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martedì 30 dicembre 2025

LA MIA PRIMA POESIA. Domande di Francesco Bellomo a me e a Salvo Carlucc...


In occasione di uno speciale riconoscimento per la carriera a Gianfranco Iannuzzo nel 2013, il Premio Martoglio, ideato e diretto da Aristotele Cuffaro, ha invitato come ospiti i premiati delle precedenti edizioni Piero Carbone e Salvo Carlucci rispettivamente nel 2009 e 2012, autori delle sillogi VENTI DI SICILINCONIA e 'NCIMATURI, pubblicate dalla casa editrice Medinova diretta da Antonio Liotta


Da sx: Salvo Carlucci, Alfio Patti, Gianfranco Iannuzzo, Piero Carbone







martedì 16 dicembre 2025

VENTI DI SICILINCONIA. Presentazione a Grotte nel 2010. Mio intervento


GROTTE (Biblioteca Comunale), domenica 24 gennaio 2010.

Piero Carbone, Venti di Sicilinconia, Premio Martoglio 2009. Edizioni Medinova
 
Argomenti trattati e persone nominate: 
Premio Martoglio, Aristotele Cuffaro, Antonio Liotta, Athos Collura, Renzo Collura, Giacomo Orlando, Santino Lo Presti, Angelo Cutaia, pali eolici, Nenè Sciortino, unificazione comuni Grotte e Racalmuto, Eugenio Giannone, Salvatore Picone, Carmelo Arnone, sindaco Paolo Pilato, famiglia Agnello, Nino Agnello, Salvatore Di Marco, assessore Domenico Criminisi, Lillo Alaimo (AIAB), Nicolò D'alessandro, Gaspare Destro, dott. Restivo, poesia e poesie, poesia come aspirazione, Alessia Licata, Denise Licata, Ennio Sanfilippo, Enrico Castronovo, Andrea Arcuri, Progetto Regionale Siciliana per l'insegnamento del dialetto in Venezuela, "Giornale di Sicilia" del 24 gennaio 2010.










domenica 23 agosto 2015

GRAZIE A GIANA GUAIANA CHE STASERA A SCIACCA RIPROPONE "LU MARI SI L'AGLIUTTI"


Dal Comunicato Stampa:

“L'incontro sarà intervallato da brani musicali eseguiti da Giana Guaiana, cantautrice e interprete di canti tradizionali del mediterraneo, che proporrà un repertorio di musiche medio orientali.”

Onorato per avere voluto includere nel repertorio anche una mia canzone. " (P. C.)

La canzone




“La Sicilia tra migranti, rifugiati e terrorismo jihadista: 
Le strategie messe in campo dai sindaci di frontiera”. 

Sciacca - atrio superiore Palazzo Municipale dei Gesuiti
domenica 23 agosto – ore 20.30“

Sono anni che l’Italia vive sulla propria pelle il dramma dei migranti che, anche per l'acuirsi della drammatica crisi mediorientale, giungono nel nostro Paese per poi provare a raggiungere l'Europa. Un fenomeno assai complesso sia dal punto di vista umanitario che per i suoi risvolti legati alla sicurezza, all’impatto socio-economico, culturale e politico della Nazione. 
Un fenomeno che in questi ultimi due anni ha subito un aumento vertiginoso sul fronte degli sbarchi in una rotta che continua ad essere sempre più pericolosa per la vita di coloro che, alla ricerca di un futuro migliore, rischiano la morte (solo quest'anno più di 2.000 morti secondo l'ultima stima dell'Organizzazione Internazionale dei Rifugiati).

L'Italia, in attesa di misure straordinarie in arrivo da Bruxelles, continua ad affrontare con impegno e determinazione le operazioni di salvataggio, ospitalità, richieste di asilo e gestione della sicurezza, anche se resta la Sicilia la regione che sopporta il peso maggiore dell'accoglienza. Ed è proprio la Sicilia la regione in prima linea che porta, quotidianamente, il peso di una emergenza che viene scaricato totalmente sulle comunità locali, sindaci in testa, costretti a tappare i buchi del fallimento delle istituzioni europee.

Ed è sempre la Sicilia a sentirsi minacciata da una migrazione clandestina che può nascondere cellule terroristiche dormienti dello stato islamico di Al Baghdadi. 
Città e paesi in prima linea per quello che viene considerato lo jihadista della porta accanto, in questa nuova forma di totalitarismo della globalizzazione.

L'incontro sarà intervallato da brani musicali eseguiti da Giana Guaiana, cantautrice e interprete di canti tradizionali del mediterraneo, che proporrà un repertorio di musiche medio orientali.


Introduce: Salvatore Monte – Ass. Cultura comune di Sciacca

Relatori:
Fabrizio di Paola - sindaco di Sciacca    

Vito Damiano - sindaco di Trapani

Beniamino Biondi – Ass. Centro Storico - Comune di Agrigento

Salvatore Vella - Magistrato

Cap. di Corvetta: Daniele Governale – com. in seconda Capitaneria di Porto “Porto Empedocle”

Ten. Col.: Orazio Ferla – Rep. Op. aeronavale Sicilia  Guardia di Finanza

Franco Iacch - analista militare

Fra Giuseppe Maggiore - Responsabile della “Tenda di Padre Abramo” Frati Minori di Sicilia.

