Visualizzazione post con etichetta Danilo Dolci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Danilo Dolci. Mostra tutti i post

lunedì 22 gennaio 2018

"MAREDOLCE", LA SCUOLA A PALERMO CHE PIANTA ULIVI E "SCORTA" LA LEGALITA' . Con Dolci e Pippo Fava

E se mio padre non piantava ulivi forse io li trovavo?
Danilo Dolci






Piantare alberi di legalità
di
Giusi Vitale
          
Quando, lo scorso anno scolastico, gli alunni della classe 1^ D, accompagnati dalle loro insegnanti proff.: M.R. Metallo, L. Paternò e G. Vitale, avevano deciso di svolgere la lezione di Scienze lungo il Fiume Oreto, si sono imbattuti in una realtà devastante.  

            Il corso d’acqua che segna il quartiere Oreto, un tempo pescoso e navigabile, oggi, si mostrava ai nostri alunni  inquinato,  inalveato nel cemento, sommerso da immani quantità di rifiuti di ogni genere e segnato da un degrado senza misura. Occorreva comunicare a tutti quanto visto e quanto rilevato, occorreva: informare, denunciare e proporre!



            Quale mezzo poteva rivelarsi il più efficace se non un “giornale”? Così, attraverso la realizzazione di un giornalino monografico, dal titolo “IL FIUME E LA CITTA’”,  sono stati affrontati i gravi problemi ambientali del Territorio, a cui  l’Illegalità e  la dissennatezza hanno negato il decoro e lo sviluppo.
            Quanto redatto e documentato è stato proposto al concorso nazionale: ”Immagini per la terra”  XXV Edizione - 25 Anni di Educazione Ambientale, indetto da GREEN CROSS ITALIA che rispondeva conferendo il  1^ Premio Nazionale ai nostri piccoli giornalisti ed invitandoli a riceverlo il 5 febbraio p.v. a Montecitorio, dalle mani del Presidente della Camera, l’on. Laura Boldrini.

            I nostri piccoli ambientalisti hanno deciso di impiegare il premio per la costruzione di un’aiuola e la piantumazione di un albero di ulivo dedicato a Claudio Traina, ex alunno dell’ICS MAREDOLCE ed agente della scorta di Paolo Borsellino, rimasto ucciso nella strage  del 19 luglio 1992.
           Il 23 gennaio p.v., alle ore ore 9,30 - presso il cortile della Sede in Via Fichidindia, 6 - alla  presenza  di Luciano  Traina, fratello di Claudio, e di Elio Pacilio, Presidente di Green Cross Italia, avrà luogo la Cerimonia d’inaugurazione dell’aiuola e della piantumazione dell’albero d’ulivo.




            Contemporaneamente i proff. P. Carbone e M.R. Lo Porchio, ad ulteriore sostegno dell’importanza della libertà di stampa e del diritto d’informazione, al fine di allestire  una mostra itinerante, hanno proposto agli alunni della classe 2^H la riproduzione artistica, con varie tecniche pittoriche su tela cartonata, delle copertine del giornale “I Siciliani” fondato da Pippo Fava, ucciso dalla mafia il 05.01.1984.

            La prima tappa avrà luogo nella stessa giornata del 23 gennaio alle  ore 10,30 - presso l’impianto sportivo Palaoreto in via Santa Maria di Gesù n. 15/A - e sarà varata alla presenza di Claudio Fava, mentre il 20 febbraio 2018 le opere saranno esposte e presentate alla scuola media “O. Focherini” di Carpi (Modena).   
     
            Successivamente, in concomitanza della presentazione del libro di Fabio Giallombardo “Cosa Vostra”, che attinge all’opera letteraria e giornalistica di Giuseppe Fava, dal 15 al 25 marzo, la mostra continuerà il suo cammino in varie località siciliane  (il 16 marzo  a Palermo all’Istituto Maredolce e al Liceo Cannizzaro).



