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venerdì 31 marzo 2023

PARTECIPAZIONE AGLI AUGURI DELLA PRO LOCO. Teatro Regina Margherita di Racalmuto

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https://www.canicattiweb.com/2023/03/29/racalmuto-gli-auguri-pasquali-della-proloco/

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La Pro Loco vuole estendere gli Auguri Pasquali a tutta la comunità racalmutese e a quanti la seguono, con l’occasione vorrà ringraziare tutti i soci e coloro i quali, in vari modi hanno collaborato e contribuito alla realizzazione delle attività svolte comprese Istituzioni e Associazioni. 
Nella serata interverranno il poeta Benito Cacciato e lo scrittore Piero Carbone che leggeranno brani tratti dalle proprie opere letterarie. Verrà proiettato un breve messaggio “Terra Madre” del progetto “Cilio degli Emigrati”. 
Saranno presenti gli ospiti di intrattenimento “I Doppiocanto” con musiche e animazione. La serata sarà coordinata dal Presidente della locale Pro Loco Angelo Lo Giudice insieme al vicepresidente Piero Baiamonte e il promoter Calogero Giangreco con tutto il Direttivo della Pro Loco, saranno presenti in rappresentanza delle istituzioni il sindaco Vincenzo Maniglia, il Presidente del Consiglio Falco Carmelo e l’Assessore alla cultura Ivana Mantione.

mercoledì 19 agosto 2020

IL GESSO SALVERÀ IL TEATRO REGINA MARGHERITA DI RACALMUTO? Un rimedio a portata di mano



Da anni si aspettava la riapertura del Teatro Regina Margherita che a quanto pare prossimamente riaprirà i battenti. Lo speriamo e ce lo auguriamo con tutto il cuore. La sola esistenza dei teatri nei piccoli centri della Sicilia era motivo di ammirato stupore per il francese Dominique Fernandez.

Dopo i restauri culminati nel 2003 con l'inaugurazione, a porte chiuse, solennizzata dalla presenza del Presidente della Repubblica  Carlo Azeglio Ciampi e dello scrittore Andrea Camilleri, il teatro  in realtà, tra un periodo di chiusura e l'altro,  è stato aperto solo a intermittenza a causa di vecchi e nuovi adempimenti da ottemperare.

Anche nel periodo del mio assessorato, dalla fine di maggio 2007 al 24 aprile 2008,  si è avuta l'ennesima riapertura, usufruendo degli spettacoli del Brass Group di Palermo, a cui è seguita, con i Commissari e la nuova Giunta, un lungo periodo di chiusura, che si è protratto per lungo tempo e fino ai nostri giorni.

Di mancate, imminenti, riaperture, dopo periodi di inamovibile chiusura, anche io sono stato vittima, ben  due volte, con due iniziative programmate nel 2013 e nel 2015,  la prima volta financo con la locandina esposta in bacheca, e poi sfumati.

Ma negli ultimi tempi a quanto pare è stata trovata finalmente la soluzione all'ennesimo problema che ostacolava la riapertura del Teatro. Il problema legato alle misure antincendio riguardava i velluti ignifughi e le imbottiture in spugna  dei braccioli delle poltrone e di altre parti.

Una soluzione aveva indicato qualche anno fa Giuseppe Guagliano,  quando in qualità  di consigliere comunale  faceva parte della Commissione Cultura,  suggerendo per le imbottiture  l'utilizzazione di un materiale naturale e a portata di mano:  il gesso; ignifugo e facilmente sagomabile, come con sorprendente corrispondenza si riscontra nel libro cinquecentesco del Vasari che lo attesta per i pomelli in gesso ricoperti dalla foglia d'oro facendo sembrare d'oro tutto il pomello.

Il gesso  allo stato naturale si trova nelle circostanti campagne del paese,  nelle cave utilizzate abbondantemente dai nostri padri per rifornire le maestranze locali prima dell'avvento del cemento.

Finalmente i velluti ignifughi sono stati procurati, il gesso anche. Il Teatro, c'è da giurarlo, e  con i debiti scongiuri, riaprirà. Per il periodo coincidente con il loro mandato  in cui viene a cadere il tanto atteso evento, immagino quanto il sindaco Vincenzo Maniglia ne sarà compiaciuto e felice. E con lui il Presidente del Consiglio Comunale Sergio Pagliaro,  gli Assessori, i Consiglieri comunali tutti di tuti gli orientamenti, e credo tanti e tanti altri. E non solo di Racalmuto.  E non solo  gli amanti del teatro.









