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martedì 19 settembre 2017

UN INDIMENTICABILE VIAGGIO "MONTAGNE MONTAGNE". La testimonianza di Nino Di Chiara, attivo protagonista dell'Equitrekking Rosaliae






Quando domenica 17 settembre la carovana, che dall'eremo di Santa Rosalia alla Quisquina si recava al Monte Pellegrino, sfilò lungo il corso Vittorio Emanuele sotto gli occhi stupiti dei turisti e dei residenti palermitani, ho sentito chiedere a voce alta ad uno dei cavalieri pellegrini se avesse percorso la statale che conduceva a Palermo e il cavaliere, nel filmato che ho anche registrato, risponde: - No, la strada, ma per sentieri, montagne montagne.

Ebbene, il resoconto stilato da uno dei cavalieri pellegrini, l'entusiasta Nino Di Chiara, rappresenta una indiretta risposta a quella domanda, intercalando con una dettagliata litania di nomi di incredibili e sorprendenti località  il percorso fatto a dorso di mulo o di cavallo  lungo inediti sentieri, montagne montagne. P. C.






Cassata commemorativa con il logo dell'evento


E ALLA FINE, UN DOLCE RICORDO
di 
Nino Di Chiara

Equitrekking Rosaliae: questo è il simbolo che ci ha accompagnato per quattro giorni in questo viaggio dall'Eremo della Quisquina al Santuario di Monte Pellegrino, i due luoghi che sicuramente hanno caratterizzato la vita della Santuzza; 

quattro giorni che definire metavigliosi è riduttivo, un viaggio lungo vecchie trazzere costeggiate da antiche masserie, casali, laghi, fiumi, eremi, riserve naturali e boschi, castelli, agriturismo di qualità, dove la gastronomia sicana è eccellente e, dulcis in fundo, luoghi di culto; 

un viaggio che possiamo definire non solo di turismo religioso, ma emozionale, lento, paesaggistico e naturalistico, storico e culturale; 

abbiamo vissuto momenti indimenticabili da raccontare ai nostri nipoti, 
il passaggio dal casale di Melia con il suo lago, 
la vista della riserva di Carcaci con il suo baglio dell'Emiro, 
l'antico caseggiato di " Carcaciotto ", 
il fu borgo Riena, 
l'antica masseria Riena impeccabile con la sua architettura rurale, 
il castello Margana di Teutonica memoria, 
il borgo Portella Croce tenuto in vita, anche se in parte, dai volenterosi Cursillos, 
l'antico casale di Fitalia, 
la maestosa riserva di Ficuzza con il suo Castello Casina di caccia Borbonico, 
i suoi sentieri tortuosi e unici, 
il lago Scanzano, 
la masseria storica Rossella, 
il sentiero stupendo su a monte Leardo, 
la visione celestiale del lago di Piana e del suo acrocoro di montagne, 
la visione commovente e molto panoramica di Palermo da Portella Salvatore, 
il saluto del nostro caro Vescovo, a mio avviso il momento più toccante e commovente di tutto viaggio, 
il saluto del Sindaco, 
e per finire, 
il momento magico, tanto aspettato e desiderato, l'arrivo a Monte Pellegrino con la benedizione.

venerdì 8 aprile 2016

“GUERRA” E STREPITI NEL NOME DI SCIASCIA! A CHE PRO? Note facebbucchiane

...sempre teatro di guerre e ammazzatine è stata la Sicilia, un secolo sì e un secolo pure, come, ad esempio, al tempo dei Normanni: si dice che la loro invasione venne agevolata dall’appello del Signore di Catania Ibn ath Thumma, in lotta con il signore di Agrigento per rivalità terriere. 
I Normanni approfittarono della ghiotta occasione e con la scusa dell'aiuto conquistarono l'intera Isola.

Come al tempo del giogo angioino.
"...lo maledisse, gli rese onte per onte, sangue per sangue, spezzò il suo scettro, troncò il corso alle sue esterne ambizioni, la sua schiatta per due secoli combatté."
Michele AMARI, La guerra del Vespro

Il Vespro è un ricordo del passato, non verranno dragoni dal mare, ma speriamo che non rotolino balle di ridicolo da Monte Cucco e Monte Pellegrino.






Mia Nota pubblicata su fb il 7 aprile 2016


UNA “GUERRA” NEL NOME DI SCIASCIA? 
Una riunione a Palermo per l’omonima Fondazione


PIERO CARBONE·GIOVEDÌ 7 APRILE 2016

Che leggo!
(tra virgolette le citazioni dall’articolo di cui al link http://www.malgradotuttoweb.it/caso... )


“Resa dei conti”! Di Grado diffidente e aspramente critico verso Racalmuto e i racalmutesi!; al consigliere Nino Catalano "sarà chiesto, probabilmente, se condivide le opinioni del figlio" scagliatosi ingiuriosamente contro Racalmuto e i racalmutesi; "non sarà semplice mantenere toni freddi, dopo le dichiarazioni di Di Grado (“La Fondazione? Un errore farla a Racalmuto”) e Fabrizio Catalano contro Racalmuto".
 
E che è? Una guerra? Nel nome di Sciascia! 

"Non ci sarà Antonio Di Grado che già da tempo aveva presentato le sue dimissioni dal consiglio d’amministrazione...". 
Altre dimissioni da tempo presentate?! E perché non si è saputo prima e non hanno provveduto da tempo alla sostituzione? Forse per mancanza di tempo: è da due o tre anni che, invano, ho chiesto e richiesto i verbali delle sedute alle quali ho partecipato come membro di diritto, in quanto assessore alla cultura, del consiglio d'amministrazione senza alcuna risposta. 
Che solerzia!

E' questa l'eredità morale di cui si doveva essere depositari? 
In fondo si tratta di una riunione di del consiglio di amministrazione di una Fondazione culturale voluta da Sciascia e a lui intestata! 

Ma perché si dovrà tenere a Palermo, se la sede è a Racalmuto? 
Per avere un campo neutro? 
Ma Palermo è un campo neutro o aggraverà dei costi di trasporto una semplice riunione di routine! Sciascia lo temeva di essere amministrato post mortem come un "bene culturale", burocraticamente parlando, intendendo e operando!

P.S. Per essere precisi: il pino della foto a corredo dell’articolo non c'è più!











Il quadro è opera di Milluzzo e si trova nella Biblioteca comunale di Palermo, sede decentrata di Brancaccio