pubblicato a cura del Comune di Racalmuto nel 2006 con la Presentazione del prof. Sergio Bonanzinga, etnomusicologo all'Università di Palermo, è la riproposizione di Letteratura popolare e aspetti della vita tradizionale di Racalmuto, Tesi di laurea in "Storia delle Tradizioni Popolari" compilata sotto la guida del professore Giuseppe Cocchara (Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo), nell'anno accademico 1963-64.

Poca favilla gran fiamma seconda...

Come e quando è nata l'dea di riesumare il canto 
e organizzare un convegno sul gesso

https://archivioepensamenti.blogspot.com/2018/07/mio-nonno-era-issaru-gessaio-di-un.html
Schermata Facebook 


Schermata Facebook
Questi commenti rappresentano l'incipit di molti altri commenti e contributi e testimonianze e collaborazioni e proposte che si aggiungeranno da tante parti della Sicilia:
non tutti i contributi  purtroppo confluiranno nel convegno nisseno
che vedrà il coinvolgimento di ben tre bacini universitari siciliani
nonché il supporto promozionale dello straordinario
Gruppo Facebook "Siciliando" che conta oltre 64.000 iscritti
(un doveroso ringraziamento al Presidente Vincenzo Perricone e ad Alessandra Buttitta)
*
L'incontro che si doveva tenere a Racalmuto per presentare i canti di lavoro alla presenza della prof.ssa Castiglione e dell'etnomuiscologo Sergio Bonanzinga è stato fatto confluire nell'evento di Caltanissetta unitamente all'invito della ricercatrice Isabella Martorana Messana.

***

VITA DI ISSARA

Canto d'autore che verrà eseguito dalla Compagnia di canto e musica popolare favarese
diretto da Giuseppe Maurizio Piscopo

Vita di issara

               Testo di Piero Carbone
                     

Ritornello:. 
Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, balati: forti cafuddrati. 
Furnu, famìa: issu abbianchìa.

I
A Buovu e Gargilata issu c’era,
Bivona cu Lercara china nn’era,
ci nn’era a Grutti, c’era all’antri banni:
luciva e luci muntagni muntagni.

Lu palu spirtusava rocchi e cugni,
la pruvuli sparava, e li timugni 
di petri carriavanu sudannu 
a la carcara jennu hiatiannu.

Rit.

II
Ti nfurna, lu issaru, e ti piddrìa,
balata, duoppu cotta, e macinìa
a cuorpi di picuna e mazzuttati
di hiatu e di sudura ncuttumati.

Carretti sientu nni la notti scura,
un cantu, griddri, fierri di na mula.
Carrianu, li scecchi di issara,
a prucissioni. Su li urdunara!

Rit. 

III
Antichi casi di servi e patruna,
e rrobbi granni, nichi cubbuluna,
mpastati cu lu issu di carcara
e stucchi, statui, angili d’antara.

Issotta, ciarmaliddri, baddruttati,
li tietti di canneddri arraccamati.
Lu issu finu li mura abbianchìa.
Sciloccu nni li casi un ci putìa

Rit.


IV
Lu fuocu di lu tiempu cuciunìa
la vita, comu pani la famìa,
la coci com’abbastru di carcara:
biancu dintra e fora chi s’affara.

Facivanu accussì nni la carcara.
Oh, issu binidittu di issara!
Recitato:
La storia cancia, lu cimentu vinni:
palazzi frolli, ponti ntinni ntinni.

Ritornello finale:

Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, sudura, mpinti mura mura.  
Figli, lu pani, aspettanu dumani.

Recitato finale:
Figli, lu pani, aspettanu dumani







Altri canti eseguiti dal Coro Polifonico "Terzo Millennio":
Deci, cientu citaleni
Sant'Aita 

Altri canti eseguiti dalla Compagnia di canto e musica popolare favarese:
Partinu di notti
U surfararu






giovedì 27 settembre 2018

VITA DI ISSARA. Penultima versione






Vita di issara

               Testo di Piero Carbone
                     Musica di Giuseppe Maurizio Piscopo


Rit. 
Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, balati: forti cafuddrati. 
Furnu famìa: issu bianchìa.