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lunedì 1 aprile 2019

giovedì 14 maggio 2020

PROPOSTA DI CITTADINANZA ONORARIA ALLE FIGLIE DI LUIGI INFANTINO, MONICA E MARIA ELENA. In occasione del centenario

Contributo di idee in vista dei prossimi centenari eccellenti 
a Racalmuto



Credo che, in occasione del centenario del tenore racalmutese Luigi Infantino che cadrà il 24 aprile 2021, uno dei modi per onorare la sua memoria e il suo valore consisterebbe nel concedere la cittadinanza onoraria alle figlie  Monica e Maria Elena avute rispettivamente dall'attrice toscana Sarah Ferrati e dal soprano bulgaro Raina Nicolova. 


Un gesto pregno di significati, volto alla riappropriazione del passato in proiezione di sviluppi futuri. 
Dinamiche e attive, culturalmente e artisticamente, le eventuali "racalmutesi" onorarie Monica e Maria Elena rappresenterebbero il naturale, direi biologico e radicato, sacrario della memoria paterna e la sua proiezione ai posteri e nel mondo.  Piero Carbone





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domenica 3 maggio 2020

RINVIATO PER IL VIRUS, SARÀ UN CENTENARIO UNICO E TRINO? Cento anni fa nasceva il tenore racalmutese Salvatore Puma

Sicuramente non sarebbe passato inosservato il centenario del tenore Salvatore Puma, nato a Racalmuto il 6 maggio del 1920, il suo nome appartiene alla storia del bel canto perché  il bel canto ha portato in giro in Italia e nel mondo, come ricordano gli studiosi Salvatore Aiello e Gaetano Albergamo nella loro rassegna sui Cantanti lirici siciliani.
Lo cita Ignazio Navarra nel suo corposo Voci e suoni della Sicilia.
Di lui, Domenico Mannella  ha scritto:  "Tenore drammatico con voce potente e accenti forti, come l’Otello di G. Verdi e il Sansone dell’opera omonima di Saint-Saëns magnificamente interpretati da Salvatore Puma."

 Tutti i requisiti insomma per celebrarne il centenario  doverosamente e con onore.

Ma due circostanze, e non una soltanto, hanno congiurato contro: il pericolo di contagio per il sopraggiunto coronavirus e la protratta chiusura del  Teatro Regina Margherita di Racalmuto.

Oltre a quello  che si potrà riuscire a fare nel corso del 2020, sarebbe un'occasione ghiotta associare il centenario, postergato, di Salvatore Puma, a quello dei due grandi racalmutesi, lo scrittore Leonardo Sciascia e il tenore Luigi Infantino entrambi nati nel 1921: Sciascia l'8 gennaio e Infantino il 24 aprile.

Puma e Infantino hanno avuto una carriera coeva e parallela.

Mia madre ancora ricorda lo stupore con il quale in paese venne appresa la notizia dei due giovanotti, due ragazzi conosciuti come tanti altri, figli del popolo, di modesta ma dignitosa origine familiare, che lasciavano  il paese per inoltrarsi in un mondo lontano e sognato, per andare a fare i cantanti. 
Uno stupore rinnovato dai loro ritorni, quando, cantanti di successo, vennero a cantare nel teatro e nelle chiese che li avevano visti crescere e compitare note sui pentagrammi o suonare nella banda municipale. 

E con stupore credo che il paese vivrà nel 2021 questo singolare e al tempo stesso trino centenario dello scrittore Leonardo Sciascia e dei tenori Luigi Infantino e Salvatore Puma. 
Nello stesso anno. 
Nello stesso paese. 
Nello stesso teatro.
 P. C. 

 E lucevan le stelle (Puccini-Tosca)








Un ringraziamento ad Enrico Di Puma per avermi messo a disposizione la foto autografa, ad Ignazio Navarra per le "dritte" e i suggerimenti bibliografici e a Domenico Mannella che nel 2007 ha tratteggiato un sapiente "medaglione" sui tenori racalmutesi, in occasione di una speciale apertura del Teatro Regina Margherita di Raclamuto. Vedi i Post:

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SCREEN CAPTURE DA YOU TUBE:

Puma Salvatore, Recondita armonia (Puccini-Tosca)




















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venerdì 27 marzo 2020

LUIGI INFANTINO AD HAMILTON. Accoglienza degli emigrati racalmutesi





Commenti su facebook

  • Calogero Mulè E stato Bravissimo,quando à venuto ad Hamilton ha fatto due concerti e ci sono andato a tutti e due.
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  • Piero Carbone da Racalmuto Hai qualche ricordo particolare, qualche foto?
  • Calogero Mulè Ciao Piero, a quel tempo non avevo la macchina fotografica,  è stato nel 1964 , tutti quelli che erano della stessa età non lo facevano scendere nemmeno del parco scenico e subito se lo portavano a casa
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martedì 18 giugno 2019

AUGURI A CAMILLERI DI UNA PRONTA RIPRESA. I giornalisti fanno notare chi li fa e chi non li fa

http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/andrea-camilleri-gravi-condizioni-racalmuto-ha-dimenticato.html


Giusta l'osservazione di Concetta Rizzo sul silenzio istituzionale racalmutese, a cui comunque è seguita in data successiva la nota dell'attuale sindaco Vincenzo Maniglia​, ma trovo ugualmente lacunoso il silenzio di chi in precedenza, sempre dalle stesse parti, ha tirato in ballo lo scrittore Camilleri in situazioni false e paradossali. I racalmutesi sanno. Auguri di una celere ripresa all'inesauribile Camilleri, ma qualcuno, che ha lucrato sul suo nome, chieda scusa.


mercoledì 2 gennaio 2019

MA PERCHÈ CAVALLARO FA FINTA DI NIENTE? Sulle futuribili sorti magnifiche e progressive del Teatro Margherita di Racalmuto e su altro ancora

Palermo (Biblioteca comunale, dicembre 1990, 
alla presentazione de "Il mio Sciascia"

Felice Cavallaro, sul giornale che sostiene e da cui è ricambiato, lancia un allarme e un appello: "E’ l’ultimo tagliando per tutti, non solo per il Gattopardo di turno. E Racalmuto adesso ha bisogno davvero di riscoprire un vorticoso attivismo invasivo se vuole riaprire il Teatro Regina Margherita e rivitalizzare la Fondazione Sciascia decimata sia dalle dipartite di valorosi consiglieri sia dalle dimissioni di storici protagonisti del consiglio di amministrazione." https://www.malgradotuttoweb.it/e-lultimo-tagliando-per-tutti-non-solo-per-il-gattopardo-di-turno/


Il Gattopardo di di turno sarebbe l'attuale sindaco Emilio Messana che andava bene finché lui e i "ragazzi di Malgrado tutto" amoreggiavano col sindaco  e in giunta c'era uno dei "ragazzi di Malgrado tutto" a fare l'assessore e lo stesso Felice Cavallaro è stato votato dal sindaco per far parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Sciascia come consigliere segretario con funzione di tesoriere subentrando al prof. Salvatore Restivo Pantalone; pubblicizzare ed esaltare il proprio "fare", ignorare o denigrare il "fare" degli altri, questa del resto è sempre stata la storia e la natura di Malgrado tutto da quando i "ragazzi" ora ultratrentenni e ultra sessantenni  sono stati Presidenti di "Premi" o sindaci o assessori o congiunti o amici di assessori o consiglieri o presidenti o congiunti del consiglio di amministrazione  della Fondazione Sciascia o della "Fondazione" Teatro  Regina Margherita, anzi, che dico?, quest'ultima non era Fondazione anche se come tale è stata indicata, e anche  da Cavallaro, in consiglio di amministrazione, amministrata.

Gli altri componenti erano Andrea Camilleri presidente, Giuseppe Dipasquale direttore artistico, Francesco Giambrone e Antonio Foscari in consiglio di amministrazione. Vicepresidente era Gaetano Savatteri, forse scambiando la presunta, fantomatica e inesistente Fondazione, giuridicamente intesa, per una bicicletta siciliana di cui lui sa bene la storia vera e quella inventata.
E sì, di questo si tratta, Felice Cavallaro faceva parte di una Fondazione Teatro Regina Margherita, spacciata per tale ma in realtà inesistente.  

