Ciao Piero, ho scritto sul Parco letterario "Regalpetra", per cercare di riprendere questa attività, se lo vuoi pubblicare sul tuo blog mi farebbe piacere. Cerchiamo di non far morire questa nostra Regalpetra, ma parliamone sempre. Iolanda Salemi.
Che fine ha fatto il Parco letterario "Regalpetra"?
di Iolanda Salemi
Ma di cosa stiamo parlando? che cos'è questo parco letterario? Il Parco letterario nasce da un'idea di Stanislao Nievo ( nipote di Ippolito Nievo) il quale è convinto che l'opera di ogni autore non può essere considerata al di fuori del suo contesto ambientale, ma è profondamente radicata nel territorio. Sia perché l'autore nasce e si forma in un dato ambiente, sia perché ambienta le sue opere in un dato luogo. In alcuni autori, più che in altri, questi luoghi sono reali e riconoscibili, pertanto possono essere valorizzati medianti itinerari e sfruttati turisticamente. In Sicilia ci sono sette Parchi intitolati a : Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Quasimodo, Verga, D'Arrigo, Vittorini e Sciascia.
Le opere di Sciascia sono colme di riferimenti a luoghi reali, la Regalpetra di cui ci parla è un luogo geografico esistente, che non è solo Racalmuto ma un territorio ben più vasto che arriva fino alla provincia di Caltanissetta, che ha le stesse caratteristiche di vari paesi dell'entroterra siciliano, accomunati dal silenzio del paesaggio e dall'arsura. E' il mondo arido delle campagne, il mondo delle miniere, anche questo caldo e soffocante, dove si muovono minatori, con occhi asciutti che vedono nel buio, ed estraggono la vita dalle vene della terra, vita e morte, ricchezza e sofferenza. Lo zolfo è la rinascita per il paese ma anche la morte di tanti minatori.
Il Parco Regalpetra si estende tra Racalmuto e Caltanissetta, la sede doveva essere la Fondazione e il Castello Chiaramontano, con i fondi di una sovvenzione globale era stato acquistato un elegante e studiato arredamento, funzionali espositori dovevano contenere elementi del mondo minerario, che fine hanno fatto?
Al castello si doveva collocare una Biblioteca Tematica, incentrata sul territorio, sul mondo minerario e contadino, sull'antropologia culturale e le tradizioni popolari, sulle feste religiose... Alcuni libri erano già arrivati, io stessa li avevo registrati e catalogati.
Scopo principale del Parco era quello di ricreare attraverso degli itinerari turistici, quelle atmosfere che hanno impregnato il testo letterario di Scascia. L'itinerario doveva essere una sorta di viaggio sentimentale, attraverso le pagine della letteratura e attraverso quei luoghi che diventano preziosi, perchè patrimonio culturale da valorizzare e proteggere.
Il viaggio sentimentale è una rappresentazione fatta da attori o cantastorie, che recitano o narrano quei brani ambientati negli stessi luoghi descritti dall'autore. Ad esempio: riprodurre al Circolo Unione quell'atmosfera degli anni '50, come è descritta tra le pagine delle “Parrocchie”, e recitarvi brani attinenti, o recitare pezzi di “Morte dell'Inquisittore”, nelle Grotte di Frà Diego ecc...
Infine il Parco doveva essere uno strumento capace di mettere in moto un percorso di crescita culturale, ed anche economica, perchè avrebbe sviluppato una serie di attività collaterali.
Avrebbe portato alla conoscenza dei luoghi peculiari estranei ai circuiti turistici di massa.
L'itinerario turistico doveva snodarsi tra la casa natale dello scrittore, il teatro, che tanto amava, il circolo, le chiese, le grotte di Frà Diego, il viaggio in treno per Caltanissetta, dove Sciascia trascorse la sua giovinezza e compì gli studi, il mondo delle zolfare e delle saline, delle campagne, delle masserie, dei borghi delle robbe, le feste religiose, da cui traggono spunto le sue riflessioni antropologiche; insomma un percorso attraverso Regalpetra.
I prodotti del Parco dovevano essere quelli tipici della natura, i manufatti della cucina tradizionale, i prodotti artigianali, ciò avrebbe dato modo a molti operatori del settore di lavorare. Perhé è tutto svanito nel nulla?
Anche se l'attività di questo Parco non si è mai sviluppata, per ragioni che non sto qui ad indagare, ciò non toglie che i concetti, le idee, gli obiettivi, siano ancora validi e realizzabili.
I luoghi di Regalpetra meritano di essere conservati attrezzati e resi fruibili, è un modo per dimostrare che la cultura non è una roba sterile, fatta di letture solitarie, ma è una cosa che può contribuire allo sviluppo economico di questo paese. Una serie di progetti che ho proposto ad illuminati e lungimiranti amministratori, ammuffiscono nei miei cassetti.
Spero che queste mie parole non cadano nel vuoto dell'oblio, e non vengano considerate una mera esercitazione, ma siano lo spunto per riflettere, progettare, proporre, e realizzare.
Parchi letterari italiani
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http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/10/esiste-un-parco-letterario-regalpetra.html
http://regalpetraliberaracalmuto.blogspot.it/2013/10/che-fine-ha-fatto-il-parco-letterario.html
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