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giovedì 16 ottobre 2014

COMPRENDO IL DIRETTORE DI "MALGRADO TUTTO", PUR "CON POCO SENSO DELL'UMORISMO"





Intanto, a scanso di equivoci, preciso che scrivo questo post fuor di metafora (non c'è alcuna metafora)  e senza alcuna venatura umoristica (anche a volerlo non ne sussisterebbe la ragione ché poca, qualcuno, me ne riconosce).

Con tali premesse, non capisco dove il direttore di “Malgrado tutto” Egidio Terrana  abbia trovato e letto un pensiero, una frase, un rigo appena da fargli sostenere con sicurezza che Carbone, con “poco senso dell'umorismo”,  sia caduto in un equivoco, “con tutte le scarpe”;  Taverna, anch'egli citato, saprà ben rispondere per sé;  l'equivoco sarebbe stato quello  di sospettare  che dietro “Colpi di Spillo” ci potesse essere la collaboratrice del giornale  Anna Maria Scicolone, una ipotesi o tesi opposta a quella che invece, pur avendola letta sul web, avevo per i fatti miei maturato e che ho ribadito a chiare lettere su facebook appena qualche ora prima che il Direttore di “Malgrado Tutto” pubblicasse il suo articolo: sicuramente gli sarà sfuggita (può capitare!).

Per non fare torto ai lettori di “Malgrado Tutto”, che potrebbero attribuire poco graziosamente una erronea interpretazione al Direttore, voglio imputare l’inesattezza semplicemente e innocentemente ad una sua svista;  fatta così salva la sua correttezza e la sua obiettività: requisiti assodati per un serio giornalista, come dev'essere.
Altrimenti, per chiarire un equivoco,  ci perderemmo  ancora di più in annosi e amletici dilemmi, miei e suoi: scrivo chiaro o scrivo oscuro? si comprende o non si comprende? sto stravolgendo o non sto stravolgendo?

Tra l’altro, l’equivoco, a cui il Direttore si riferisce, dovuto ad una telefonata “sgherzosa” (la "g" è mia, tanto per tentare di scherzare un po'),  l'equivoco, dicevo,  non poteva essere ingenerato in me per la semplice ragione di non avere seguito la citata trasmissione in streaming perdendomi ahimé quanto detto nella trasmissione stessa,  inclusa la divertente e a quanto pare galeotta telefonata.


Per non incorrere in malaugurati errori di trascrizione, riporto con la tecnica dello screen shot sia le parole del Direttore sia le mie: i lettori da loro stessi capiranno quello che c’è da capire. 




Il brano fotografato è tratto dall'articolo di Egidio Terrana





Foto di Alfonso Chiazzese  

giovedì 5 giugno 2014

SONO ARRIVATI GLI AMERICANI


BENTORNATI


Anche quest'anno l'Associazione Arba Sicula, raccogliendo adesioni in Canada e in tutti gli Stati Uniti,  si accinge, con l'esperta e autorevole guida del prof. Gaetano Cipolla, al suo ventesimo Tour non solo per visitare le bellezze siciliane ma anche per incontrare artisti, intellettuali, operatori culturali. Oggi visita a Palermo, a Monreale e questa sera incontro con  i local members a Bagheria.
Lo stesso si ripeterà a Trapani, a Enna, a Catania, E quest'anno anche a Racalmuto dove si inaugurerà nello stesso giorno la mostra fotografica di Louise Hamilton Caico e il prof. Cipolla consegnerà ufficialmente I suoi libri "Siciliana" e Learn Sicilian / Mparamu lu sicilianu" alla biblioteca comunale e  alle scuole. Una buona occasione per visitare i luoghi sciasciani e le tele di Pietro D'Asaro. 




Non è la prima volta che il tour di Arba sicula viene scandito da simili appuntamenti, negli anni precedenti c'è stato sempre l'incontro con gli studenti, a Monreale, in collaborazione con Pino Giacopelli,  per la consegna quella volta della "Introduction to Sicilian Grammar", al castello di Maredolce, in collaborazione della scuola media Quasimodo e dell'Associazione Maredolce,  per la consegna di "Learn Sicilian".

Comunque, dopo un anno di vagheggiare la Sicilia, il siciliano, ora che sono nella nostra terra, tra noi, rivolgiamo loro un calorosissimo bentornati e un buon tour.






