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venerdì 7 agosto 2020

A PROPOSITO DI RENZO COLLURA SU "TEMPO E ARTE". Nel 2016 una sua mostra negli spazi espositivi del Broletto di Pavia destinati all'arte contemporanea




Tempoearte - Direttore Responsabile: Riccardo Panigada // Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2307 del 22-01-2013
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STORIA DELL'ARTE ATTUALITÀ PROGETTI HOME
N. 16 2016 [ III ]
A proposito di Renzo Collura
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Renzo Collura non poteva saperlo. 
E non può quindi aver orientato scientemente la propria ricerca artistica alla gestione della sua memoria cosciente in funzione di un’analisi neuroestetica orientata alla creatività, inseguendo cioè con l’intùito il percorso dei sensi tra le connessioni che attivano aree cerebrali distinte, a seconda che la mente selezioni l’attenzione sul colore, piuttosto che sulla forma, e individui un significante intrinseco alle reminiscenze, o alla percezione contestuale, o alla propria genealogia, e ne metta a fuoco un significato simbolico.

Lui vivente, né la risonanza magnetica funzionale, aveva ancora dimostrato tutto quanto oggi si può ammirare della fisiologia del pensiero in seguito a stimoli sensoriali o della volontà, né si potevano ancora immaginare sotto quanti aspetti l’epigenetica potesse condizionare la progenie. Meglio così. 

Meglio, perché Renzo Collura oggi risulta un antesignano naturale e spontaneo di quella ricerca artistica che oggi si direbbe vocata anche alle neuroscienze. 
I suoi quadri risultano infatti materiale di estremo interesse per essere studiati sotto un profilo culturale completo, quello in cui la scienza non può prescindere dall’arte e viceversa. 

La sua è un’arte figurativa, fortemente cromatica, la lettura eidetica ne risulta immediata, mentre i suoi spesso provocatori giochi tra distorsioni formali, forti contrapposizioni tematiche, e iperbolici paradossi, obbligano l’osservatore a individuare il messaggio intrinseco all’eloquenza metaforica dell’opera, per risalire al pensiero che lo ha generato in modo tanto sicuro, bello, e ricco sotto il profilo concettuale e storico-culturale.

Sensazioni, percezioni, pensiero autologo, linguaggio artistico, memorie personali e intellettuali, tracce storiche e filosofiche, è tutto così ben distinto, e al contempo amalgamato nei dipinti di Renzo Collura, che il loro impianto unitario, sempre profondamente emozionale, accompagna nella lettura dei quadri, facilitandne la fruizione attraverso molte chiavi di lettura, naturalmente disponibili a seconda di quelle di volta in volta accessibili all’osservatore. 

Il disegno delle forme segue uno stile figurativo classico, ma assolutamente originale, da cui emerge chiaramente la raffinata personalità dell’autore. Si trattava di un uomo che riusciva, e riesce tuttoggi, mediante la sua imperitura opera artistica, a indurre serenità, talora attraverso un’ironia palese, ma delicata perfino nella raffigurazione di più che mai espliciti teschi che rappresentano sulla scena pittorica la prolixitas mortis.

Pavia, negli spazi espositivi del Broletto destinati all’arte contemporanea, dedica a Renzo Collura dal 4 al 19 giugno una mostra retrospettiva, che sarà inaugurata il giorno precedente all’apertura, e il cui percorso espositivo si snoda attraverso settanta opere (suddivise tra disegni e pitture), realizzate dagli anni ’70 al 1989.

“Renzo Collura (1920 – 1989) – Una retrospettiva”, organizzata e
promossa dal Centro Studi Milano ‘900 in collaborazione con il
Settore Cultura del Comune di Pavia, e il patrocinio del Comune di
Palermo, è curata da Rolando Bellini, il catalogo edito da “I
Quaderni” del Centro Studi Milano ‘900, riporta contributi critici
di: Rolando Bellini, Piero Carbone, Philippe Daverio, Marco Marinacci, Erica Tamborini, Susanna Zatti.


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EDITORIALE
Roma: il teatro della meraviglia
STORIA DELL'ARTE
Donato Sartori: dalla maschera al mascheramento urbano
ATTUALITÀ
Il teatro nei luoghi della storia
eventi
A proposito di Renzo Collura
Escher: la mente matematica che intuitiva teoremi e li scriveva con l’arte
interviste
Conversazione sull’arte con Paolo Schiavocampo
PROGETTI audiovisivi
L’elica infinita a effetto Droste di Escher
documentari
L’opera grafica: il teatro della memoria
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Tempoearte - Direttore Responsabile: Riccardo Panigada // Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2307 del 22-01-2013
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domenica 31 maggio 2020

RENZO COLLURA: SOLO UNA DATA, SOLO UNA DOMANDA.

LA DATA

29 maggio 1920: nasceva a Grotte il pittore Renzo Collura


LA DOMANDA

Un centenario da commemorare?









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venerdì 22 febbraio 2019

LA FOTOGRAFIA DI ZENG YI AI MUSEI CIVICI DI PAVIA. Catalogo a cura del siciliano Athos Collura e di Susanna Zatti

Dopo le mostre di Athos e Renzo Collura rispettivamente nel 2013 e nel 2016 nelle prestigiose sale espositive dei Musei Civici di Pavia, volute dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Depaoli, dall'assessore alla cultura Giacomo Galazzo e dal direttore dei Musei Civici del Castello Visconteo Susanna Zatti, ho il piacere di fare eco alla mostra, che si inaugura domani, del fotografo cinese Zeng Yi, il cui catalogo è a cura di Athos Collura e di Susanna Zatti:  a conferma dei consolidati rapporti culturali e di stima professionale di Athos con la città di Pavia e con la Cina dove Athos ha ricevuto e sta svolgendo prestigiosi incarichi tra cui l'ultima edizione della Biennale internazionale di fotografia di Jinan "La fotografia è donna" con il coinvolgimento di allieve fotografe delle accademie di Belle Arti  cinesi e italiane.

Tramite il collegamento siciliano-pavese, rappresentato da Athos, chissà se si potrà attuare l'ambizioso sogno di restituire alla giusta conoscenza una pioniera fotografa di origini irlandesi, di cultura europea, progressista, approdata alla fine dell'Ottocento nell'ombelico minerario di una Sicilia sconosciuta e lontana, al limite dell'esotico, come poté sembrare all'occhio, anche fotografico, di Louise Hamilton Caico. Tra Montedoro e Racalmuto.





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Dal Comunicato stampa
La Cina di ZENG YI
Immagini di un recente passato
Musei Civici del Castello Visconteo
Viale XI Febbraio 35 Pavia
23 febbraio - 7 aprile 2019

Ospitiamo con grande piacere l’arte del Maestro Zeng Yi presso gli spazi museali del Castello Visconteo. A seguito della positiva esperienza culturale che la città di Pavia ha vissuto presso la Biennale di Jinan, siamo felici di ricambiare la splendida accoglienzaricevuta, convinti come siamo da sempre che l’arte e la cultura siano un eccezionale strumento per costruire amicizia e conoscenza re- ciproca tra i popoli. 
Il racconto della Cina realizzato dal maestro Zeng, inoltre, ci consentirà di concludere la nostra esperienza nella politica culturale con un nuovo investimento sulla fotografia, arte che in questi anni ha richiamato nei nostri luoghi di cultura mi- gliaia di visitatori, fra i quali in modo particolare molti giovani. Non dubitiamo che anche questa occasione sarà colta con altrettanta partecipazione.
Massimo Depaoli, Sindaco Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura


Tra i protagonisti della fotografia cinese dei decenni a cavallo tra XX e XXI secolo, Zeng Yi (nato nel 1949) hadocumentato una Cina che oggi ci sembra contrastare con l’immagine tecnologica e iper-industrializzata di gran- di megalopoli come Shangai, Pechino, Hong Kong. Quello che egli testimonia è, infatti, un Paese di piccoli vil- laggi rurali, luoghi quasi del tutto abbandonati dagli adulti, partiti in cerca di fortuna per i grandi centri urbani, e abitati da vecchi e bambini che vivono in condizioni essenziali, ai margini di una società che, agli occhi del mon- do, pare, invece, svilupparsi a ritmi di crescita esorbitanti.