           Così, il 23 gennaio,  presso  l’impianto sportivo “Palaoreto” in via Santa Maria di Gesù, Legalità, Cultura, Arte e Rispetto dell’Ambiente saranno i protagonisti dell’importante e attesa  manifestazione  “Scortiamo la legalità”, promossa e  diretta dal prof. Enzo Galante,  e giunta alla sua 3^ edizione.
           Uno straordinario e coinvolgente torneo di calcio a 5 - maschile/femminile - che appassiona le diverse categorie  di alunni e alunne delle suole del Quartiere (Bonagia, G. Oberdan,  E. Salgari, R. Pilo) e che ospita l’ICS A. VENEZIANO  di Monreale  e  la Scuola  Sec. I^ Grado A. DE STEFANO di  Erice (TP.)

           Sugli spalti oltre 1000 alunni plaudiranno i loro compagni  e guarderanno allo sport come alla “buona pratica” che conduce alla vittoria grazie al rispetto delle regole e al gioco leale, piuttosto che attraverso la violenza o la prevaricazione, ma soprattutto ascolteranno le preziose testimoniante di: Luciano  Traina  (fratello di Claudio Traina), Elio Pacilio (Presidente di Green Cross Italia), Claudio Fava  (figlio di Pippo Fava), Graziella Accetta Domino (mamma di Claudio Domino), Liliana Iannì (figlia di Carmelo Iannì), Massimiliano Sole (fratello di Giammatteo Sole) e Francesco Mongiovì (agente di scorta di G. Falcone).



            A questi Uomini e queste Donne vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, perché la loro presenza e la loro voce, traduce la volontà della  presidenza,  l’impegno dei docenti e la fiducia che le famiglie che, ogni giorno,  ripongono nell’ICS MAREDOLCE.

La manifestazione,  dall’alto contenuto educativo, si ispira ai valori morali e ai più alti ideali di giustizia incarnati da tutte le vittime della criminalità organizzata e vuole promuovere la Legalità, il Valore della Memoria e il Rispetto dell’Ambiente, Valori imprescindibili per la tutela e lo sviluppo del Territorio.



Post correlato:








giovedì 26 maggio 2016

LA LETTERATURA SI FA STRADA. Letture in strada e l'antesignano via etere Danilo Dolci

...libri e panelle

screen capture:


screen capture: 


"...non si vive solo di pane e baracche, o di case quando si riesce ad averle. 

"Alle 22 di ieri, 26 marzo, l'irruzione di un centinaio di carabinieri e guardie di pubblica sicurezza, attrezzatissimi di potenti mezzi meccanici: in pochi minuti scassavano con innegabile perizia porte e cancelli impossessandosi delle trasmittenti. Partinico, 27 marzo 1970."

Danilo Dolci, Premessa a Il limone lunare, Laterza, Bari 1970



Apprendiamo con piacere che tante iniziative vengono promosse in favore della lettura popolare nel senso più genuino del termine, del popolo, fra il popolo, in paesi e città, da Torino a Milano a Palermo, da Trani a Racalmuto, etc.  

Non possiamo non ricordare l'antesignano di questa tendenza o  controtendenza e cioè di rendere, come si dice oggi, fruibile la cultura, la letteratura, non solo per gli addetti ai lavori e nei luoghi canonici, scuole biblioteche università  circoli fondazioni, ma per tutti, anche per l'uomo di strada, per gli analfabeti o semianalfabeti, o semplicemente per i distratti, nel tentativo di contribuire a formarli o a rafforzarli come cittadini anche attraverso la letteratura, la bellezza artistica, la poesia.

Mi riferisco a Danilo Dolci che, addirittura quando le radio private erano illegali, lui ne tirò su una per far arrivare la parola, le parole, nelle case di tutti, anche dei "poveri cristi". 
Fu per questo denunciato e processato. 

Oggi di radio e televisioni private, legalissime, ce ne sono fin troppe, l'analfabetismo del saper leggere e scrivere si è attenuato, eppure c'è ancora chi trova senso e significato nel portare la letteratura in strada. 
Vi sono addirittura associazioni ad hoc come ad esempio "Barriera che legge".


Seconda edizione

https://www.facebook.com/events/553911258103992/



ME NE LEGGI UN PEZZO?
 Letture ad alta voce per le strade di Barriera 
tra le vie del mercato, i giardini di quartiere e le nuove aree residuali letture ad alta voce di racconti selezionati dalla Biblioteca Primo Levi



E chi poteva darmi questo spunto della lettura/letteratura popolare se non un "dolciano" di ferro, uno che con Danilo Dolci negli Anni Settanta ha lavorato al Borgo di Dio? Francesco Virga. Su tante sintonie regoliamo le nostre amichevoli conversazioni ma è sul suo interessante sito che ho letto la notizia e visto la locandina che ripropongo.