I tour precedenti

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/06/da-new-york-palermo-e-dintorni.html

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/06/maredolce-vestito-festa.html

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/06/maredolce-parla-inglese.html

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/06/lintervista-al-professore-cipolla-sulla.html

Marco Scalabrino recensisce i libri di Gaetano Cipolla

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/03/siciliana-di-gaetano-cipolla-recensione.html

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/05/i-like-lu-sicilianu.html

mercoledì 2 aprile 2014

ANNA MARIA SCICOLONE RECENSISCE "SICILIANA" DEL PROF. GAETANO CIPOLLA. Link





Gaetano Cipolla, il prof della Saint John's University che diffonde la lingua siciliana 
nel mondo

di 

Anna Maria Scicolone


...è presidente di "Arba Sicula", un’associazione internazionale che si propone "di prisirvari, studiari e promoviri a lingua e a cultura siciliani". 


A distanza di un anno dalla pubblicazione in inglese della grammatica siciliana bilingue Learn Sicilian / Mparamu lu sicilianu, il professor Cipolla conferma amore e dedizione verso la cultura dell’Isola, con la riedizione di Siciliana - Studies on the Sicilian Ethos and Literature della collana "Studi Siciliani", pubblicata da Legas...


Per leggere la recensione cliccare il link







mercoledì 26 giugno 2013

UN'AMOREVOLE TESTIMONE AL CASTELLUCCIO








 AL CASTELLUCCIO
 UNA DOMENICA D'ESTATE

LA DENSA SINTESI DELL'EVENTO NELL'ARTICOLO DI ANNA MARIA SCICOLONE

Anna Maria ha seguito e promosso amorevolmente l'evento fin dalla vigilia! 
Da non racalmutese, quasi quasi ci ha adottati. Con piacere ripropongo  il suo articolo.
Non me ne vogliano i lettori del blog per questa insistenza, ma gli è che l'amore per l'arte e per le nostre "pietre" ha mosso un gruppo di volontari a mettere su un'iniziativa senza alcun supporto istituzionale o economico, anche i servizi fotografici e i filmati per fissare i ricordi sono amatoriali, per cui siamo grati a quanti nel mondo dell'informazione hanno voluto riconoscere e apprezzare l'impresa controcorrente di un manipolo di sognatori.  P. C.


Locandina di una precedente mostra

Una domenica d'estate al Castelluccio
di
Anna Maria Scicolone

Un tuffo nel passato del XIII secolo, tra melodie e ricordi, suggestioni e testimonianze. È quanto è avvenuto ieri al Castelluccio, che ha eccezionalmente riaperto al pubblico per una serata dedicata all’arte, alla poesia, alla storia, al valore della memoria, con esposizioni, conferenze e momenti musicali. 
Dopo aver percorso la strada, purtroppo dissestata, che collega Racalmuto a Montedoro,  arrivare al Castelluccio, che svetta maestoso sulla collina, è come approdare nel Medioevo. 



Poco distante alla costruzione ci sono ancora i resti della cappella, a testimonianza di un vissuto che rischia di andare perduto per sempre.  Il castello era punto di riferimento di un sistema di controllo militare, quando le segnalazioni alle altre torri del circondario avvenivano di giorno con gli specchietti e di notte con il fuoco, ma era anche centro di gestione del feudo, con i suoi grandi magazzini di grano. 




Fu anche sede di un appartamento signorile, completo di quattro bagni, in epoca chiaramontana. Seguirono secoli di abbandono, finché negli anni Novanta non si avanzò l’idea di un progetto di recupero, che purtroppo fu dopo tempo abbandonato al suo destino, senza alcun finanziamento. 



Ma l’ingegnere Angelo Cutaia, colti ormai il rammarico e la costernazione dei proprietari, decise di acquistarlo e di avviare a sue spese il consolidamento, per evitarne il crollo. Il Castelluccio – come ha spiegato ieri lo stesso Cutaia nel corso della sua conferenza  sui castelli di Racalmuto nell’ambito dell’architettura militare sveva – rappresenta un unicum, giacché altre costruzioni gemelle, in Sicilia, sono ormai rase al suolo o diroccate. 
Ritrovarsi in questo luogo, che domina il panorama ed è punto di riferimento costante per gli abitanti di Racalmuto, di Montedoro e di Canicattì, è stato come lanciare un segnale di speranza che si possa un giorno completare il restauro e far diventare il Castelluccio un Centro culturale permanente.

