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venerdì 5 gennaio 2024

MIE CANZONI. Post in progress...




Testo e Musica: Piero Carbone


Su SPOTIFY e altre piattaforme digitali:

1
Mi piacinu li fimmini Rosario e Solidea Guzzo
2
Testa di Turcu e Basilicò Giusy Pitruzzella
3
Qualcuno ascolti Greta Mariella Marino
4
Rosa chi fa? Giusy Romano

 
Su YOU TUBE:

5
Lu mari si l'agliutti Piera Lo Leggio
6
Quantu ponti Giana Guaiana
7
Cu si la po sarpari Giana Guaiana
8
Comu fannu a Racalò Giana Guaiana
9
10
Lu dialettu è cunnannatu A Nova Orquestra
11
Madonna di lu Munti Salvo Di Salvo
12
O Santa Rusulia Coro ICS Maredolce e IPSSEOA Pietro Piazza - Palermo
13
Valzer per Maredolce (solo strumentale)
14
Fimmina luna (da eseguire)
15
Valzer per Maredolce (con arangiamento di Angelo Indaco) 
Di prossima pubblicazione


***


LU MARI SI L'AGLIUTTI 
Versioni e interpretazioni diverse

Prima esecuzione 2010 - Giana Guaiana

Testo da me recitato e cantato da Giana Guaiana e Pippo Barrile

Alberto Cannatella

Alberto Noto

Nancy Luppina e Damiano Sabatino

Luce Palumbo (voce)
Arrangiamento "carioca" di Paolo Alongi e Luce Palumbo 
con citazioni dalla versione di Luis Charrua
Traduzione in portoghese di Eduardo Chiarelli

Versione fado di Luis Charrua
 
Diverse esecuzioni di Piera Lo Leggio:

Palma di Montechiaro 2016

Sciacca 2016

Racalmuto 2016

Bivona 2018

Campobello di Licata

Agrigento...

TESTI
 di seguito, in corrispondenza numerica

1
Mi piacinu li fimmini
Titolo alternativo: Tarantella double face

Motivo solo strumentale

I

Lui:                              Mi piacinu li fimmini 2v)
Lei:                Mi piacinu li masculi (2v)

Lui e Lei (insieme):                A tia un sacciu chi.
Lu munnu va accussì (2v)
                
Lui:                             Mi piacinu li nivuri
li biunni, li cubani,
li luonghi e chiddri nani,
fimmini e comu e gghjiè.

Lei: Mi piacinu, mi nfocanu,
li vuogliu spasimusi,
li vuogliu furiusi,
masculi a fricassè.

Lui: Mi piacinu li fimmini  
Lei: Mi piacinu li masculi  
Lui: Mi piacinu li fimmini  
Lei: Mi piacinu li masculi  

Lui e Lei (insieme): Iu sacciu lu pirchì
        Lu sai tu lu pirchì.
Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
            Ma chi ci pozzu fà?
   
Motivo solo strumentale


II

Lei:                              Mi piacinu li fimmini 2v)
Lui:                Mi piacinu li masculi (2v)

Lei e Lui (insieme):                A tia un sacciu chi.
    Lu munnu va accussì.
                
Lei: Mi piacinu li fimmini
e sucu babbaluci.
di gioia iettu vuci,
si pò o nun si pò.

Lui: Li masculi mi piacinu,
su comu la cubaita,
su zuccaru a la vita,
tu mangia nzoccu vuò.

Lei: Mi piacinu li fimmini
Lui: Mi piacinu li masculi.
Lei: Mi piacinu li fimmini
Lui: Mi piacinu li masculi.

Lei e Lui (insieme): Iu sacciu lu pirchì.
      Lu sai tu lu pirchì.
Ma chi ci pozzu fà?

 Rit.:    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la

    La ra la ra la  le ra
                La ra la ra  la  la la   
    La ra la ra la  le ra
    La ra la ra la la la
            Ma chi ci pozzu fà?

Motivo strumentale 
+ voce corale, fino alla fine: Ma chi ci pozzu fà? (4v)

2
Testa di turcu e basilicò






domenica 8 agosto 2021

CIAO, ROBERTO. Un ricordo del prof. Roberto Sottile






















Documentavo sempre con  foto e video le presentazioni dei suoi libri e gli eventi in cui era coinvolto. Ogni volta era una festa. Un arricchimento. A Palermo (all'Orto Botanico o in Facoltà o in tanti altri posti), a Siena, a Caltabellotta...  Spontaneamente ogni volta ne stendevo sul blog il resoconto con le immagini e con le parole.

