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domenica 2 maggio 2021

QUANDO RAINA INFANTINO NICOLOVA VENNE A TROVARMI A ZACCANELLO (9-10 DICEMBRE 2017). In famiglia, brindisi per lei con amici speciali


Incontro cordiale a Zaccanello, parlando di musica, ricordando tante cose, 
sognando altri, fruttuosi percorsi  per Luigi Infantino.
In paese, altri momenti, altri incontri.
Il centenario  era un orizzonte lontano.


Luigi Infantino - Cilèa - L'Arlesiana - 

È la solita storia del pastore...




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Centenario della nascita di Luigi Infantino - Il tenore della Grazia

sabato 24 aprile 2021

CENTO ANNI FA NASCEVA IL GRANDE TENORE LUIGI INFANTINO. Racalmuto lo ricorda con un centenario dimezzato

 Tre foto ricevute da Carmelo Luigi Infantino


Il tenore in visita alla Valle dei Templi con la sorella Lina e il nipote Carmelo Luigi 



Luigi Infantino in visita alla casa natale nel quartiere di San Giuliano a Racalmuto



Un anno fa venivano lanciate due proposte: la prima era quella di celebrare un unico Tricentenario per celebrare le eccellenze racalnutesi: lo scrittore Leonardo Sciascia e i tenori Salvatore Puma e Luigi Infantino. 

Coincidenza ha voluto che fossero dello stesso paese e compagni di classe. Sarebbe servito anche per recuperare il centenario di Puma non celebrato ufficialmente né istituzionalmente  l'anno scorso a causa della pandemia. 

La seconda proposta era quella di conferire la cittadinanza onoraria alle due figlie di Luigi Infantino, Monica e Maria Elena, avute rispettivamente dalla prima moglie, l'attrice  toscana Sarah Ferrati e dalla seconda, la cantante bulgara Raina Nicolova. 

Le proposte sono state lanciate sul web tramite social, riviste digitali e videoconferenze. 

Nella videoconferenza del 6 maggio 2020, con un appello accorato,  auspicavo che l'Amministrazione Comunale si facesse carico di raccogliere e coordinare le varie proposte per la celebrazione del tricentenario. 

Personalmente ho avuto occasione di manifestarle al Sindaco di Racalmuto che in precedenza mi aveva chiesto di collaborare con l'amministrazione su diverse iniziative culturali. 

Negli anni precedenti  assieme ad un gruppo di estimatori mi ero prodigato per riprendere le fila interrotte di un processo volto alla valorizzazione del tenore Infantino intrattenendo rapporti con Raina Infantino Nicolova che ho avuto il piacere di invitare e ospitare a Racalmuto. Hanno arricchito l'informale incontro  racalmutese, tra il Centro culturale Luigi Infantino di Enrico di Puma e la chiesa di San Pasquale, l'ex compagno di scuola Calogero Messina, il Coro Terzo Millennio con il direttore Domenico Mannella, il basso Salvatore Salvaggio, il tenore Lillo Bellomo e tanti altri racalmutesi accorsi spontaneamente. In videoconferenza c'è stato da Los Angeles il collegamento con Maria Elena Infantino.

Ho comunicato  le suddette proposte  anche alla Strada degli scrittori per un eventuale potenziamento ricevendone consenso e disponibilità dal suo presidente Felice Cavallaro ma non concretizzandosi in niente purtroppo. 

Ho avuto l'opportunità di contattare a Palermo diversi parenti di Luigi Infantino i quali intravedevano nel centenario l'occasione per radunarsi per la prima volta nel paese del grande zio Luigi che avevano avuto ospite nelle loro case palermitane.

È stato emozionante negli anni raccogliere testimonianze lusinghiere sul tenore Infantino dal critico musicale Enrico Stinchelli, dei tenori Marcello Giuliani e Giuseppe Veneziano, dello storico della musica siciliana Ignazio Navarra. 

