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sabato 24 dicembre 2016

...LE LASTRE DI MARMO DEL MONUMENTO SI RIALZERANNO. Monumento ai caduti sul lavoro al Piano di San Pasquale di Racalmuto. La mostra di Croce Armonia a Palazzo Moncada a Caltanissetta



Nni la notti na lanterna
s’arrimina di luntanu.
Deci, cientu citaleni
Vannu muti in prucissioni.

Nun c’è santu di prigari
Sulu nivuri pinsera
Salinara surfarara
Vannu tutti a travagliari.

A lu nfiernu si nni vannu
Si nni vannu a la pirrera
Granni nichi nudi scanzi
Assuppati di sudura.


Pi campari la famiglia
Quattru sordi mmaliditti
Si la morti traditura
Nun li scaccia e si l’agliutti.

Sutta terra scava e canta
canta e scava u minaturi.
Sbrizzi d’acqua nni la frunti
sunnu lacrimi di sali.

La so casa è la scuru
e si scorda d’acchianari.
Duoppu seculi si senti
lientu un cantu lamintari.


©piero carbone








CRISTALLI DI ZOLFO











Alla mia sinistra: Croce Armonia e Filippo Falcone.
Inaugurazione della mostra a Palazzo Moncada  il 17 dicembre 2016

Caltanissetta, Palazzo Moncada
Mostra di Croce Armonia dedicata all'epopea dello zolfo
*
Documentazione fotografica inviatami da Croce Armonia


venerdì 9 dicembre 2016

DALLE VISCERE DELLA TERRA: SALE A PALAZZO RISO. Passeggiando in Corso Vittorio Emanuele a Palermo





Palazzo Belmonte Riso dei Principi Ventimiglia di Belmonte, ubicato nell'antico Cassaro, dirimpetto all'ariosa e ritrovata Piazza Bologni, ospita il Museo regionale d'Arte contemporanea, e spesso attrae l'attenzione dei passanti, ora più rilassati e bendisposti a farsi attrarre da storiche facciate di vetusti palazzi e accattivanti vetrine, soprattutto da quando Corso Vittorio  Emanuele è diventato isola pedonale, ebbene, tra le altre, si distinguono le vetrate di Palazzo Riso  per le vere e proprie installazioni che offrono.

Ieri, un bel blocco di cristalli di sale faceva bella mostra di sé. Poteva non colpirmi, potevo non fotografarlo, provenendo da uno dei paesi della Fossa di Caltanissetta le cui viscere rigurgitano di "brillanti" così detti ovvero cristalli di sale, di zolfo,  di ricchezza sfruttata, di sofferenze patite, di potenzialità represse, di letteratura?

Mi è venuto spontaneo pensare alle sculture di sale realizzate nelle miniere del Raffo a Petralia  Soprana.
Ma si potrebbero realizzare anche altrove dove le miniere fungerebbero da musei a cielo aperto, quel cielo che agli iridescenti cristalli di sale e zolfo è negato nelle nere viscere della terra.







Sculture di sale a Petralia



Museo Riso