Era un arricchimento conversare con lui. Disponibile all'ascolto nel senso più pieno. Una volta lanciai una provocazione rispetto ad un progetto anticipatomi con grande entusiasmo. O meglio, semplicemente opposi le mie ragioni contrarie rispetto ad ad alcune sue ipotesi di lavoro. Lui tacque. Si allontanò poiché ci trovavamo in un convegno dove lui era coinvolto. "Ci sarà rimasto male?" pensai. Invece, alla fine, quando si era liberato dalle incombenze convegnistiche, si avvicinò cordialissimo, si sedette accanto a me e mi chiese sorridente e incuriosito: "Com'è sta cosa? Che dicevi?". Mi rimane il rammarico di non aver potuto proseguire oltre quella occasione il confronto.

Con le foto casualmente premonitrici  del Dedalo 2020 a Caltabellotta e quelle scanzonate, scattate  alla presentazione del suo ultimo, scanzonatissimo e serissimo libro voglio ricordare Roberto Sottile, improvvisamente venuto meno ieri. 

Al termine delle manifestazioni di Caltabellotta,  Roberto si avvicina e mi chiede una foto con la suggestiva scultura del maestro Rizzuti sennonché era già tardi e stavano smontando tutto: alla statua di Dedalo avevano già staccato le ali. Ogni anno, di location in location, di paese in paese, in occasione del Dedalo festival la statua viene smontata e rimontata perché Ezio Noto ha eletto il mitico personaggio a nume protettore. Con quelle ali Dedalo è sfuggito a Minosse acquistando la libertà. Per Roberto, quel Dedalo senza ali, oltre la versione canonica del mito, si rivestirà a distanza di un anno di infausto presagio venendo meno a soli 51 anni. Un fecondo percorso di vita interrotto inaspettatamente. 

Ho pianto. L'ho pianto con tanti altri amici con i quali a telefono ci scambiavamo sbalorditi la notizia. Era un amico. Un grande studioso. Un grande. Lascia un vuoto in chi l'ha conosciuto ma anche in chi non l'ha conosciuto perché riguardava e riguarda tutti  la lingua che egli indagava e faceva riscoprire; lascia un vuoto non solo per quello che era ma per quello che sicuramente sarebbe stato, in particolare per gli studi che avrebbe intrapreso, come quelli interessanti e pionieristici  che già aveva condotto; per i segni di amicizia che ancora avrebbe manifestato come lui sapeva fare, con naturalezza e bonomia. Era un accademico ma fuori dagli schemi, lo era da uomo libero, autentico, come pochi. Lo era con passione e creatività: da "artista". 

Reciproca era la stima e l'ultima dedica mi ha confuso per la generosità. Lo voglio ricordare con quelle "sue" parole, dedicate a lui stesso, voltandole con rammarico al passato. 

A Roberto Sottile

con molta amicizia e stima,

per quello che ha fatto 

e per quello che è stato

per tutti noi. 

Aggiungo:

per quello che ancora avrebbe fatto.

Ciao,  Roberto. 

Contro l'infausto presagio

a tuo modo

continuerai a volare. 

T.V.B.












Nelle foto in basso, Roberto Sottile alla presentazione del libo "Suca. Storia e usi di una parola" nel locale "880A" che si trova nel popoloso quartiere Capo di Palermo. Lo intervista Nino Barone per TVbienne  venuto  appositamente da Trapani con Giuseppe Gerbino.


La notizia:

https://www.blogsicilia.it/palermo/palermo-universita-roberto-sottile-morto-malore-docente-dialetto-siciliano/624954/

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L'intervista:

https://fb.watch/6Fhq2twUot/



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venerdì 24 novembre 2017

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martedì 13 giugno 2017

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Video su you tube

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venerdì 11 novembre 2016

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martedì 20 maggio 2014

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lunedì 19 novembre 2018

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domenica 11 giugno 2017

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venerdì 18 dicembre 2015

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mercoledì 21 maggio 2014

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martedì 26 novembre 2013

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mercoledì 27 novembre 2013

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giovedì 23 gennaio 2020

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venerdì 18 giugno 2021

IL MIO SOGNO E LE MIE ALI. Prossimamente

Il mio Sogno e le mie Ali


Un film scritto e diretto da Cristina Marchione 

(Associazione “Le Culture Diverse”)

  




Testimonianza della regista Cristina Marchione:


Ho scritto "Il mio Sogno e le mie Ali" nel 2018 in prossimità di un progetto di integrazione Sprar-Siproimi Comune di Licata.

Un' opera teatrale che ha riscontrato grande successo a Teatro Re di Licata e l'anno successivo al Ciwara a Palermo.

Progetto rivolto ai Beneficiari dello SPRAR di Licata.

Nel 2020 nasce l'idea di realizzare un film, uno scambio di Culture rivolto alla crescita ed alla consapevolezza dell’individuo …

Scrivo di un viaggio surreale, un viaggio attraverso il senso della nostra anima, per poi arrivare nel Regno delle Anime dove non esiste un tempo, un luogo... ma qualcosa di ben definito. Si propongono riflessioni e considerazioni sulle conseguenze dovute alle decisioni prese con coraggio e determinazione; la Profezia dell'Oracolo ovvero la storia di un progetto divenuto realtà e la Trasformazione di chi ha scelto, rischiato e creduto nel cambiamento.