Su tali premesse, la storia del Teatro Regina Margherita riaperto dall'amministrazione comunale guidata dal malgradotuttiano Luigi Restivo Pantalone, dopo quarant'anni di chiusura e frettolosamente riaperto senza tutte le autorizzazioni di rito, per farlo inaugurare da un presidente della Repubblica, non poteva non avere l'instabile percorso che ha avuto riportando il teatro alla ri-chiusura.

Nonostante i miei e altrui pubblici appelli, nessuno mai dei responsabili di allora ha rabberciato smentite, giustificazioni o scuse. E allora mi chiedo e chiedo, alla luce non proprio luminosa del passato riguardo la gestione del Teatro comunale Regina Margherita: cosa vorrebbe proporre ora  Felice Cavallaro? Con quale credibilità per il futuro visto che opaca è rimasta quella del passato? Le carte finite in Procura allora hanno fatto archiviare il caso ma una risposta a tanti interrogativi  non è stata mai data.

Scrivano su questo e su altro, Felice Cavallaro e Malgrado tutto, ne hanno i mezzi anche a livello nazionale, per far luce ed evitare in futuro gli errori del passato, scrivano anche sull'evanescente Parco letterario Regalpetra,  tanto per portare un  esempio e non certo per dare suggerimenti da parte di chi giornalista non è.


Purtroppo, in questa doppia verità mi sono imbattuto, mio malgrado, quando sono stato assessore alla cultura e come tale membro di diritto del consiglio di amministrazione della presunta Fondazione Teatro Regina Margherita: tutte le carte inerenti la documentazione del Teatro in quel frangente si trovavano in Procura per accertamenti e quindi non ho potuto visionare nulla sui vari aspetti "costitutivi" e gestionali del Teatro, e io avevo il dovere istituzionale di informarmi, di sapere e far sapere in consiglio comunale e alla cittadinanza. Mi sono informato e ho fatto la sorprendente scoperta.

Di questa disavventura ne ho scritto in un post qualche anno fa, adducendo la documentazione ufficiale degli uffici regionali preposti al riconoscimento delle Fondazioni in Sicilia.

 Tralascio lo stato in cui sono stati trovati certi ambienti di servizio del Teatro e non  ironizzo sul doppio cognome dell'allora sindaco come invece sui nomi fa, o tenta di fare,  sotto pseudonimo,  il giornale Malgrado Tutto,  scimmiottando uno pseudo metodo Boffo nei miei confronti e condannandomi con tanto di foto segnaletica alla Wanted all'ostracismo mediatico, nel disperato tentativo di  rendere non credibile quanto finora son venuto scrivendo nel corso di tanti lustri.

Nonostante la certificazione addotta nel 2007, di "Fondazione Teatro Regina Margherita"  torna a scrivere, come se niente fosse, Malgrado Tutto in un articolo successivo a firma di Gigi Restivo ovvero dell'ex sindaco Luigi Restivo Pantalone.

Io adduco le carte ufficiali e articoli pubblicati, gli altri si facciano una loro idea e se vogliono traggano le conclusioni circa la gestione delle istituzioni culturali in Sicilia e sul modo di fare giornalismo.

P. S.
I consiglieri comunali dovrebbero pur dire qualcosa visto che il Teatro è comunale.

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DOCUMENTI.


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Fondazione sì

Malgrado tutto, a.XXXI, luglio 2012, n.2


Malgrado tutto, a.XXXI, luglio 2012, n.2

Malgrado tutto, a.XXXI, luglio 2012, n.2

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Fondazione no
"Con la presente si riscontra la nota prot. 11226del 22.11.2007, di pari oggetto, per comunicare che agli atti della  Scrivente Segreteria Generale, non risulta alcuna istanza di riconoscimento relativa alla fondazione in oggetto segnata"

Oggetto: Richiesta notizie fondazione "Teatro Margherita"


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Mia esperienza raccontata nel seguente Post:


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L'articolo di Malgrado tutto:


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Miei Post:

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Post  sulla riapertura del Teatro (da altri siti):