CLASSICI PER LE STRADE DI PALERMO
di
Francesco Virga

Il 28 e il 29 maggio, l'11 e il 12 giugno, il posto dei classici sarà in strada, tra la gente, nelle piazze, nei quartieri più dimenticati. Perché è per la gente che sono stati scritti. Perché è dai racconti di altri che provengono le loro parole.

La letteratura si studia in palestra, cucendo vestiti, montando luci e impianti, dipingendo pannelli, riscrivendo i testi, rappresentandoli in scena. Perché la letteratura non è una disciplina separata, ma un modo di fare cultura e tramite di essa di fare persone migliori. Gli attori sono bambini, detenuti, liceali, studenti dei tecnici, ragazzi dei professionali, italiani e non italiani. Perché i classici sono stati scritti per loro e la città ha bisogno di loro. Gli insegnanti dei classici in strada sono esperti teatrali, tecnici audio e luci, professori di liceo, di scuole medie, di scuole professionali, operatori video, ricercatori universitari, maestri elementari, volontari, studiosi di scuole diverse e di provenienze diverse. Perché insegnanti sono tutti coloro che praticano forme di responsabilità diffusa verso le nuove generazioni.

Tutto questo sono i classici in strada: un’esperienza che ricerca la bellezza nella forza di costruire insieme la nostra civiltà.

Vi aspettiamo!
— con Emanuela AnnaloroIsabella TondoCentro Astalli PalermoPaoline Onlus e Teatro Atlante

http://cesim-marineo.blogspot.it/2016/05/classici-per-le-strade-di-palermo.html

Con Franco Virga, allo stand dell'Istituto Maredolce di Palermo,
 in occasione della manifestazione "La scuola adotta l'arte per emozionare"
consistente nello studio di un quadro "classico" e nel suo rifacimento
da parte dei bambini delle prime classi della primaria.
Atrio Convento Sant'Anna, 25 maggio 2016




"Se l'occhio non si esercita, non vede,

se la pelle non tocca, non sa,

se l'uomo non immagina, si spegne.

Quasi ho pudore a scrivere poesia
come fosse un lusso proibito
ormai, alla mia vita".

Danilo Dolci, Il limone lunare



venerdì 23 gennaio 2015

MA FACEBOOK È O NON È UN CORTILE?




Alcuni, sentenziando e moraleggiando impudentemente dal loro balcone-web, vogliono passare per snob definendo il balcone-web degli altri, e facebook in particolare, un "cortile", intendendo il cortile solo ed esclusivamente sotto l'aspetto negativo delle sciarre  (liti) ravvicinate o del parlare a vuoto o sboccato su cose di nullissima importanza, ma poi... ma poi che succede?

Quegli stessi presunti snob, autoproclamatisi non "curtigliari", inondano il web e tutte le bacheche facebook di amici e di amici di amici e di amici degli amici di amici con i loro links, e giù lìnchis lìnchis lìnchis che rimandano a notizie ed elaborazioni gravitanti intorno ai loro prediletti argomenti e pretesti, lìnchis di cui molti destinatari farebbero volentieri a meno perché non di loro interesse o di diverso orientamento. 

Capisco che, anche su facebook, per non codificato bon ton, lo scambio di links sulle bacheche personali altrui possa avvenire tra "amici", ma sempre per tacita o esplicita intesa, e su ambiti di comune interesse, potendo risultare ciò piacevole o utile addirittura, ma se a farlo indiscriminatamente e arbitrariamente è un giornale va tutto a discapito sia del bon ton sia dell'oggettività del giornale stesso. 

Un tal comportamento compulsivo alla fine nuoce al giornale stesso perché distrae dal contenuto degli articoli veicolati in quanto fa nascere collaterali domande: perché tanta insistenza? importa comunicare serenamente e oggettivamente qualcosa oppure l'informazione e le problematiche affrontate, quali che esse siano, passano in secondo piano perché primieramente importa il cliccare un link? e perché mai? perché questo voler trasformare le bacheche personali degli "amici" in "ripetitori" acritici di un giornale e di tutto ciò che esso cucina? 
Contravvenendo, una tale prassi, il noto adagio secondo il quale mangiari e vistiri a so piaciri, uno deve magiare e vestirsi seguendo i propri gusti!

