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mercoledì 9 ottobre 2019

EDITH DE LA HÉRONNIÈRE A RACALMUTO. Un personale ricordo della mostra itinerante "In fondo agli occhi"

Un emozionante ricordo sollecitato dalla visita a Racalmuto in questi giorni di Edith de la Héronnière, autrice del Diario siciliano. Dal vulcano al caos (edizione italiana a cura de L'ippocampo 2004) che così inizia: "Questo diario, in certo qual modo, trae origine al fianco di Arturo a Roma una sera d'ottobre..."


Antonino Masone, direttore del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Agrigento, mi fotografa accanto al ritratto realizzato da Arturo Patten nel 1996 in occasione della inaugurazione della mostra da lui curata al Museo Archeologico Regionale "San Nicola" - Agrigento il 17 dicembre 2005.
La mostra è stata in seguito replicata in diversi posti, in Italia e all'estero.


Arturo Patten
 In fondo agli occhi
 (edizioni / passaggio, 2005)







 






Traduzioni a cura del Centre Culturel Français de Palerme et de Sicile. La traduzione del testo di Edith de la Héronnière è di Vera Verdiani


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giovedì 1 febbraio 2018

FOTOGRAFIE DI MAURIZIO CACIOPPO ALLO SPAZIO MEDINOVA DELLA FARM CULTURAL PARK DI FAVARA


Ho il piacere di fare eco alla notizia dell'inaugurazione della mostra fotografica di Maurizio Cacioppo che ho conosciuto quasi per caso ma non per caso si è rivelato fine fotografo, un fotografo artista  con la predilezione del ritratto.
Mi ricorda tanto l'acribia di Arturo Patten, la sua maniacale precisione,  il rigore critico,
come Patten cerca di tirare fuori l'anima dallo sguardo dei soggetti fotografati collocandoli spesso, e discostandosi da Patten, in sfumate ma diversificate e studiatissime  messe in scena quasi cinematografiche dove si inserisce la plasticità dei corpi diversamente atteggiati, non per distrarre bensì per far risaltare ancor di più i primi piani che catturano lo sguardo di chi osserva riportando nello stesso istante in cui un altro sguardo è stato catturato. P. C.



SPAZIO MEDINOVA
 ALLA FARM CULTURAL PARK
FAVARA
Sabato dalle ore 18:30 alle ore 21:00



s

NOTA REDAZIONALE MEDINOVA
CINEMATICOM 20.18...
e' un progetto iniziato nel 2016 con il nome cinematicom, e' un lavoro di ampio respiro che parte da una visione concettuale della fotografia che abbraccia il pensiero metafisico e surreale nell'arte. Il progetto passa attraverso temi come lo still life, la ritrattistica, la street photograpy e la fine art. Dove il pretesto cinematografico dato dal titolo serve da imput per un percorso fotografico personale dove tutto puo' diventare fotocinegrafico.





Le foto  a Maurizio  in questo post sono state scattate la scorsa  estate tra
 la Valle dei Templi di Agrigento e alcune località di Racalmuto.

lunedì 12 giugno 2017

I RITRATTI A COLORI DI MARIO VIRGA. Un progetto per Palermo Capitale della Cultura (e una mostra ai Cantieri Culturali?)

Sul suo sito e su Facebook Mario Virga socializza il suo stato d'animo in margine al metodo di lavoro  per un progetto desiderato e in fase di realizzazione.




Dal suo profilo facebook

Ogni volta che l'incontro con uno dei personaggi che ritraggo è un'incognita. A volte precede l'incontro un messaggio, oppure una telefonata, senza che io li abbia conosciuti personalmente e ogni volta mi chiedo: "Chissà se sono stato convincente. In fondo sono pressoché uno sconosciuto che espone un'idea". Ecco, se c'è un'altra cosa che mi ha aiutato nel contatto iniziale e che li accomuna, oltre l'amore per Palermo, è l'apertura mentale e la curiosità. [ 176 more words ]


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Commenti
Olivia Medolago Bravo...continua così. ...Buon lavoro

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Mario Virga Grazie! 😘

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Francesca Torrisi Bellissimi ritratti, intensi ed espressivi. 

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Francesca Torrisi Bellissimi ritratti, intensi ed espressivi. 

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Mario Virga Grazie Francesca!

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Piero Carbone da Racalmuto Caro Mario, credo avvenga una sorta di miracolo: all'inizio, credendo di non averne, dai forza a un'idea, ad un certo momento quell'idea realizzata, o in corso di realizzazione, dà forza a te. Eppure all'inizio del percorso non c'era la strada definita mentre la meta finale, desiderata o sognata, sembrava utopia. A questo punto, una bella mostra ai Cantieri, dopo quella dei ritratti di Patten di tanti anni fa, sullo stesso "tema"!

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Mario Virga Già, all'inizio è solo un'idea, con tante incertezze ed un pizzico di follia. Poi man man arrivano anche gli incoraggiamenti, anche da part degli amici come te. Chissà ai Cantieri...Intanto il cantiere è aperto e l'edificio in costruzione! Grazie Piero per le parole!