Insomma, tante cose si potevano e, direi, si dovevano fare perché Racalmuto, in occasione dei tre centenari,  si riappropriasse con la dovuta e adeguata considerazione non solo di Sciascia, abbondantemente celebrato e per il quale - giustamente -  non sono mancate iniziative,  ma anche di Salvatore Puma e di Luigi Infantino. Tutti e tre figli che hanno onorato Racalmuto nel mondo.

Purtroppo la pandemia ha congiurato contro vanificando tanti propositi e scoraggiando altre iniziative. Ma oggi, celebrare istituzionalmente il centenario di Luigi Infantino, sebbene con una piattaforma on line, senza coinvolgere anche la figlia Monica, mi sembra una lacuna che non si può far passare in silenzio. Per rispetto ai vivi e ai morti. 

In tutto questo, una fausta notizia. Riapre finalmente il Teatro Regina Margherita di Racalmuto dove Sciascia, Infantino e Puma hanno assistito a tanti spettacoli e dove Puma e Infantino prima hanno sognato di diventare cantati e poi vi hanno cantato.  Speriamo che nel Teatro  aperto si possano colmare le lacune celebrative del passato.  Per il prossimo centenario, l'incombenza ai posteri.


Foto pubblicata da Tonino Aquino su  Sali d'Argento


La diretta in streaming si potrà seguire alle ore 18.00 
sulla pagina Facebook 
Assessorato al Turismo, Cultura, Sport e Associazionismo - Racalmuto





Proposta di cittadinanza 

https://archivioepensamenti.blogspot.com/2020/05/proposta-di-cittadinanza-onoraria-alle.html


Proposta del Tricentenario





Videoconferenza








Su Luigi Infantino e la Toscana










L'apprezzamento del critico musicale Enrico Stinchelli


L'apprezzamento del tenore Marcello Giordani




Plauso poetico di Santo Lo Curzio














giovedì 20 agosto 2020

IL GESSO, IL TEATRO E I TRE CENTENARI DI SCIASCIA, PUMA E INFANTINO. L'ultimo ostacolo superato



Da anni si aspettava la riapertura del Teatro Regina Margherita che a quanto pare prossimamente riaprirà i battenti. Speriamo e incrociamo le dita, dopo uno stillicidio di annunci disattesi.

Dall'indomani dei restauri, infatti, culminati nel 2003 con l'inaugurazione solennizzata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il Teatro in realtà è stato aperto solo a intermittenza a causa di vecchi e nuovi ostacoli e adempimenti irrisolti.

L'ultima chiusura, pressoché ininterrotta, si protrae ormai dal 2012. 

In questi anni sono stati superati diversi ostacoli che  ne impedivano la riapertura, ma rimaneva l'ultimo legato alle misure antincendio, riguardanti i velluti e le imbottiture in spugna sui parapetti dei palchetti.

I velluti ignifughi sono stati reperiti e per l'imbottitura dei parapetti si sta utilizzando il gesso, ignifugo e sagomabile, secondo il suggerimento già proposto in commissione cultura dal consigliere Giuseppe Guagliano nella precedente Giunta e messo in pratica dall'attuale presieduta dal sindaco Vincenzo Maniglia.

Il Teatro, questa volta, speriamo, riaprirà.

Magari in tempo per celebrare  nel 2021 i centenari di tre figli eccellenti di Racalmuto: lo scrittore Leonardo Sciascia e i tenori Luigi Infantino e Salvatore Puma.  Riuniti  idealmente in un evento unico e nello steso teatro che li ha visti crescere. 

lunedì 18 maggio 2020

IL TENORE LUIGI INFANTINO E LA TOSCANA. Su "Lumie di Sicilia" l'intervista di Maurizio Piscopo, e una proposta


Grazie a Mario Gallo: con la rivista fiorentina "Lumie di Sicilia" da lui diretta mantiene viva la fiaccola della sicilianità per rafforzare con un ideale ponte i legami culturali tra la Sicilia lontana e la Toscana in cui vivono, radicatissimi e bene inseriti, tanti emigrati siciliani. Mi limito per il passato a indicare due illustri esempi: il critico letterario e Rettore della Normale di Pisa, Luigi Russo (originario di Delia), e il docente di Diritto Romano  e Sindaco di Firenze, Giorgio La Pira (originario di Pozzallo). 