La cosa buffa è che se uno chiede di attenuare o selezionare la martellante condivisione passa per brutto carattere. Non mancano esempi.

Tacessero almeno preventivamente, quelli che al "cortile" di facebook non sanno comunque rinunciare e del disprezzato cortile, invasivamente, se ne servono per poi vantarsi della profluvie di clic sui loro lìnchis!


P.S. 
Chi vuol essere snob ed esibirsi come tale a tutti i costi, si perde l'occasione di vivere e apprezzare tanta umanità che si "consuma" anche nei cortili di questo mondo, vera galassia di umanità.
Non bisogna scambiare il cortile fisico di paesi e città, oggetto di seri studi dell'etnografia, della sociologia e dell'antropologia, con il cortile come scurrile categoria dello spirito: ma in questo caso il cortile non c'entra. E neanche facebook.

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito



Link correlato:

Video sul Cortile Cascino, 
ispirato a una indagine sociologica di Danilo Dolci

venerdì 21 marzo 2014

NONOSTANTE TUTTO




E anche se l'uomo vi ha posato i piedi,
la luna è rimasta la luna.

Danilo Dolci, Limone lunare





mercoledì 19 marzo 2014

giovedì 3 gennaio 2013

DOLCI E RIVOLUZIONARI PENSIERI

Le parole nuove a volte sono quelle già dette. Le strade già percorse, le esperienze già vissute, possono essere utili ad affrontare lo smarrimento di oggi. Ce ne dà lo spunto Nicola Lo Bianco tracciando il ritratto di un personaggio che molto ha dato alla Sicilia: Danilo Dolci, sociologo, poeta, scrittore, testimone soprattutto di sé stesso, delle proprie idee, della propria abnegazione spesa per il riscatto degli altri, che erano gli ultimi.   P.C. 




Juan Paul Sartre, Lelio Basso, Danilo Dolci, Novembre´66.
Dalla bacheca fb di Sereno Dolci





“Danilo Dolci (1924-1997) - Uscire dal tempo primitivo”
                            di Nicola Lo Bianco



La vita e l’opera di Danilo Dolci sono un esempio di come è possibile cambiare “costringendo” alla saggezza gli increduli, i sottomessi ridotti al silenzio, le autorità irresponsabili.
Probabilmente fu l’impressione dell’estrema miseria che ne ebbe da bambino, seguendo gli spostamenti del padre capostazione, a farlo tornare a Trappeto, vicino Partinico, un piccolo borgo marinaro tra le province di Palermo e Trapani. […]

La prima esperienza, abbandonati gli studi di architettura, è quella di Nomadelfia con don Zeno Saltini, a Fossoli, un ex campo di concentramento nazifascista, dove orfani, ragazzi sbandati, ex ladruncoli, potevano ritrovare una casa-famiglia.
Dopo quasi due anni , confermato nei suoi propositi e sulla scorta della domanda che sempre più lo assilla – “e il resto del mondo? -, abbandona, lui triestino, il Nord, e si trasferisce definitivamente in Sicilia “per capire un mondo che nessuno si sforzava di ascoltare”. […]
Aspiravo dice in Ciò che ho imparato – a “nuovo cielo e nuova terra”…volevo scoprire l’anima della vita”.

A pochi mesi dal suo arrivo a Trappeto, nell’ottobre del ’52, assume la forma assurda e tragica della morte del piccolo Benedetto Barretta per denutrizione.
E’ il primo digiuno di protesta, l’inizio di un infaticabile impegno per far risorgere consapevolezza e speranza “in una delle zone più misere e più insaguinate del mondo”.

Sono gli anni del banditismo, delle stragi dei contadini, della mafia latifondista e politica, della negazioni di bisogni primari: lavoro, istruzione, cibo, salute, violazioni di diritti umani che corrispondevano all’asservimento padronale e mafioso.

