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martedì 9 luglio 2019

COME OGNI ANNO, LA FESTA DEL MONTE. Fra antiche omissioni e nuove anticipazioni. Con Pio Martorana e Beppe Bellavia Messana



FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA SS. DEL MONTE

Si inizia il venerdì con 21 colpi di cannone, col cosiddetto Triunfu e la Recita "La vinuta di la Madonna di lu Munti". 

La prima volta fu rappresentata nel 1978 su testo di Eugenio Napoleone Messana. Nel 1979 eccezionalmente non ebbe luogo. Nella versione attuale, dal 1980, viene rappresentata anche con i personaggi femminili da me aggiunti: contessa, damigelle, popolana (solo nel 1986 anche due pastori che introducevano la recita vera e propria - chissà se esiste qualche foto?) #festadelmonte #recita





Il Programma (religioso-tradizionale)
 del Comitato dei festeggiamenti



Il Programma laico-integrativo del Comune 



Il testo della Recita del Venerdì
Pubblicazione del 1982.
 In questa edizione, ad integrazione dell'originario testo di Eugenio Napoleone Messana del 1978,
sono stati inclusi il mio testo riferito ai personaggi femminili  da me ideati e introdotti nel 1980
nonché il monologo introduttivo del personaggio Giacinto
scritto dal prof. Nicolò Macaluso.

Pubblicazione del 1988. In questa edizione è stata aggiunta
 la cronaca del gemellaggio con Castronovo di Sicilia avvenuto nel 1986

La reiterata omissione
Schermata  Facebook 2019-07-09 alle 09.48.15

L'anticipazione
Schermata Facebook 2019-07-09 alle 18.01.17




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giovedì 22 maggio 2014

AMARCORD CON GAETANO RESTIVO




Con Leonardo Sciascia. Racalmuto, Sede del consiglio comunale, 1980





La conversazione, in realtà più diffusa, con Gaetano ha avuto luogo qualche mese addietro su "Sali d'Argento", il gruppo Facebook che si ripropone di raccogliere le foto storiche di Racalmuto  e dei racalmutesi in vista di un Archivio fotografico digitale.





Gaetano Restivo

Intervengo su invito del caro amico Piero Carbone.

La prima ' recita ' fu nel Luglio del 1978, guidata da Eugenio Napoleone Messana - che ebbe poi, purtroppo, morte improvvisa appena due settimane dopo la prima...

Negli anni a seguire, grazie al prof. Nicolò Macaluso e a Piero Carbone, continuò a far parte della ' fiesta '; e continua tuttora. Il primo anno fu una sorta di evento. Eugenio Napoleone Messana era tornato da poco a Racalmuto ad insegnare alla scuola media. Ricordo che mise in piedi un gruppo teatrale scolastico. Era nata da poco la prima Pro Loco, c'era un certo fervore in paese, fervore che, all'inizio, prescindeva dalla presenza più costante di Leonardo Sciascia in paese.

Come fu e come non fu, la memoria mi tradisce, si pensò di ripristinare la recita per la festa, forse per iniziativa di qualcuno della Pro Loco e se ne parlò con 'Geniu, perché adattasse in siciliano la versione del Caruselli, mi pare. Ne fuentusiasta e in due tre settimane il testo era pronto. Ricordo una serata al Circolo di Cultura dove 'Geniu, per la prima volta, lesse quanto aveva magnificamente scritto. " Talia Firnandu quantu curtisii..."

Eravamo un centinaio e tutti con la bocca aperta. In quei versi c'era il paese, le sue memorie, la sua storia, la sua gente, martoriata dal duro lavoro e dalla povertà. E dall'emigrazione...Era fine Maggio mi pare. Bisognava scegliere gli, parola grossa, attori.
Quelli di noi già vicini alla Pro Loco si fecero avanti. Era il momento in cui ci siamo sentiti veramente racalmutesi, parte di una cosa importante per il nostro paese. Che entusiasmo !

Le prove le facevamo ogni sera alle sette a casa di 'Geniu, in cucina. Mandarla a memoria fu una questione di ore - per anni, e tuttora, chi ha partecipato è ancora in grado di recitarla quasi per intero a memoria. Ogni sera dalle 7 alle 9 lì a recitare, con 'Genio che ci guidava. Faceva persino lo spadaccino...

La prima volta io ero Fernando, lo scudiero di Piero Carbone, che interpretava Eugenio, Principe di Castronovo. E con Piero, mi sento sempre ancora un pò, tuttora, Fernando... Ricordo una foto del palco della prima recita in cui si vede, dietro, la testa pelata di 'Geniu, con barba e baffi, lì a fare da suggeritore.
Dopo la recita si doveva fare, come è d'uso da noi, un incontro per festeggiare, che poi sarebbe stato uno schiticchiu. Non ce ne fu il tempo, per l'improvvisa scomparsa di 'Geniu, che velò di malinconia quell'estate.

Per chi ha passato gli ...anta, e comincia a pensare a quello che mio zio Nicolò La Rocca chiamava ' sunset ' - anche se, con figli piccoli, si è costretti a vivere per almeno altri vent'anni... - ripensare quell'estate, e le successive, dà molta malinconia...
Ma Racalmuto ha bisogno di guardare anche avanti. 

E "Sali d'argento" ha mostrato che in tanti, pur guardando al passato, vogliono un futuro migliore, ' più verdi pascoli ' insomma...





Piero Carbone

Tamì, mi fai ricordare che dopo la prima recita del 1978 messa su dal prof Messana, che subito dopo venne meno, assieme, tu ed io, proponemmo al prof Macaluso di assumere la regia, se ti ricordi lo fermammo e glielo chiedemmo davanti alla Matrice, egli accettò e per alcuni anni, finché ci fu padre Mattina curò la recita per conto della Pro Loco, poi lasciò quando ci fu il cambio di reggenza al Monte, nel frattempo io ero più disponibile perché da poco laureato e curai la regia fino al 1988. 
Dovresti conservare una copia in carta velina del testo battuto a macchina con inchiostro rosso della Recita da parte di Eugenio Messana. 

Piccole cose, lo so, ma affettivamente grandi.



***





La foto, se non ricordo male, è di Alfonso Chiazzese.