Originario dello Shandong, la culla del Confucianesimo, provincia costiera della parte più orientale della Repub- blica Popolare Cinese, Zeng Yi ha fin da ragazzo coltivato l’ambizione di diventare fotografo, una passione tra- smessagli dal padre insegnante, che gli aveva regalato un libro sui metodi e le tecniche fotografiche di Wu Yin- xian, uno dei fotografi che ha coniato l’immagine pubblica di Mao.


Dai primi anni ‘70, perfezionati le tecniche di sviluppo e i segreti del mestiere, Zeng attraversa in bicicletta lecampagne dello Shandong e inizia a scattare foto di famiglia, di matrimoni e di bambini; via via si convincesempre più che la fotografia può essere usata non solo per registrare la bellezza dei paesaggi e l’espressività dei volti delle persone, ma anche per documentare la realtà sociale e prendere coscienza delle responsabilità e degli obblighi che ogni individuo ha nei confronti della comunità.

Sono immagini prevalentemente (ma non solo) in bianco e nero, dove la qualità tecnica si accompagna sempre a un alto grado di umanità. Esse documentano la quotidianità delle comunità rurali attraverso una serie di ritratti di gruppo o di singoli - contadini, allevatori, pescatori, artigiani- colti nel contesto di una realtà che appare ancora dominata da usanze e costumi in netta antitesi con lo stile di vita dei centri urbani, una realtà a rischio di estin- zione di cui occorre preservare la memoria. Sono perlopiù persone anziane, con i volti (e le mani) segnati dal du-ro lavoro, immortalate all’interno di abitazioni povere, poco più che capanne di pietra e legno, prive di qualsiasiorpello e dotate di un arredamento minimale in cui spiccano vecchi televisori, orologi da muro, stoviglie, barat-toli di conserve, foto di famiglia e calendari con l’effige di Mao. 

In queste immagini di persone, intente a fumareo bere tè o semplicemente a riposare, non vi è alcun segno di tristezza o rimpianto, ma piuttosto l’espressione di una serena rassegnazione e, forse, di un’indomita vitalità, sebbene scalfita da anni di lavoro e stenti. Non stupi-sce, infatti, che molte delle immagini scattate da Zeng Yi mostrino volti di anziani sorridenti e coppie di coniugi che, nel declinare degli anni, sembrano ancora godere dei piaceri della reciproca compagnia.


Altrettante sono le foto di gruppo, con persone che partecipano a feste popolari, che seguono le processioni in occasione di ricorrenze tradizionali, che suonano nelle bande di paese o che assistono alle assemblee di partito: immagini lontane da quelle edulcorate della propaganda ufficiale. Insieme con quelli di anziani, molti scatti ritraggono i bambini che abitano questi piccoli villaggi, lasciati alla cura dei nonni da genitori andati in cerca di fortuna nelle grandi città; sono ritratti mentre giocano, sorridenti, nelle aie e nei cortili, mentre scrivono, assorti, su miseri banchi di scuola o mentre posano, imbronciati, per una foto di classe.



Zeng inizia il suo curriculum professionale nel 1975 presso il Dipartimento Mostre dello Shandong Art Center eprosegue con il trasferimento alla Jinan Federation of Literacy and Art Association della Jinan Photographer’s Association, un’istituzione che ha diretto per molti anni, fino a diventarne il presidente.


Nel corso della sua carriera, Zeng Yi ha organizzato mostre dei più importanti fotografi internazionali e si è pro- digato in ogni modo per diffondere la cultura fotografica attraverso l’organizzazione di premi e festival dedicatiai giovani. Inoltre, in qualità di chief curator della Shandong University of Art & Design (di cui è Senior Profes-sor e Graduate Supervisor), ha promosso l’arte in ogni sua forma, allestendo mostre d’incisioni e dipinti deimaggiori artisti europei e americani, da Leonardo da Vinci al Cubismo, e pubblicando vari studi e cataloghi. 

E’presidente del Mo-tzu International Imaging Research Institute, Executive Chairman del Silk Road Photograpic Organization International Alliance (SRPOIA) cui aderiscono 39 paesi. Mostre di sue fotografie sono state alle- stite in musei e istituti culturali in Europa e negli USA ( President Carter Museum).


Moltissimi sono i premi, le onorificenze e le menzioni ricevuti da Zeng per la sua opera fotografica, tra cui ilCultural Center of Asia Award dell’UNESCO, il Ross Sanddal International Photography Award for Outstan- ding Contribution del PPA (Professional Photographers of America) e il Sungkyunkwan Art Award in Corea del Sud.

LA MOSTRA

La mostra di Zeng Yi è organizzata dal Settore Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di

Pavia e ospitata al Castello Visconteo dal 23 febbraio al 7 aprile 2019.

Vernice per la stampa alla presenza dell’artista venerdì 22 febbraio, ore 12.00

Inaugurazione della mostra sabato 23 febbraio, ore 17.30

Orari: da martedi a venerdi: 14.30 – 18.00; sabato e domenica 11.00 – 19.00
Biglietto: intero 4 €; gratuito per scolaresche, under 26, over 70, possessori Abbonamento Musei Lombardia Milano, soci ICOM. I visitatori della mostra di Zeng Yi hanno diritto al biglietto ridotto (8 €) per l’ingresso allamostra di Vivian Maier alle Scuderie del Castello Visconteo.

Catalogo Nomos Edizioni a cura di Athos Angelo Collura e Susanna Zatti

Testi critici di Xiang Qianli, Susanna Zatti, Ivan Quaroni, Athos Angelo Collura, Robert Pledge
Per info: museicivici.pavia.it – vivipavia.it | museicivici@comune.pv.it – cultura@comune.pv.itNel corso dell’esposizione sono previste attività collaterali, il calendario degli incontri sarà disponibile sul sito
vivipavia.it
Zeng Yi’s Artistic Experience


1976, he engaged in professional photography creation.1979, his “Eight Immortalswas” was selected by the First National Photographic Art Exhibition and won the first prize ofShandong Provincial Photographic Exhibition.1984, his “Iron & Sweat” won the silver prize of the Fourth National Portrait Photographic Art Exhibition.


1985, his “All Roads Lead to Prosperity” won the “Asian Cultural Center Award” (Japan) in the Asia-Pacific photography contest held by the UNESCO.1986, “Zeng Yi Photographic Art Exhibition” was held by Shangdong Art Museum; in the meantime, he served as the chief editor of the “Collection of the Winning Works of National Youth Photography Festival in the International Year of Peace.”1987, he was the judge of the 15th National Photographic Art Exhibition.1990, his curatorial exhibition “Chinese Confucius Cultural Photography Exhibition” was awarded “Sung Kyun Awards”(the Korean National Confucianism Research Award), and published the large-scale album “The Great Confuciusand”. 1999, his selected photography collection “Destiny” was published, and he was invited to hold the “Zeng Yi PhotographicArt Exhibition” at the art gallery of Georgia State University.

2004, he was awarded the title of “State Council Special Allowance Expert”.2005, he held sole photography exhibition in Turin, Italy.2006, he was awarded the title of “Excellent Photographer” by China Photographers Association, as well as served as cura-tor, professor and research supervisor of Shandong College of Arts and Crafts.
2007, his solo photography exhibitions were held in Florence, Brussel.
2010, he won the American “ROSS Outstanding International Photography Contribution Award”.
2013, he served as chief curator of Beijing International Photography Festival organized by the Ministry of Culture of Chi- na and Beijing City Government, and also was the member of the curatorial committee of China Photographers Association.
2015, his solo exhibition was held at the Carter Presidential Museum in Atlanta, USA, and the “All Roads Lead to Prosper- ity” photographic project was collected by President Carter. Besides, he held the solo exhibition at the Malta Chinese Cul-tural Center, curated “Vivian Mayer Photography Exhibition”, also edited and published “Vivian Maier’s Secret”.
2016, he served as second-level (senior) professor of Shandong College of Arts and Crafts, as well as dean of International Centre for the Image Study of Mo-tse. Besides, he was honored the International Excellent Curator Award of “NapoliCultural Classic”. 
He also held solo exhibition at the Malta Chinese Cultural Center in Malta, and at the Albanian NationalMuseum in Tirana.
2017, he curated and hosted the 5th FIAP Photo Meeting in China, as well as curated “Original Portrait Exhibition of Yousuf Karsh” and edited “Yousuf Karsh: A Signed Book of Collection of Karsh’s Portrait Photos”.
2018, his solo exhibition was held at FIAP Exhibition Center in Montreal, Canada He served as executive president of Silk Road Photographic Organization International Alliance, as well as chief curator and chief art director of Jinan International Photography Biennale.

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sabato 8 dicembre 2018

RENZO COLLURA - WORK IN PROGREESS. Non per una ricorrenza ma per la rinascenza!





CATALOGHI

Palermo 1989

Racalmuto 1990

Grotte 1999

Grotte 2000

Pavia 2016

IN NOME DEL PADRE: PERCHÉ NO?
di 
Athos Collura

Nel 2013 si è tenuta presso il Museo del Castello Visconteo di Pavia la mostra antologica che ripercorreva i miei cicli tematici e le ricerche stilistiche fino alla mia ultima stagione creativa. Ne scrivo unicamente per poter manifestare, pubblicamente, tutta la mia gratitudine per l’evento che, oggi, Pavia presenta presso lo splendido e prestigioso spazio espositivo del Broletto. 

L’amico Philippe Daverio, visitando allora la mostra, mi suggerì di presentare, nella stessa città di Pavia, recettiva e quanto mai sensibile alle ricerche culturali, le mie stesse “radici”. Fu un’esortazione all’azzardo di presentare non già i miei acerbi esercizi juvenilis, quanto la mia appartenenza di sangue al mondo artistico. Questo si traduceva semplicemente nella rivelazione della figura di mio padre, il pittore Renzo Collura. Grazie all’acuta intelligenza e lungimiranza della direttrice dei Civici Musei di Pavia, la dottoressa Susanna Zatti, è nata l’idea di questo evento che ripercorre il tempo della storia di padre in figlio. È amore filiale, certamente. È amore per la pittura, naturalmente. 

Ma è anche amore per la libertà e per l’impegno sociale e individuale che sempre l’arte esprime. Credo che ciò abbia corrisposto, in qualche modo, al desiderio dell’Amministrazione Comunale di Pavia che, in questo ritorno dal figlio al padre, intende esaltare il valore universale della polis. 

Debbo ancora esprimere un ringraziamento al Sistema Museale Pavese che ci ha accolto e che ci consente così di godere della prima mostra retrospettiva dedicata a mio padre Renzo. 
Questa esposizione, perché no, viene finalmente a colmare una lacuna perpetrata da troppo tempo dalla sua terra natale.
Dal Catalogo di Pavia 2016



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Musei civici Pavia

giovedì 6 dicembre 2018

IL CAMMINO ARTISTICO DI RENZO COLLURA. Dal catalogo della mostra di Pavia 2016

Nell'imminenza di un evento beneaugurale per il Maestro Renzo Collura di Grotte



IL CAMMINO ARTISTICO DI RENZO COLLURA
di
Piero Carbone


...πλούσιος με όσα κέρδισες στο δρόμο, μη προσδοκώντας πλούτη να σε δώσει η Ιθάκη 
                                         K. KAVAFIS

Nell’Auditorium “Santa Chiara” di Racalmuto, venne a scandire con passo cadenzato profondità e larghezza della sala per commisurare alla superficie delle pareti un numero consono di tele da esporre. 
Era l’estate del1989. 
In prospettiva dell’imminente mostra dipinse furiosamente, con una tavolozza di ripensate cromie, ma quella che poteva rappresentare l’ultima antologica si sarebbe trasformata nella prima retrospettiva a causa della malattia e della sopraggiunta morte.

Quei passi però non restarono infruttuosi, la mostra si fece lo stesso, e solennemente, nella primavera dell’anno successivo. Altri passi metaforici 
avrebbe continuato a fare l’altalenante “fortuna” di Renzo Collura tra episodici slanci e lunghe battute d’arresto. Altri passi il Nostro ha compiuto in tutta la sua vita. 
Nel ripercorrerli diacronicamente si scorgeranno i segni di un consapevole cammino.




Renzo Collura nasce a Grotte, in provincia di Agrigento, il 29 maggio 1920. 

