| Eduardo ai piedi della scalinata del Monte, teatro ogni anno della festa principale del paese |
Da ventiré anni risiede in Portogallo, e da una decina d'anni non tornava nel paese di origine dove ancora vivono i genitori, tanti amici, e vi sono custoditi tanti ricordi (alcuni li conosciamo anche per averli letti nei post che Eduardo ha pubblicato in questo blog).
Nel frattempo, a Setúbal, una bella cittadina che si affaccia sull'Oceano Atlantico, ha preso moglie e ha avuto anche due figli, Ciro e David. Bambini piccoli e impegni vari facevano sfumare ripetutamente un recondito desiderio: ritornare in paese anche per farlo conoscere alla nuova famiglia.
Dopo alcuni rinvii finalmente, Eduardo ce l'ha fatta.
In paese, un mare di sensazioni, si capisce, è naturale, in parte prevedibili, cosa non si prova in questi casi tra festoso commosso commovente!, ma una in particolare ha sorpreso lui stesso. Me ne aveva accennato in una conversazione in chat.
L'ho invitato a riferirne più distesamente e ora possiamo leggere la seguente, toccante testimonianza.
| Davanti una delle case dove ha abitato in paese |
Il padre non era di Setúbal
di
Eduardo Chiarelli
Il piccolo David non aveva ancora compiuto sei anni quando scoprì che il Padre non era di dove aveva sempre creduto che fosse.
Lo aveva capito durante le ultime vacanze trascorse in Sicilia.
E quella inaspettata scoperta lo aveva turbato così tanto da indurlo a pensare che finite le ferie, il Padre se ne sarebbe potuto rimanere nel paesello dove era nato, lasciando partire lui, la Mamma e il fratellino.
E così, i due, di mattina, prima che cominciasse a “famiari” (infuocare) e poi di nuovo all'”arrifriscata” (quando rinfresca), tenendosi per mano, percorsero quel dedalo di strade, cortili e viuzze di cui il paese era composto.
Gli piaceva camminare insieme al Padre, ma sopratutto gli piaceva vederlo così contento ed eccitato.
Bastava un portone, una scalinata, un'inferriata per accendergli i ricordi e cominciare a narrare storie, aneddoti, episodi, alcuni tristi altri divertenti, ma raccontati sempre con ugual passione.
| Con gli amici al bar |
E quegli anelli che pendevano dai muri servivano per legarvici i cavalli, e ancora, che quelle strane lame di ferro infisse a terra, servivano per raschiar via il fango dalle scarpe, prima di entrare in casa.
Insomma David era più che mai convinto che il padre apparteneva a quei luoghi, e che nonostante il paese dove vivevano fosse molto bello e abitato da persone pacifiche e simpatiche… non era il suo.
C'erano nel borgo anche molte case diroccate, e sapendo che in quei giorni c'era stato un terribile sisma, il piccolo domandò, se quelle case era stato il terremoto a farle cadere, ma il genitore facendosi improvvisamente scuro in viso, rispose che a farle cadere, era stata l'incuria degli uomini, e nel dire ciò si curvò, prese una pietra in mano e quasi accarezzandola per sentirrne il calore, cominciò a spiegargli che ognuna di quelle pietre raccontava da quale contrada proveniva.
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| ph Eduardo Chiarelli |
Insomma David era più che mai convinto che il padre apparteneva a quei luoghi, e che nonostante il paese dove vivevano fosse molto bello e abitato da persone pacifiche e simpatiche… non era il suo.
C'erano nel borgo anche molte case diroccate, e sapendo che in quei giorni c'era stato un terribile sisma, il piccolo domandò, se quelle case era stato il terremoto a farle cadere, ma il genitore facendosi improvvisamente scuro in viso, rispose che a farle cadere, era stata l'incuria degli uomini, e nel dire ciò si curvò, prese una pietra in mano e quasi accarezzandola per sentirrne il calore, cominciò a spiegargli che ognuna di quelle pietre raccontava da quale contrada proveniva.
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| Dinanzi al quadro dell'arciprete pittore Alfonso Puma. Dall'archivio di Eduardo Chiarelli |
Questa per esempio diceva: viene dai terreni che si trovano attorno al “Castelluccio”, la chiamavano “Babbaluciara” per via dei buchi, ed era la preferita dai muratori perché piuttosto leggera e facile da incastrare.
Quest'altra bianca e massicia invece, proviene da “Garamoli”, mentre quell'altra ancora, che brilla perché tempestata di cristalli di gesso, proviene dalla zona compresa tra il “Firraru” e “Sacchitello, e gli spegó pure, che tutto quel materiale era stato trasportato su dei carretti con grande fatica e sacrificio di uomini e animali.
Per David era difficile immaginare tali cose, aveva visto di recente la loro casa esser costruita con macchine, manovrate con il telecomando.
Quest'altra bianca e massicia invece, proviene da “Garamoli”, mentre quell'altra ancora, che brilla perché tempestata di cristalli di gesso, proviene dalla zona compresa tra il “Firraru” e “Sacchitello, e gli spegó pure, che tutto quel materiale era stato trasportato su dei carretti con grande fatica e sacrificio di uomini e animali.
| I doni di Eduardo "fatti" con le sue mani e la sua fantasia |
Per David era difficile immaginare tali cose, aveva visto di recente la loro casa esser costruita con macchine, manovrate con il telecomando.
Ma il Padre continua a raccontargli tutto ciò che sa su quel paese, non per farglielo piacere, (per quello bastano i gelati e i taralli) ma per farglielo entrare ne sangue, perché quello non è un paese da fare invaghire, ma da far innamorare, di quell'amore che non ci si toglie mai più di dosso.
E se un giorno divenuto uomo sentirà il bisogno di ripercorrere quei vicoli, allora sarà come se il suo Papà quel paese non lo avesse mai lasciato.

Eduardo con la famiglia e altri amici sotto il pino allo Zaccanello
ph ©pierocarbone
ph ©eduardochiarelli
E se un giorno divenuto uomo sentirà il bisogno di ripercorrere quei vicoli, allora sarà come se il suo Papà quel paese non lo avesse mai lasciato.
Eduardo con la famiglia e altri amici sotto il pino allo Zaccanello
ph ©eduardochiarelli



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