Visualizzazione post con etichetta jazz. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta jazz. Mostra tutti i post

mercoledì 26 luglio 2017

UN APPELLO PER FRANK SINATRA: NON FATELO SLOGGIARE DA LERCARA. Sconsolata Irene Soggia.


Dalla bacheca fb di Irene Soggia  25 luglio 2017, alle ore 23:25



A distanza di un anno da quando l'avevo intervistata assieme a Maria Anna Giangrasso, sono ritornato a Lercara Friddi per incontrare la pesarese Irene Soggia in occasione del My Way Festival, la manifestazione di musica jazz ormai alla nona edizione che si ripropone di scoprire nuovi talenti musicali. 



Alla fine del concerto, dopo festosi saluti, ho mostrato il desiderio di rivedere la "sua creatura" ovvero il museo dedicato a Frank Sinatra, conosciuto financo in America, e che avevo visitato l'anno prima vicino Piazza Abate Romano nei locali della Pro Loco in corso Giulio Sartorio. 
Irene non fece una piega, solo precisò che il museo non si trovava più lì e che i materiali erano stati ospitati provvisoriamente nella sala Palagonia. 
Era domenica 22 sera, era tardi, la mostra era ormai chiusa. 


Chiesi allora se si potesse visitare nei giorni a seguire. Irene cambiò espressione, un velo di tristezza e di delusione calò sul suo volto come il sipario a conclusione di una scena: disse che non sarebbe stata visitabile perché l'indomani mattina sarebbe stata smontata per essere impacchettata. Destinazione? Ignota, non per segretezza ma semplicemente perché Irene sapeva che doveva sloggiare e basta. Nessuna idea o proposta di locali alternativi. 
Di fatto il museo dedicato a Frank Sinatra sarebbe cessato di esistere e a niente era valsa la sua donazione frutto di una quarantennale raccolta di reperti e  storici cimeli.

Ma come potrebbe accadere che  mentre si potenzia il May Way Festival dedicato a Frank Sinatra si elimina il museo a lui dedicato?


Ne fui sorpreso, rimasi senza parole, il pensiero mi andò subito ai ventimila uccelli rari impagliati dell'area mediterranea che gli eredi di Pip Whitaker avrebbero voluto donare alla Regione Siciliana. Generosa intenzione vanificata per complicazioni burocratiche: oggi, chi vuole ammirare o studiare quegli esemplari deve recarsi a Edimburgo. 






Dopo la ferale notizia ebbi modo di sentire un barista che vantava l'interesse di tanti turisti e visitatori per il My Way Festival e il Museo dedicato a Frank Sinatra. Quando gli comunicai quello che poco prima  avevo appreso, ci rimase male: penso avrà  derubricato la notizia come bufala, amenità o una delle tante "sparate" sciorinate da  soliti o insoliti clienti.

Pensando ai tanti Lercaresi e non che non avrebbero voluto che una simile notizia fosse vera, ho sperato anch'io che la vicenda si evolvesse con un lieto fine e in effetti Irene l'indomani, alla mia telefonata preoccupata, mi comunicò che si prolungavano i tempi della mostra nella sala  Palagonia fino a mercoledì. 
Speravo. 
Ma ieri, martedì, implacabile l'annuncio ufficiale di Irene sulla sua bacheca fb, con una esortazione amaramente ironica: "Dai, Frank, saluta Lercara, qui non c'è posto per te. Tanto assurdo quanto ridicolo." 
E come didascalia ad una foto allegata: "AAA: il cugino FRANK legge annunci per alloggi". 


Come finirà? 

Il Museo Frank Sinatra farà le valigie per andare via da Lercara come hanno fatto i suoi genitori tanti anni fa? 

O andremo un'altra volta a Edimburgo? 

Immagino il dispiacere e il disappunto di quel barista che orgogliosamente legava il nome del paese al May Way Festival e al Museo dedicato a Frank Sinatra. 

