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giovedì 29 marzo 2018

"MPARAMU LU SICILIANU" CON L'ITALIANO. Un corso interattivo, per apprendere il siciliano, realizzato tra New York e Tunisi dai proff. Gaetano Cipolla e Alfonso Campisi

Per felice coincidenza, in prossimità della settimana dedicata dal Tgr alla campagna "Come parliamo", approfondimento sulle radici del dialetto, mi arriva da New York Mparamu lu sicilianu. Un corso interattivo per apprendere il siciliano pubblicato in America dal prof. Gaetano Cipolla per le edizioni newyorchesi Legas: questa versione italiana, curata dal prof. Alfonso Campisi, che insegna all'università di Tunisi, fa seguito a quella bilingue Learn Sicilian / Mparamu lu sicilianu del 2013 della quale ne è un adattamento.
Il volume è dotato di un DVD che contiene in digitale la versione italiana di Learn Sicilian / Mparamu lu sicilianu e tracce audio.
Grato e onoratissimo per essere citato in quarta di copertina tra gli autori tradotti da Gaetano Cipolla.
Per informazioni e la distribuzione in Italia si fa riferimento alla siciliana Nuova Ipsa edizioni: www.nuovaipsa.it  (info@nuovaipsa.it) [tel.: +39 091 6819025]























sabato 8 aprile 2017

"MPARAMU LU SICILIANU / LEARN SICILIAN" DA NEW YORK A "MAREDOLCE"


Come è già avvenuto nel 2013 per la prima edizione di Mparamu lu sicilianu / Learn Sicilian
il dirigente Vito Pecoraro, i docenti e gli alunni dell'Istituto Comprensivo "Maredolce"
 accoglieranno i soci italoamericani di "Arba Sicula", 
nel Parco di Maredolce tra l'omonimo Castello e la Chiesa di san Ciro.

Il presidente di "Arba Sicula", prof. Gaetano Cipolla,
 farà dono alla scuola palermitana della grammatica, "revised edition", da lui curata.








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martedì 17 gennaio 2017

CELEBRAZIONE O REQUIEM PER IL DIALETTO? L'americana "Learn Sicilian" di Gaetano Cipolla e la mala profezia di Sciascia

dialetto sì, dialetto no 


Oggi è la Giornata nazionale del dialetto, mi fa piacere in tale circostanza dare notizia della recentissima riedizione della grammatica siciliana in lingua inglese scritta da Gaetano Cipolla, professore emerito della St. John's University e presidente dell'associazione italoamericana "Arba Sicula". 

Nel 2013 la prima edizione della grammatica venne consegnata ufficialmente all'Istituto comprensivo Maredolce nell'omonimo Castello durante un'articolata e festosa manifestazione, quest'anno si ripeterà l'incontro con gli italoamericani di Arba Sicula e del prof Gaetano Cipolla il 4 giugno a San Ciro a Maredolce.  

Nell'allegato dvd sono riprodotti alcuni brani e dialoghi del testo per i quali siamo stati coinvolti alcuni siciliani residenti ma anche l'emigrato racalmutese Eduardo Chiarelli che vive a Setubal in Portogallo.
  
L'intervista di Sciascia del 1986, con le sue ferali e apodittiche affermazioni,  fa quasi da contrappunto. 




(Learn Sicilian. Mparamu lu sicilianu. A Comprensive, Interactive Course. Revised, Legas, 2016)













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L'intervista di Sciascia

Domanda di Sergio Palumbo:
Quale potrà essere a suo giudizio il destino del dialetto siciliano dopo la diffusa scolarizzazione e i sommovimenti etnico-sociali che hanno profondamente trasformato il nostro paese negli ultimi cinquant'anni?

Risposta di Leonardo Sciascia: 
Il dialetto tende a scomparire, su questo non c'è dubbio, ma d'altra parte voler conservare quello che deve morire è un'operazione un po' necrofila, ecco! Quindi, se il dialetto deve morire, lasciamolo morire, vuol dire che sarà studiato nelle università e conosciuto da pochi, insomma, però insorgeranno altri dialetti, altre forme di dialetti.


L'intervista su you tube

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venerdì 7 agosto 2015

martedì 20 gennaio 2015

FILOSOFIA IN PILLOLE SICILIANE

FILOSOFIA IN PILLOLE SICILIANE 
DI
 CAROLYN MARY KLEEFELD 
TRAMITE
 GAETANO CIPOLLA




Può il dialetto inoltrarsi negli arditi meandri di meditazioni filosofiche?  Per Gaetano Cipolla evidentemente sì. 

