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martedì 13 maggio 2025

LE PAROLE POETICHE DI LINDA DI STEFANO. Presentazione del libro postumo "Lo sguardo oltre i muri"

Dal sito di Grotte.info diretto da Carmelo Arnone

https://www.grotte.info/ag/025/Notiziario202505.htm#10.05.25b 



Editoria. "Lo sguardo oltre i muri" di Linda Di Stefano, per celebrare poesia e memoria; venerdì 16 maggio

 

"Lo sguardo oltre i muri" di Linda Di Stefano, per celebrare poesia e memoria
Locandina

Linda Di Stefano
Linda Di Stefano

Venerdì 16 maggio 2025 sarà una giornata dedicata alla celebrazione della figura e dell'opera di Linda Di Stefano, poetessa di Grotte scomparsa prematuramente nel 2023. L'appuntamento, intitolato significativamente "Lo sguardo oltre i muri", si articolerà in due momenti distinti, offrendo alla comunità l'opportunità di onorare la sua memoria e di scoprire la sua intensa produzione poetica.

"Lo sguardo oltre i muri" di Linda Di Stefano, per celebrare poesia e memoria
(Locandina)

La giornata inizierà alle ore 11.00 presso il Cimitero di Grotte, dove si terrà una commemorazione dell'Autrice. Un momento di raccoglimento e ricordo per familiari, amici e quanti hanno apprezzato la sensibilità e la profondità dei suoi versi.
Il culmine della giornata si raggiungerà alle ore 19.00 presso la Biblioteca comunale "M.L. King", che ospiterà la presentazione del libro postumo di Linda Di Stefano, intitolato appunto "Lo sguardo oltre i muri", GAM editrice, a cura del marito Angelo Ponzo. A condurre la serata sarà Carmelo Arnone, autore della prefazione al testo, che accompagnerà il pubblico attraverso le diverse fasi dell'incontro.
Dopo i saluti istituzionali di Alfonso Provvidenza (Sindaco di Grotte), Angela Giglia (Presidente FIDAPA), Filippo Vitello (Presidente Pro Loco Herbessus) e Pietro Zucchetto (Presidente AVIS Comunale di Grotte), la parola passerà ad Antonio Carlisi per la relazione sulla figura dell’Autrice.
Un momento particolarmente toccante sarà dedicato alla proclamazione di alcune poesie, con il commento artistico proposto da Piero Carbone, tratte da "Lo sguardo oltre i muri", interpretate da Giusy Lo SardoStefania TerrasiMariangela MorrealeEvelyn CastellacciGiorgia Castronovo e Tania Garifi. Le loro voci daranno vita ai versi di Linda Di Stefano, permettendo al pubblico di immergersi nella sua poetica.
La serata sarà arricchita dall'animazione musicale dell'Elegans Trio, composto da Isabella Di Salvo al pianoforte, Julia Di Stefano al flauto e Lavinia Di Stefano al clarinetto. Le loro note creeranno un'atmosfera suggestiva e contribuiranno a rendere omaggio alla sensibilità artistica di Linda Di Stefano.
Nonostante la sua prematura scomparsa, Linda Di Stefano ha lasciato un segno retaggio culturale assolutamente degno di considerazione, grazie alla sua passione per la scrittura e la pittura. La sua produzione artistica testimonia una vivace e feconda attività creativa.
"Lo sguardo oltre i muri" si presenta come una raccolta di poesie intense e profonde, capaci di toccare le corde più intime dell'anima. I versi di Linda Di Stefano spaziano tra riflessioni sul senso della vita, sull'amore, sul dolore e sulla bellezza del mondo che ci circonda. La sua è una poesia che non teme di esplorare le zone d'ombra dell'esistenza, ma che al contempo sa cogliere la luce inaspettata di un ricordo, di un paesaggio, di un'emozione.
Attraverso un linguaggio evocativo e immagini potenti, l'autrice conduce il lettore in un viaggio interiore, invitandolo a superare i propri "muri", le barriere invisibili che spesso impediscono di vedere oltre l'apparenza. La sua voce poetica è autentica e vibrante, capace di trasmettere una profonda umanità e una sincera compassione per le fragilità dell'essere.
La raccolta si caratterizza per una varietà di toni e di temi, mantenendo tuttavia una coerenza stilistica che riflette la sensibilità unica di Linda Di Stefano. Ogni poesia è un piccolo universo a sé stante, ma tutte sono legate da un filo conduttore che è la ricerca di significato e di bellezza nella complessità dell'esistenza.
"Lo sguardo oltre i muri" è un omaggio alla memoria di una poetessa sensibile che, con voce autentica e potente, tramite i suoi versi, continua a parlare al cuore di chi legge. Un libro da non perdere per chi ama la poesia che sa emozionare e far riflettere.
L'iniziativa è promossa dalla testata giornalistica Grotte.info Quotidiano, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Grotte e la collaborazione di: FIDAPA di Racalmuto, 
Proloco HerbessusAvis Comunale di Grotte. 
  
Redazione
11 maggio 2025
© Riproduzione riservata.
  

 

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sabato 30 maggio 2020

LA DIFFERENZA SCOMODA. Pasolini la sa, e la fa



 Pasolini,  La religione del mio tempo.
Da: Tutte le poesie, Garzanti

Lavinia Spalanca, Pier Paolo Pasolini  polemico passionale proteiforme, Navarra editore.
Risvolto di copertina






mercoledì 12 settembre 2018

VINNI LU PAPA. Il Papa in Sicilia il 15 settembre per il XXV anniversario dell'uccisione di Padre Pino Puglisi: un ricordo e una richiesta

Versi composti in occasione della storica venuta di Papa Giovanni Paolo II a Palermo il 20 e 21 novembre 1982. 

Grande fu l’aspettativa. 

Si scrisse sui giornali, ci furono convegni, le strade vennero transennate. 

Ho immaginato subito una seconda venuta perché la prima non svanisse come un folata, così come svanirono le chilometriche transenne, rastrellate dai magri rivenditori di ferro vecchio, nella stessa notte della sua partenza.





Vinni lu Papa


Vinni lu Papa e fici un gran casinu,
vinni lu Papa e fu gran pompa magna,
vinni lu Papa duoppu tanti inviti,
mièritu nn’appi Totò lu Cardinali.

Vinni lu Papa e vinni vulannu,
di l’alicottiru jiva binidiciènnu,
e ppi li strati strati di Palermu
cci fu na fuddra enormi a mari magnu.

-       Si vidi – Nun si vidi – Unn’ammuttati –
-       Figli di... bona matri, lu mè caddru –
-      Viva lu Papa! – Cumpari n cantunera.

Lu Cardinali, ncapu a Land Rover,
secunnu mia avia sti pinzera,
stannu a l'addritta a hiancu di lu Papa
(di cuntintizza lu cori ci scuppiava):

-       Talè! Chi fuddra, nun mi l’aspittava!
Pàrinu surdi comu li campani
quannu ci dicu: “Fratelli, jiti n chjesa”,
e ora sunnu ccà a battiri mani.
S’iu fussi Papa, ssa festa fussi mia,
e a latu avissi stu babbu di Woitila.

La festa durà un juòrnu, cchjù o menu,
ma duoppu tanti applausi e fistini,
iu m’addrumannu: “E ora chi nn’arresta?
Sulu li marciapeda senza crusti,
barcuna rutti vistuti di stoffa
e quarchi strata secunnaria senza scaffa”.

Un disidderiu mi resta ancora a fari:
Ca, si per casu, Santità, scinniti arrieri,
e passiriti lu Strittu ncapu un Ponti,
sss! un lu diciti, scinniti a l’ammucciuni,
ccussì viditi, senza suonu e banna,
n mani a cu sièmmu.

E comu nni cumanna.


 

 in Pensamenti, Coppola Editore, Palermo 2008

 


Brancaccio, area dove sorgerà la chiesa dedicata al Beato Padre Pino Puglisi





ph ©piero carbone

 

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venerdì 22 settembre 2017

VICOLO DEI SOSPIRI



Mi richiama talvolta la tua voce
e non so che cieli ed acque
una rete di sole che si smaglia
sui tuoi muri ch'erano a sera
un dondolio di lampade
dalle botteghe tarde
piene di vento e di tristezza.

Altro tempo: un telaio batteva nel cortile,
e s'udiva la notte un pianto
di cuccioli e bambini.

Vicolo: una croce di case
che si chiamano piano,
e non sanno ch'è paura
di restare sole nel buio.

Salvatore Quasimodo




ph ©piero carbone (Mezzojuso, 16 settembre 2017)

venerdì 21 aprile 2017

INESAURIBILE LUNA. Versi in dialetto siciliano, citando Guillén


...lei non finisce mai, sempre si dona



o de luna olivacea…
Jeorge Guillén, “La sangre al río”.


La luna comu virdi passuluni
mi la mangiavu e l’uossu sputavu.

L’ossa chi sputammu vannu in cielu,
addiventanu stiddri o bianca tuma.

Seculi e seculi chi mangiammu luna,
iddra un finisci mai e sempri duna.

Palermo, 21 aprile 2017



Traduzione non letterale, semplicemente "suggestiva":

La luna come oliva ascolana
me la mangiai e l’osso sputai.

Gli ossi che sputiamo vanno in cielo
e diventano stelle o bianca “tuma”.

 Secoli e secoli che mangiamo luna,
lei non finisce mai, sempre si dona.

©piero carbone



ph ©archiviopensamenti (collage)

sabato 6 febbraio 2016

SOLO LUI (...) SA A CHI APPARTENGO. Un duplice canto d'amore di Federico Messana per Milano e Montedoro

1.


NON APPARTENGO PIÙ

Non appartengo più a quella collina dove sono nato,
a quelle vie polverose che mi videro correre e giocare,
a quella piazza immensa che mi vide passeggiare,
a quella chiesa che mi vide pregare.


Non appartengo più alle campagne gialle di grano,
ai grigi maggesi appena arati e concimati,
all’odore amaro dei mandorli in fiore,
alle colline luccicanti di gesso a scaglie.

Neppure il respiro del giallo zolfo
che calpestavo e che fu pane e vita,
non le grotte, non gli anfratti,
non le memorabili battute di caccia.
Nulla, nulla più mi appartiene.

Alla grande Milano ormai appartengo:
ai suoi viali alberati,
al magnifico Duomo dalle mille guglie,
ai canali sempre colmi d’acqua,
ai grandi navigli sempre pregni di vita,
alle alte e moderne torri che sfidano il cielo,
alle storiche porte che grondano sangue
ma che fecero argine a tanti feroci nemici,
ai negozi, ai mercati, al glorioso castello,
alla grande Milano, insomma.
Come ti cambia il tempo!

Lontano dagli occhi, lontano dal ……cuore!



2.

Eh, no, amico, non è così.
Il mio cuore batte a suo modo,
sento il suo ritmo e lo seguo.

I miei occhi vedono Milano grande e bella,
ma il mio cuore è rimasto là, su quella dolce collina,
su quelle vie, su quella piazza,
sull’aia colma di spighe pigiate dai muli
e tra la paglia il tenero generoso grano,
sulle scoscese trazzere che grondano ancora sudore,
sulle lucenti scaglie di gesso e zolfo.
Il mio cuore respira ancora quell’aria calda e secca,
batte per i disastri nella miniera,
per l’infame ed omicida lupara,
per la miseria, la fame, la sete.




3.

Batte forte al ricordo di quei fiori di mandorlo
ora bianchi, ora appena rosati,
per il campanile di quella chiesa che,
bambino, scortato dal nonno,
mi vide salire i cento gradini
tra rimbrotti, brontolii e dolci carezze.

Solo lui, il mio cuore, sa a chi appartengo.

               Federico Messana



4.


Foto n.1 fornitami da Federico Messana
Foto n. 2, 3, 4 ©Nicolò Falci


martedì 12 gennaio 2016

È COLPA DELLA LUNA? MA LA LUNA PENSA? Barbara Mariconti la dipinge






Il famoso interrogativo "Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai..." è una citazione tratta dal 
Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Giacomo Leopardi
riproposto nel video dalla magistrale interpretazione di Arnoldo Foà


domenica 22 novembre 2015

TRAMONTO DI COLORI. Con i versi di Giacopelli a Zaccanello


 

Quei colori...

Quel vento pieno di fantasmi e
quei colori - il rosso il blu il giallo -
che non hanno trasparenza
lo sanno
che il passato convive col presente
e nessuno dimentica mai nulla?



Quelle upupe e ghiandaie in timoroso
ascolto tra le fronde
sanno forse
che il frutto nasce dal fiore ma
che il frutto non è più un fiore
e anche a cercarlo
non c'è più?
...




Pino Giacopelli, Un romanzo nascosto tra le rime
Fondazione "Vito Fazio Allmayer"



Foto di ©Laura Carbone

martedì 25 agosto 2015

LE MIE NOTTI. Da "Notturno in via Atenea"

Quando ciò che facciamo, ciò che produciamo, diventa ricordo e gli altri lo ripropongono, lo accogliamo con sorpresa pur nella familiarità. 
Riporto nel blog i versi che, con grande mio piacere, Mario Virga ha pubblicato su facebook. (P. C.)

Mario Virga Ricordi che affiorano


Le mie notti
son torbide
di sogni.

Al mattino 
aggiungo
più zucchero 
al caffè.

(da "Notturno in Via Atenea" 1993)