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domenica 12 agosto 2018

IL DUO LUZ CARIOCA, FORMATO DA LUCE PALUMBO E PAOLO ALONGI, INTERPRETA "O MAR OS ENGOLE". Traduzione portoghese di Eduardo Chiarelli dell'originario in siciliano "Lu mari si l'agliutti"

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Link per ascoltare la canzone su you tube:





Nella notte di San Lorenzo, dalla suggestiva altura del Belvedere Kainon al Faro di Capo Rossello, di fronte alla Scala dei Turchi, dinanzi al mare che l'ha ispirata, il Duo Luz Carioca esegue per la prima volta LU MARI SI L'AGLIUTTI / O MAR ES ENGOLE nella traduzione portoghese  di Eduardo Chiarelli.
Voce di Luce Palumbo, alla chitarra Paolo Alongi. 
Voce e chitarra "governati" con maestria e passione.

Un'interpretazione con cadenze, echi e sapori brasiliani, dopo quella nel genere Fado di Luis Charrua, chitarrista che ha accompagnato la mitica fadista portoghese Amalia Rodriguez. 

Il variegato pubblico ha apprezzato richiedendo il bis. 

L'autore ringrazia augurando tanto successo ai bravi artisti e alla canzone di continuare a diffondere il suo messaggio.




Testo originario in siciliano e musica di Piero Carbone


Esecuzione e arrangiamento "carioca"
 di Luce Palumbo e Paolo Alongi
 con citazioni dalla versione di Luis Charrua

 Traduzione in portoghese di Eduardo Chiarelli








O MAR OS ENGOLE 
Refrão
Mais do que muitos, são os sarilhos
pouco é o pão, muitos os filhos. (3 volte)
I
Mamã chegaram os mouros na marinha,
Dizia antigamente a canção,
Ferozes desembarcavam as armas,
desciam com cimitarras na mão.
Mais do que muito são os sarilhos
pouco é o pão muitos os filhos.
Abraçam e beijam seus filhos queridos
sem eles a vida perde sentidos. (Bis)
II
Chegam de noite as escondidas
amontoados nas embarcações
Como enxame de abelhas comprimidas
num favo de fel com seus ferrões.
Mais do que muito são os sarilhos
pouco é o paõ muitos os filhos.
Dormem profundo aprisionados
que negra noite em barco arrasado. (Bis)
III
Comendo lua enchem os corações
remando devagar na madrugada.
Chegam a Porto Palo o a Paquino ( leggi Pachino)
a Lampedusa ou até mais longe.
Mais do que muitos são os sarilhos
pouco é o paõ muitos os filhos.
Comem a fome, mastigam jejum
morrem todos salva-se algum. (Bis)
IV
Ninguém os encomoda no caminho
e o mar em seu silencio os engole
Sombra só sombra, são as pessoas
vivem e morrem assim por nada.
(2 volte quasi gridato)
Traduzione portoghese di Eduardo Chiarelli
Testo originale in dialetto siciliano e in italiano di Piero Carbone
Le O finali in Portoghese si leggono U. La Z é sempre dolce e le M finali quasi non si sentono. Il dígrafo LH si legge come il nostro GL di Figlio e NH si legge come lo GN di cagna.


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TESTO IN DIALETTO SICILIANO

Lu mari si l’agliutti
Titolo alternativo:
 Tùmmina tùmmina sunnu li guai


Recitato:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai. (3 volte)

I
Mamma, li turchi
sunnu  a la marina,
cantava anticamenti
la canzuna.
                                   
            II
Scinnìvanu ccu armi
e scimitarri.
Sbarcavanu arraggiati
comu cani.

Recitato:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.
Vasanu vasanu li picciliddri.
La vita è nenti, s’un fussi ppi iddri.
Vasanu vasanu li picciliddri.
La vita è nenti, s’un fussi ppi iddri.

            III
Arrivanu di notti
a l’ammucciuni,
ammunziddrati
ncapu li varcuna.


            IV
Parinu lapi, lapi
appizzati
nta na vrisca di feli
ncatinati.

Recitato:

Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.
Duorminu duorminu,  sunnu ddannati.
Nivura notti, li varchi scassati
Duorminu duorminu,  sunnu ddannati.
Nivura notti, li varchi scassati


              
V
L’acqua l’annaculìa.
Màncianu luna.
Chjinu lu cori ma
 muorti di fami.


            VI
A Puortu Palu cc’è cu và,
o a Pachinu,
a Lampedusa, o puru
cchjù luntanu.

Recitato:

Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.
Mancianu mancianu fami e diùnu
Muorinu tutti si sarba quarcunu.
Mancianu mancianu fami e diùnu
Muorinu tutti si sarba quarcunu.


            VII
           2 volte

Nuddru li vidi,
nuddru li scummatti,
lu mari in silenziu
si l’aggliutti. 

Recitato ( in crescendo): 
Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti. (2 volte)
 (quasi gridato):
Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti.









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STROFE IN ITALIANO Mamma, li turchi / son giunti alla marina, / cantava anticamente / la canzone. / Scendevano con armi / e scimitarre. / Sbarcavano arrabbiati / come cani. / Ora arrivano di notte / di nascosto, / ammassati / sopra i barconi. / Sembrano api, api / attaccate / a un favo di miele / incatenate. / L’acqua li dondola. / Mangiano luna. / Pieno il cuore / ma morti di fame. / A Porto Palo c’è chi va, / chi va a Pachino, / a Lampedusa, oppure / più lontano. / Nessuno li vede, / nessuno li cerca, / perché in silenzio / il mare se li inghiotte.




TESTO RECITATO IN SPAGNOLO:

EN SILENCIO LOS TRAGA "Mamá, los moros llegaron de la mar." Cantaba hace tiempo una canción. Bajaban con armas Y sables. Desembarcando Feroces como perros. Ahora llegan de noche A escondidas, Amontonados Arriba de barquitos. Parecen abejas, Abejas pegadas A un pañal de miel Encadenadas. El agua los arrulla. Comen de luna. Lleno el corazón Y muertos de hambre. Hacia Portu Palu algunos van, Otros para Pachinu, A Lampedusa O tal vez más allá. Nadie los ve, Nadie los enfrenta Porque la mar en silencio los traga
Traduzione in spagnolo di Juan Diego Catalano


*

Video e foto di Laura Carbone

lunedì 6 agosto 2018

"VITA DI ISSARA" - UN CANTO CHE FORSE SAPRÀ DI FADO. Parziale anticipazione



Alla ricerca di echi:
...quão semelhante
Acho teu fado ao meu, quando os cotejo!*

...quanto somigliante
Trovo il tuo fato al mio, quando li comparo!

Il fado, si sa, canta la saudade e canta la malinconia ma anche pene inespresse o altrimenti inesprimibili e può rimandare a rammarichi e rabbie, ma rabbie filosofate ovvero che non lo sembrano affatto perché questa è la magia o la maledizione della musica: trasformare: incitare o ammansire. 
Il fado insomma non è solo un genere musicale nato nel povero quartiere di Alfama in Portogallo nel cuore del cuore di Lisbona, è una filosofia di vita.

Forse saprà di fado la musica del canto dedicato ai gessai di una volta, al loro lavoro, duro, faticoso, dimenticato, certamente negletto,  poco indagato dagli studiosi con qualche eroica eccezione, poco celebrato dalla letteratura, ma appunto per questo è da storicizzare il recente viaggio di Giuseppe Maurizio Piscopo nella patria di Amalia Rodriguez dove si è andato ad abbeverare carduccianamente alle fonti del Clitumno anzi del Tago prima di comporre la sua musica e dare anima alle parole del canto al gesso e ai gessai di una volta dedicato: quasi un pellegrinaggio, viene da dire, spinto dal desiderio di dare respiro a uno dei "riti" essenziali della vita dell'uomo ovvero al lavoro, in questo caso alla lavorazione del gesso in Sicilia, non per assolutizzare  la fatica di quel lavoro ma anzi per fraternizzarla con altre fatiche e con altre condizioni lavorative nel mondo scomparse o poco celebrate dalla letteratura, neglette: non per questo obliabili senza rammarico. P. C.


LA PRIMA STROFA

Lu fuocu di lu tiempu cuciunìa

e ardi e coci, un furnu chi famìa 

a tutti comu issu di carcara,

biancu dintra, e fora chi l’affara.



Lu nfurna lu issaru e mazzulìa.

