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mercoledì 23 marzo 2016

L'ALLARME DI ANGELO CUTAIA PER LA RUPE DEL BASTIONE. Il cemento non cancelli le pietre del passato



Di blog in blog per salvaguardare le nostre "pietre"

Faccio eco al blog Regalpetralibera 
e per dare ulteriore risalto all'allarme lanciato da Angelo Cutaia 
riporto la relazione tecnica pubblicata sulla bacheca fb
circa i lavori di messa in sicurezza della Rupe del Bastione,
nella speranza di coniugare sicurezza, integrità del paesaggio e salvaguardia del sito di interesse archeologico.
Si dovrebbero così, credo, scongiurare guasti e stravolgimenti al presente e nel futuro, stravolgimenti e travisamenti che purtroppo si sono consumati in passato: altre filosofie! 
Le osservazioni di Angelo Cutaia, non vincolato da alcun incarico,  discendono dalla sua competenza professionale e da disinteressato amore per le care "pietre", impregnate di memoria, del nostro paese.
Intanto, i lavori della messa in sicurezza stanno iniziando secondo un progetto che, si spera, tenga conto delle cautele che la specificità del sito richiede. 
Sarebbe interessante presentare pubblicamente in una assemblea aperta il progetto che si intende attuare, non per disconoscere le competenze di chicchessia ma per confrontarlo, come suggerisce Ettore Liotta, con la sensibilità dei cittadini che a diverso titolo possono accettarlo e farlo proprio discutendolo e apportando eventuali contributi, in quanto attori e fruitori del paesaggio urbano, in quanto portatori di una sapienza che i nostri padri esprimevano sapidamente nella loro/nostra lingua ovvero sapi cchiossà un pazzu n casa sò ca un pazzu n casa di l'antri. Da prendere cum grano salis, s'intende. P. C.
RUPE
SOTTO LA FONDAZIONE SCIASCIA
(DEL BASTIONE)
RACALMUTO
RELAZIONE TECNICO-CULTURALE

INQUADRAMENTO TOPOGRAFICO
La Rupe del Bastione si trova lungo la via Gen.le Macaluso e sottostante gli edifici del serbatoio idrico comunale Fico, dell’Enel e della ex Centrale ENEL, oggi sede della Fondazione Sciascia.
In cima della rupe vi sono i detti edifici ed i muretti di recinzione, proprio sul ciglio della parete.

INQUADRAMENTO ARCHEOLOGICO
L’abitato antico, greco-romano-bizantino di Racalmuto è posto in contrada Roveto – Grotticelle. Le grotticelle sono una necropoli bizantina ricavata nella roccia e sono costituite da ingrottati che ospitano due o più loculi (bisomi e trisomi). Nei secoli bizantini, VI-IX, si sviluppò inoltre un abitato rupestre lungo tutto il versante nord della collina del Roveto fino, a raggiungere l’attuale abitato di Racalmuto, con centro nel quartiere Madonna della Rocca e zone adiacenti. 

Ancora oggi le case del centro storico hanno, quasi tutte, delle grotte sotto di esse. Nel limitrofo comune di Grotte sono in tale numero da aver dato il nome al paese.

Dal 726 in poi, data dell’editto iconoclasta dell’imperatore d’Oriente Leone III Isaurico, con il quale si vietava l’uso delle immagini divine e dei santi, molti monaci basiliani si trasferirono in Occidente ed in Sicilia, dove condussero vita eremitica. Scavavano, in luoghi solitari o periferici, delle cellette modeste e quasi inabitabili, dove si sottoponevano a incredibili penitenze: le laure. La devozione e la moda religiosa del tempo, l’isolamento per gli esercizi spirituali, li spingeva a realizzare delle laure a mezza costa, praticamente inaccessibili se non a mezzo di scale o di funi, Questi eremiti, dalla vita esemplare per santità cristiana, venivano visitati dalla popolazione locale per consigli spirituali e medici e presto vennero detti Calogeri, bravi vecchi. Il culto di S. Calogero è ancora ben vivo nella Sicilia Centromeridionale. 

Nella Rupe del Bastione a causa della sua distanza dal centro abitato e per la posizione inospitale esposta a nord, si è conservato un lembo di questo mondo trogloditico ed eremitico. Troviamo infatti due grotte di abitazione, una posta sotto la Fondazione Sciascia, con ancora la porta, dove in anni non lontani si allestì un presepe, ed altra verso Est, sotto il muro del Bastione.

In un canto della rupe si riconosce una laura a mezza altezza, ed in basso una grande nicchia, che doveva ospitare l’altare per la messa ed una nicchia più in alto per deporvi una immagine santa, la Madonna o il Cristo, asportabile per non essere scoperta dai funzionari dell’impero bizantino iconoclasta, i quali comminavano pene severissime agli adoratori delle immagini. 

Gli arabi, dall’827 in poi, riutilizzarono queste abitazioni trogloditiche nel nuovo rahal Mut, la stazione postale di Mut. Questo occupava l’attuale quartiere della Madonna della Rocca, e ricadeva lungo la strada che da Licata, Castrofilippo, Culmitella, Roveto, Rahalmut, proseguiva alla volta di Sutera-Palermo. 

