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mercoledì 20 novembre 2019

...POI CHE DORMONO I VIVI. Una poesia nel ricordo, si spera fecondo, di Leonardo Sciascia


A trent'anni dalla sua morte avvenuta il 20 novembre 1989

CHI CI FARA' MEMORIA?

Segui, risveglia i morti,
poi che dormono i vivi."
Giacomo Leopardi, Ad Angelo Mai



La poesia "Chi ci farà memoria?"  è stata pubblicata nella raccolta 
Sicilia che brucia, Grifo Edizioni, Palermo 1990
ed inserita  nella Cartella d'arte Ti so della mia terra

martedì 19 novembre 2019

NON FU COCCODRILLO. Il mio articolo pubblicato per la morte di Sciascia voluto dal direttore di Nuove Effemeridi Antonino Buttitta

"Nuove Effemeridi" Anno II, n. 8, 1989 / IV




Avevo inviato il testo  "Il paese di Sciascia e delle passeggiate" al  prof Nino Buttitta, direttore della rivista trimestrale  Nuove Effemeridi, per rispondere ad una sua domanda di qualche anno prima circa i rapporti tra Sciascia e i racalmutesi e viceversa. 

In attesa di un responso, con mia gradita sorpresa l'ho visto pubblicato sulla prestigiosa rivista, curata da Gianfranco Marrone, in una speciale occasione non prevista: la morte di Sciascia avvenuta il 20 novembre 1989. Ma non era stato  concepito come un coccodrillo. Anzi, lo stesso testo dattiloscritto,  che ho fatto leggere al prof. Salvatore Restivo, sarebbe stato da lui consegnato  ad alcuni racalmutesi residenti a Milano perché lo facessero avere a Sciascia, che appunto lì si trovava in quel periodo, ma non ho mai saputo se Sciascia  l'abbia letto o gli sia stato mai consegnato. Sempre più precarie si facevano le sue condizioni di salute 

Ad un anno dalla morte di Sciascia invece, in una libera collaborazione con l'amministrazione del comune di Racalmuto, ho curato un incontro "sciasciano" sulle Parrocchie di Regalpetra invitando Claude Ambroise, Gesualdo Bufalino, Antonio Di Grado e Natale Tedesco che ho invitato, mi ricordo,  per telefono o personalmente. Per l'occasione ho curato la pubblicazione di una cartella con due incisioni rispettivamente di Nicolò D'Alessandro e Domenico Faro (di cui conservo ancora la corrispondenza), un bel testo di Claude Ambroise sul "Purgatorio" degli scrittori post mortem e due mie poesie,  lette da Mariella Lo Giudice, "Chi ci farà memoria?" e "Ti so della mia terra", consegnata anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quando venne in visita alla Fondazione Sciascia. 

In questi giorni di ricordo e di celebrazioni mi è sembrato opportuno riesumare questi e altri "gesti", immaginando che il ricordo sia ritenuto in qualche modo significativo. 
Probabilmente, un po' meno per gli organizzatori, in paese, delle celebrazioni del trentennale della morte di Sciascia,  tra Fondazione e Amministrazione comunale. 

















"L'Ora", mercoledì 11 luglio 1990:

"Unicuique suum"cm 100 x 80 (1989)
Quadro donato da Pippo Bonanno al comune di Racalmuto
 in occasione della mostra  "Ritorno a Racalmuto"
( Auditorium "Santa Chiara" 27 maggio - 4 giugno 1989)



Il testo, già pubblicato su Nuove Effemeridi,  nel frattempo pubblicato a sé in un libretto col titolo Il mio Sciascia, è stato poi inserito nel volume collettaneo  Ricordare Sciascia, pubblicato  nel 1991 da Publisicula Editrice, a cura di Paolo Cilona e Antonio Maria Di Fresco, con il contributo del Prof. Pio Lo Bue. Un volume in grande formato di 448 pagine, Lire 120.000.