Animato da questa convinzione ha tradotto e pubblicato con le edizioni Legas di Mineola (N.Y.) - Ottawa (Canada), in collaborazione con la Cross Cultural Communication di Merryck (N.Y.), Soul Seed. Revelations and Drawings (philosophical aphorism and art) della scrittrice americana Karolyn Mary Kleefeld. Il titolo completo del frontespizio pertanto è il seguente:




L'aspetto interessante o curioso del libro, oltre il contenuto, è la sua traduzione in siciliano. Che sia tradotto in italiano per gli italofoni, nella fattispecie per gli italofoni d'America, è scontato, non fa una grinza, ma è anche vero che non fa notizia. Fa notizia invece l'altra traduzione. 
Ma perché in dialetto? Per chi? Perché?
Le domande sono così insite nella stessa operazione editoriale che vengono offerte le risposte sia all'inizio del libro nei testi introduttivi di Laura Archera Huxleye, Deanna McKinstry-Edwards e David Jay Brown sia nella  Postfazione di Gaetano Cipolla.




Il libro è suddiviso in 24 capitoli che raggruppano aforismi e riflessioni sull'ambiente, il Tao, la censura, l'anima, la libertà, la filosofia, l'illuminazione, l'equilibrio interiore, l'inconscio, il silenzio, il passato, la società, l'arte, la vita, la morte...  

Il verde  e gli alberi della copertina suggeriscono una similitudine per comprendere la natura e la composizione del libro: viene da pensare alle raccolte di foglie secche di varie piante che gli studenti assemblano come compito assegnato dagli insegnanti, ogni foglia lanceolata palmata aghiforme cuoriforme etc. viene fissata su una pagina col nome scientifico dell'albero a cui rimanda. 
Alcune foglie dalla simile forma si possono confondere, ma come ci si può sbagliare dinanzi ad una foglia di alloro con il suo odore  esotico e inconfondibile?

Lo stesso avviene con gli aforismi poetici di Simenzi di l'arma: pur nella stringata sintesi, rinviano inconfondibilmente a più complessi sistemi filosofici, a ben determinati insegnamenti ascetici, a fedi religiose, a correnti di pensiero, insomma, ai territori più disparati: una vallata di echi nel grande anfiteatro del tempo.




Territori percorsi dagli uomini di sempre attrezzati di filosofie religioni bizzarrie, territori mentali, esperienziali, non circoscritti in una sola area geografica né in un solo tempo né espressi con una sola lingua. Non esclusa quella siciliana, sostiene Gaetano Cipolla, che la ritiene anzi adeguata in altezza ed estensione ad esprimere concetti e ragionamenti. 



L'odierna traduzione è una controprova di questi convincimenti ed una sfida: azzarda di aggiungere senso e non di sottrarne ai pensamenti dell'autrice, attraverso la lingua siciliana, nota, praticata e studiata soprattutto per altro: uso comune, saggezza popolare, poesia, teatro, e, se vogliamo, prosa. Gaetano Cipolla lo sa bene, da professore, da lettore, da studioso, da traduttore, da editore che ha fatto conoscere la letteratura siciliana agli anglofoni traducendo copiosamente dal siciliano in inglese, ad iniziare dalle opere del Meli.

Il rapporto tra le due lingue, come ben si evince dall'attività di traduttore del Cipolla, non è di semplice sostituzione di parole ma di osmosi, di scambio, di reciproco arricchimento: se l'americano serve per far capire i testi pensati in americano con riferimento alla cultura angloamericana, in senso opposto, il dialetto esprime quei concetti e quelle riflessioni come se fossero stati pensati originariamente in siciliano con le peculiarità semantiche e sonore del siciliano.
Ci sarà riuscito?

La risposta è affermativa se la lettura in siciliano produrrà quegli stessi effetti che Laura Archera Huxley  in Prefazione attribuisce alla lettura originaria.


E' una bella scommessa, questa traduzione in siciliano, perché nulla si deve togliere alla forza suggestiva di convincimento e persuasione di un libro che ambisce a spargere "semi dell'anima" così come il libro dei Tarocchi o l'I Ching ovvero il Libro dei Mutamenti, e come questi classici della saggezza millenaria poter essere usato, secondo David Jay Brown "come uno strumento oracolare, interattivo, ponendo un quesito e aprendo il libro a caso per vedere che nuove illuminazioni possono nascere da un particolare seme dell'anima".


L'Autrice






Alcuni aforismi