Speriamo che il presente appello venga raccolto  e amplificato affinché non si vanifichi il museo donato da Irene Soggia e il senso stesso del donare.





L'intervista su you tube
*




 Post correlati:
*

LERCARA FRIDDI: IRENE CONFESSA. MARIA ANNA GLIELO FA DIRE. È SOLO AMORE. C'è di mezzo Frank Sinatra


*

LA SICILIA CANTA FRANK SINATRA. Anche tu, se hai una bella voce (e cultura musicale jazz), al My Way Festival di Lercara Friddi









venerdì 7 luglio 2017

JAZZ TRA I PINI, AD ALTOFONTE. E la tromba di Aldo Oliveri si sentì fino a Palermo


Ieri sera al Parco Jazz di Altofonte ad ascoltare, nella frescura dei pini, 

il mio amico Aldo Oliveri e altri musicisti eccezionali




“Un pubblico che non ha mai ascoltato jazz può rimanere stordito e, allo stesso tempo, sorpreso.”
E’ una riflessione del sassofonista e compositore siciliano Claudio Giambruno, direttore artistico di ‘Parco Jazz 2017’,  manifestazione musicale organizzata in collaborazione con l’Associazione musicale ‘Parco’ che torna per seconda edizione
nella suggestiva cornice dell’Obelisco a Garibaldi ad Altofone (Pa). 
Per l’occasione sarà allestito, dal 6 all’8 luglio, il ‘Parco Music Village’"








Locandina
Manifesto


Sul Parco Jazz 2017



ph ©archivioepensamentiblog



giovedì 11 febbraio 2016

CONVERSAZIONE A RITMO DI JAZZ CON GAETANO ALLETTO. Fin dal Liceo Classico Empedocle



Ripropongo l'informale e cordialissima conversazione con Gaetano Alletto, avuta l'altro ieri in margine alla riproposizione su fb di un vecchio post con la chiosa "Il delitto del gratuito!", dal momento che non si esaurisce in nostalgici ricordi personali ma rimanda a fatti, a modi di operare, ad entusiasmi, a nuovi e imminenti progetti nei quali anche altri si possono riconoscere. 



Le foto, miracolosamente ripescate e un po' sbiadite, del maggio o giugno 1976 risalenti alla festa di addio prima degli esami liceali, sono una carissima testimonianza di amicizie nate sui banchi di scuola e continuate nella stima e in sintonia su tante cose per lustri e decenni. 



"Tra i momenti più belli della tua vita ricordati di menzionare pure questo.
Tano Alletto".




Il delitto del gratuito!

Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincònie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, attraverso i tags. Materiali propri, ©piero carbone, non solo recenti, ma anche di amici ospiti indicati di volta in vol…
ARCHIVIOEPENSAMENTI.BLOGSPOT.COM|DI PIERO CARBONE

Commenti


Gaetano Alletto

Io c'ero. 
Quella sera a Racalmuto si esibiva il quartetto di Riccardo Lo Bue con altri jazzisti palermitani. 
Il teatro era pieno, l'acustica ottima. Giorni dopo il mio amico Piero veniva inspiegabilmente esutorato dall'incarico di assessore. 
La stagione jazzistica venne drasticamente cancellata. Poco dopo il teatro chiuse i battenti (forse per sempre...).

Piero Carbone

Caro Tanino, i politicanti sono poco hegeliani e non sanno nemmeno approfittare dell'astuzia della ragione, a gratis: l'onnipotenza a volte precipita nella cecità; e questo lo dico con senso di libertà perché in tutt'altri campi mi piaceva e mi piace correre.

C'eri, sì, e non solo quella sera, anche per la mostra di Totò Bonanno... Ti abbraccio.

Ma lo sai che sei stato tu a contagiarmi il virus del jazz al liceo quando eravamo compagni di banco...

Gaetano Alletto

Caro Piero, abbiamo costruito un percorso comune in quegli anni indimenticabili del liceo.

Organizzai il primo concerto jazz al liceo classico Liceo Classico "Empedocle" - Agrigento nel 1976 e il nostro preside Giovanni Vivacqua ne fu entusiasta.

Doveva svolgersi all'aperto ma una pioggia improvvisa impedì il montaggio del palco.

Improvvisamente un gruppo di studenti a forza prese il pianoforte verticale preso in affitto da Jannuzzo, il papà dell'attore, e scendendo dalle scale, lo portò nell'atrio di ingresso dove poi si svolse il concerto.

Suonarono l'Oratorio di Falaride e con me Sandro Sciarratta , Filippo Portera, Pasquale Augello e Roberto Sciarratta.

Inoltre un gruppo palermitano con Federico Creazzo e Riccardo Lo Bue.
Il jazz arrivava al liceo e, a breve, dopo la maturità ci avrebbe arricchito all'università con i concerti al Brass Group e al Biondo a Palermo.
Ma questa è un'altra storia...

P.  C.

che storia, però!

Tanì, a proposito di musica, ho il piacere di comunicarti, perché so che ti fa piacere, che ho registrato alla siae le canzoni che sono state eseguite all'evento da te voluto e organizzato alle fabbriche chiaramontane, e altre ne sto registrando; per gioco, lo so, ma mi diverte tanto

Gaetano Alletto

Complimenti, comprendo la tua soddisfazione. A proposito sto organizzando con Angelo Chillura un incontro con tutti gli amici alla biblioteca Lucchesiana che compie 250 anni. A breve ti farò sapere la data. Prepara un saggio per l'evento, io rispolvero un vecchio blues...

P. C.

solo passivo, ma partecipe, ascolto; va bene così; se mi farete avere dei materiali in proposito li pubblichiamo, se vuoi, sul blog

Gaetano Alletto

Ok! buona notte.

P. C.

notte; a presto





 Villa Forgia 1976







Quella sera con noi il Preside (Stefano Vivacqua) e i docenti di Scienze (Carreca), Filosofia (Padre Messana), Matematica (Sicurello), Storia dell'Arte (Adelina Intrieri), Religione (Padre Ignazio Zambito)... (inserirò altri nomi)



Foto: dal mio archivio fotografico

venerdì 19 ottobre 2012

GRATIS? NO, GRAZIE!




In attesa che il nostro amato teatro "Regina Margherita" di Racalmuto riapra finalmente con tutti i sacri crismi, cioè con le adeguate, complete e definitive autorizzazioni, su certi fatti e comportamenti del passato vale la pena di tornare a riflettere nella speranza di non cascarci nel futuro. Semplice a dirsi. Meno a farsi. Tuttavia, se non lo si dicesse, e non si credesse in ciò che si scrive, sarebbe peggio.  Ignorare il passato potrebbe funzionare da alibi. 

Un'altra semplice considerazione va fatta: non sempre le stesse opportunità si ripresentano una seconda volta.  Infatti, il Brass Group, di cui nel post si parla, e a cui va la nostra solidarietà,  oggi non potrebbe offrire quello che poté offrire nel 2007, impegnato com'è a sopravvivere a causa di difficoltà economiche. 





Una domanda evocata invano venerdì 12 marzo 2010 (“E i 13 spettacoli gratuiti del Brass Group lasciati decadere mentre a due passi Agrigento si autocandida Città internazionale del Jazz?”) e che voglio riproporre ora, non tanto per averne una risposta che non ho avuto mai da nessuno, né per quel silenzio istituzionale ci sono stati solidali echi sulle nostrane gazzette, ma nell’auspicio e direi nella speranza che tutte le proposte buone e convenienti  vengano prese in considerazione e magari attuate.