 Così scriveva Matteo Collura nella premessa "Leggere e rileggere Sciascia": 

"Leonardo Sciascia a poco più di un anno dalla sua morte. Verrebbe da dire: uno, nessuno e centomila.  Sì, perché ognuno parla di un suo Sciascia, sciorinando verità che fino a quando Sciascia era vivo aveva tenuto dentro per 'rispetto al maestro'. Ha proprio ragione Enzo Biagi (che lo ha scritto subito dopo la morte di Sciascia): il problema non è tanto morire, quanto restare nella memoria degli altri".









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venerdì 15 novembre 2019

DU GEHÖRST ZU MEINEM LAND / TI SO DELLA MIA TERRA. Una poesia per Nanà. Traduzione in tedesco di Saro Marretta


Ti so della mia terra

A Leonardo Sciascia
che ha amato i luoghi che amo.


Ti so
della mia terra,
voce che non si spegne
e voce di zolfara,
voce d'antichi mali
sei stato, voce amica
del paese, crestato
di colline, castelli
diroccati...
e cuori in pena
di sconfitti lontani,
sradicati emigranti
o a Mons o a Milano.

Lacerasti secoli d'abusi, 
strappasti tele d'infamie assodate,
esaltando tenaci concetti 
di chi soccombeva.

Ci serva almeno a monito
la Ragione additata: 
che la storia è viscida 
ed è come anguilla. 
Va presa all'asciutto.
in Sicilia che brucia, Edizioni Grifo, Palermo 1990

Nanà.
Disegno su polistirolo, attribuito ad Angelo Scimè


Du gehörst zu meinem Land


Für Leonardo Sciascia, 
der die Or te liebte die ich liebe

Du gehörst
zu meinem Land,
Stimme die nie verstummt,
Stimme der Schwefelbergwerke,
Stimme alter Übel,
Stimmme des Freundes
meines Landes, dessen
Hügel und zerfallender
Burgen...
Stimme der Herzen im Leid,
der fernen Unterlegenen,
der entwurzelten Emigranten
zwischen Mons und Mailand.

Du zerfetztest jahrhundertalte
Missbräuche, zerrissest
Knäuel versteinerter Bosheit,
ehrtest hartnàckige Gedanken
jener, die sich opferten.

Möge uns allzeit
die Vernunft ermahnen
dass die Geschichte glitschig
und glatt wie ein Aalfìsch ist.
Nur trocken tàsst er sich fangen.

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in Ciao Berma! Ciao Sicilia!, Massimo Lombardo Agrigento  2004
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giovedì 14 novembre 2019

NON PER CONTRADDIRE SCIASCIA MA... A proposito di Russo e Manzoni



Novembrata. Di novembre sono nato, scorpione sono!  Novembre è il mese in cui Sciascia è morto, il 20 novembre del 1989; quest'anno cade e se ne celebra  il trentesimo anniversario.  Dal 22 al 26 novembre del 1986, si celebrava, nelle intenzioni, il bicentenario della nascita di Alessandro Manzoni nato nel 1785,  con il Convegno di Studi  itinerante "Manzoni e la Cultura Siciliana" tenutosi  in diverse città siciliane: Palermo, Agrigento, Siracusa, Catania, Messina. 
Vi ho partecipato anch'io con l'intervento riguardante "Russo e Manzoni" e principiava con una citazione di Sciascia: "Lo credo bene etc. etc.".

Nel riproporre, di coincidenza in coincidenza, di anniversario in anniversario, di novembre in novembre, quell'intervento, poi inserito negli Atti del Convegno pubblicati nel 1991,  ringrazio con un caro ricordo l'amabile e generoso professore Pietro Mazzamuto che, laureatomi appena qualche mese prima, e con mia sorpresa, ha voluto partecipassi al Convegno manzoniano intendendo valorizzare la mia tesi di laurea su Luigi Russo portata avanti sotto la guida illuminata della professoressa Michela Sacco Messineo, una delle mie guide culturali. 



