Si forma tra Agrigento e Palermo, ma compie la sua educazione artistica a Torino.
In Grecia, durante l’occupazione italo-tedesca, ha modo di conoscere, oltre alle testimonianze dell’antichità classica, quelle dell’arte bizantina, nelle chiese ortodosse e nelle raccolte di Atene e Corinto. Si esercita anche nel restauro di antiche icone presso laboratori artigiani locali.
Passato successivamente in Albania, vi rimane, anche dopo la liberazione, 
quale “specializzato”, alle dipendenze del ministero per la Cultura popolare,





con l’incarico di organizzare e dirigere corsi di “avviamento artistico” a Skutari e a Durazzo, fino al rimpatrio avvenuto nel 1947.
A Palermo, dove si stabilirà, afferma la sua personalità poliedrica e compatta: riuscirà a essere, senza disperdersi, pittore metodico, attivo operatore culturale, pubblicista, studioso e critico d’arte fin dagli esordi.

Diversi suoi scritti si trovano negli atti di numerosi convegni specialistici nonché su svariati giornali e riviste, dove inizialmente si firmava con pseudonimi come Lorenzo Collura, Laurus, o Lauro di Grotte. Forse non è un caso se con quest’ultimo pseudonimo firma un articolo dedicato al poeta Achille Leto (“Sicilia del Popolo”, 21 luglio 1949).



Il giovane Collura prima di dedicarsi quasi esclusivamente alla pittura, alla sua promozione e alle riflessioni intorno alla pittura e alle opere d’arte in genere nonché alla conservazione e al recupero di beni artistici e monumentali, segue con avida e molteplice curiosità la vita culturale della città di Palermo, senza mai rinnegare però le origini: la sua Grotte, allora un piccolo centro agricolo e minerario nella remota provincia agrigentina, con i suoi riti, monumenti e personaggi sarà una costante della sua produzione.

Un punto centrale della sua attività artistica e culturale è il periodo legato alla Civica Galleria d’Arte di Palermo.




In mille modi, infatti, si prodiga, nel dopoguerra, per la ricostruzione e la riapertura della Galleria, e grazie alla certosina catalogazione delle opere, compila nel 1974 un’utilissima Guida illustrata. 
Sotto la sua direzione ventennale, la Galleria non fu un freddo museo di opere inerti bensì occasione di stimolanti incontri con artisti e studiosi, siciliani e non, tra i quali menzioniamo Pietro Consagra, Renato Guttuso, Maria Accascina, Corrado Cagli. 
Contemporaneamente, l’artista Renzo Collura dipinge, riscuotendo consensi.

Anche in questo periodo partecipa a numerose rassegne regionali e nazionali; cura la promozione di sé, della sua pittura, sempre attento all’evoluzione artistica dei suoi coetanei nonché degli esordienti di talento e dei giovani, mai trascurando la promozione e il potenziamento della Galleria, di cui resta direttore fino al 1977. 
Una volta libero da questo impegno, intensifica la sua attività pittorica ed espositiva, per merito della quale conseguirà ulteriori conferme e riconoscimenti.





L’ultima mostra, quasi premonitrice, intitolata “Processione delle Ombre”, viene tenuta nella chiesa di San Saverio, a Palermo, nel marzo del 1989, alla vigilia della sua morte, avvenuta, dopo un’improvvisa e tragica malattia, il 19 dicembre dello stesso anno.
Sue opere figurano, oltre che nella chiesa dei Francescani di Skutari, in raccolte pubbliche e private, in Italia e all’estero.

Il tema religioso è una costante nella pittura di Renzo Collura, sensibile alla commistione di sacro e profano negli aspetti liturgici e nei luoghi di culto del cattolicesimo.


Altri temi ricorrenti sono “processioni, archeologie, episodi dell’architettura arabo-normanna, luci meridiane, vespertine, terse vedute mattutine, solari composizioni in virtuale movimento caleidoscopico”, come dice Giorgio Segato, per il quale “il disegnare e il dipingere di Renzo Collura è stato un costante rinnovarsi della visione intima: insieme rivisitazione della realtà ed evocazione mnestica, ma di una memoria affettiva vigorosa, con radici profonde nei ritmi e nei segni della Sicilia”.