Altrimenti tra il dire e il fare, tra il fare in un certo modo e nel suo opposto, tra il  costare molto e il costare poco, non ci sarebbe alcuna differenza. Fino ad arrivare alla profferta quasi paradossale e all’ancor più paradossale risposta: - gratis! - no, grazie!!
Eppure, paradossale sicuramente non è stata la Convenzione stipulata a suo tempo tra il Brass Group di Palermo e il Comune di Racalmuto. Anzi!





E’ vero che la Fondazione Brass Group riceveva finanziamenti dalla Regione Siciliana anche con lo scopo di divulgare la cultura musicale ma che lo facesse scegliendo, su proposta di un assessore del tempo, il teatro di Racalmuto e non quello di qualche altro comune, rappresentava per la realtà racalmutese un’opportunità e un privilegio.

In cambio cosa chiedeva il Brass Group?
Non il cachet  degli artisti, non il trasporto, non la pubblicità, non la Siae, non la rivendita onerosa dei biglietti, non l’assicurazione, non il vitto con menu à la carte né l’alloggio. Semplicemente l’accoglienza che si riduceva ad una bottiglia d’acqua e un po’ di frutta in camerino, una pizza e una bibita dopo lo spettacolo per gli artisti e solo per gli artisti. A nessun altro, dicasi nessun altro, era consentito usufruire di pizze e bibite oltre il numero convenzionato anzitempo con la pizzeria.

In realtà, il Teatro Margherita, reduce da ben altre accoglienze, disponeva di fondi da poter offrire un’accoglienza meno meschinella, solo che per la stagione 2007/2008 aveva a disposizione soltanto 8oo euro poiché tutte le carte e la maggior parte dei fondi erano stati “congelati” per via di un’inchiesta pregressa a carico della precedente gestione. Sugli 800 euro disponibili era da calcolare pure l’IVA. Insomma, le pizze dovevano essere sobrie e non certo in omaggio alla regina Margherita a cui il teatro era intitolato!

La seconda cosa che chiedeva il Brass Group era di esser tenuto in conto per un’eventuale consulenza gratuita o per un gratuito patrocinio in caso di spettacoli musicali da tenersi a Racalmuto e che si collegassero in qualche modo alla musica jazz. Condizione puntualmente disattesa. Mentre venivano fatti decadere gli spettacoli gratuiti in teatro altri a pagamento venivano proposti in piazza.

In conclusione, solo cinque spettacoli, sui diciotto disponibili, sono stati fruiti dagli spettatori racalmutesi e non, a due dei quali spettacoli ha avuto libero accesso un centinaio di entusiasti studenti delle scuole pubbliche di Racalmuto accompagnati dal prof Domenico Mannella, molto compiaciuto della speciale opportunità offerta ai ragazzi.




“Al signor sindaco, all'assessore alla cultura che non c'è, a quello che verrà (se verrà in tempo utile), al direttore del Teatro Margherita, ai consiglieri tutti, agli amanti della musica: nel 2007 il Comune di Racalmuto aveva stipulato una convenzione con il Brass Group di Palermo secondo la quale avrebbe usufruito gratuitamente in tre anni di ben 18 spettacoli con artisti di livello internazionale.

Come mai e perché, dopo il primo anno, si è lasciata cadere nel vuoto questa importante opportunità a costo zero?

Gli spettacoli della prestigiosa istituzione regionale con sede a Palermo avrebbero integrato e arricchito l'offerta del nostro Teatro, rispondendo tra l'altro alla sua originaria vocazione musicale; avrebbero inserito il Teatro nel circuito promozionale del Brass Group (che non è cosa di poco conto); avrebbero dato la possibilità a più persone di accedere al Teatro Margherita diversificando l'offerta, non potendo ampliare il numero dei posti disponibili o proporre repliche. I rapporti col Brass Group, inoltre, avrebbero dato la possibilità di estendere a Racalmuto la scuola di musica che conta nel capoluogo siciliano oltre trecento iscritti”.