A conferma dei fecondi rapporti siculo-toscani, un ponte "lirico", questa volta, viene rievocato tramite il ricordo del tenore racalmutese Luigi Infantino che ha sposato la grande attrice pratese Sarah Ferrati dalla quale ha avuto una figlia, Monica. 
L'intervista è di Giuseppe Maurizio Piscopo.






allegato il n. 139 che può essere aperto anche con:

--

mario gallo,responsabile di "Lumie di Sicilia" -

SU:<http://www.trapaninostra.it/edicola.php>
la raccolta di lumie di sicilia con 139 numeri e 12 supplementi + i vespi siciliani (I e II parte)
Per aprire: nello spazio "Inserisci la tua ricerca" scrivere la parola **lumie*  *o* *sicilia** + Invia Modulo
                     
blog:http://damariogallo.blogspot.it/ 




Area degli allegati
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SULLA PROPOSTA DI UN CENTENARIO "UNICO" PER LO SCRITTORE E I DUE TENORI DI RACALMUTO. Videoconferenza su YouTube

Link del video

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IL TESTO DELL'INTERVISTA

Luigi Infantino il  Tenore dimenticato
Intervista a Piero Carbone di Giuseppe Maurizio Piscopo
Tutti nella nostra vita abbiamo ascoltato almeno una volta Enrico Caruso, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Luciano Pavarotti, Beniamino Gigli, Tito Schipa, Carlo Begonzi, Giovanni Martinelli, Andrea Bocelli. Un posto d’onore lo merita senz’altro il tenore Luigi Infantino nato a Racalmuto il 24 aprile del 1921. Luigi Infantino è stato un personaggio internazionale che ha calcato i più grandi teatri del mondo proponendo un repertorio veramente affascinante proponendo opere di Rossini, Donizetti, di Francesco Cilea . Opere famose come La Traviata Il barbiere di Siviglia, Il Rigoletto, La Cenerentola, Madame Butterfly, L’elisir d’amore, La Bohème… Ascoltare la sua voce significa andare lontano nel tempo, viaggiare per il mondo e provare il brivido dell’Opera nei Teatri che sono il tempio della cultura.
Sue partecipazioni nei film: Tre fratelli (1981), Cristo si è fermato a Eboli (1979), Lucky Luciano (1973).
Piero Carbone scrittore e memoria storica della città della ragione da alcuni anni si prodiga con pochi altri per ristabilire adeguatamente la memoria di Luigi Infantino, dimenticato anche se tenore di fama internazionale ingiustamente. A lui abbiamo rivolto alcune domande in prossimità del centenario dalla nascita.

Come mai il grande tenore Luigi Infantino è stato dimenticato?
In realtà è ricordato a chiazze, qui e là in Sicilia, in Italia, nel mondo, e per  ricordi singoli che non sono riusciti finora ad emergere in un unico racconto condiviso secondo i crismi della notorietà che ha avuto e che merita.

Ad esempio?
Tra i tanti ricordi o elogi annoveriamo quelli di Luciano Pavarotti che lo apprezzava “come tenore di grazia”, di Andrea Bocelli che è stato suo allievo, di Enrico Stinchelli, autorevole conduttore del noto programma “La Barcaccia” su Rai 3, che predilige l’Infantino napoletano definendolo “grandissimo artista”, del tenore Andrea Giordani e di tanti altri. Gli emigrati ad Hamilton a tutt’oggi  ricordano di averlo ascoltato con meraviglia nel teatro comunale prima di partire per l’America. Grande rilievo gli hanno dato gli studiosi Sguerzi e Ignazio Navarra nei loro studi  sui cantanti e la lirica in Sicilia e in Italia.