Balata ca s’arrenni cu dulia

a cuorpi di mazzuottu e di sudura:

balata tutta cotta di calura.

...

Ritornello:
Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, balati: forti cafuddrati. 
Furnu, famìa: issu bianchìa.

Finale:
Issu, sudura: mpastati mura mura.  
Figli, lu pani, aspettanu dumani.




Musica di Giuseppe Maurizio Piscopo
Parole di Piero Carbone



* I versi iniziali in portoghese sono del poeta BOCAGE. Da Importuna ragione, a cura di Vincenzo Russo & Ada Milani, con una introduzione di Daniel Pires, Lemma Presss, Bergamo 2007. Il libro con testo bilingue contiene poesie tratte dall'antologia Da inquietude à transgressão: eis Bocage a cura di Daniel Pires pubblicata dalla Biblioteca Nacional de Portugal.
Ringrazio Eduardo Chiarelli, emigrato residente a Setubal, per avermene fatto dono.



Marina Castiglione, Parole e strumenti dei gessai in Sicilia. Lessico di un mestiere scomparso,
Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, Palermo 2012,  pag. 15







mercoledì 1 agosto 2018

RASOI E MANDOLINI. Giuseppe Maurizio Piscopo ritorna "infaduado" da Lisbona, con una minaccia (musicale?)


Lisbona è una città magnifica. 


Per le strade si sentono gli odori, i suoni del Fado, la storia del tempo, la voce dei grandi poeti: Luis De Camoes, Cesario Verde, Mario De Sa-Carneiro, Florbella Espanca, Fernando Pessoa.

Al mio rientro insisterò ancora di più affinché in Sicilia la musica dei barbieri diventi patrimonio dell'umanità così come è avvenuto per il Fado e che possa essere suonata in tutti i paesi e nelle grandi città...
G. M. P.




Tra i Grandi del passato. Gli Artisti di una volta non esistono più. E anche il mondo di una volta é scomparso, lasciando il vuoto dei tempi bui che viviamo proponendoci tanti finti artisti incatenati a quattro politicanti da strapazzo...




Il Museo del Fado ad Alfama esiste da 20 anni.Visitarlo significa entrare nella memoria del tempo. 
Ascoltando quelle voci di saudade, di malinconia nella musica dei sud del mondo, sono arrivato a piangere di gioia.Che grande emozione mi ha regalato oggi la vita...




Tutti i poster dei vecchi dischi in vinile




Qui si suona per strada ed io provengo dall'università della barba di Mastro Agostino.


La musica unisce le persone del mondo, le fa sorridere, sognare, vivere intensamente grandi emozioni.



Ad Alfama, il centro del centro di Lisbona, è nato il Fado.


Ieri fino a mezzanotte abbiamo ascoltato il Fado




Nel vedere le vecchie fotografie di Lisbona che scorrevano sul canto di Amalia Rodriguez ho provato i brividi.
Ho rivissuto un incontro con Amalia al teatro du Chatelet di Parigi nel lontano 1979.
Allora alla fine del concerto l'ho abbracciata insieme ai suoi vecchi musicisti.
Mai avrei pensato di rivederla in un Museo.
I misteri della vita in questo sogno ad occhi aperti che si chiama Lisbona il sud del mondo, l'arte e la poesia della vita.
Qui dove anche i marinai cantano con la chitarra portoghese canzoni d' amore a fanciulle che scompaiono con le navi...
(Pensieri liberi di un Maestro ribelle).





Da Porto a Lisbona alla ricerca del Fado




Nell'ultima parte della mia vita, niente protocolli. 



Utilizzerò una delle corde pirandelliane, la corda pazza.




Ringrazio Giuseppe Maurizio Piscopo
 per aver voluto condividere foto e annotazioni

*

Scampolo di conversazione 

G.M.P.
Al rientro ho delle idee folli da realizzare.

P. C.
La Sicilia è curiosa della tua follia.
Intanto se vuoi mi mandi qualche impressione portoghese così assaporiamo anche noi attraverso la tua testimonianza diretta. In tutto questo penso ne risentirà inconfondibilmente la canzone che musicherai su Issu e issara: del Fado non ci si scrolla facilmente, è come una spina che acuisce la sensibilità.

