Visualizzazione post con etichetta Gaspare Agnello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gaspare Agnello. Mostra tutti i post

domenica 21 agosto 2016

MUSICA AL TEMPIO. Per pochi o per tanti i "Musica Mundi Young Talents" al Parco Valle dei Templi?


Foto dell'evento "non solo musicale" alla Valle dei Templi (i templi fanno evento a sé).
Premetto le parole di Gaspare Agnello  pubblicate sul suo profilo fb, che che condivido. P. C.


Le nostre estati senza il Parco della Valle dei Templi
di
Gaspare Agnello

La sera del 20 agosto 2016 al tempio di Giunone i Musica Mundi Young Talents provenienti dl Belgio ci hanno fatto ascoltare la grande musica, quella che conta. 
Geoffrey Chapelle ci ha fatto ascoltare una ballata di Chopin e ha incantato. 
Financo la luna si è posata sulle bianche braccia di Giunone ed è rimasta ad ascoltare. 

E poi abbiamo sentito le musiche di BRAHMS, Mozart, Falla, Shostakovitch,Paganini. Insomma una serata che ha fatto sognare i pochissimi presenti al concerto. 



E a tal proposito mi vie ne da dire che la decadenza della nostra società è una cosa terribile. 

Per ascoltare una chantosa si pagano anche 80 euro e un concerto di grande musica offerto gratuitamente dall'ente Parco viene disertato.

Questo è indizio di decadenza ma lei, architetto Parello, continui ad animare l'estate agrigentina con questo indirizzo e con spettacoli come l'Iliade e gliene saremo sempre grati. 

Senza il Parco della Valle dei Templi la nostra estate sarebbe morta o meglio animata da concerti assordanti.












Foto di Laura e Piero Carbone

giovedì 7 aprile 2016

POST DIMISSIONI DI GRADO DALLA FONDAZIONE SCIASCIA: TELENOVELA O TELETRAGEDIA? Sul web

Contrada Noce, 1986. 
Sciascia con il Sindaco di Hamilton e consorte


Nota pubblicata su fb 7 aprile 2016 (e dialogo con Flora Restivo)

SCIASCIA, SCIASCIANI, LETTERATURA & MAFIA E I CONTI DELLA STORIA. Sul dopodimissioni del prof Antonio Di Grado



Antonio Di Grado14 h · (sulla sua bacheca fb in data odierna dopo la trasmissione Porta a Porta)
Che vergogna, quell'intervista a Riina jr. Crolla perfino l'alibi di Vespa: non serviva certo a "conoscere la mafia" di cui nulla abbiamo appreso, ma solo a esibire l'incredibile facciatosta e la criminosa omertà di una ottusa marionetta. E a vendere un libro, ovviamente: un libro che gronda sangue proprio perché non ne parla affatto.

Piero Carbone
e il Premio "Sciascia-Racalmare" di un anno fa a un autore killer della Stiddra, pluriomicida non pentito ed ergastolano è stato da meno? Come Direttore letterario e componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Sciascia anche allora, credo, sarebbe stato opportuno far sentire la sua posizione ufficialmente.
Commenti

Flora Restivo
Mi chiedo se ci sia un limite allo schifo, al degrado morale cui siamo arrivati.Pure i premi letterari agli stiddari! Speriamo che il Nobel della pace non vada all'Isis! Magari quella giuria, anch'essa tutt'altro che perfetta, premierà Lampedusa (col cavolo!). Mi piace · Rispondi ·

4 hPiero Carbone
e non sai gli sviluppi grotteschi che la storia ammannisce per conto proprio: recentemente, a tre giorni dalle dimissioni dalla Fondazione Sciascia del prof. Antonio Di Grado, alcuni hanno proposto come suo successore il Presidente (ora ex) di quel Premo Sciascia-Racalmare" che aveva premiato il libro dello striddraro ergastolano non pentito: sapessi che tripudio di articoli alcuni giornalisti, in territori sciasciani, gli hanno dedicato! In quel frangente, ci fu chi tacque, ma ci fu chi prese posizione pubblicamente proponendo addirittura le dimissioni del Presidente del Premio e si beccò attacchi giornalistici inverecondi (è un classico: chi non riesce a controbattere con i ragionamenti, ricorre alle offese).
Di quegli attacchi ora la storia sta presentando il conto!