In che modo sarà ricordato il prossimo anno che ricorre il centenario dalla nascita?
Al momento non c’è  nulla di concreto.Nel dicembre del 2016 un gruppo di estimatori avevamo pensato di costituire una sorta di gruppo promotore ma ci vorrebbe una interlocuzione istituzionale, ma non è facile. Chissà se il desiderio fruttificherà! Con Domenico Mannella, Salvatore Salvaggio, Lillo Bellomo, Enrico Di Puma,  Calogero Messina suo coetaneo, abbiamo espresso questa intenzione alla disponibilissima Raina Nicolova Infantino quando venne a trovarci a Racalmuto in via del tutto privata. Il Premio Infantino del 1998 è stato soltanto una meteora.  Quegli stessi che l’avevano portato avanti  di colpo si sono dimenticati di Infantino e di Raina che vi aveva contribuito con le sue conoscenze e le sue amicizie in campo musicale.In paese si è sollevata un’altra volta la polvere dell’oblio, che ancora persiste.

Perché a Racalmuto non celebra Luigi Infantino che è stato un grande tenore nel mondo oltre allo scrittore Leonardo Sciascia?
Celebrare Sciascia è facile perché è una gioiosa macchina pubblicitaria che assicura un ritorno di immagine a chi celebra. Anche a costo di inflazionare ed essere ripetitivi. Addirittura una costosa istituzione si è ridotta a questo compito ma, come diceva il mio amico critico Giorgio Segato, celebrare dinamicamente non significa utilizzare qualcosa per qualcuno ma qualcuno per qualcosa, una causa, un’idea, un progetto.

E Infantino?
Celebrare Infantino, invece, allo stato attuale, rendere omaggio al suo valore artistico,  significherebbe dare più che ricevere, prodigarsi con mezzi anche propri e affrontare difficoltà rischiando dinieghi e delusioni, forse perché celebrarlo significherebbe  portare avanti iniziative per ricordarlo, studiarlo, riproporlo, sollecitare e coinvolgere istituzioni, invitare personaggi, stuzzicare i mezzi di informazione. Troppo dispendioso, troppo incerto in termini di impegno personale.A tanti potrebbe non convenire, e allora meglio celebrare Sciascia. Comunque,  Infantino, come l’omologo Salvatore Puma del resto, non appartiene soltanto a Racalmuto. Celebrarlo deve significare portare avanti un progetto e non una passerella o una cerimonia.

Qual è stato il legame tra Infantino e Racalmuto?
Infantino anche nei momenti più fulgidi del successo e della gloria non ha mai dimenticato il paese che gli ha dato i natali, umili natali, e l’opportunità di coltivare la sua vocazione musicale nella banda cittadina. Da Roma, vi ritornava non solo  lo stato d’animo nostalgico. Ha cantato nel locale teatro dove  da ragazzo aveva assistito a tanti spettacoli.  Da adulto e famoso avrebbe voluto rilevarlo per istituirvi una scuola di canto per giovani cantanti. L'amico Salvatore Russo, costumista e scenografo nonché direttore del Teatro dell'Opera di Roma avrebbe trasferito a Racalmuto la sartoria; Plamen Kartalov, sovrintendente del Teatro dell'Opera di Sofia, avrebbe voluto rappresentarvi La Cavalleria Rusticana.
Questo nei primissimi Anni Ottanta del secolo scorso.

Com’è finita?
Non se ne fece nulla. Eppure il teatro, inaugurato nel 1880 con la rappresentazione del Rigoletto,  nel solco della vocazione originaria, in sinergia con l’altro grande tenore racalmutese, Salvatore Puma, avrebbe potuto guadagnarsi un posto significativo nel mondo della musica diventando una piccola Spoleto. Magari sarebbe stato un tempio della musica come lo è diventato per la pittura un vecchio castello di Figueres in Catalogna grazie a Salvador Dalì. Avrebbe rappresentato in ogni caso elemento catalizzatore per tanti che in paese e non solo hanno coltivato e coltivano la musica e il canto.
Invece, le vicissitudini incontro alle quali il teatro è andato successivamente fino ai nostri giorni sembra che assomiglino ad una sorta di maledizione. È ben poca cosa la pur prestigiosa raccolta di costumi di scena donata dal tenore Puma rispetto alle potenzialità che il Teatro di Racalmuto avrebbe potuto esprimere. La stessa raccolta ha rischiato inspiegabilmente di assottigliarsi se non era per il vigile interessamento di qualche cittadino.