Partecipanti al Convegno






La tesi di laurea



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mercoledì 6 novembre 2019

TRENTA E DUE VENTOTTO, VENTINOVE E UNO TRENTA. Numeri di Smaragdos per Sciascia




In questi ventinove anni Sciascia è stato utilizzato come un coperchio per tutte le pentole. O le pentole sono tutte uguali o il coperchio è fuori misura se non è estensibile. O l'arcano dipende da ciò che bolle in pentola. 


SMARAGDOS, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito

sabato 10 agosto 2019

INTERVISTA DI DIEGO ROMEO SU GRANDANGOLO. A proposito del racconto "L'uomo che ebbe due funerali" e altro


Grazie di cuore a Diego Romeo e a alla redazione di Grandangolo per l'intervista e lo spazio dedicati in occasione della pubblicazione del racconto L'UOMO CHE EBBE DUE FUNERALI inserito nella collana "Coup de foudre" diretta da Accursio SoldanoAulino Editore e che verrà presentato a Sciacca durante la rassegna "Il chiostro dei libri" (6-8 settembre 2019).
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L'intervista integrale si potrà leggere sul sito
https://www.grandangoloagrigento.it
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Grandangolo 31 del 10 agosto 2019




racconti@aulino.it


domenica 30 giugno 2019

ACCADE SUI SOCIAL. Chi insegue la verità e chi scappa...


Pascal Catherine, acquerello per il racconto
"L'uomo che ebbe due funerali". Particolare 

Un presunto luminare (illuminato?)  del "paese della ragione", ma anche "paese del sale", nel crescendo della polemica, dopo avere offeso in pubblico e sostenuto cose indifendibili dinanzi al pubblico virtuale di suoi e miei amici, alcuni dei quali non virtuali ma realissimi, dinanzi al mio incalzare di ragionamenti e fatti citati e documentati, mi invita a proseguire in conversazione privata.

Non lo trovo tanto ragionevole, offendere in pubblico e discutersela in privato. O tutto in pubblico o tutto in privato. Altrimenti pubbliche rimangono soltanto le offese e le accuse indebite.

Prova del nove di allergia al dibattito e probabilmente alla verità? Bloccarmi su fb.

E poi citano Sciascia a tinghitè, anche nel trentennale della morte che vorrebbero solennizzare. Ipocriti! P. C.

domenica 24 febbraio 2019

GOGNE ANTICHE E GOGNE MODERNE. Sempre nel nome di Sciascia mal citato e mal seguito (nel trentennale della morte)



 "Piazzetta" di Racalmuto -
Monumento alla gogna
ovvero al "cuddraru"
rievocato da Leonardo Sciascia in Morte dell'Inquisitore



Gaetano Savatteri si vende Sciascia (e il paese) due volte: prima nel libro Non c'è più la Sicilia di una volta per rottamare Sciascia e ora con questo articolo per invitare a dare una mano di aiuto o contributo di idee all'ex amico e recentemente bersagliato Sindaco di Racalmuto fornendo, all'indirizzo in calce, suggerimenti per rendere maggiormente comprensibile il messaggio sciasciano della gogna (l'antico cuddraru), quest'ultima per rinnegarla... ma nei fatti Savatteri (& C.) sostiene nuove forme di gogna attraverso il "suo" giornale "Malgrado tutto" che ha una rubrica destinata ad hoc, "Colpi di spillo", che si dovrebbe ribattezzare "Colpi di gogna" o "Moderno Cuddraru", e sempre citando l'"obsoleto" Sciascia naturalmente. 

Mi piacerebbe che leggesse questo commento chi ha letto anche i "Colpi di spillo" a me graziosamente indirizzati e magari le mie domande e osservazioni che li hanno "provocati". 

Morale: non si può lucrare due volte su una contraddizione. 

P.S. 1 - A che serve chiedere l'amicizia su fb se contemporaneamente attacchi quella persona? 

P. S. 2 - Così si ricorda e celebra Sciascia, nel suo paese, nel trentennale della morte?



I LOVE Sicilia