Anche sotto gli Arabi il cristianesimo greco ortodosso bizantino non venne meno. Al Idrisi, l’autore della geografia detta Libro di Ruggero, dice che Al Minsciar, ossia la collina del Serrone-Roveto, era abitato e coltivato dalla popolazione autoctona, da distinguersi dagli Arabi o dai Normanni, ossia bizantina.
Dalle considerazioni suesposte circa l’individuazione di grotte e tracce dell’eremitismo bizantino , si evince l’importanza culturale e storica del sito, che andrebbe subito tutelato. Stupisce che di questa e di altre, sempre lungo lo stesso costone roccioso, la Soprintendenza non si sia mai occupata.

GEOMORFOLOGIA
Costituita da un ammasso roccioso calcareo di formazione gessoso-solfifera, con parete ad andamento sub verticale, presenta due strati sovrapposti separati da una deposizione trubbacea orizzontale, spessa da uno a due decimetri. Tale situazione morfologica da deposizione della serie gessoso-solfifera è comune nel territorio e si riscontra anche nella roccia di base del Castelluccio di Racalmuto. 

La rupe non presenta alcun movimento franoso, contrariamente a quanto si voglia far credere con la sua classificazione R4, ossia di frana attiva. Inoltre ammassi rocciosi di tale natura in zona mai sono franati. Il costone roccioso presenta solo ammaloramento superficiale dovuto esclusivamente all’azione delle radici della vegetazione e nel complesso è sicuro e stabile come dimostra la mancanza di lesioni negli edifici e nei muri di recinzione sovrastanti.


LAVORI PREVISTI
I lavori prevedono un muro altro 2,80 metri alla base, con reti di acciaio trattenute da un altro muro in cemento armato in testa. Se ne può soltanto immaginare lo scempio visivo poiché il progetto non è stato reso pubblico. Un tale intervento è sovradimensionato rispetto ai modesti problemi della roccia, irreversibilmente dannoso per l'estetica della rupe e per lo spreco di soldi pubblici.

LAVORI ALTERNATIVI PROPOSTI
Si possono e si devono attuare gli interventi di messa in sicurezza i quali riguardano non gli edifici soprastanti quanto il marciapiede sottostante, senza però alterare la bella integrità della bella rupe.
Così come in altri posti, sinteticamente, occorre effettuare:
- diserbo totale della sommità della rupe;
- mummificazione chimica di tutte le radici, le uniche responsabili dei recenti crolli;
- demolizione dei modesti scudi di roccia pericolanti;
- sarcitura della faglia sub orizzontale e di piccole lesioni con materiale lapideo dello stesso colore;
- qualche sottomurazione con pietre calcaree e malta di calce e sabbia bianca, come opportunamente e con successo effettuato in un tratto dall’ENEL anni fa.
In questo modo si conserverebbe la bellezza della roccia naturale.
Racalmuto li 23 03 2016 Ing. Angelo Cutaia






Precedenti commenti, sempre su fb, in seguito ai timori paventati da Angelo Cutaia:

Confermo: la rupe va consolidata in alcuni punti, ma non coperta da inutili muri in cemento armato che sfigurerebbero la bella e archeologica parete rocciosa che nel complesso è molto stabile e comunque non presenta pericolo per la sicurezza degli edifici soprastanti. Ing. Angelo Cutaia.

Video intervista ad Angelo Cutaia, ingegnere e storico. L'interessante area archeologica si trova vicino la sede della Fondazione Leonardo Sciascia. BLOG STO...
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Piero Carbone Vigiliamo sulle nostre memorie di pietra! Appena il progetto è pronto facciamolo presentare pubblicamente ad un'assemblea appositamente convocata, nella speranza che tante persone sensibili partecipino e il responsabile del progetto esponga pubblicamen...Altro...
Angelo Cutaia Di Racalmuto Stavolta è meglio che la fai tu. Essendo tecnico mi attaccherebbero dicendomi invidioso.
Piero Carbone
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Salvatore Mulè Carmela Mammoliti Condivido e mi associo per la conservazione delle grotte rupestri a testimonianza del passato, la cementificazione si deve evitare assolutamente
Angelo Cutaia Di Racalmuto Il progetto è pronto e prevede un muro di tre metri ricoperto da lastre calcaree di cui è facile prevedere la bruttezza. La Soprintendenza ai BB CC nulla sa delle grotte preistoriche.
Piero Carbone ma nooooo! promuoviamola questa riunione, almeno i tecnici sanno che devono quanto meno rendere conto e ragione pubblicamente della filosofia del loro restauro
Angelo Cutaia Di Racalmuto forse i lavori sono iniziati.
Piero Carbone sembrerebbe; bisognerebbe organizzare quell'assemblea per un incontro "culturale" invitando gli estensori del progetto
Piero Carbone

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Ettore Liotta Il luogo va preservato nel suo stato attuale. Eventuali necessarie opere di consolidamento e sicurezza devono avere il minimo impatto visivo ed ambientale. Buona l' idea di un' assemblea pubblica.


link correlato:

"Lavori consolidamento Bastione" di Gian J. Morici

http://www.lavalledeitempli.net/2016/03/23/racalmuto-ag-lavori-consolidamento-bastione-allo/

Angelo Cutaia: "Possibile che l'integrità della Rupe sotto la Fondazione Sciascia stia a cuore più ai non Racalmutesi? Perché i nostri intellettuali e politici tacciono?"
Piero Carbone: "Già! Perché? Omissione interessata o disinteresse?"

martedì 22 marzo 2016

PER IL BUON RESTAURO DELLA RUPE DEL BASTIONE. Dalla realtà al web e viceversa

dalla bacheca fb di Angelo Cutaia

Angelo Cutaia Di Racalmuto
 ha aggiunto 2 nuove foto — conMaurizio Sferrazzaf e altre 12 persone.
1 h
oggi la Rupe del Bastione sotto la Fondazione Sciascia è transennata. Suppongo siano iniziati i lavori di consolidamento del costone roccioso. Purtroppo tali lavori prevedono un muro altro 2,80 metri alla base, con reti di acciaio trattenute da un altro muro in cemento armato in testa. Se ne può soltanto immaginare lo scempio visivo poiché il progetto non è stato reso pubblico. Un tale intervento è sovradimensionato rispetto ai modesti problemi della roccia, dannoso per l'estetica della rupe e per lo spreco di soldi pubblici. Si possono e si devono attuare gli interventi di messa in sicurezza senza alterare la visione della bella rupe. Inoltre la zona è archeologica per la presenza di varie grotte preistoriche mostrate con cerchietto rosso. Una di esse , posta a mezza altezza proprio sotto la Fondazione, è una laura bizantina, ossia la cella eremitica di un monaco basiliano. L'attribuzione è confermata da altre nicchie nella parte inferiore. Stupisce che di questa e di altre, sempre lungo lo stesso costone roccioso, la Soprintendenza non si sia mai occupata.
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Angelo Cutaia Di Racalmuto Invece di valorizzare il nostro patrimonio paesaggistico ed archeologico lo lasciamo distruggere?
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Vincenzo Montante Quel piccolo manifesto non porta fastidio alla rupe alla cella e ai bizantini
Piero Carbone Angelo Cutaia Di Racalmuto ed Ettore Liotta potreste redigere un documento esprimendo da tecnici con linguaggio tecnico un documento le preoccupazioni per un eventuale intervento sbagliato, farlo sottoscrivere in rete e mandarlo in rete e in cartaceo alla sovrintendenza e alla stampa, in questo modo nessuno potrà poi dire che il problema non è stato sollevato, sperando interveniore in tempo
Mi piaceRispondi21 h
Ettore Liotta Mi pare che non si conosce ciò che effettivamente si vuole realizzare, per cui sull' intervento non si può' dire nulla. Le tecniche non particolarmente impattanti ci sono e vengono impiegate in tutti quei casi di rocce e pendii in prossimità' di centri abitati. Cordoli di calcestruzzo, prima nominati, oltre che snaturare i luoghi, hanno bisogno di essere ben ancorati o poggiati.
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Piero Carbone
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Sergio Scimè Noi racalmutesi vogliamo conoscere l'intervento prima dei lavori, non si gioca a carte coperte. L'intervento è nel centro urbano e quindi è importante mantenere un certo decoro. L'importanza di quel costone equivale al sito delle Grotte di Fra' Diego. Noi chi siamo per cancellare la memoria di quella rupe? http://regalpetraliberaracalmuto.blogspot.it/.../racalmut...
Piero Carbone Angelo Cutaia Di Racalmuto ed Ettore Liotta da tecnici potrebbero stilare questo documento esprimendo i timori che noi profani soltanto intuiamo e paventiamo e poi i gruppi fb i blog le testate giornalistiche le associazioni che si interessano di Racalmuto e gli vogliono bene possono diffondere il documento equivalendo ad una sottoscrizione: qualcosa credo si muoverebbe
Piero Carbone Sergio Scimè organizziamola questa assemblea in modo che venga presentato pubblicamente il progetto esponendo magari le foto della rupe da restaurare secondo lo stato attuale, a fine restauro un'altra mostra metterebbe a confronto il vecchio stato di cose col nuovo
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Piero Carbone credo che un simile ragionare ed operare sia civica, civile e democratica partecipazione che non si presta ad alcuna strumentalizzazione politica partitica subpartitica di parte o o di fazione o sottofazione: nessuno avrebbe altro scopo se non quello di salvaguardare disinteressatamente un bene di Racalmuto per usufruirne i racalmutesi di oggi e di domani
Mi piaceRispondi330 min
Salvatore Mulè Carmela Mammoliti Speriamo che abbiamo avuto un po' di cervello per la realizzazione della stabilità, ma da quello che si evince dalla descrizione il risultato non sarà nel valorizzare ma tirare su un muro di sostegno come una costruzione qualsiasi
Sergio Scimè chiederemo ai consiglieri e all'amministrazione di incontrare una rappresentanza di cittadini prima del consiglio comunale di domani per discutere del futuro della rupe
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Rosalba Bernini Basterebbe presentare un plastico con quanto verrà fatto... Semplice