Sicilia amara e duci è una raccolta di canzoni siciliane. Come è stato accolto dai siciliani questo preziosissimo lavoro discografico?
Come tutto il resto, e a prescindere dal valore, perché il successo porta successo e l’oblio porta oblio. Ma nonostante tutto siamo fiduciosi:studiosi e  critici musicali porterebbero con piacere la loro testimonianza e cantanti siciliani, proprio a partire dallo spirito di questa raccolta, dal significativo titolo Sicilia amara e duci, per il centenario verrebbero a Racalmuto a rendere onore a Infantino , nel “suo “Teatro, anche riproponendo le sue canzoni. Cito emblematicamente Giuseppe Veneziano, tenore alla Scala di Milano, “affascinato” da Infantino, farebbe risuonare nel teatro racalmutese  con tutta la sua possente voce il suo omaggio da cantante a cantante. Sarebbe un evento. Significherebbe l’annuncio di un nuovo cammino. Beh, anche solo con l’annuncio anzi a partire da questo  credo che le celebrazioni per il centenario del grande tenore racalmutese Luigi Infantino siano iniziate.

Luigi Infantino e il cinema?
Ha avuto un intenso rapporto con il regista Francesco Rosi partecipando come cantante e attore nei film “Cristo si è fermato ad Eboli”, “Tre fratelli” e “Luky Luciano”. In occasione del centenario dalla nascita sarebbe un bell’omaggio potere proiettare i tre film a Racalmuto ma anche nell’altra Racalmuto che  è Hamilton, in Canada, dove c’è una forte presenza di emigrati racalmutesi e si potrebbe ampliare l’omaggio con la proiezione  ad Opole Lubelskie in Polonia, a Finale Ligure e a Castronovo di Sicilia con cui il paese di Infantino è gemellato. La bellezza rafforza i ponti della conoscenza e della solidarietà.

Cosa vorresti aggiungere per i lettori di Lumie di Sicilia?
Vorrei ribadire il legame di Luigi Infantino con la Toscana avendo sposato la grande attrice, nata a Prato, Sarah Ferrati, dalla quale ebbe una figlia, Monica, attivissima operatrice culturale e curatrice con il Centro Arte “Vito Frazzi” di Scandicci del Premio nazionale di recitazione “Sarah Ferrati”. Sarebbe anzi auspicabile che questo legame con la Toscana venisse testimoniato con la sua partecipazione in Sicilia alle celebrazioni del grande papà per il centenario.








giovedì 14 maggio 2020

PROPOSTA DI CITTADINANZA ONORARIA ALLE FIGLIE DI LUIGI INFANTINO, MONICA E MARIA ELENA. In occasione del centenario

Contributo di idee in vista dei prossimi centenari eccellenti 
a Racalmuto



Credo che, in occasione del centenario del tenore racalmutese Luigi Infantino che cadrà il 24 aprile 2021, uno dei modi per onorare la sua memoria e il suo valore consisterebbe nel concedere la cittadinanza onoraria alle figlie  Monica e Maria Elena avute rispettivamente dall'attrice toscana Sarah Ferrati e dal soprano bulgaro Raina Nicolova. 


Un gesto pregno di significati, volto alla riappropriazione del passato in proiezione di sviluppi futuri. 
Dinamiche e attive, culturalmente e artisticamente, le eventuali "racalmutesi" onorarie Monica e Maria Elena rappresenterebbero il naturale, direi biologico e radicato, sacrario della memoria paterna e la sua proiezione ai posteri e nel mondo.  Piero Carbone





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