***

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domenica 18 settembre 2016

IL MARE SI TINGE DI FADO. Luís Charrua canta in portoghese "Lu mari si l'agliutti", nella traduzione di Eduardo Chiarelli


Lu mari si l'agliutti si arricchisce di nuove versioni e interpretazioni

Setubal, giovedì 15 settembre 2016
Ciao Piero, questa mattina ho avuto ospite a casa mia Luis Charrua. Ha portato gli spartiti e ci ha fatto sentire: Lu mari si l agliutti, con la mia traduzione e il suo arrangiamento musicale. Accompagnandosi con la chitarra.... per poco non ci ha fatto piangere. Forse, in futuro, potremo sentirla da una cantante, ma ti assicuro che vale la pena sentire quella registrata stamane.

Per ascoltare la canzone clicca il link:



Schermata you tube


Un sentito grazie a Eduardo Chiarelli e a Luís Charrua: 
per aver fatto "rinascere" in portoghese la mia canzone Lu mari si l'agliutti
nel genere "fado"




Sulla traduzione e il rifacimento musicale

"...per quanto riguarda il testo, nonostante non sia stato possibile tradurre certe parole , Tùmmina tùmmina, per esempio, posso assicurarti che la carica drammatica del tema c'è tutta. 
Ho cercato di trovare l'equivalente sia nel suono che nel significato, anche se pur sempre approssimativamente.

Per ciò che riguarda la musica, invece, visto che non ho voluto influenzare troppo il musicista con la versione di quelli che finora hanno cantato la canzone in dialetto siciliano, è stata adattata alla fine ad una linea melodica tradizionale portoghese. E come c'era da aspettarsi evoca il "Fado"; dobbiamo ammettere che il "Fatum" con il tema della canzone c'entra eccome!

Dunque, possiamo considerarla un arrangiamento, una riscrittura o un adattamento? Forse la risposta l'hai data tu in chat ieri sera: abbiamo dato vita ad un'altra canzone!" Eduardo Chiarelli.


A sinistra: Luís Charrua
Notizie su Luís Charrua

"Luís Antonio Coelho Charrua, classe 1933, è nato vicinissimo alla frontiera spagnola.
La sua prima infanzia è stata segnata dalla dalla guerra civile di Spagna. Racconta che il padre aiutava quelli che scappavano da Franco nascondendoli. Cosa pericolosissima, visto che Salazar, dittatore del Portogallo, era pro Franco e dunque la Guardia Repubblicana collaborava con le milizie spagnole. 

Luís ha cominciato a mostrare interesse per la musica in tenerissima età, e già a sei anni studiava violino. Dunque la sua carriera dura da quasi ottant'anni: ha accompagnato con la chitarra tutti i più grandi artisti portoghesi degli anni Cinquanta e Sessanta, abbracciando tutti i generi musicali, dal Fado alla musica leggera. 

Ha composto innumerevoli canzoni e molte sono state registrate su dischi e CD . 
Oggi continua a dare lezioni di chitarra all'università Senior di Lisbona e come avrai constatato è più attivo che mai." Eduardo Chiarelli





Notizie su Eduardo Chiarelli

Eduardo Chiarelli è un giovane emigrato racalmutese, sensibile ed estroso; da oltre vent'anni risiede in Portogallo, nella cittadina di Setúbal, dove si è bene integrato e ne ha assimilato la cultura, i sapori, gli echi, attraverso due chiavi privilegiate: la lingua e l'amore.  Legge e scrive correntemente il portoghese. Sposato, con due figli. Insegna Italiano all'università della Terza età di Setùbal. Da finissimo artigiano realizza originali maioliche e strumenti musicali.




LU MARI SI L'AGLIUTTI

Testo e musica originari ©Piero Carbone
Musica della versione nel genere fado ©Luis Charrua
Traduzione in portoghese ©Eduardo Chiarelli

Tutti i diritti riservati

Video amatoriale live

Il testo originario della canzone è pubblicato in Piero Carbone, Venti di sicilinconia, Medinova, Favara 2009

TESTO ORIGINARIO

LU MARI SI L'AGLIUTTI

Titolo alternativo: Tùmmina tùmmina sunnu li guai.

Coro: Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai. (3 volte)

I
Mamma, li turchi
sunnu  a la marina,
cantava anticamenti
la canzuna.
 
 II
Scinnìvanu ccu armi
e scimitarri.
Sbarcavanu arraggiati
comu cani.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

 III
Arrivanu di notti
a l’ammucciuni,
ammunziddrati
ncapu li varcuna.

 IV
Parinu lapi, lapi
appizzati
nta na vrisca di feli
ncatinati.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

 V
L’acqua l’annaculìa.
Màncianu luna.
Chjinu lu cori ma
 muorti di fami.

 VI
A Puortu Palu cc’è cu và,
o a Pachinu,
a Lampedusa, o puru
cchjù luntanu.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

 VII
Nuddru li vidi,
nuddru li scummatti,
lu mari in silenziu
si l’aggliutti.

Coro:
Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti.

 (in crescendo, quasi gridato):

Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti.

TRADUZIONE ITALIANA

CORO
Tumoli tumoli sono i guai, / il pane è scarso e i figli son molti.

Ombra, ombra sono le genti:
campano, muoiono, ecco, per niente.

STROFE
Mamma, li turchi / son giunti alla marina, / cantava anticamente / la canzone. / Scendevano con armi / e scimitarre. / Sbarcavano arrabbiati / come cani. / Ora arrivano di notte / di nascosto, / ammassati / sopra i barconi. / Sembrano api, api / attaccate / a un favo di miele / incatenate. / L’acqua li dondola. / Mangiano luna. / Pieno il cuore / ma morti di fame. / A Porto Palo c’è chi va, / chi va a Pachino, / a Lampedusa, oppure / più lontano. / Nessuno li vede, / nessuno li cerca, / perché in silenzio / il mare se li inghiotte.

Traduzione in spagnolo di Diego Juan Catalano:


EN SILENCIO LOS TRAGA
"Mamá, los moros
 llegaron de la mar."
Cantaba hace
 tiempo una canción.

Bajaban con armas
Y sables.
Desembarcando
Feroces como perros.

Ahora llegan de noche
A escondidas,
Amontonados
Arriba de barquitos.

Parecen abejas,
Abejas pegadas
A  un pañal de miel
Encadenadas.

El agua los arrulla.
Comen de luna.
Lleno el corazón
Y muertos de hambre.

Hacia Portu Palu algunos van,
Otros para Pachinu,
A Lampedusa
O tal vez más allá.

Nadie los ve,
Nadie los enfrenta
Porque la mar
 en silencio los traga


Canzone del repertorio di Luís Charrua
A minha Mulher 

Foto dalle bacheche fb di Renato Raimundo Músico ed Eduardo Chiarelli

giovedì 5 dicembre 2013

"PAESITE"






Un commentatore "benevolo" , che forse voleva essere ironicamente velenosetto, ha voluto ricondurre il dolore di cui si parla nella poesia all'odontoiatria, ma io dico che è stato involontariamente benevolo perché di una vera e propria malattia si tratta, della peggiore specie, trattandosi di malattia amorosa che possiamo definire "paesite". 

Eduardo Chiarelli se l'è portata appresso, prima in Canada, ora in Portogallo, e chissà dove altri se la portano in giro per il mondo.

Una musica vi immagino in sottofondo, il fado portoghese, e Coimbra della canzone vale come nome di una città che ciascuno può sostituire con quelli della propria geografia personale:


Coimbra é uma lição
De sonho e tradição...

Coimbra è una lezione 
di sogno e tradizione...




Nos abismos

Doi como um dente
este pais 
mas cair não pode , 
não é de leite 
e ainda bem porque se caisse ,
ficaria com um grande buraco 
na minha boca ,
e até eu me arrastaria
nos abismos.

Traduzione di
 Eduardo Chiarelli (Setúbal, Portogallo) 

*************

Come un dente mi duole

questo paese 

ma cadere non può 

non è di latte 

e meno male sennò 

se mi cadesse 

la cavità nella bocca 

sarebbe grande, 

pure me trascinerebbe 


sabato 9 novembre 2013

"TRAMUNTANEDDA" SICILIANA E "SAUDADE PORTUGUESA"


Ho intercettato casualmente su fb Eduardo Chiarelli, un emigrato racalmutese a Setúbal, in Portogallo, una bella e operosa cittadina, ricca di storia, con un porto importante, che s'affaccia sull'Oceano Atlantico; ne è seguito il dialogo che qui mi piace pubblicare.  All'insegna di un diversificato eppur comune sentimento del tempo e, direi, della terra.