I
A Buovu e Gargilata issu c’era,
Bivona ccu Lercara china nn’era,
ci nn’era a Grutti, c’era all’antri banni:
luciva e luci muntagni muntagni.

Carretti sientu nni la notti scura,
un cantu, griddri, pidati di mula.
Carrianu, li scecchi di issara,
a prucissioni: su li urdunara.
Rit. 

II
Issotta, ciarmaliddri e baddruttati
Di hiatu e di sudura ncuttumati.
Biancu issu li mura abbianchìa.
Sciloccu nni li casi un ci putìa

Antichi casi di servi e patruna,
palazzi o cubbula senza purtuna
mpastati cu lu issu di carcara
e chiesi chini d’angili e d’antara. 
Rit. 

III
Ti nfurna, lu issaru, e mazzulìa,
balata, ca t’arrienni cu dulia
a cuorpi di mazzuottu e di sudura.
ti macinia, e iddru si ncuddrura.

Lu issu biancu ricotta paria,
tu ci hiuhiavi n pruvuli e spirìa:
resisti ancora; lu cimentu vinni:
palazzi frolli, ponti ntinni ntinni.
Rit. 

IV
Lu fuocu di lu tiempu cuciunia
E ardi e coci, a tutti nni famìa
A tutti com’abbastru di carcara,
bianchi dintra e fora chi nn’affara.

Nn’affara e coci, riduci a farina,
Mpastata cu suduri di carina.
Facivanu accussi nni la carcara.
Oh, issu binidittu di issara!

Rit. diversificato:

Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, sudura: mpinti mura mura.  
Figli, lu pani, aspettanu dumani.

Recitato finale:
Figli, lu pani, aspettanu dumani

ph ©Giuseppe Pasquale Palumbo


martedì 25 settembre 2018

LE FISARMONICHE DI LU ZI CICCIU TORNANO A SUONARE, DOPO QUARANT'ANNI. Angela Martorana e l'ex allievo, ora maestro e compositore, Domenico Mannella lo annunciano festosamente




L'ANNUNCIO
Dalla bacheca facebook di Angela Martorana

Il Primo Raduno dei Fisarmonicisti, si chiude con una bellissima notizia. È il più anziano tra gli allievi di lu zi' Cicciu, prof. Domenico Mannella, ad annunciarla: lavoreremo insieme per costituire un'orchestra di fisarmoniche.

Ci sono voluti quarant'anni per raccogliere il testimone di Francesco Macaluso, lu Zi' Cicciu, che segnò una generazione a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, educandola all'amore per la musica e al culto della fisarmonica. In cambio non chiese mai denaro, perché l'amore non ha prezzo e chi lo prova lo condivide, con l'unico desiderio di vederlo crescere e moltiplicare nel cuore degli altri.
Il suo esempio ha nutrito la coscienza civile della nostra comunità: siamo orgogliosi del nostro paese anche grazie a lui e a queĺla splendida stagione. L'orchestra di Racalmuto arrivò a contare ottanta elementi.

Abbiamo il dovere di investire nei valori di Francesco Macaluso. La sua storia e la memoria collettiva che la conserva ci indicano che vale sempre la pena di impegnarsi per la comunità, di condiivdere le proprie passioni, di credere nei giovani e di dare loro le opportunità, di incoraggiare i talenti.

Emblematico che siano state due donne a promuovere e ad organizzare il Raduno, la vicesindaco Carmela Matteliano, la presidente dell'Arci Angela Martorana, e che un'altra donna, la nuora di Francesco Macaluso, Rosa Matteliano fosse in prima fila. La scuola di lu zi' Cicciu fu infatti tra le prime in quegli anni ad accogliere maschi e femmine, insieme.