Notizie sul film


Paese e anno di produzione: Italia 2020

Durata: 1:20 minuti

Produzione: Sprar/Siproimi Licata

Musiche: “Le Compagnie Nuove” 

Colonna sonora: di Ezio Noto. Contributi: Libero Reina, Jhonnys Bawdon, Valeria Cimò, Renato Miritello, Piera Lo Leggio, Piero Carbone, Salvo Nigro.

Music programming: Francesco Barbata

Riprese e montaggio video: Associazione ”Make Hub” Licata, Marco Zimmile.



Piera Lo Leggio interpreta Lu mari si l'agliutti





I Viaggiatori: Beneficiari dello SPRAR/SIPROIMI  di Licata


Interpreti: Gli attori sono i beneficiari del "Servizio per Richiedenti Asilo" che interpretano esperienze di vita vissuta e inoltre vi sono partecipazioni esterne tra cui l'artista senegalese Jhonnys  Bawdon e Doudou Abib, originario di Dakar, musicista, animatore culturale e  conduttore del Ciwara alla Vucciria di Palermo. 


Trama:

Dopo una lunga traversata, una forte tempesta tolse la vita ad alcuni esseri umani che, diventando anime, decisero di accompagnare e proteggere un gruppo di viaggiatori africani pregando per la loro buona sorte…

Sarà la luna ad illuminare il percorso…

L'Anima, l'Oracolo, la Profezia, l'Angelo guida, la Sirena, lo Spirito guida, gli Angeli, i Viaggiatori, l'Angelo del Mare, l'Angelo Narrante, le Anime musicanti, L'Anima narrante…

Personaggi che lottano affinchè tutto abbia un senso; il potere dell'amore oltrepassa ogni sfida ed il limite svanisce oltre l'orizzonte.

Tutto ebbe inizio un giorno di fine inverno…


Ambientazione e messaggio:

Il film si svolge in un ambiente surreale, oltrepassa la dimensione della realtà sensibile ed evoca il mondo del sogno.

Un importante messaggio rivolto all'umanità con l'augurio che continui a viaggiare per trasmettere amore e fratellanza. 

 

Promo

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Trailer

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Dalla Rassegna Stampa







martedì 28 aprile 2020

AVVOCATIINPOESIA #iorestoacasa #altempodelcoronavirus






Leggerezza non è superficialità.
CompagniaAvvocatiAttori Agrigento pubblica un video molto bello. Tra poesia e simpatia..
Condividete il video ed il buon umore 😀

I brillanti avvocatattori in poesia anche su facebook


Grazie e complimenti a Piera per aver ravvivato con pathos e brio 

Li gradi su di fierru etc etc. 

Le grate son di ferro...



lunedì 9 dicembre 2019

PIERA LO LEGGIO CANTA “DECI, CIENTU CITALENI” A PALMA DI MONTECHIARO. Paolo Alongi alla chitarra



DECI, CIENTU CITALENI
Dieci, cento lanternine
Ricordando salinai e zolfatai.
Parole di Piero Carbone - Musica di Domenico Mannella

I
Dieci, cento  lanternine 
Vanno mute in processione.
Non c’è santo da pregare,
Vanno tutte a lavorare.

Non son stelle vaghe al buio
Che procedono ubriache.
Salinai, zolfatai,
Vanno tutti nei carnai

II
Li baciarono nel letto
Madre, figli, mogli in sonno. 
Vanno adagio alla miniera,
Nella testa nube nera.

All’inferno se ne vanno.
Se ne vanno a sepoltura.
Son piccini adulti scalzi
Inzuppati di sventura.

III
Luce c’è di acetilene,
Incomincia ad alitare.
Le fiammelle negli abissi
Già si spengon nelle fosse.

Il ragazzo sputa sangue.
Il padrone spadroneggia.
Fumo sale, non incenso, 
Chi non prega, santi oltraggia.

IV
Per campare la famiglia,
Quattro soldi maledetti,
Se la morte traditora
Non li schiaccia o se l’inghiotte.

Tutti morti come cristi.
Viene il prete per pregare.
Le mogliere con tenaglie
Strappan  chiodi dalle bare

Versi da recitare sul sottofondo dell’ultima strofa sussurrata quasi a bocca chiusa:

ZOLFO ZOLFO ZOLFO
I
Zolfo zolfo zolfo, lacrime di sale
Dall’alba a notte sempre a faticare.
II
Zolfo zolfo zolfo, sangue di cristiani,
Conigli inconigliati nelle tane.
III
Spersi nelle budella della terra
Bruciavan i polmoni di lamenti.
IV
Cantavano a colpi di piccone,
Allora, ma ora chi li sente?