Ad aprire la serata è stato proprio Cutaia, sottolineando che questo incontro ha inteso “celebrare il riappropriarsi della gente di Racalmuto (e non solo) del proprio territorio e della propria identità”. 
Piero Carbone, poeta e saggista, con Cutaia coordinatore  e ideatore della serata, ha rammentato ai presenti l’importanza del Castelluccio nella vita degli abitanti della zona, i quali lo osservano al primo risveglio e alla sera prima di andare a dormire, quasi come un rito propiziatorio, e ne fanno una sorta di emblema: “Il Castelluccio ci dona un panorama meraviglioso – ha affermato Carbone -, noi lo contraccambiamo con altre visioni, attraverso diverse forme artistiche”. 


  
Ad immergere subito i presenti in un clima di rievocazioni storiche è stato il Coro Filarmonico “Terzo Millennio”, diretto dal maestro Domenico Mannella, che ha fatto rivivere lo spirito antico del Castelluccio con un primo emozionante brano dei Carmina Burana. 



È stata invitata, quindi ad intervenire Anne Chadwick, che con la collaborazione di Gabriella Testa ha tradotto dall’originale, conservato in una biblioteca di Manchester, un brano di Sicilian ways and days, di Louise Hamilton Caico, vissuta tra il 1861 e il 1927, la quale descrisse luoghi e usanze dei siciliani di fine Ottocento. 
Anne Chadwick, prima di leggere in inglese il brano, che tratta proprio dei luoghi del Castelluccio, ha affermato di aver letto con entusiasmo e interesse questo libro, sentendosi vicina all’autrice, piombata, come lei stessa nel 1957, in una realtà profondamente diversa, a tratti dura, eppure ricca di fascino. 
Ha anche precisato di non aver letto le cronache di una donna sofisticata e con la “puzza sotto il naso”, ma di una persona molto evoluta, curiosa e appassionata, alla ricerca di esperienze che potessero distrarla dalla monotonia quotidiana.



È seguito l'intervento di Calogero Messana, di Montedoro, che ha collezionato da raccolte pubbliche e private  oltre 600 fotografie scattate da Louise in quegli anni e dalla stessa sviluppate nella sua camera oscura: foto piccolissime, come si usava allora, ma ad altissima definizione. 
L’intera collezione offre uno spaccato straordinario della vita di quel periodo e rappresenta, come ha sottolineato lo stesso Messana, "una documentazione unica della vita quotidiana popolare di quegli anni".


È stata quindi la volta di un intermezzo poetico con Piero Carbone, il quale ha declamato alcuni versi dedicati al Castelluccio e ai sentimenti che ispira in lui, contagiando di sensazioni anche i numerosi racalmutesi presenti.

…Ancora, bieddru miu, ca n capu a stari
comu n'aquila cu l'uocchji grifagni
chi accuvacciata n capu l'ova av'a cuvari….



È seguita l’esecuzione di altri brani dei Carmina Burana, ed è quindi  intervenuto anche il maestro Mannella, il quale ha spiegato ai presenti l’emozione di eseguire i canti contemporanei all’epoca del Castelluccio, proprio all’interno di questo luogo che visse chissà quali e quanti eventi, utilizzandone l’acustica straordinaria. 



In chiusura, Piero Carbone ha invitato i presenti a visitare le mostre, al piano inferiore, non prima di aver ringraziato gli artisti, qualificandoli come figli della stessa “Scuola di Racalmuto”: lo scultore Giuseppe Agnello, reduce dall’inaugurazione, appena sabato scorso, di una mostra alla Torre Carlo V di  Porto Empedocle, nonché Sergio Amato,  Nicolò Rizzo, Dimitri Agnello, Alfonso Rizzo e Simone Stuto.

Pubblicato su “Malgrado tutto”



martedì 9 aprile 2013

VIBRAZIONI PER LA NASCITA DI UNA POETESSA







1. Margherita Trupiano intervista Anna Maria Scicolone

Quell'invito sembrava una stravaganza, non invitava alla presentazione del tal libro del tal dei tali come fan solitamente tutti ma invitava "la S. V.alla condivisione di alcuni sentimenti di Un silenzio bianco".  Accattivante. Anche se tutto da verificare. Forse un po' eccessivo, nella pretesa di amalgamare in un'esperienza comune tante persone in parte estranee fra loro, accomunate dalla condivisa conoscenza o amicizia con l'autrice del "silenzio bianco". 

Adagiata sulle colline di Villaggio Mosè, dalla parte dei maestosi ulivi ultracentenari, tra i templi e il mare, la magica e splendida location, la Casa del Musical del gran patron Marco Savatteri autore compositore regista, predisponeva a inediti presagi sull'incontro promesso. Tanta bella gente. Artisti. Amanti dell'arte. Il gotha del giornalismo agrigentino: da poter consacrare o dannare incipienti esordi letterari. E un clima di curiosa cordialità: molti andavano per omaggiare l'amica o la collega giornalista che aveva scritto un libro; un libro di poesie, chi non può? 