Città, paesi, gente illustre e cattedrali, dunque, monumenti e processioni sono le immagini preferite da Renzo Collura, ma un posto di rilievo occupano senza dubbio due paesi siciliani.
A Racalmuto egli si ritenne elettivamente legato per tanti motivi ma soprattutto perché fu la patria del secentesco Pietro D’Asaro detto l’Orbo di Racalmuto, un pittore serioso di scene sacre e di scene profane dall’alterna fortuna critica misurata sulla lunghezza dei secoli.


Con Grotte il pittore ebbe un intenso, scontroso rapporto di odio-amore, nutrendo un amore viscerale per il suo luogo natio ma riconoscendone la grettezza e l’arretratezza culturale.
Allo scopo di promuovere l’arte e la cultura nel paese, si adoperò 
nell’organizzazione di eventi significativi, tra i quali si ricordano la Via Crucis e la creazione di murales, entrambi realizzati con il concorso di noti pittori d’Italia che affluirono nel piccolo paese agrigentino.

Uno scampolo di fontana settecentesca, nella ex piazza della Fontana di Grotte, ricorre con ossessiva presenza nei suoi quadri quale simbolo di resistenza all’incuria e alla smemoratezza degli uomini. 
Nel decennale della morte, quella piazza gli è stata intitolata dall’amministrazione comunale.

Tuttavia questo rischia di rimanere un segno isolato, una tappa di un cammino di riappropriazione e valorizzazione dell’illustre concittadino che non ha mai avuto un adeguato seguito.

Neanche a Palermo, dove sarebbe stata doverosa e opportuna sede, si è mai concretizzata la retrospettiva periodicamente annunciata.


Ma come in vita Renzo Collura è voluto andare via dal suo paese per realizzare sogni e aspirazioni altrove, altrove per fortuna la sua pittura continua il suo cammino ideale.
Pavia rappresenta un punto di arrivo ma anche, di quel lontano cammino, una felice ripresa.


Palermo, 2016





TESTI DI RENZO COLLURA

Guida Illustrata: La Civica Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo” Municipio di Palermo 1974
La Civica Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”, nel periodico “Sicilia” n.44Editore S. F. Flaccovio, Palermo.
Opere plastiche e pittoriche inedite o poco note nel territorio dell’agrigentinoStampatori tipolitografici associati, Palermo 1986
Il ritratto palermitano nell’800Atti del convegno IX settimana nazionale dei musei, Palermo 1966.
Dai depositi della galleria d’arte moderna: opere inedite di artisti siciliani dal 1800 al 1950 Atti del convegno XIV settimana nazionale dei musei, Palermo 1971
Omaggio a Luigi Carmona, ass.to regionale beni culturali e della P. I., Palermo 1986
Le arti in Sicilia nel ‘700, Istituto di storia moderna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università deglistudi di Palermo, 1985
Palermo 1900, a cura della Civica Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”Società editrice Storia della Sicilia, 1981
Il poeta Achille Leto, Sicilia del Popolo, 21 luglio 1949
Relazione sulla conferenza del prof. Koliqi al Centro di studi albanesi di Palermo sull’epica popolare albanese di Giorgio Fishta, Sicilia del Popolo
Cronaca della commemorazione del poeta Giuseppe Longo, L’Ora, 30 maggio 1953
Sta scrivendo il be-pop un nuovo capitolo del jazz? Intervista con un autore di musica leggera.
Conversazione con Gino Delan, nome d’arte di Iginio Amato, Sicilia del Popolo, 12 aprile 1950
Padre Michele Maria Vinti predisse il giorno della sua morteSicilia del Popolo, 23 marzo 1950 (con lo pseudonimo Lauro di Grotte)
Una panoramica dei suoi interessi culturali ancor più articolata è confermata dalla quantità di articolie interventi rintracciabili in svariati giornali e riviste, tra cui: “Il Cenacolo”, “Il Duemilista”, “La Via”, “Sicilia Bella”, “Giornale di Sicilia”, “Gazzetta di Sicilia”, “L’Ora”, “Illustrazione Siciliana”, “Sicilia del Popolo”, “Sala d’Ercole”, “Antichità e Belle Arti”, Sicilia”, “Sintesi”, “Scena Illustrata”, “L’Unità”.






