Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
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giovedì 9 aprile 2020
Totò Nocera recita "Diminaglia" con Laura Carbone
Favara, Castello Chiarmontano 2008 Dalla silloge Pensamenti di Piero Carbone, Coppola editore, Trapani 2008
L’evocata immagine della Diminaglia sarà bella forse, ma è la poesia che viene il dubbio sia inattuale. Mientras haya esperanzas y recuerdos, habrá poesía! dice un poeta spagnolo. “Finché vi saranno ricordi e speranze, vi sarà poesia!”. ------------------ E chi potrà sradicare dal cuore dell’uomo le speranze e i ricordi? Esperanzas y recuerdos.------------ Ci ripenso, invoco la Diminaglia, e chiedo: - Diminaglia, Diminaglia, cu ci fita nni la paglia? - La gaddriiina! - Diminaglia, Diminaglia, nni la staddra cu cci rraglia? - Lu sceeeccu! - Diminaglia, Diminaglia, cu è ca ntrezza e ma’ ca sbaglia? - Li baaabbi! - Diminaglia, Diminaglia, cu si cogli li stuppaglia? - Li picciliiiddri! - Diminaglia, Diminaglia, u maritu a cu si piglia? - A la muglieri! - Diminaglia, Diminaglia, ccà s’arridi o si sbadaglia? - Boooh! Brava fusti, Diminaglia, nun sgarrasti mai na vota: si cchjù saggia di ma nannu, e giacchì m’arrispunnisti senza dubbi e senza sbagli, pi stasira mi vastà, iu ti pozzu libbirari. Si quarcunu già t’aspetta, nun lu fari cchjù aspittari. Via! Vatinni ppi lu munnu. E portami na bona nova! - Mantide, Mantide, chi fa l’uovo nella paglia? - La gallina! - Mantide, Mantide, nella stalla chi è che raglia? - L’asino. - Mantide, Mantide, chi è che sempre ci azzecca e mai sbaglia? - Gli scemi! - Mantide, Mantide, chi racimola i tappi (nelle feste)? - I bambini! - Mantide, Mantide, il marito con chi si sposa? - Con la moglie! - Mantide, Mantide, qui si ride o si sbadiglia? - Boooh! Brava, Mantide, sei stata, neanche una volta hai sbagliato: sei più saggia di mio nonno, e giacché hai risposto senza dubbi e senza errori, per stasera può bastare, io ti posso liberare. Se qualcuno già ti aspetta, non lo fare più aspettare. Via! Vai per il mondo. E portami buone nuove.
Quando eravamo piccoli, in campagna, d’estate, davamo la caccia alla “Diminàglia”. Presala, la deponevamo nel cavo della mano, e, stuzzicandola con l’indice, le domandavamo dove si trovasse il Nord.------------ Il povero insetto si dimenava per liberarsi, ma noi, improvvisati sciamani, imperterriti e fiduciosi, continuavamo a porre le nostre domande: dove facesse l’uovo la gallina, chi fosse il più sciocco del paese, se dovesse piovere all’indomani.----------- A mezzo tra gli àuguri latini, che divinavano il futuro interpretando il volo degli uccelli, e gli arùspici greci, che il futuro leggevano nelle viscere degli animali squartati, noi, da esperti seviziatori, sapevamo indovinare la risposta interpretando i disperati “gesti” della Diminàglia. ------------------------------ La Diminàglia o Mantide religiosa, un comunissimo insetto dal collo di giraffa, con due piccoli occhietti fissi in una testina triangolare, mobilissima, era la Sibilla che, dimenandosi, dava risposta a tutto, ai nostri dubbi di ragazzi. Ora non ci credo più alla Diminaglia, interpellata dai ragazzi di altri paesi come Nniminàglia o Miniminàglia: ben altre domande avrei da rivolgerle ed essa non risponderebbe. Ma come si fa a sopprimere il bisogno di fare domande?-------------------------------------- Come si fa a non immaginare domande sulla vita, sulla morte, sull’odio, sulla violenza, sull’ingiustizia, sul cielo, sulla terra, sulla nostra terra? E, planando dalle generalissime questioni, con il passare del tempo, quasi quasi si vorrebbe chiedere alla Diminaglia di dipanare i grovigli delle coscienze e degli interessi che ci stanno dietro inconfessate mire, ipocriti comportamenti, responsabilità inderogabili.---------------------------------------- Nella speranza che gli scatti nervosi della Mantide, senza farsi deviare dai lustrini del potere e del successo, senza mettere in conto calcolati silenzi per tornaconti futuri, saltando l’ostacolo di decoratissimi e impenetrabili paraventi, individuino il marcio e aiutino a togliere di mezzo erbacce e cianfrusaglie metaforiche; nella speranza forse esagerata che i “religiosi” gesti dell’elegante insetto rendano possibile la prosecuzione di un cammino virtuoso che conduca in un paese migliore dove, anche se non scorrerà latte e miele, si potrà cogliere un solidale senso del vivere di persone sincere. ------------------------------------- La Diminaglia non sa, non ha risposte da dare; ma io non so rinunciare ai miei dubbi, anche se potrei costringermi a non fare domande. La poesia è la Diminaglia che cerco e a cui chiedo com’era in Sicilia il passato, come sarà il futuro, perché i mali del presente.---------------------------------- Video amatoriale
giovedì 7 novembre 2019
IL MIO "GIARDINO DELLA DISCORDIA" CITATO NEL NUOVO LIBRO DI FELICE CAVALLARO "SCIASCIA L'ERETICO"
Ancora non ho avuto li libro di Cavallaro tra le mani, ringrazio l'amico che in occasione della presentazione del libro ieri alla Feltrinelli di Palermo si è imbattuto nella citazione e me l'ha voluta comunicare inviandomi il testo fotografato.
Citazione a pag 41 di un passo tratto da "IL GIARDINO DELLA DISCORDIA. Racalmuto nella Sicilia dei Whitaker" , Coppola editore, Trapani 2006, nel nuovo libro di Felice Cavallaro, "SCIASCIA L'ERETICO", Solferino editore, Milano 2019
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| http://www.solferinolibri.it/libri/sciascia-leretico/ |
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Presentazione del libro "Sciascia l'eretico" di Felice Cavallaro
https://www.facebook.com/events/427634584616194/ |
martedì 4 ottobre 2016
LA CASA EDITRICE DI SALVATORE COPPOLA RIVIVRÀ. Grazie ai ragazzi di Scampia
Lo ha annunciato oggi Giacomo Pilati
Se ne prenderanno cura i ragazzi di Scampia che già hanno rilevato la casa editrice Marotta e Cafiero.
Conosco Rosario Esposito e il suo entusiasmo contagioso. Salvatore ne sarebbe felice. Già qualche anno fa aveva regalato a Rosario e ai suoi amici di Scampia una macchina per stampare i pizzini. Questo è il nuovo logo.
Il sogno di Licchia non è morto."
Anche io ho avuto il piacere di pubblicare con lui alcuni libri.
Link correlati:
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http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/01/noi-che-ricordiamo-coppola-battendo-le.html
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http://archivioepensamenti.blogspot.it/2015/03/curri-quantu-voi-ricordando-leditore.html
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http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/12/il-cuore-grande-grande-di-coppola.html
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mercoledì 23 dicembre 2015
LUOGHI VOCATI PER VOLARE ALTO CON LA FANTASIA. Caltabellotta
La riflessione in questi giorni viene spontanea: sull'altura di Caltabellotta è naturale ambientarvi il Presepe vivente per il Natale. E come non ricordare la famosa Pace di Caltabellotta? Questo paese, anni fa, un moderno cavaliere errante, da puro idealista, generoso editore, sognatore in proprio, l'aveva eletto a dimora fantasticata delle sue utopie: poi è trasvolato altrove. Chissà cosa avrà trovato?
E' interessante sapere anche altro. Ce lo suggerisce Enzo Mulè:
Gli Arabi la chiamarono Qal'at al-Ballūt (Fortezza delle Querce).
Oggi Caltabellotta, luogo di miti, leggende, storia unico in Sicilia, è stato definito uno dei 20 paesi più belli d'Italia!"
1.
2.
Caltabellotta suggestiona e ispira.
Una delle forme in cui si esprimono l'una e l'altra è la poesia, questa l'ho pubblicata nel 1990.
La forma risente degli acciacchi del tempo,
ma le suggestioni e i sentimenti che vi sottostanno sono intatti.
screen capture:
Cataviddotta di Ezio Noto
2010, rievocazione della storica Pace del 1302
Carmelo Rappisi mi segnala il corto "La pace di Cartabellotta" girato con Massimo Puglisi,
quando sarà possibile, avrò il piacere di inserire il link.