Nell'attesa di una benevola verifica, le note del pianoforte hanno demarcato il tempo d'inizio. 

Egidio, con ferma professionalità e un tono colloquiale, chiamava, invitava, dava spazio al prefatore, alla musicologa, alla lettrice, al giornalista-intervistatore, al disegnatore, facendoli sentire protagonisti, in realtà lì per testimoniare stima, ognuno con la propria specificità artistica,  alla giornalista-poetessa, quasi in un cenacolo o corte virtuosa di creativi. "Man mano che leggevo il libro sentivo un calore, la temperatura che aumentava nella stanza" è stata una delle prime testimonianze. 

2. Da dx: Angela Bellia, Ilenia Costanza, Gaetano Savatteri, Anna Maria

Poi qualcuno, tra una poesia recitata e un ondulato interludio di note pronunciò la parola "vibrazioni". 

Quasi, per scaramanzia, da evocare; in effetti, non impunemente invocate, hanno impresso al "clima" un soffio di festosa compartecipazione. 
Ilenia Costanza legge Parole trascorrendo con tornita voce dall'emotività al magistrale controllo: "Le parole arrivano, prima o poi... / Te ne porterò ancora / di parole e di amori".

Nell'immaginario la giornalista mutava pelle e ci si lasciava andare sulle suggestioni delle sue "confessioni" con parole nuove. Assecondati da altre parole da Un silenzio bianco: "Arriverà senza preavviso l'anelato silenzio"

La linea di confine è oltrepassata: l'ascolto induce ciascuno a ripiegamenti interiori, a rivivere i propri silenzi e a riempirli di personali slanci crucci pensamenti. 
Il tris recitativo volge all'epilogo: "Grazie della tua gelida indifferenza. / Della ferocia delle parole, / delle sferzate di verità. [...] Grazie, amore, grazie, amore, / grazie sul serio, / perché, se è vero tutto questo, / il mio amore è stato grande davvero" (Grazie).


3. In collegamento telefonico da Sartirana Lomellina con il pittore Franco Fasulo

Alla fine è scoppiata, come una liberazione, la gioia di avere vissuto un reale momento di autentico abbandono poetico. Ci siamo sentiti tutti più amici, tra di noi così come lo eravamo già dell'autrice di quelle evocative, coinvolgenti, meditative parole. Con alcuni lo si è diventati nel prosieguo, quasi un felice strascico, nelle modalità dei social network. 
Tutti, penso, ci siamo immedesimati nella danzante esegesi di Angela Bellia, dismessi gli abiti della pianista e indossati quelli dell'amica interprete:

Per Anna

di Angela Bellia


Agrigento, 6 aprile 2013

Nulla esiste che non possa essere curato con le parole … lo ricorda Antifonte.

Anna Maria vive con le parole, si prende cura delle parole e le parole si prendono cura di lei. Nell’opera Anna aggiunge al suo silenzio bianco sonorità cariche di speranza, attraverso evocazioni sonore, immagini musicali, onomatopee, opposizioni sonore, analogie musicali:

Vi propongo di esplorarle insieme e di coglierne l’essenza:

Evocazioni sonore. Le troviamo in
La penna nel cuore: il cuore che scalpita e la penna che urla

e ancora nel Testamento: urlare la mia rabbia

e poi in Un silenzio bianco: gli sciami di api ronzeranno in festa

Immagini musicali
Nel Teatro: Tu fermi la musica,
MAESTRO
con un solo gesto all’orchestra
            e, distratto,
         lasci morire il tempo
         nel golfo mistico,
         sull’eco della mia risata

e poi

in Un silenzio bianco: Non ci saranno spade
    infuocate degli angeli
    ad indicarci la strada,
    né squilli di tromba
                     ad annunciare il nostro destino

in La strada: Rallenti
    per non incespicare
    e così ritrovi il ritmo,
    musicista ubriaco,
    artista dei passi perduti,
    cadenzati da un metronomo
    incorporato all’altezza
    di uno sterno vagante.


Onomatopee
Nel Teatro: Zigrinare dei tacchi a spillo […] Tic, tic, tic
e sono io la stella questo è il mio show […] clap, clap, clap (applausi)

Opposizioni sonore
In Lasciatemi in pace: Urlo e poi…non ho voce
In Preghiera: Il mio urlo e poi…affronti il silenzio
In A te: acqua muta e poi…la mia ira

Analogie musicali
In Teatro: Sulle tue note
sono il mio canto garrulo
di uccello impagliato
[…] carme stonato

In Parole: Un posto c’è
          dove le nostre voci
          mute, sole
          prendono forma
          nel canto frenetico
          di uccelli impazziti

Infine in Un silenzio bianco: Sarà ancora la preghiera,
                     come un canto dolcissimo,
                     che attraverserà le vigne


Anna Maria, cara, generosa e insperata amica, ti dedico ogni singola nota di questa sera e con i tuoi versi di Un nuovo amore che meglio esprimono la speranza, la ricerca, la tensione verso nuove possibilità, ti auguro che

Nel tuo mare,
non più immoto,
trovi parole e note
per accompagnare
il viaggio
con melodie nuove".


***


4. Egidio intervista il disegnatore Marco Nicotra

Le sonorità evidenziate, con rabdomantica sensibilità, da Angela Bellia, richiamano altre assonanze, rimandano a lontani echi e a citazioni implicite, quasi in sottofondo, a piogge dannunziane, a colazioni prevertiane, alle voyelles di Rimbaud:

A noir
E blanc
I rouge
U vert
O bleu: voyelles
Je dirai quelque jour vos naissances latentes.

A nera, E bianca, I rossa, Uverde, O bleu: vocali,
io vi drò un giorno le vostre origini nascoste.


La tavolozza di Anna Maria: 

Ogni raggio colpisce 
e rimbalza:  
"E’ giallo grano…" 
“…è rosso-pomodoro!” 
“E’ viola melanzana…” 
“…è rosa / melograno!” 
“No, è bianco zagara!”  
“adesso è un iris  blu
  tra le rocce”   
"Guarda, amore, guarda!" (Mistero). 



Cromatismi. Vibrazioni. La poesia, quando è poesia, è vibrazione e suscita vibrazioni: cromatiche, poetiche, sonore, emotive, meditative, relazionali. Come un diapason.
Tutto ciò ha creato un clima rivelatosi pronubo di nuove amicizie, generate da un'occasione feconda: 



5.


ha pubblicato qualcosa sull
P.C.
Grazie per l'amicizia in facebook. Ieri sei stata bravissima: la voce trascorreva dall'emotività al magistrale controllo.

Ilenia Costanza
Troppo buono. Grazie

Totò Costanza
Ti assicuro che ha detto la verità.

6.



ha pubblicato qualcosa sulP.C.P.C.P.C.
P.C
Grazie per l'amicizia in facebook ma ieri, nella comune e reale amicizia con Anna Maria, ti ho apprezzata non solo virtualmente sia per l'esecuzione musicale fatta di note ma anche per quella orale fatta di musicali, vivide parole.
  • Angela Bellia
    Ti ringrazio anche per aver indirizzato e dato chiavi di lettura del meraviglioso e sofferto mondo di Anna Maria. A presto, Angela

  • P.C.
    Mi piacerebbe ospitare nel post del mio blog che dedicherò all'evento la tua "carrellata" di onomatopee metafore opposizioni introdotte dalla tua dedica ad Anna Maria. Se vuoi.
  • Angela Bellia
    Certo! 


    *

  P.C.
  • Grazie per l'amicizia in facebook, l'atmosfera di ieri ci ha fatti sentire sodali nella comune stima per la comune amica Anna Maria.

    Margherita Trupiano
    Una bellissima iniziativa nella quale ha trionfato l'emozione, ma ancor più, il comune sentire di una platea accomunata da sensazioni e vibrazioni di anime...a presto Piero




    7. Locandina alla Casa del musical




P.C.
Grazie, Marco. Anna Maria ha scelto bene, una magica e splendida location, la casa del musical. 
Marco Savatteri
Grazie a Lei Professore! È stato un onore per me condividere la Casa del Musical per un pomeriggio così speciale. Felice di aver fatto la Sua conoscenza ! A presto

E altre gradite, nuove amicizie con Vincenzo Camilleri, Giuseppe Cipolla, Dario Broccio, Marco Nicotra...
Nonché il piacere delle amicizie antiche: Stelio Zaccaria, Giovanna Lauricella, Giacomo Sorce, Anna Maria Di Nolfo...

8. Locandina alla casa del musical

Foto n. 5 di Salvatore Picone
Foto 6 di Giovanna Lauricella
Foto nn. 1,2,3,4,7,8 proprie