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mercoledì 20 dicembre 2017

SE NE È ANDATA SIMONETTA PUCCINI. Custode della memoria dello zio Giacomo e responsabile della Casa Museo di Torre del Lago

Athos lo ha annunciato qualche giorno fa con una lapidaria, delicatissima nota su Facebook:
 con lei aveva lavorato d'intesa e con amicizia  a tanti progetti, altri ce n'erano in procinto. 
Una grave perdita.

Foto di Pierino Sacchi: 
Simonetta Puccini con Athos Collura a Pavia il 2 giugno 2015 
allo Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto di Pavia,
 in occasione della retrospettiva dedicata a Renzo Collura

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Salvatore Puma: E lucean le stelle
https://www.youtube.com/watch?v=FklRREwOYtQ
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Luigi Infantino: Una furtiva lagrima
https://www.youtube.com/watch?v=AXo0bEp2SrY

martedì 8 novembre 2016

PER UN CLIC, IN CINA CON ONORE. Athos Collura sceglie l'Accademia di Brera per la Biennale Internazionale di Fotografia di Jnan





Athos in Cina
di Piero Carbone

Nel mese di maggio 2016 Athos Collura riceve l'invito, da parte dell'Accademia di Belle Arti di Shandong, di curare per l'Italia la partecipazione alla V Biennale Internazionale di Fotografia di Jnan.

Athos, tra le Accademie italiane, da coinvolgere come previsto dal Regolamento, sceglie l'Accademia di Brera diretta dal Prof. Franco Marrocco e col prof. Roberto Rosso, docente ordinario titolare della cattedra di Fotografia, sceglie dieci giovani per esporre le loro foto.

Il 5 novembre all'aeroporto di Zurigo si imbarca con l'interprete Marsupia Zhou.

In partenza per Beijing insieme prof. Athos — pressoSwiss Air Business Class Lounge, Zurich Airport, Switzerland.


Giorno 10 novembre è prevista l'inaugurazione.

Nel compiacerci e congratularci per il prestigioso incarico che è anche un riconoscimento, ci auguriamo che Athos in Cina possa ritornarci con le sue tele, con la sua pittura che con quella del padre dialetticamente e fantasticamente dialoga, come ha sostenuto Philippe Daverio in occasione delle mostre di Athos e Renzo Collura ai Musei Civici di Pavia.


Se ci andrà, come speriamo ed auguriamo, probabilmente non ci andrà da solo ovvero soltanto con la sua pittura, ma anche con quella del padre Renzo.
Non si può essere soli nell'approdo a nuovi lidi: le nuove terre infatti acquistano maggiore senso se non viene interrotta la continuità con le terre di provenienza: Enea si proietta nel futuro radicandosi nel passato portando con sé il figlio Ascanio e il padre Anchise quando emigra dalla fumante Troia per approdare nel novo regno.

Un bel cammino, significativo, simbolico anche, muovendo gli avventurosi passi da Grotte e passando da Palermo, Skutari, Durazzo, Milano.




"CHINA EASTERN INTERNATIONAL PHOTOGRAPHY ART ASSOCIATION" - Jan 
BIENNIAL 2016
Inaugurazione 10 Novembre 2016
Partecipanti:
Agazzi Giulia, Brambilla Valentina, Craiovenau Laurentiu, Feniello Pierre, Gugliotta Eleonora, Krivosheev Nikita, Naticchini Rojaas Cinzia, Ortuso Giulia, Paietta Raul, Sellari Giovanni
Curatore per l'Italia ATHOS COLLURA coadiuvato dal Prof. ROBERTO ROSSO titolare della Cattedra di Fotografia presso l'Accademia delle Belle Arti di Brera di Milano.
La selezione per l'Italia è caduta sui giovani Artisti dell'Accademia di Brera.


La foto è pubblicata sulla bacheca facebook di Marsupia Zhou.



Ringrazio Athos per avermi condiviso la notizia e la corrispondenza.
Lo ringrazio inoltre, come racalmutese, per aver coinvolto negli Anni Novanta alcuni studenti dell'Accademia di Brera per rappresentare dal vivo con la pittura
momenti (luoghi, riti, simboli, tradizioni) della Festa del Monte.