TRA "SAUDADE" PORTOGHESE E SICILINCONIA NOSTRANA.

Dialogo con Eduardo Chiarelli


Eduardo Chiarelli
29 ottobre 2013
Ce ne stavamo a fare da bersaglio al sole cocente, con le nostre schiene scure e nude, curvi su una terra anch’essa scura e nuda, quando all’improvviso il più anziano si raddrizzò facendo forza con le mani sui reni, come a volerne sbloccare i cardini, e con un sorriso beato stampato sul viso esclamò:
- Ahhh! la Tramuntanedda".
Altri lo imitarono in silenzio, lo feci anch´io, chiusi gli occhi e per un brevissimo istante sentii una brezza accarezzarmi la schiena sudata, e dopo aver goduto anch’io di quel momento di refrigerio, riaprii gli occhi e vidi l’aria ridiventare incandescente, allora qualcuno prima di riabbassarsi, sputò sulle mani e guardando il sole mormorò:
- Minchia! Chi chiaru di luna!

Piero Carbone
Bel quadretto! L'hai scritto tu?

Eduardo Chiarelli
Sì, ti piace?
É successo a li Lavanchi quasi trent'anni fa, e soltanto adesso ho capito come solo il contatto con la terra ci permette di fonderci con gli elementi. Einstein diceva che l'essere umano è una parte dell'intero che chiamiamo universo.

Piero Carbone
Anche Borges.


Eduardo Chiarelli
Caro Piero, devi sapere che è da più di 40 anni che mi domando: “Chi è quel bambino che fa da chierichetto che appare in tutte le foto di matrimonio dei miei genitori, nel lontano 30 aprile del 1969?”. L'altro giorno, me lo ha detto mia zia Sistina che conosci bene, ciao e a risentirci.

Piero Carbone
Che piacere sentire di questi ricordi! Con tua zia, che so emigrata in Germania da tanti anni, siamo cresciuti assieme a lu Carminu. Ciao.
A proposito di ricordi, sul mio blog ogni tanto scrivo di Racalmuto.

Eduardo Chiarelli
Mi fa piacere che ti sia ricordato, anch'io sono nato a lu chianu di lu Carminu, ma non vivo in Germania, per mia fortuna vivo in Portogallo, un paese bello quasi quanto la Sicilia, con gli aranci, i limoni, gli ulivi e i fichi d india, con estati meno calde e inverni meno freddi dei nostri, con tanta acqua buona, ma lu paisi è paisi… Come si dice da noi, lu figliu scravaglieddu a so mà ci pari bieddu. Ciao, un abbraccio .

Piero Carbone
Posso pubblicarlo sul blog?

Eduardo Chiarelli
Se lo consideri all’altezza, certo che puoi, anzi ne sarei lusingato, perché apprezzo molto quello che fai.
Io ho capito quanto fosse umanamente ricco il mio paese solo dopo averlo lasciato, solo dopo aver sentito nella carne i morsi della saudade come si dice qua, tu invece lo hai fatto in loco, come si può dedurre dai tuoi poemi in siciliano.
I personaggi del quadro, come lo chiami tu, parlavano nni l'arti di lu viddanu ed io, da giovane irriverente, ridevo, perché pensavo: “Arte è dipingere o suonare il violino, non zappare o trasportare pietre”.
Mi sbagliavo, ed oggi posso dire che nessun professore potrà mai insegnarmi quanto quegli Uomini mi hanno insegnato .

Piero Carbone
Questi sentimenti e questa consapevolezza non sono né scontati né comuni. Sai? Del Portogallo mi piace molto il Fado: anche se non capisco il portoghese, lo ascolto spesso, è una musica che mi trasmette tante sensazioni.

Eduardo Chiarelli
Gli strumenti che accompagnano il Fado si dice che piangano, e i testi sono pieni sempre di tanta nostalgia: per la patria lontana, per gli amori perduti, per la gioventù volata via, ecc. Per questo è naturale che ti trasmetta tante sensazioni, ed è anche per questo che i fadisti si sentono a loro agio quando interpretano canzoni napoletane o malinconiche, anzi, una volta ho sentito una registrazione di Amalia Rodriguez, che è stata forse la più grande fadista di sempre, cantare Vitti na crozza, che, come saprai, è tutt’altro che allegra , anche se la melodia e il ritmo mettono un po’ fuori strada .

Beh, visto che ho stuzzicato il tuo interesse, vorrei dirti alcune cose sulla lingua "portoghesa", che dici di non capire, come per esempio che si utilizzano tantissime parole tipicamente siciliane: truscia, cantunera, capizzagliu, scancarata, aggarrari, accanzari, custura, giarra, taccia (chiodino), cruscenti, lavuri, e tanti modi di dire: per dire “l’altro ieri” dicono avant’ieri; tutto ciò è dovuto al fatto che questo paese ha subito le stesse dominazioni della Sicilia, e quelle che hanno lasciato tracce più profonde sono state quella romana e quella araba, infatti, la città dove vivo, Setubal, al tempo dei romani si chiamava Citobriga, mentre tutte quelle che cominciano per Al come Alcacer, Alcantara, Algarve, Almerin, sono arabe, un po’ come Alcamo in Sicilia.

Per quanto riguarda la lingua, si è dimostrata l’universalità di riflesso della lingua siciliana anche perché il portoghese si parla in Brasile, Angola, Mozambico, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Goia in India e Macao in Cina .




Piero Carbone
Grazie per le notizie interessanti sul Fado e sul rapporto tra il dialetto siciliano e la lingua portoghese. In sintonia con le tue annotazioni, ti dico che a me piace tanto il travaso delle poesie dal siciliano in spagnolo e viceversa. Da quello che scrivi comunque nascono altre curiosità su di te.

Eduardo Chiarelli
Adesso faccio il commercialista insieme a mia moglie nel nostro ufficio che si chiama "Regalpetra ", ma la mia vera vocazione è dipingere e fare artigianato, lavoro molto con la Pro-loco della città dove vivo, dipingendo e creando oggetti, come souvenirs per esempio, a patto che abbiano a che vedere con la regione. Poco tempo fa mi hanno commissionato un quadro, per mandarlo come regalo al sindaco di una città francese il cui nome è Pau e con cui Setúbal è gemellata.



Piero Carbone
Auguri per il tuo lavoro e la tua “vocazione”; grazie anticipatamente per quello che, ne sono sicuro, scriverai ancora.

Eduardo Chiarelli
Amo del mio paese ogni basolo, ogni zolla arsa dal sole e ogni faccia che rivedo in Piazza , amo persino il cimitero dove riposano i miei morti all’ombra dei pioppi e degli aranci.

Amore che si trasforma in rabbia, quando vedo l’inerzia in cui è condannato, e che non mi ha permesso restarvi, anche se mi consente di ritornarvi, sempre che posso, perché è, in assoluto, l’unico posto al mondo dove posso riposare e rigenerarmi veramente: mi basta contemplare l’immobile paesaggio che lo circonda, per sentirmi pervadere da una pace infinita e la rabbia svanisce nell’aria, come miasma che fuoriesce dalla zolfara.




Traduzione:
- Ahhh! la Tramuntanedda" = Ahhh! la Tramontanella!
- Minchia! Chi chiaru di luna! = Minchia! Che chiaro di luna!
a li Lavanchi = (in contrada) Lavanchi 
a lu Carminu = al Carmelo (quartiere che prende nome dalla chiesa omonima)
a lu chianu di lu Carminu = al Piano del Carmelo
truscia = fagotto
cantunera = cantone
capizzagliu = testiera (briglia)
scancarata = sbilenco
aggarrari = afferrare
accanzari = acquistare, maturare, conseguire, ottenere
custura = cucitura
giarra = giara
cruscenti = pasta lievitata 
lavuri = campo di frumento






Portugal Fado Musichttp://www.youtube.com/watch?v=0WVTq6vmps0
Fado Coimbra Serenata Monumental Queimahttp://www.youtube.com/watch?v=f3WGttZdksg
Amalia Rodriguez, Vitti na crozza
http://www.youtube.com/watch?v=f46toO47ab8
Cano-Pradera, Maria la portuguesa
http://www.youtube.com/watch?v=WdaChGT4ZFg



Foto di Eduardo Chiarelli; suoi sono i manufatti artistici fotografati.