Mariangela Croce - dirigente scolastica

Tanino Bonifacio - storico dell'arte


Modera:
Salvatore Lordi - giornalista RDS


Alle Fabbriche Chiaramontane (Agrigento)  26 giugno 2010

Lu mari si l'agliutti


Testo e musica ©Piero Carbone
Esecuzione e arrangiamento musicale ©Giana Guaiana
Tutti i diritti riservati
Prima esecuzione alle Fabbriche Chiaramontane  (Agrigento), sabato 26 giungo 2010
Il testo originario della canzone è pubblicato in Piero Carbone, Venti di sicilinconia, Medinova, Favara 2009




TESTO DELLA CANZONE

Lu mari si l’agliutti


Coro: Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai. (3 volte)

I
Mamma, li turchi
sunnu  a la marina,
cantava anticamenti
la canzuna.
                                                                     

            II
Scinnìvanu ccu armi
e scimitarri.
Sbarcavanu arraggiati
comu cani.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

                  III
Arrivanu di notti
a l’ammucciuni,
ammunziddrati
ncapu li varcuna.




            IV
Parinu lapi, lapi
appizzati
nta na vrisca di feli
ncatinati.

Coro:

Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.


                  V
L’acqua l’annaculìa.
Màncianu luna.
Chjinu lu cori ma
 muorti di fami.


                  VI
A Puortu Palu cc’è cu và,
o a Pachinu,
a Lampedusa, o puru
cchjù luntanu.

Coro:

Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.


                  VII
Tonalità più alta: 2 volte

Nuddru li vidi,
nuddru li scummatti,
lu mari in silenziu
si l’aggliutti.

Coro:
Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti. (3 volte)

 (in crescendo, quasi gridato):

Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti. (3 volte)




TRADUZIONE

CORO
Tumoli tumoli sono i guai, / il pane è scarso e i figli son molti.

Ombra, ombra sono le genti:
campano, muoiono, ecco, per niente.

STROFE
Mamma, li turchi / son giunti alla marina, / cantava anticamente / la canzone. / Scendevano con armi / e scimitarre. / Sbarcavano arrabbiati / come cani. / Ora arrivano di notte / di nascosto, / ammassati / sopra i barconi. / Sembrano api, api / attaccate / a un favo di miele / incatenate. / L’acqua li dondola. / Mangiano luna. / Pieno il cuore / ma morti di fame. / A Porto Palo c’è chi va, / chi va a Pachino, / a Lampedusa, oppure / più lontano. / Nessuno li vede, / nessuno li cerca, / perché in silenzio / il mare se li inghiotte.



Locandina dell''evento alle Fabbriche Chiaramontane
sabato 26 giugno 2010
"Poesia e accoglienza, in Sicilia?"










sabato 5 ottobre 2013

DAL "MARTOGLIO" AL "MARTOGLIO" DECLAMATE

I vincitori del Premio di poesia "Martoglio" di Grotte, edizioni 2009 e 2012, sono stati invitati a declamare alcune loro poesie

nell'edizione speciale del 2013. 

Con Salvatore Carlucci (dx)


TRUVAI 'N PITAZZU

Non ci n'erunu scarabocchi di la scola,

c'erunu sulu-sulu

suspiri d'un carussu 'nnamuratu.

Lu so' primu vasuni,

la prima carizza.


Ju non sacciu,

liggennu,

quant'anni turnai arretu.


Rividu comu 'na pillicula

tutti 'ddi mumenti,

li stissi passi,

lu stissu purticatu

unni aspettava

cu'mi detti la luna...


La carusanza,

si sapi,

è 'n man in timpesta,

'na timpa

c'appara li spaddi a li marusi,

e 'na vampa ca tocca lu celu

e poi s'ammacia...


Non ci n'erunu appunti di la scola,

c'erunu tanti lacrimi

e 'n nomu scancillatu...




TROVAI UN QUADERNO

Non ce n 'erano scarabocchi della scuola, / c'erano solamente /
sospiri di un ragazzo innamorato. // II suo primo
bacio, / la prima carezza. // Io non lo so / leggen-
do / quanti anni sono tomato indietro. // Rivedo
come una pellicola / tutti quei momenti, / gli stes-
si passi, / lo stesso portone / dove aspettavo / chi mi diede
la luna... // La gioventu, / si sa, / è un mare in
tempesta, / una tèmpa / che para le spalle ai
marosi, / è una vampa che tocca il cielo / e poi si
quieta. // Non ce n'erano scarabocchi della scuo-
la, / c'erano tante lacrime / e un nome scancellato.

Salvatore Carlucci, 'Ncimaturi, Edizioni Medinova, Favara 2013






e pari ca babbìa


Lu judici chi fa ccu li palori? 

Cunnanna o assorbi.

Lu parrinu binidici.

T’addifenni, l’avvucatu.

E muntùa midicini

lu nfirmieri diplomatu.

Lu puliticu mpapocchia,

va diciennu: po’ si vidi.

E lu Pueta

chi fa ccu li palori?


T’addifenni

senza essiri avvucatu.

Senza essiri parrinu

binidici.  Cunnanna e

assorbi. Cunorta

li nfilici. Quann’iddru parla

o s’iddru  si ncanìa,

ti dici cosi nivuri

e pari ca babbìa.


19 aprile 2009


sembra che scherzi

Il giudice che fa con le parole? / Condanna o assolve. / Il prete benedice. / Ti difende, l’avvocato. / E nomina medicine / l’infermiere diplomato. / Il politico impapocchia, / va dicendo: poi si vede. / E il Poeta / che fa con le parole? // Ti difende / senza essere avvocato. / Senza essere prete / benedice. Condanna e / assolve. Conforta / gli infelici. Quand’egli parla / o s’egli si accanisce, / ti dice cose nere / e sembra che scherzi.

Piero Carbone, Venti di sicilinconia, Edizioni Medinova, Favara 2009






Foto proprie