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mercoledì 5 ottobre 2016

L'OPINIONE DI GORGIA. Traduzione di Fortunato Pasqualino




Vogliamo meditarci su?

"Se tutti di tutte le cose potessero conoscere quali sono state nel passato, quali sono nel presente e quali saranno nel futuro, non ci sarebbe l'inganno.

"In realtà, non esiste una via per la quale poter ricuperare tutto il passato, conoscere fino in fondo il presente, prevedere tutto ciò che accadrà nel futuro.

"Di conseguenza intorno alla massima parte dei problemi non si ha per consigliera che l'opinione.

"E l'opinione è malsicura, priva di fondamento; e quindi in un gorgo di deviazioni e d'incertezze senza fondamento getta coloro che l'accolgono".

Gorgia, Encomio di Elena, traduzione italiana di Fortunato Pasqualino


Nella foto, con Vera Ambra, Presidente del Premio letterario "Fortunato Pasqualino" (l'ultima edizione è stata a Butera nel maggio del 2010.  Dove, la prossima? (La foto: Racalmuto, Circolo Unione, 10 settembre 2016)

mercoledì 16 settembre 2015

QUEL DIARIO IN VERSI DI RESTIVO. Dei sogni, del mare

Quarta di copertina



Le poesie le conoscevo per averle lette in anteprima in versione digitale ma l'arrivo, ieri,  del libro cartaceo è stata una piccola festa di sensazioni e di curiosità. 

Ne dò notizia con piacere unitamente all'annuncio della presentazione del libro Dal mare che non c'è che avverrà domenica 20 settembre 2015 a Catania nell'ambito della Festa della media e piccola editoria, a cui le Edizioni Akkuaria parteciperanno con una nutrita schiera di recenti pubblicazioni.



Incipit della Prefazione




LA PIAZZETTA

Al posto di questa assenza di voci
con il "cannolo" della fontana
che mesce acqua con rumore di ruscello
c'era la piazzetta che aveva canti e suoni
nella notte in cui avvampava la festa.

C'eravamo noi ragazzi
con la febbre di domani negli occhi
a divorare presenti
nel tentativo di barare
e rompere i ritmi del tempo.

C'erano luci e passi di donne
con sguardi d pudore
nei sorrisi appena accennati
e le voci dei giocatori di tressette
assieme al venditore di fichi d'India
che le vendeva sbucciate poche lire

Rifugio sicuro alla pioggia gli archi
finestre aperte su un mare che non c'era
quando con rombi profondi
e tremori da incubo i tuoni
annunciavano il temporale imminente
cancellati dal vento di novità.

Di fronte il vecchio fondaco
il tetto di canali di creta cotta al sole
rifugio a colombi e uccelli di passaggio
oltre a carretti e carrettieri
 che nella notte contavano le stelle
prima di addormentarsi
oggi ha palazzi alti
che gareggiano con le nuvole
e guardano dall'alto in basso
i lampioni che stillano
luce indecisa nella via.

Calogero Restivo, Dal mare che non c'è, Edizioni Akkuaria, Catania 2015.





In copertina: "Graghi II" di Michele Sabatino






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