L’acqua, ad es., l’acqua, che di nuovo oggi c’è chi manovra per farne proprietà privata, era in potere della mafia, che la gestiva secondo suoi torbidi interessi, secondo amicizie ed alleanze, o costringendo “gli altri”, la massa dei contadini, alla subordinazione e all’ossequio.
Il giovane Dolci comincia a capire il “sistema”, e si rende conto che l’acqua, in un’economia estesamente agricola, è il nodo da sciogliere per creare una breccia nel dominio semifeudale.
E’ la grande sfida della diga sul fiume Jato, l’opera alla quale i siciliani legano immediatamente il nome di Danilo:un decennio di proteste clamorose, di scioperi alla rovescia, di studi sapienti e mirati, di conferenze che chiamano in causa l’inerzia dei governi.
Ma sono anche intimidazioni, denunce, processi, galera. […]

Nel mentre che continua la partecipazione attiva alla denuncia di ogni forma di violenza, di degrado, di umiliazione dell’uomo, sorgono l’Asilo-casa per i bambini più bisognosi, il Centro studi e iniziative, Radio Libera Partinico, “la radio dei poveri cristi”, la prima radio libera in Sicilia (libera, non privata), immediatamente chiusa dalle autorità.
Il Centro di Borgo di Dio (gloria delle parole), a Trappeto, diviene un laboratorio di elaborazione teorica e pratica dove prendono la parola non solo gli studiosi più qualificati, ma anche i diretti interessati: la gente del luogo, i contadini, i disoccupati, gli analfabeti, le tante famiglie abbandonate a se stesse, taluni ex banditi.
"La mia vita è la tua, la mia vita non può non essere anche la tua", è un principio fondamentale nell’operare di Danilo Dolci, morale, di metodo, di conoscenza: dar voce agli ultimi, partecipare dal di dentro alla loro vita, valorizzare le loro competenze e apprendere dalla loro saggezza, portare le cose più alte a confrontarsi con la loro cultura, ascoltare e costruire insieme.
Si trattava davvero, in quel tempo e in quei luoghi, di “portare i disperati alla luce”, perché, oltretutto, bisognava infrangere l’atavica diffidenza e lo scetticismo dei siciliani.
Il possibile “cambiamento” sta per Danilo Dolci nel rapporto intrinseco tra individuale e collettivo, nel conoscere meglio se stessi e l’ambiente in cui si vive.
La violenza, sia fisica che verbale, è bandita senza compromessi, perché “quando dici no alla violenza e alla menzogna, la lotta di liberazione è già cominciata”: c’è la ferma condanna dell’errore, ma respinge l’annientamento e l’umiliazione di chi lo compie, fosse anche l’uomo più bieco, perché “non ci sono nemici”, ma uomini che devono essere indotti al buon senso e al senso di responsabilità. […]
E’ l’acume di Pierpaolo Pasolini a scoprire, già in alcune poesie giovanili (’51) di Danilo, un fermento religioso che identifica “Dio con il prossimo come immediata collettività…ha riscoperto L’Altro nei più poveri, soli, diseredati…”.

Invero, Danilo Dolci è uno spirito religioso che opera laicamente, è l’uomo che vorrebbe coniugare un senso mistico-missionario della vita con la ricerca tutta terrena della verità.
La morale, ad es., non può essere imposta dall’esterno, perché risulterebbe una sovrapposizione ben presto vanificata dall’incontro con la realtà; è, invece, un impegno quotidiano, deve scaturire dal dialogo, dal confronto con l’altrui esperienza, dal lavoro proiettato sul sociale, dalla ricerca di un mondo più sano, insomma, dal mettere l’uomo nelle condizioni di poter scegliere liberamente il bene e non il male. […]

Che nell’animo di quest’altro maestro del Novecento ci fosse, al di sopra dello scopo umano, un senso divino dell’operare, ce lo dice indirettamente lo storico Giuseppe Casarrubea, che in quegli anni conobbe Danilo e collaborò con lui: -Tra i suoi grandi maestri citava: Cristo e Lenin, Gandhi e Capitini, San Francesco e don Zeno Saltini-.
E, del resto, è testimonianza comune che “Danilo fu sempre povero, e non disdegnò mai di esserlo”.

Nicola Lo Bianco




Il post nella sua più estesa articolazione si può leggere su: