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giovedì 19 dicembre 2024

ANNIVERSARIO RENZO COLLURA. Pubblicati gli Atti AIPI (curati da Dagmar Reichardt) con un intervento di Stefan Çapaliku

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In coincidenza dell'anno in cui cade il 35° anniversario della morte di Renzo Collura (che cade il 19 dicembre) sono stati pubblicati gli Atti del Congresso AIPI - tenutosi a Siviglia dal 7 al 9 novembre 2024 - il volume edito da Franco Cesati Editore contenente gli le relazioni esposte nella sessione “BENVENUTI AL NUOVO SUD-Costellazioni, collaborazioni e trasformazioni transculturali” del XXV congresso AIPI “Raccontare la realtà. Italia ieri e oggi” (Palermo, 27-29 ottobre 2022). 


Tra le relazioni vi è quella di Stefan Çapaliku, Renzo Collura disperso in Albania, accolta con vivo interesse dalla curatrice Dagmar Reichardt che così ha l'ha preannunciata nell'Introduzione agli Atti : "... ci offre il piacere di poter leggere un ricordo dell’ex soldato e artista siciliano Renzo Collura, “disperso in Albania”, raggiungendoci “dall’altra sponda” del Mar Adriatico, lo scrittore  - italofilo - Stefan Çapaliku (n. 1965). Autore di vari romanzi albanesi (tradotti in diverse lingue, tra cui l’italiano) che trattano della storia e della vita nei Balcani di oggi; Çapaliku, nato a Scutari, ha vinto nel 2024 il Premio nazionale dell’Albania per il miglior romanzo."



Lo scrittore albanese, nei sei paragrafi del suo intervento,  ripercorre gli aspetti e i legami albanesi di Renzo Collura: 

1. Renzo Collura, un Ulisse partito per la guerra 

2. Renzo Collura si ferma a Scutari 

3. Benardina Qerraxhija, la Circe di Renzo 

4. Le lettere mai spedite 

5. Renzo Collura si ferma a Durazzo 

6. Epilogo o Maiora Premunt

Così scrive Stefan Çapaliku del Maestro Collura nel suo intervento:

 "I sentimenti albanesi non lo abbandoneranno e come testimoniano molti contemporanei arbëresh, divenne amico di questa comunità e si avvicinò persino alla chiesa arbëresh per contribuire con i suoi progetti pittorici. Sarà direttore della Galleria Di Arte Moderna di Palermo fino al 1977, anno in cui si dedicò interamente alla sua arte. 



Il suo ciclo pittorico La danza della morte rimane un capolavoro, non solo suo, ma anche del tempo che lo ha ispirato. Il lavoro di Renzo è stato apprezzato anche dal celebre critico italiano Philippe Daverio, che gli ha prestato particolare attenzione attraverso un documentario televisivo."

 E facendo eco a quanto si sta istituendo in Albania per valorizzare la figura di Renzo Collura così conclude: "Nella sua città natale, a Grotte, è stato recentemente costruito un museo a lui dedicato."


Dopo l'incontro con Athos Collura, figlio di Renzo, e a testimonianza dell'interesse per il Renzo Collura  "albanese" ritrovato, risale a qualche anno fa la pubblicazione ben accolta in Albania di Stefan Çapaliku, Renzo Collura. Un artista disperso in Albania,  Editore Botimet Fishta, Tirana 2020. 

 












sabato 19 settembre 2020

NOTA SU ROSA BALISTRERI DI DAGMAR REICHARDT SUL PORTALE TEDESCO KULTUR-PORT.DE - In occasione della manifestazione di Licata "Una Rosa per cantare"



Schermata da 
https://www.kultur-port.de/news/16666-dreissigjaehriges-jubilaeum-fuer-siziliens-singer-songwriterin-rosa-balistreri.html

Con vera emozione, condivisa con il direttore artisitco Antonio Zarcone,  si ripropone l'odierna testimonianza critica, che attendevamo, della studiosa tedesca Dagmar Reichardt (Latvian Accademy of Cultur di Riga), da sempre appassionata sostenitrice del valore transculturale di Rosa Balistreri, anticipando così il messaggio (in italiano) che farà pervenire alla manifestazione di domani a Licata "Una Rosa per cantare" voluta dal comune di Licata e organizzata con la direzione artistica di Antonio Zarcone che ha collaborato con il sindaco dr. Giuseppe Galanti, l'Assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo dr. Damiano Agnello, l'Assessore alla Cultura dott.ssa Violetta Callea.

Anche dalla Germania potranno seguire la diretta in streaming della manifestazione di domani 
attraverso il seguente link: https://www.comune.licata.ag.it/news/evento-rosa-balisteri/
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Fermo immagine dal video di Fred Kuwornu sul Convegno di Siena AIPI 2018:



Per l'occasione al Comune di Licata verrà donato il volume Polifonina musicale a cura di Dagmar Reichardt e altri dove si rende omaggio - secondo le parole della studiosa tedesca - 

"a questa donna siciliana tanto coraggiosa e ribelle quanto travolgente, potente e culturalmente davvero 'straordinaria' nel senso originale della parola.
...È con grandissimo interesse e piacere che seguo il recepimento e la critica riguardo l’impatto che la  grande cuntista Rosa Balistreri ha – ancora oggi – nel contesto siciliano, nazionale e transculturale.

...La sua voce ha fatto non solo furore scatenando il revival del folk in Italia – un fenomeno che ha avuto, come sappiamo, ripercussioni considerevoli sul mondo della musica moderna e sulla vita intellettuale fino ai giorni nostri a partire dall’anno di fondazione del Gruppo 63 (1963) a Palermo. 

...ma l’apparizione di Rosa Balistreri sulla scena culturale negli anni Sessanta ci dà anche una prima prova dei profondi cambiamenti sociali del Sessantotto, lanciando al pubblico italiano l’appello di non nascondersi, anche se la propria classe sociale suggerisce magari di non risultare sgradevole a nessuno, se la propria identità sessuale è considerata „debole“ e se il proprio stile, modo di vivere, apparire in pubblico e di cantare si allontana dal conosciuto e quindi dalla cosiddetta norma.

In questo senso, il contributo di Rosa equivale a una rivoluzione del grido: ci mostra un modo di ribellarsi e di includere nel canone della musica degli anni Sessanta una novità sociale, un elemento straniero dell’Altro e una voce viva e vitale mai sentita prima."

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Testimonianza di Dagmar Reichardt su CULTUR PORT.DE

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News-Port

Dreißig Jahre nach dem Tod der sizilianischen Singer-Songwriterin Rosa Balistreri (1927-1990) lebt die alternative Folkmusik der Analphabetin und engagierten Streiterin für soziale Gerechtigkeit in etlichen italienischen Remakes, Konzertaufführungen, Neuinterpretationen, Festivalformaten und Fernsehdokus fort. Erst 2018 wurde Balistreris musikalisch geschichtenerzählendes Werk und Wirken in das Register des immateriellen Kulturerbes Siziliens aufgenommen. Nun findet am Sonntag, den 20. September 2020 in ihrer Heimatstadt Licata (Provinz von Agrigent) eine Jubiläumsveranstaltung unter dem Motto “Eine Rose für den Gesang” („Una rosa per cantare“) statt.

Unter der künstlerischen Leitung von Antonio Zarcone sprechen im Rahmen dieser Hommage an die einst vom Dichter Ignazio Buttitta (1899-1997) gekürten „Sängerin des Südens“ im Teatro Re Grillo der Ethnomusikologe Giuseppe Giordano, der Soziologe Francesco Pira, der Journalist und Kulturvermittler Mario Gaziano sowie der sizilianische Schriftsteller und Dichter Piero Carbone über Balistreris Songtexte zu Themen der Armut, Gefangenschaft, Unterdrückung und Mafia. Es folgen künstlerische Darbietungen der Folksängerin Cinzia Caminiti, der Schauspielerin Lia Rocco sowie des Musikers Ezio Noto und Volkssängers Antonio Zarcone.

 

Rosa Balistreri ist bekannt für die ungewöhnliche Tonlage, mit der sie sich kollektive Gefühle der Unfreiheit von der Seele singt und denen, die keine Stimme haben, ihre mal messerscharfe, mal herzerweichende Stimme leiht, um die Träume und Tränen des sizilianischen Volks zum Ausdruck zu bringen und ihre Wut gegen Unterdrückung in die Welt zu tragen. Hinter der rauen Schale verbarg Rosa einen weichen Kern: Mit zwei entschiedenen Saitenschlägen auf der Gitarre explodierte ihr außergewöhnlicher, alles durchdringender Gesang. Er veränderte nicht nur die Musiklandschaft Italiens in den 1960er- und 1970er-Jahren, sondern löste ein bis heute nachhallendes Revival der südländischen Folkmusik im ganzen Land aus. Der kulturgeschichtliche Beitrag der ebenso kämpferischen wie empathischen Singer-Songwriterin gleicht einer „Revolution des Schreis“: Balistreris künstlerisches Vorbild animiert und inspiriert bis heute zahlreiche italienische Musiker, nachdem diese einfache Frau und spätere alleinerziehende Mutter auf der Gründungssitzung des – der Münchner „Gruppe 47“ nachempfundenen – neoavantgardistischen „Gruppo 63“ in Palermo von den damaligen Intellektuellen Italiens entdeckt worden war und schon bald mit dem späteren italienischen Literaturnobelpreisträger und Theatermacher Dario Fo (1926-2016) in den 1960er-Jahren auf der Bühne stand. Neben dem Autor Leonardo Sciascia (1921-1989) und dem Maler Renato Guttuso (1911-1987) zählt Rosa Balistreri heute zu den Kulturikonen Siziliens.


