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mercoledì 3 giugno 2026

DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA! Post in progress

 Sono dismessi e giacciono muti, sì, giacciono, stanno lì, nelle chiese, di lato, senza più alcuna funzione; sono quasi ingombro, possono sembrare ornamento. Ma ci sono ancora, almeno una parte di quelli che sono sopravvissuti alla tecnologia e al Concilio Vaticano II: i pulpiti. In legno, in marmo, in dimessa muratura... Ora, muti. 

Prima eloquenti: altro tipo di relazione tra il predicatore e il fedele ascoltatore, più prossima la distanza, per la loro equidistanza nella parte centrale delle navate, senza la mediazione di un microfono e di un altoparlante che ora rendono innaturale la voce emessa allora dal pulpito con le sue sfumature,  resa plastica dalla gestualità del corpo del predicatore ad iniziare dalla simbolica ascesa prima di iniziare la predica e poi, a predica ultimata, dalla simbolica discesa. 

Alcuni predicatori erano famosi ed efficaci per la loro gestualità e teatralità a completamento della voce.  Occhi sgranati, fronte corrugata, dito puntato come il Dio creatore della Cappella Sistina... La Parola passava dal corpo, era il corpo stesso del predicatore nella sua completezza e totalità.  I più bravi divenivano divi contesi. Originario di Racalmuto ebbe rinomanza il Padre Antonio Parisi anche per una sua originale ipotesi sul luogo di nascita di Santa Rosalia ripresa recentemente da un concittadino con una voluminosa documentazione.

Famose le prediche di San Bernardino da Siena, e quella in particolare, possiamo immaginarla nella liquidatoria gestualità, a distanza ravvicinata, che si concludeva così: "Or costei si farà ben gagliarda a palesare quella infamia apasta, e dirà: — Elli si dice... si dice... — Che si dice? Che si dice? Sai che ti dico? Va’, forbeti il naso." 


Quell'invito-invettiva pronunciato nel Quattrocento a distanza ravvicinata "forbeti il naso" ovvero "pulisci/nettati il naso" (dal verbo forbire, che vuol dire pulire o strofinare per rendere lindo) doveva avere un effetto unico, anche nel suo significato metaforico: "pensa a pulire te stesso prima di giudicare gli altri".

Della mia adolescenza ricordo i quaresimali "tragici" di Padre Dominuco da Montedoro. E' solo un esempio. 

L'oratore, ora, anche per la sua ubicazione e postura dietro un microfono e con un foglio da leggere poggiato su un leggio, collocato laggiù in fondo alla chiesa,  somiglia più ad uno speaker da telegiornale. Eppure, una volta i pulpiti hanno svolto una funzione utilissima, fungendo da amplificatori sui generis; la svolgono ancora ora pur nella loro appartata, muta bellezza, più o meno sobria o arzigogololata.

Ne ho parlato con qualche fotografo di voler realizzare una pubblicazione adunando le foto e le storie di alcuni di essi. Idea condivisa ma irrealizzata, forse irrealizzabile per difficoltà varie di ricerca e documentazione dovendo recarsi alla loro ricerca di chiesa in chiesa, di paese in paese. 

Sopperisco in piccolo con un Post in progress, in attesa, se l'attesa non sarà vana, di altri assemblaggi. Penso potrebbe valerne la pena quale ricco e vario materiale disponibile ad una analitica e  poliforme "esegesi". Con una proposta sottovoce: perché non farli rivivere, riutilizzandoli in qualche modo, in altro modo, senza svisarne la natura? Salvaguardandoli gelosamtente però.

Inizio la raccolta con un fastoso pulpito che si trova in una chiesa di Torino visitata di recente. 

Si accettano contributi (ne verrebbe fuori una straordinaria galleria)




sabato 16 luglio 2016

BALAUSTRE IN VENDITA. Ma il Concilio Vaticano II non è affare di antiquari. Non solo per le balaustre




Quando l'ho vista, ho tirato un sospiro di sollievo: Meno male, qui ancora esiste!

La bella balaustra che ho fotografato, nel giugno scorso, in una rinomata benché piccola chiesa di Trapani, mi ha fatto ricordare la barocca balaustra della Chiesa di Casa Professa a Palermo, ma non solo quella, anche tante altre balaustre in tantissime chiese, anzi, prima c'erano in tutte quelle cattoliche, ma con l'avvento del Concilio Vaticano II sono state eliminate assieme al latino della messa. 

Non so sinceramente se i documenti conciliari imponessero o andassero interpretati facendo decidere per l'abbattimento materiale, e l'asporto, delle belle balaustre; certo è invece che i documenti prescrivevano una nuova disposizione dell'altare e del celebrante, non più in fondo all'abside, sopraelevato da alcuni scalini, bensì in basso, e il celebrante non più di spalle ma rivolto ai fedeli.

Conoscenza e interpretazione dei documenti conciliari a parte, due conseguenze si possono constatare: quasi tutte le chiese prima del Concilio avevano una balaustra, ora moltissime, tra quelle aperte al culto, non ce l'hanno più. Che fine hanno fatto?


Erano belle, erano decorate, le più preziose erano in marmo intarsiato, con una porticina al centro in ferro battuto talvolta ricca di fregi. Opere di fine artigianato, ma anche opere d'arte.

La balaustra che ho fotografato recentemente fa inaspettatamente riaffiorare l'immagine di un'altra bella balaustra in marmo che, tanti, tanti anni fa, ho visto esposta in un negozio di antiquariato in una città di una provincia che non ricordo più con esattezza, col tempo, si sa, la memoria espunge i dettagli.
Ricordo bene, però, la mia meraviglia nel vedere esposta tra dipinti e statue varie un'ingombrante balaustra, ancora integra nelle sue varie parti.


Nell'esprimere la mia meraviglia, il negoziante la volle rafforzare confermando che era autentica, e questo avrebbe inciso sicuramente sul prezzo. Alla mia mia meraviglia raddoppiata di trovarla in vendita in un negozio invece che in una chiesa, mi fu risposto che per caso aveva saputo che in una chiesa di un paesino di un'altra provincia avrebbero adeguato l'altare alle nuove disposizioni conciliari e lui si era premurato di collaborare impegnandosi a togliere di mezzo, in senso materiale, la balaustra che separava l'assemblea dei fedeli dal nuovo altare.

Ma lo avevano previsto i Padri Conciliari che per realizzare la Costituzione  Sacrosanctun Concilium ci sarebbe voluto il soccorso degli antiquari?
Chissà quanti pii antiquari avranno coadiuvato l'opera di smantellamento e di adeguamento liturgico di tanti parroci cappellani rettori abati et, et. etc. zelanti!



link correlato:

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_commissions/pcchc/documents/rc_com_pcchc_20060728_presbiterio-crocifisso_it.html





ph ©piero carbone