Sul palco gli alunni di quel tempo e tanti altri tra il pubblico.

Impeccabile l'avv. Luigi Restivo, allievo anch'egli di lu zi' Cicciu, che invece di imbracciare la fisarmonica ha presentato la serata, con la competenza e la professionalità di chi conosce e ama il proprio paese.
Angela Martorana



REAZIONI
Dalla bacheca facebook di Giovanni Salvo


Voglio qui complimentarmi vivamente con l'operato della Signora Angela, presidente del circolo Arci di Racalmuto.

La manifestazione del primo raduno dei fisarmonicisti in onore di lu zi Cicciu, alla quale, ahi me, per impegni personali non ho potuto assistere, ma che ho seguito ampiamente sui social, non e' stata solo un bellissimo e partecipato spettacolo.
Da racalmutese attento, dico che ha avuto un significato piu' ampio. E' stata una serata "genuina" di quelle che hanno emozionano e toccato, non solo, la sfera dei ricordi dei piu' "anziani", ma e' riuscita a collocare tutti al giusto ruolo.


Il fisarmonicista talentuoso, il presentatore profondo conoscitore della storia trattata, il pubblico attento, ed una organizzazzione garbata.

La rispolverata di una delle piu' belle ed intonate storie locali, che se letta bene, obbliga a ricordare i vecchi valori di un tempo, gli uomini che amavano "gratuitamente" il popolo, i propri concittadini, senza distinzioni sociali, vedi lu zi Cicciu.

Mi venga consentito, per me e' stato il ricordo di una delle piu' belle pagine di esempio "socialista" vissute nella nostra cittadina.

Una serata che avra' aiutato le nuove generazioni a conoscere veramente il proprio paese, che non e' e non puo' essere solo "Sciascia".

Una prova di peculiare autenticita', una bella iniziativa che ci indica quale direzione seguire se si vuole continuare a tenere vivo, per quel che si puo', questo luogo.

Nella consapevolezza che Racalmuto fu' solo poi , grazie al suo ricco passato e ai suoi uomini migliori, che lo hanno amato ed animato, il paese di Leonardo Sciascia.

In fondo basterebbe ricordare e copiare quello che hanno fatto in passato alcuni valenti nostri concittadini, che avevano ed hanno a cuore il paese, come il Prof. Eugenio Napoleone Messana, il Prof. Salvatore Restivo, il Prof. Macaluso, per certi versi anche il nostro valente Prof. Piero Carbone e tanti altri che non cito; e perche' no lo stesso scrittore Sciascia, con le sue Parrocchie di Regalpetra.

Serve dunque ripartire da qui, dalle storie positive e negative che ci caratterizzano.

Necessita farlo con garbo e modestia, senza fronzoli, nello stile azzecccato della nostra brava e tenace Presidente Arci, Angela Martorana, rimanendo ciascuno al proprio posto, al proprio ruolo, senza scopi terzi. Chapeau
Giovanni Salvo


SE CHIAMATO IN CAUSA...
Dalla mia bacheca facebook


Grazie a Giovanni Salvo per il ruolo generosamente riconosciutomi e per le parole di apprezzamento. Che dire? Parole che caricano di grande responsabilità, e il pensiero, grato, va ai tanti amici e concittadini di ieri e di oggi con cui, tra entusiasmi, scoramenti e opposizioni, si è cercato e si cerca di condividere l'amore per questo nostro meraviglioso, maltrattatissimo paese. Mi unisco ai complimenti di Giovanni per chi ha organizzato il Primo Raduno dei fisarmonicisti, alla dinamica Angela Angela Martorana in primis, riconoscendo la meritoria missione "di lu zi Cicciu" del quale, come tantissimi, sono stato allievo.
Piero Carbone































Locandina dell'evento


Le foto del recente Raduno sono di Maria Rita Grassagliata 

Le foto che ritraggono lu zi Cicciu Macaluso invece sono riprese 
dalla bacheca Facebook di Gigi Restivo











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