Seit die Sängerin 63-jährig in Palermo frühzeitig an den Folgen eines Schlaganfalls, den sie während eines Auftritts in Kalabrien erlitt, verstarb und in Trespiano, nahe Florenz bestattet wurde, zeigt Rosa Balisteris unnachahmlicher musikalischer Stil nicht nur eine friedlich-eindringliche Art auf, Widerstand zu leisten und sich gegen soziale Missstände unüberhörbar aufzulehnen. Vielmehr trägt ihre lebendige, vitale und bis dato noch nie gehörte, einprägsame Stimme eine zeitüberdauernde, länderübergreifende Aufforderung an ihr Publikum heran, sich stets bereitzuhalten, um ein gesellschaftliches Novum – wie sie es verkörperte – künstlerisch zuzulassen und zunächst fremd wirkende Elemente des „Anderen“ in einen bestehenden Musikkanon aufzunehmen und wirken zu lassen.

 

Die Hommage „Una rosa per cantare“ findet Sonntagabend, 20.9.2020, ab 20:30 Uhr im Teatro Re Grillo, Licata (bei Agrigent), auf Sizilien in Italien statt. Künstlerische Leitung: Antonio Zarcone. Es gelten die örtlichen Anti-Covid-19-Regeln. 
Live-Streaming auf der Facebook-Seite des Comune di Licata: https://www.comune.licata.ag.it/news/evento-rosa-balisteri/

Rosa Balistreri singt ein Gedicht von Ignazio Buttitta über die “Piraten in Palermo” (“I pirati a Palermu”) auf YouTube: https://youtu.be/xQDlPEx9Ho4

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Polifonia musicale. 
Le tante vie delle melodie italiane in un mondo transculturale
a cura di Dagmar Reichardt, Domenica Elisa Cicala, Donatella Brioschi, Mariella Martini-Merschmann. Con una intervista 'polifonica' a Etta Scollo a cura di Dagmar Reichardt e Piero Carbone.
Firenze, "Civiltà italiana", Franco Cesati, 2020


La manifestazione di Licata









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venerdì 18 settembre 2020

ROSA BALISTRERI NELLA SUA LICATA PER IL TRENTENNALE DELLA MORTE. Teatro Re Grillo, 18-20 settembre 2020, ore 20.30

 

Disegno di Andrea Carisi


Dal Comunicato Stampa


Per il Trentennale di Rosa Balistreri




A trent’anni dalla morte di Rosa Balistreri il Comune di Licata ricorda la “Cantatrice del Sud” con la manifestazione “Una Rosa per Cantare” che si svolgerà dal 18 al 20 settembre presso il Teatro Re Grillo, alle ore 20:30.


Venerdì 18 settembre si rappresenterà “La Vita di Rosa” di Angelo Vecchio con la Compagnia Teatrale “La Svolta”, regia di Santo La Rocca. 


Sabato 19 settembre ci sarà il concerto “Semu tutti figli di Rosa” dell’ensemble “Canto e Cuntu” promosso dal Lions Club di Licata, presenta Gloria Incorvaia.

 

Domenica 20 settembre avrà luogo un articolato “Omaggio a Rosa Balistreri” con la direzione artistica di Antonio Zarcone, che aveva curato una prima edizione di “Una Rosa per cantare” nel 1992 con il coordinamento di Giovanni Volpe e la conduzione di Raimondo Moncada. 


Tra interpretazioni critiche e inedite rievocazioni, sono previsti gli interventi dell’etnomusicologo Giuseppe Giordano, del sociologo Docente della Comunicazione Francesco Pira, del giornalista e operatore culturale Mario Gaziano, dello scrittore e poeta Piero Carbone. 


Interventi artistici a cura di Cinzia Caminiti, Folk-Singer; Lia Rocco, attrice; Ezio Noto, Musicista; Antonio Zarcone, Folk-Singer.


Tutte le iniziative in programma verranno diffuse in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Licata. 

Verranno osservate le regole anti Covid-19.

 

La manifestazione, nelle intenzioni del Sindaco Dott. Giuseppe Galanti, dell’Assessore allo Sport Turismo e Spettacolo Dott. Decimo Agnello, dall’Assessore alla Cultura Dott.ssa Violetta Callea e del Direttore artistico Antonio Zarcone, non vuole essere un occasionale omaggio celebrativo fine a sé stesso ma una tappa operativa per una futura e stabile valorizzazione e promozione dell’artista licatese in riferimento al suo variegato percorso artistico e ai luoghi che l’hanno vista nascere e crescere umanamente e artisticamente. 


Quindi proiettando tutte le iniziative rivolte alla sua valorizzazione in una dimensione mediterranea al fine di creare a Licata un centro di ricerca e promozione della musica e della cultura popolare dei paesi che si affacciano sul mediterraneo. 


 Rosa Balistreri, cantante di Licata ma proiettata nel mondo, ha saputo dare inimitabile forma musicale ai sentimenti di tutti e la voce a chi non aveva voce per esprimere sogni e rabbie. Essa rappresenta non solo un modello artistico per i tanti che la cantano, la interpretano e la reinterpretano, ma anche un modo di essere cantante impegnata rispetto alla complessa e problematica realtà del proprio tempo. 


Secondo Dagmar Reichardt, docente di Italianistica della Latvian Accademy of Culture di Riga, “il contributo di Rosa equivale a una rivoluzione del grido: ci mostra un modo di ribellarsi e di includere nel canone della musica degli anni Sessanta una novità sociale, un elemento straniero dell’Altro e una voce viva e vitale mai sentita prima.”


Rosa quando imbracciava la chitarra, con due colpi decisi di corde, esplodeva con il suo canto, si trasformava, le braccia arpeggiavano armoniose e l’antica pergamena della sua faccia si distendeva radiosa diventando una Dea.


Seducente: “Amuri Amuri miu ti vogliu beni, l’occhiuzzi di me figlia su sireni” e un brivido faceva scorrere per la schiena di chi l’ascoltava. 

La sua voca era un coltello che si levava contro la miseria, la fame, i soprusi, lo sfruttamento del lavoro, le ingiustizie del Sud.


Per chi non la conosceva l’avrebbero data per una donna dura e cruda, invece Rosa, aveva un carattere mite, dolce, che si piegava sulle sofferenze del prossimo di cui si faceva interprete con la potenza del suo canto.  


Recapiti: 335462057

 

 




Nel mio intervento porterò il saluto e la testimonianza di Dagmar Reichardt (Latvian Accademy of Culture, Riga)

domenica 5 luglio 2020

UNA DOMANDA "ILLOGICA" A ETTA SCOLLO CITANDO IL PITTORE CATANESE-PARIGINO JEAN CALOGERO. Intervista "polifonica" a cura di Dagmar Reichardt & Piero Carbone (AIPI, Siena 2018)

Videoclip realizzato da Fred Kuwornu (Polifonia musicale / Musical Polypho- ny, 2020,
https://www.youtube.com/watch?v=jFFNU1IrDio&feature=youtu.be


Etta Scollo, cantante affermatissima,  ha un'anima e residenza berlinesi. 
Jean Calogero, rinomato pittore,  aveva un'anima e residenza parigine.  
Sicilianissimi entrambi. 
Cittadini del mondo. 
Artisticamente universali, e liberi. 
Da qui il reciproco richiamo.

Siena, 2018


Da: POLIFONIA MUSICALE
Le tante vie delle melodie italiane in un mondo transculturale
Con un’intervista alla cantautrice Etta Scollo

A cura di
Dagmar Reichardt, Domenica Elisa Cicala, Donatella Brioschi, Mariella Martini-Merschmann
Franco Cesati Editore, Firenze 2020 
www.francocesatieditore.com – e-mail: info@francocesatieditore.com



 pag. 231-232
Domande di Piero Carbone:
Premetto che ritengo l’incontro con te un’occasione unica, un’opportunità straordinaria, un sogno realizzato grazie alla generosità e alla stima di Dagmar Reichardt. 
Approfittandone nel contesto di questa pubblicazione, se permetti, vorrei rivolgerti tre semplici domande: una ideologica, un’altra fonologica e una terza illogica.
...


