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mercoledì 8 gennaio 2020

QUESTA BIBLIOTECA SI CHIAMERÀ "LEONARDO SCIASCIA", RICORDANDO PAOLO BORSELLINO. La sintesi dei politici che gestiscono i segni della cultura nel nome di Sciascia, non solo a Palermo

Una volta Biblioteca Comunale Casa Professa, un po' abrasa


Ora
da così 


a così

 e così
















Dal Discorso di Paolo Borsellino
 tenuto alla Biblioteca Comunale  di "Casa Professa" di Palermo 
il 25 giugno 1992:

"Giovanni Falcone... Ci accorgiamo come in effetti il Paese, lo Stato, la Magistratura (che forse ha più colpe di ogni altro), cominciò a farlo morire il primo gennaio 1988 se non forse l'anno prima in quella data che or ora ha ricordato Luca Orlando cioè quell'articolo di Leonardo Sciascia sul "Corriere della Sera" che bollava me come professionista dell'antimafia e l'amico Luca Orlando come professionista della politica, dell'antimafia della politica..."

screen shot

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ph ©piero carbone


giovedì 8 novembre 2018

AMORE PER PALERMO DI RENZO COLLURA ATTRAVERSO IL LINDORE DI UN DISEGNO. La Biblioteca comunale di Palermo


Salvatore Pedone
 oggi ha pubblicato questo disegno con la seguente didascalia:

Disegno a tempera del 1951 di L. Collura che raffigura i prospetti esterni della Biblioteca Comunale di Palermo prima dei recenti restauri


Mio commento nel condividere la foto:
Amore per Palermo di Renzo Collura attraverso il lindore di un disegno.


Dialogo sui social
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Salvatore Pedone:
Se vedi la foto ingrandita è L. Collura. Avevo pensato anch'io a Renzo che stimavo moltissimo per la sua generosità da galantuomo.

Piero Carbone:
All'inizio si firmava anche così oppure Lauro da Grotte, mi pare, ma ti saprò dire con più sicurezza consultando suoi articoli giornalistici coevi

In effetti ritroviamo articoli firmati Lauro di Grotte,  Lorenzo Collura e infine Renzo Collura, nella corrispondenza qualcuno lo chiama Enzo, ma che L. C. corrisponda a Renzo Collura che sappiamo non v'è ombra di dubbio in quanto prova dirimente è un articolo del 2 settembre 1960 sul Giornale di Sicilia.

 "Giornale di Sicilia", 2 settembre 1960

"Due luoghi ha l'Isola cari alla memoria 
di quelli che l'hanno resa illustre: 
il Pantheon e la Biblioteca Comunale".






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martedì 3 gennaio 2017

A PALERMO FESTOSAMENTE (RI)APERTE, A RACALMUTO OSTINATAMENTE CHIUSE, LE BIBLIOTECHE. L'articolo di Alan David Scifo sul "Corriere del Mezzogiorno"

E' di questi giorni l'importante notizia della riapertura della Biblioteca Comunale di Palermo in tutte le sue sezioni dopo circa vent'anni di ammodernamenti, riordino e sistemazioni varie, e, tra coloro che hanno profuso il loro impegno, voglio ricordare in particolare due persone che conosco personalmente e che per questo evento si sono tenacemente prodigate, Totò Pedone e Teresa Milia (sarà l'occasione per riesumare nei prossimi giorni le foto che l'anno scorso feci alla mostra di incunaboli da loro curata nell'atrio della Biblioteca)





Quasi contemporaneamente, per la sensibilità di un giornalista non racalmutese nei confronti della cultura bistrattata di Racalmuto, si pubblica un servizio sul "Corriere del Mezzogiorno" di tenore completamente opposto, afferente la storia di una biblioteca ostinatamente chiusa. Anche le porte delle biblioteche, del resto, hanno una doppia funzione, e valenza.


Per leggere l'articolo di Alan David Scifo, cliccare il seguente link: 




Cronolink correlati:
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Post del 9 agosto 2016
Post dell'11 agosto 2016

Post del 27 agosto 2016
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lunedì 25 aprile 2016

RACALMUTA?! E IL PROSSIMO QUALE SARA'? Non c'è pace toponomastica per "Racalmuto". Neanche per Castronovo


Rakal-Maut, Rahal Maut, Rahal Hamud,  Rahal mudd, Racalmutum, Racaliuto etc.

Non è che Racalmuto con tutti questi nomi corre il rischio di andare in crisi di identità (toponomastica)?

Non posso tuttavia tacere un'altra indicazione toponomastica che va ad aggiungersi alle precedenti.

Dopo  la segnalazione di Charlie Craparo e cioè di avere letto "Racaliuto"  nelle carte geografiche affrescate nel 1581 nella Galleria delle Carte Geografiche, in Vaticano, mi è accaduto di imbattermi in "Racalmuta".
Una scoperta casuale nel visitare l'interessante mostra tenutasi il 23 aprile a Palermo presso l'atrio della biblioteca comunale di Casa Professa, curata da quel grande rabdomante bibliofilo qual è Totò Pedone.

E come le ciliegie, un nome tira un altro: troviamo il toponimo "S. Pietro" per la gioia degli amanti dell'omonimo Casale che si vorrebbe valorizzare e far rivivere, ma non troviamo a due passi Castronovo di Sicilia, leggiamo però di un "Castelnovo" e di altre concordanze, discordanze e amenità, ma ci fermiamo perché per oggi l'incetta di ciliegie, pardon, di nomi topo-nimi, può bastare: il paniere non è colmo ma un po' di gustosi frutti ce li riserviamo per altre sortite.









 
Totò Pedone



Link correlati:

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2015/05/un-racalmutese-infiltrato-nei-musei.html


ph ©piero carbone