martedì 9 settembre 2014

COME VENGONO SCELTI I LIBRI FINALISTI AL PREMIO RACALMARE-SCIASCIA #Grotte#Agnello#Malerba#



Nota parzialmente già pubblicata su fb
8 settembre 2014 alle ore 13.29



Il link dell'intervista sotto citata:








Intervistato dal giornalista Mediaset Paolo Liguori, Gaspare Agnello ci fa sapere che il libro dell'ergastolano Giuseppe Grassonelli e del giornalista del Tg5 Carmelo Sardo non era neanche nella rosa dei finalisti, ce n'erano altri i cui autori però in caso di vincita non avrebbero partecipato alla cerimonia di premiazione; a questo punto, scatta il criterio sciasciano al 100% (?!), il Presidente, che è un  altro giornalista Mediaset, propone di inserire il mondadoriano Malerba perché l'autore, o almeno uno dei due (quello in libertà insomma), sarebbe intervenuto alla cerimonia di premiazione.

Questo è il Premio Racalmare voluto da Sciascia? O, se non erro, un anno è stato attribuito ad un autore assente!

Ma allora il criterio di un premio letterario è, dev'essere, la presenza o la scrittura?

Immaginiamo la selezione: - Tizio non viene. - Scartato. - Ma ha scritto un buon libro?- E lui perché non viene?. Avanti un altro. - Caio? - Viene. - Mandiamolo in finale. - Ma ha scritto un libro che... - Però ci assicura la presenza. Dobbiamo fare spettacolo. Inseriamolo. Gli assenti vanno sempre scartati

E così di presenza in presenza si promuove la buona letteratura!

Letteratura e trasporti, letteratura e mobilità, un buon binomio!

Implicitamente, una tale pantomima, per un commentatore che ha commentato l'edizione di quest'anno e che si rifugia dietro uno pseudonimo, sarebbe molto sciasciana, insomma, tutto "apposto".
Il suddetto commentatore che si rifugia dietro uno pseudonimo, con una bella faccia tosta e molta ignoranza, critica, con tono irridente per giunta, pur senza fare nomi, chi ha fatto notare che in ben altro modo lo Scrittore di Racalmuto intendeva il Premio Racalmare. Sarebbe bastato consultare i giornali degli anni dei mesi e dei giorni in cui Sciascia ha presieduto le cerimonie di Premiazione delle varie edizioni per leggere le sue, dico le "sue", dichiarazioni.

Eccetto che da diffidente giornalista, se giornalista è il suddetto commentatore che si nasconde dietro uno pseudonimo, diffida di ciò che riportano i giornali!

Ma questa è un'altra storia.

Se giornalista è, lo/a compiangiamo: non credere nell'autenticità della propria professione. Cavoli suoi!

Il risvolto inquietante di tutta questa storia è che non avremmo mai saputo del criterio con cui vengono selezionati i libri al Premio Racalmare-Sciascia se un giurato, a cui va riconosciuta una buona dose di coraggio e di coerenza, non si fosse dimesso e per difendersi dagli attacchi, anche sleali e sprezzanti, dovuti alle dimissioni, non avesse fatto venir fuori la verità!

Nella realtà, la conclusione di una tale vicenda sarà quella di una grande abbuffata di pubblicità per tutti, a scapito del rispetto delle parole, se le parole hanno un senso, utilizzate nella letteratura, nella critica letteraria, nel giornalismo, senza che nessuno paghi pegno: i lustrini e i vantaggi della pubblicità fanno passare sopra tante cose.
Anche così si uccide un premio: per eccesso di successo dovuto a ragioni spurie.



P. S.
Un mio precedente commento su fb sul premio Racalmare-Sciascia:


SCIASCIA E I PREMI LETTERARI
Sciascia solitamente era contro i Premi letterari, tuttavia ne avrebbe voluto uno così: un Premio diverso, appartato, di provincia, quasi silenzioso e quindi libero da mode, camarille, interessi, cordate e raccomandazioni: solo qualità letteraria.


Links correlati:
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/17:11/4540752

http://fattiemisfatti.tgcom24.it/wpmu/2014/09/02/corte-suprema/

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/08/mi-associo-chi-si-dissocia.html