3. Chiudo con la domanda illogica. Mi suggerisce questa domanda la vicenda di un pittore siciliano, di Catania, Jean Calogero (1922-2001), che da Parigi, dove nel secondo dopoguerra si era inserito splendidamente, è ritornato in Sicilia8

Tu, in un’intervista del 2009, dici:
 «Posso essere siciliana a Berlino molto più di come magari non lo sarei se stessi a Canicattini Bagni o a Pietraperzia. [...]. Mi sento proprio nel mio essere»9

So che ami la Sicilia almeno quanto e come Ibn Hamdis, da vicino e da lontano, desiderandola, evocandola e celebrandola, non ignorando le sue piaghe e le sofferenze di tanti siciliani di ieri e di oggi, ma se un giorno decidessi di trasferirti stabilmente nella Sicilia reale, pensi che si potenzierebbe la tua vena creativa o al contrario temi che questa troppa vicinanza possa interferire negativamente sull’ispirazione delle tue musiche e sul tuo modo di essere quello che oggi sei? 
Paradossalmente potrebbe compromettere quello che dici a Berlino: «Mi sento proprio nel mio essere»
È una domanda illogica, lo so, ma non tanto per uno che in Sicilia con amore e difficoltà ci vive. 
Non lo sarà certamente la risposta, quale che sia, perché ci rimanderà a una tua idea e al tuo sentimento della Sicilia. Implicitamente tramite le tue musiche li conosciamo già.


Jean Calogero infatti nacque a Catania nel 1922 e vi morì nel 2001. 
Si impegnò nei momenti più vivaci del dibattito artistico parigino degli anni 1950, trovando nella Francia una seconda patria riscontrando – come Etta Scollo – molto successo all’estero (ricevette in Francia nel 1957 la Grande Medaglia d’Argento e nel 1959 fu inserito nel catalogo d’arte internazionale «Benezit»). 
I suoi dipinti figurano in importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo (specie a New York, Hollywood e nelle Americhe, ma anche in Giappone, Europa e in tutta Italia). 
Dagli inizi degli anni Settanta in poi, si ristabilisce in Italia pur mantenendo il suo studio parigino, sviluppan- do un’identità fra Parigi e la Sicilia, dividendosi tra questi due luoghi fisicamente e spiritualmente.

Questa citazione è presa da un’intervista che Etta Scollo ha rilasciato all’«Espresso Ma- gazin» (il video clip su YouTube riporta l’indicazione «magazine Berlinespresso») in oc- casione del suo concerto al Tipi di Berlino in data 15 aprile 2009; online: www.youtube.com/ watch?v=mSppx0Leeew&t=57s [10/11/2019].





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pag 228







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Jean Calogero

foto da https://www.facebook.com/archiviojeancalogero/photos/rpp.302307347923/10156869792507924/?type=3&theater










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venerdì 19 giugno 2020

È USCITO IL VOLUME "POLIFONIA MUSICALE". L'atteso annuncio di Dagmar Reichardt


Grazie, Dagmar, 
per avermi coinvolto in questa polifonica esperienza
e in particolare nell'intervista a Etta Scollo



Dagmar Reichardt

Cari tutti,
sperando di trovarvi bene, come curatrici degli Atti dell'AIPI (Siena 2018)  abbiamo il piacere di comunicarvi che ieri è uscito il volume

Polifonia musicale. Le tante vie delle melodie italiane in un mondo transculturale
Firenze, Civiltà italiana, Franco Cesati, 2020.


Entro breve termine la casa editrice Cesati si rivolgerà a voi per chiedervi gli indirizzi dove volete che vi mandi la vostra copia d'autore.

Saprete sicuramente che durante la crisi del covid, molte imprese italiane hanno sofferto anche sul piano economico. 
Mentre molti purtroppo hanno dovuto sospendere tutti i lavori, la redazione di Cesati invece è rimasta attiva nell'home office ed è riuscita a stampare tutti i 13 volumi della collana dell'AIPI nel corso degli ultimi tre mesi, facendo un lavoro meraviglioso, efficace ed ammirevole.
In attesa che fra qualche settimana vi arrivi il volume, vi incoraggiamo vivamente a far circolare nei socials il video nel quale presentiamo il nostro lavoro di sezione e con il quale si annuncia, appunto, l'uscita del libro: 


Musical Polyphony


Ringraziandovi ancora di cuore per la vostra partecipazione alla sessione, il vostro impegno ed entusiasmo e, infine, del vostro prezioso contributo alla pubblicazione, vi auguriamo ogni bene e inviamo carissimi saluti!
A presto e buona visione
da Dagmar,
Domenica Elisa,
Mariella
e Donatella


Invio copie agli autori e distribuzione nelle librerie.


Speriamo di presentarlo anche a Palermo