1. Foto di Eloisa Aquilina
2. Foto di Enzo Mulè
giovedì 26 marzo 2015
CURRI QUANTU VOI... Ricordando l'editore Salvatore Coppola e i "detti" paterni di Rosemarie Tasca d'Almerita
Voleva fare l'editore, e lo fece. Lo fece a modo suo, con libertà, con difficoltà. Aveva tanti progetti: alcuni li realizzò, altri erano in cantiere; ne so qualcosa per avermi coinvolto in alcuni realizzati e in altri da realizzare. La morte, intervenuta in maniera subdola, ha fatto saltare in aria tutto. Che cosa rimane oggi della sua casa editrice? Che fine ha fatto il catalogo?
Ma una domanda sulla memoria di ciò che rimane oggi dell'editore Salvatore Coppola, che era soprattutto un generoso idealista, mi spinge a volerlo ricordare attraverso la citazione di uno dei suoi libri che aveva pubblicato in collaborazione con Margana Edizioni, forse una premonizione, codesta collaborazione, in vista magari di un passaggio di testimone. Forse. Se queste erano le sue intenzioni, non ebbe il tempo di far transitare su un altro editore la sua attività, i suoi libri, i suoi autori. Egli, negli ultimi tempi, un'altra occupazione in verità desiderava perseguire: quella di scrivere i propri libri, dopo avere pubblicato generosamente e coraggiosamente quelli degli altri. Non ne ebbe il tempo. Felice parentesi è stata quella di Caltabellotta, nell'aerea Caltabellotta: oasi di letture, di scrittura, di amici. Ma parentesi breve.
Un autore che è venuto a mancare piuttosto che un autore mancato. Diverso il discorso per la cessazione della sua casa editrice: a rimanere orfani non sono soltanto i suoi autori ma i tanti lettori che nei suoi libri impegnati trovavano un punto di riferimento, uno spazio di libertà, di espressione, un pensiero critico, una volontà di impegnarsi, un atteggiamento di resistenza, quasi una sorta di bandiera.
Oggi è il tempo di fare sventolare quella del ricordo. Attraverso il vento delicato delle pagine sfogliate di un libro leggero. Ma ricco di tanto sapore familiare, di tanta sapienza nostrana.
Una sapienza che ci spinge a considerare minuscoli tutti i problemi talvolta irrisolvibili e le difficoltà insormontabili, in cui tra l'altro Salvatore si dibatté ininterrottamente, specialmente quando arriva d'improvviso la ruspa ineluttabile che li spazza via liberandocene, senza darci però il tempo e la soddisfazione di averli prima risolti.
Rosemarie Tasca d'Almerita, Chi nnicchi - nnacchI? Detti di casa mia e non solo, Margana edizioni - Coppola editore, Trapani 2011. Disegni di Gabriella Saladino
domenica 3 novembre 2013
UN OMAGGIO A SALVATORE COPPOLA
Sul profilo facebook di ieri "A me mi piace la poesia", Pietro Ciccarelli, giornalista sportivo di lungo corso, poeta di tempra e animatore di diversi profili fb seguitissimi, con mia sorpresa ha voluto rendere "un omaggio a Salvatore Coppola" riportando la poesia "Fotografia sculuruta" e la copertina del libro pubblicato da Salvatore con la sua casa editrice.
Mi fa piacere ritrovarmi a ricordare Salvatore in comunanza ideale con un altro amico.
Na tomba annuvricata
e chjina di lippu
la data scancillata
lu nomu ca un si leggi
un ancilu chi prega
na cruci arrugginuta
e grasti senza hiuri. Sculuruta,
la fotografia. Nni li pigna
s'aggiuccanu li ciavuli pi notti.
"Signori, si chjui!"
Una tomba annerita
e ricoperta di muschio
la data abrasa
il nome non si legge
una croce arrugginita
e vasi senza fiori. Sbiadita
la fotografia. Sui pini
si annidano le cornacchie per la notte.
mercoledì 30 ottobre 2013
CIAO, SALVATORE COPPOLA EDITORE
O lo ha fatto in minima parte, lottando contro incertezze e precarietà.
Voleva affidare ai propri testi, ad altri testi oltre quelli già scritti, la rappresentazione del suo ricco mondo interiore, del suo essere affabilissimo amico, padre, idealista, cittadino partecipe, certosino lavoratore, anacoreta senza dogmatismi, estimatore del bello, rivoluzionario gentile.
Non ne ha avuto il tempo e le condizioni per attuarlo pienamente o come e nella misura in cui avrebbe voluto, ma Salvatore è ugualmente un grande.
Un grande nel testimoniare, come piccolo editore, valori come l'amicizia, la coerenza, la serietà, la generosità, la lealtà, il promuovere gli altri ma solo per sintonia di valori e magari di idee e di principi, rinunciando ad ogni altro vantaggio pur di non tradire se stesso e quelli che nei suoi principi, nelle sue idee o semplicemente nel suo essere autentico credevano.
E lui non ha mai tradito, fino alla fine.
Speriamo di non tradirlo neanche noi, quelli a cui lui aveva dato credito.
Gli autori "Coppola editore" credo si riconoscessero fra di loro e fraternizzassero, anche senza conoscersi personalmente, non tanto per il comune marchio ma perché Salvatore stesso rappresentava una sorta di bandiera in cui riconoscersi.
Continui pertanto a vivere la sua casa editrice, testimone del suo operato, del suo operare, e speriamo strumento attraverso il quale continuare a rendere vivo il suo ricordo.
giovedì 10 ottobre 2013
ESISTE UN PARCO LETTERARIO "REGALPETRA"?
Incompiuta sciasceide o apoteosi dello sciascismo come sciagurata capacità divinatoria di future e insospettate disillusioni?
Interrogativi intorno ad una vicenda che merita approfondimento.
Quando, con ritardo, disattendendo una esplicita richiesta di pubblicazione, l'ho scaricato dalla mia posta elettronica, mi sembrava che l'articolo di Iolanda Salemi fosse già "bruciato" per averlo letto qualche giorno prima su un altro blog, ma non trattandosi di spicciola cronaca, dopo averlo riletto senza urgenze cronachistiche ho accettato con piacere l'iniziale richiesta, e l'ho fatto direi doverosamente perché si tratta di riflessioni aggrappolate ad un interrogativo che interpella la coscienza e la sensibilità dell'essere cittadini racalmutesi, siciliani o semplicemente lettori.
E' una sorta di obbligo morale, se la morale non è una merce scaduta: nell'oblio pressoché generale per calcolo o per sciatteria, mantenere viva la memoria dei fatti accaduti, non accaduti o che dovrebbero accadere.
Ora, che i fatti di ieri e dell'altro ieri, riguardanti l'istituzione del Parco letterario Regalpetra, si allontanino nel tempo dalle riflessioni di oggi rafforzano la convinzione che questo tempo infruttuosamente trascorso rende più "vere" e calzanti le riflessioni stesse. E rafforzato ne esce il rammarico per l'ennesima occasione mancata.
Se ne coglie una sorta di amara conclusione: sembra una pena del contrappasso che tra tanti parchi letterari esistenti in Sicilia sia proprio quello ispirato all'opera di Leonardo Sciascia a svanire.
Un contrappasso cocente per uno scrittore che temeva di diventare un "bene culturale" ma soprattutto per avere prefigurato nel racconto su "Mussolinia" le malinconiche vicende del Parco a lui stesso intitolato: magne inaugurazioni di progetti inconclusi. P. C.
"Erano circa le nove del mattino quando si venne alla posa della prima pietra".
L. Sciascia, "Fondazione di una città", in La corda pazza.
Era un bel progetto
Scheda editoriale
La fruizione dell’opera letteraria passa attraverso le pagine di un libro ma anche attraverso i luoghi, specie se, come nel caso di Leonardo Sciascia, l’opera è sostanzialmente impregnata di descrizioni del suo paese ”REGALPETRA”. Le miniere, la campagna, le masserie, le strade, le feste, ecc. In questo volume in cui si descrive il parco letterario intitolato a Sciascia e una sua biografia completa, si crea un progetto dell’immagine che renda riconoscibile il parco stesso: una serie di segni che, partendo dalla scrittura dell’autore, descrivono un linguaggio capace di identificare il parco e l’artista, e con essi la Sicilia. Uno studio che presenta un assetto evocativo, identificativo e di visibilità, in cui il segno parola e il segno grafico si fondono per il recupero dell’ambiente e per la produzione di nuova economia.
L'articolo annunciato, nel prossimo post.
Foto dell'amministratore del blog
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