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Dal suo blog


Ogni volta
di 
Mario Virga


Ogni volta che l’incontro con uno dei personaggi che ritraggo è un’incognita. A volte precede l’incontro un messaggio, oppure una telefonata, senza che io li abbia conosciuti personalmente e ogni volta mi chiedo: “Chissà se sono stato convincente. In fondo sono pressoché uno sconosciuto che espone un’idea”. Ecco, se c’è un’altra cosa che mi ha aiutato nel contatto iniziale e che  li accomuna, oltre l’amore per Palermo, è l’apertura mentale e la curiosità. Mettersi nei panni dell’altro e cercare di capire, senza pregiudizi. Persone che hanno un vissuto in nome dell’arte, alla ricerca del bello e anche di se stessi.
Ho sempre trovato persone disponibili e con le quali sono nate delle chiacchierate davvero amabili, con tanto di caffè fatto per l’occasione, proprio come un incontro con amico. Ciò nonostante mi chiedo però cosa pensino realmente quando mi vedono arrivare, armato di stativi e fondale pieghevole, e quando, dopo la chiacchierata, mi vedono trafficare col suddetto fondale che si apre in modalità pop-up.
La sessione fotografica dura generalmente poco perché non c’è bisogno di scattare tante fotografie, se si hanno le idee chiare. E poi non voglio far pentire di tanta disponibilità i miei ospiti.
Con Gigi Borruso ho approfittato della splendida luce proveniente da una finestra che si affacciava sulla splendida via Maqueda. Però quel tipo di  luce da sola non basta: per fare un ritratto ci vuole anche un’altra luce, quella degli occhi della persona da ritrarre. Ecco come nasce un ritratto per Palermo Capitale della Cultura.

Foto di ©Mario Virga









venerdì 1 maggio 2015

LA LINEA DI GERBINO. Mostra di disegni su foglietti di taccuino, a Caltagirone.


L'avevo conosciuto come bravo fotografo, l'avevo apprezzato come grafico, ma soprattutto per me, per tanti, Attilio Gerbino era l'animatore, assieme a Sebastiano Favitta, della Galleria "Ghirri" di Caltagirone e con lui in quella veste avevo avuto modo di collaborare in diverse occasioni, a proposito delle mostre fotografiche di Arturo Patten, di Angelo Pitrone sul Luoghi del romanzo e di Louise Hamilton Caico. 
Con sorpresa pertanto appresi lo scorso autunno l'intenzione di una mostra tutta sua come... pittore. 
"Nasco come pittore" mi disse a fugare ogni mio dubbio sulla nuova identità artistica. 

Di colpo mi spiegai il gusto del grafico che non si limitava a organizzare tipi e corpi di carattere e icone preconfezionate su una superficie prestabilita. 

Ero in attesa di poter conoscere la sua pittura quando mi ha coinvolto in questa mostra imprevista e nata quasi per gioco in riva al mare: ormai l'impeto artistico incominciava ad essere irrefrenabile. E inesorabile, poiché, l'artista frappone tra sé e la realtà un diaframma che lo porta a rappresentare la realtà, non soltanto a viverla, a subirla, diciamo istintivamente, allo stato puro, consolidandosi invece nell'interiore geografia mentale e sentimentale una sorta di forma mentis, una perenne disposizione d'animo, quasi fosse un continuum che si manifesta nei modi e con mezzi imprevisti e occasionali, come ad esempio alcuni foglietti di taccuino e una biro blu. Blu come il mare, ma diciamo che, pur trovandosi a un passo da esso, quasi quasi il mare non c'entra come estivo e invitante elemento acqueo bensì come idea. Nitida. Asciutta.

E siccome una mostra non si racconta ma soprattutto "si vive", ad essa si rimanda: solo in quell'occasione si avrà modo di apprezzarla e ritenere più o meno opportune, più o meno stimolanti, le riflessioni critiche a corredo.



Al Castelluccio, 2013.
Alla mia sinistra: Sebastiano Favitta, Angelo Cutaia, Attilio Gerbino



Attilio Gerbino con Sebastiano Favitta a Montedoro, 2013
(Raccolta civica di Calogero Messana)

Caltagirone, febbraio 2014
Inaugurazione della mostro fotografica di Louise Hamilton Caico
In primo piano, Attilio con il critico Pippo Pappalardo


mercoledì 14 maggio 2014

FILÀMA







La vita passa e resta la filàma.
S’un resta la filàma
resta l’aria
chi tu smuvisti
ccu li to palori
resta la forma di li to muvenzi
vacanti comu quannu cadi un denti
iu l’inchiu di ricordi
e l’ecu d’aria.

Palermo, venerdì 30 ottobre 2009

 




La vita passa e rimane la nomea. /  Se non resta la nomea  / resta l’aria / che tu hai smosso / con le tue parole / resta la forma delle tue movenze / vuote come quando cade un dente / io la riempio di ricordi / e l’eco d’aria.






Intervista al prof. Gaetano Cipolla, autore della traduzione e della Prefazione: