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sabato 14 giugno 2025

TESTA DI TURCU E BASILICÒ. Eseguita dal Val D'Akragas per gli italoameri...


Agrigento, giovedì 12 giugno 2025. In occasione del tour annuale in Sicilia dell'Associazione di italoamericani ARBA SICULA, presieduta dal prof. Gaetano Cipolla, il Gruppo Folk VAL D'AKRAGAS, guidato da Lello Casesa, ha inserito nel suo spettacolo d'accoglienza anche la canzone TESTA DI TURCU E BASILICÒ. In estemporanea, ha partecipato per l'occasione l'Autore.

Il testo completo della canzone

Ritornello:

Ti dissi "resta" e tu dicisti "no"

Testa di Turcu e basilicò.

Basilicò ci misi a la finestra

nni la tò crozza comu fussi grasta.

Ti dissi "resta" e tu dicisti "no"

Ti dissi "resta" e tu dicisti "no"

Dicisti "no no no".

Pirchì dicisti "no"?

I

Pi l’Africa vulivatu scappari,

La Kalsa di Palermu abbannunari. 

P'amuri, Amuri, iu persi la testa.

Pinzannu a chiddra mi dicisti “Basta”. 


Amata, iu t’amà - vu e fummu amanti: 

La mmidia li sbampà - va a tanti e tanti.

Tu mi vulisti e iù - ti dissi "sì".

Abbannunari a mia - pirchì, pirchì?

II

L’amuri tò fu farsu, di facciata,

Rigina mi cridiva e no criata.

Na grasta mi ristà e  iu mischina 

Di lacrimi l'assuppu ogni matina.


Testa di Turcu, tù, di terracotta, 

Di terracotta a mìa m’ann’a fari. 

Allatu a tia, Amùri, anchi si morta,

Testa cu testa nn’àmm’a taliari. 

III

Di terracotta è fatta a Munriali.

A Burgiu è virdi, di cilesti mari.

A Scicli e Castelbuonu, ddrà si mancia. 

L’artista la fa bella e la stracancia.


La fannu a Santu Stefanu giganti.

A Sciacca luci comu gran brillanti!

Caltagiruni, lu primatu è tò.

Ognunu l’avi n càpu lu comò.











giovedì 25 febbraio 2021

OGGI SI FESTEGGIA GERLANDO DI BESANÇON, VESCOVO DI AGRIGENTO. Un nuovo inno

Gerlando di Besançon
Vescovo di Agrigento dal 1088 al 25 febbraio 1100;

su volere di Ruggero d'Altavilla, 
ha ripreso la tradizione dei vescovi cristiani
 dopo la parentesi della dominazione musulmana agrigentina terminata nel 1086.


GRATI TI SIAMO ANCORA, O SAN GERLANDO

            Musica per Coro a 4 voci di Luigi Balistreri - Testo di Piero Carbone

                       

                        

I

 

Lasciasti Besançon e la Borgogna,

la storia riprendeva il  suo cammino,

tu fosti pronto, protoagrigentino.

Ruggero da Mileto qui ti agogna.

 

 

Ritornello:

Grati ti siamo ancora,

o San Gerlando.

Akraghios, nuova aurora,

o grande Santo.

Akraghios, come allora,

tu, nostro vanto.

 

II

Gerlando dopo Ermogene ritesse

le fila della fede interrotta

dall’armi, dalla guerra e dalla lotta

di un’altra fede che le sorti resse.

Rt.

 

III

Pericoli incombevano  ed errore,

rinnovi ad Agrigentum la progenie,

le chiese antiche issavi da macerie.

Laggiù la Valle era tutta in fiore.

Rit.

 

IV

Squadrata di certezze sull’altura

la cattedrale ergesti come un sogno;

dei secoli, del tempo, l’aureo scrigno

tu sfidi come pietra duratura.

Rit.

 

 

 

 











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martedì 28 agosto 2018

mercoledì 14 febbraio 2018

PER SAN GERLANDO. Auspicio sacro e auspicio profano: Agrigento capitale della cultura 2020 con la Cattedrale aperta





AKRAGHIOS GERLANDUS
         ALLE SOGLIE DEI MILLENNI
                di Piero Carbone
                       Per un santo  che venne a ricristianizzare la Sicilia nell’XI secolo.
                      
                       Primo corista :               Sì, lasciasti Besançon,
                                                          in tempi di pericolo
e di errori. Oh!.
                      
Secondo corista:         Da Ruggero chiamato
                                   primicerio a Mileto,
                                   primus matriculae.

Primo corista:             Urgeva l’evangelo
                                   a fronte degli errori
edificare.       

                       Secondo corista:         Mosso da sacro ardore,
                                                          venisti, nuovo Saulo,
                                                          ad Agrigentum.
                      
Primo corista:             Tu, su dalla Città Alta,
                                   giù nella Valle del Caos
                                   parlasti ai morti.

Secondo corista:         Alle ossa incredenti
                                   infondesti la vita.
                                   Inutilmente?
                                                                     
Primo corista:             Urgeva l’evangelo
                                   far rifiorire anchora,
                                   gemma di luce.

Secondo corista:         Di templi senza fede
                                   nel nostro Dio trovasti
                                   rubre macerie.

                       Primo corista:             Di pietra, di certezze,
                                                          tu ergesti sull’altura
                                                          un nuovo tempio.
Primo e secondo
 corista:                        Grati ti siamo anchora
                                                          nei torpidi momenti,
                                                          o san Gerlando.
Primo e secondo
corista:                        Ritorna, o Akraghios,
                                                          ora che il gran millennio
                                                          si schiude. Amen.


                                         









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