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giovedì 12 luglio 2018

IL VOLO DELL'ANGELO DA RACALMUTO A CHERRY STREET DI NEW YORK. Articolo del 1920 sulla festa del Monte in America. Traduzione di Adele Troisi

Seguito del Post


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The Sun And New Work Herald, 
Tuesday June 1, 1920


Un Volo d’angelo chiude i giorni di festa
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Cherry street in festa durante le celebrazioni  in onore della Santa patrona di Racalmuto
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Una pioggia di coriandoli sulla folla
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Gruppi bandistici, luminarie e palloncini contribuiscono a rendere spettacolare la Ricorrenza Festiva

Da sempre la più grande delle tante feste religiose segnate sul calendario di Racalmuto in Sicilia, è la celebrazione dedicata a Maria SS.ma del Monte. 
La Festa dura  tre giorni e a volte anche una settimana e nessuno è troppo giovane o troppo vecchio per partecipare alle festose celebrazioni, alle processioni devozionali   in onore della Santa Patrona di Racalmuto.
Una celebrazione molto simile a questa si è svolta ieri a Cherry Street nella ben più grande cittadina del Nuovo Mondo e nel quartiere più affollato di questa città che ospita nell’East End i cittadini oriundi di Racalmuto.
Infatti, il tributo annuale dei Racalmutesi d’oltreoceano ha avuto inizio Sabato, si è esteso alla Domenica per concludersi solo la notte scorsa, che è stata senza dubbio la più spettacolare. 
Soltanto dopo le sette è stato possibile spostarsi agevolmente dal palazzo del municipio lungo Cherry Street tra St Catherine e Market street.

Le bandiere ricoprono le strade
La bandiera Italiana e quella Americana hanno invaso il quartiere e dalle finestre spiccavano i colori della chiesa. Litografie della Patrona e del Suo splendido altare decoravano le facciate delle case ed anche tutti gli ingressi secondari. 

Migliaia di lampadine elettriche appese ai fili attraversavano la strada da un tetto all’altro. Lanci continui di coriandoli  coprivano la folla e da ogni finestra guizzavano allegramente nastri colorati.
Poco prima delle nove , quando le bande hanno fermato piatti e tamburi e tutti i palloni di carta sono stati illuminati e liberati nel cielo, un fascio di luminosa luce bianca è apparso  dal secondo piano del negozio di Joe Martorano, creando giochi di luci dall’alto in basso attraverso la strada. 

Allo stesso tempo sul lato opposto della strada dall’appartamento di Alessandro Conti, proprio di fronte a Joe, un altro faro creava disegni di luce sulla cornice della casa di Mike Bellisario un po’ più giù lungo la strada. 

Dalla casa   di Joe giungeva il suono squillante di una tromba e simultaneamente dalle finestre, su cui il faro creava ricami di luce , sono apparse due piccolissime bimbe per nulla impaurite, con pulegge legate alle spalle ed alle caviglie ,sospese alle funi che si stendevano da un tetto all’altro. 

Il Volo degli Angeli
Le due bimbe sono sembrate ed unanimemente considerate due angeli. Le loro alucce si muovevano ed, in maniera davvero realistica ,portavano appese alla spalla delle piccole arpe. 

I loro abitini color pastello creavano morbide pieghe mentre attraversavano in volo la strada e, nel momento del loro incrocio , delle colombe venivano liberate dai membri del comitato Pietro d’Asaro, grazie ai quali è stata realizzata la festa. 

Gli angeli sono rimasti sospesi sulla folla per un attimo, proprio mentre le colombe si allontanavano verso il cielo , la folla rumorosa in basso si zittiva e gli  anziani più religiosi si segnavano con la croce.
Gli angeli hanno percorso il loro volo senza alcun problema e, dopo aver dispensato baci alla folla, sono scomparsi attraverso le finestre. 

Ciò ha posto la parola fine ai festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Monte. Joe Martorano ha dichiarato che questa è stata la prima volta in sei o sette anni che la Festa è stata celebrata a New York.  

Ha anche aggiunto che molti soldi, pare mille dollari, sono stati posti sulla  copia dell’altare di Racalmuto che si trova al numero 144 di Cherry street e che questo denaro è della Chiesa attraverso cui giungerà a Racalmuto per rendere migliore il futuro dei soldati siciliani che hanno perso la vista o gli arti nella Grande Guerra.

Trad.dall’originale americano:  Adele Troisi












Area degli allegati


Ringrazio Adele Troisi per avere accettato prontamente la richiesta della traduzione che l'ha coinvolta anche emotivamente e testimonianza ne è la lettera riportata di seguito, documento anch'essa di un sentimento che accomuna nel tempo e nello spazio, pur distanti tra loro, i racalmutesi che si allontanano dalla propria terra con quelli rimasti nella madrepatria.

Del resto, l'articolo del "The Sun And New Work Herald" è ricco di notizie e spunti che incentivano sicuramente, come auspica la stessa Adele, ulteriori ricerche "sul campo" e, perché no?, rinnovate relazioni. Contemporaneamente a quello riguardante i contatti con i racalmutesi emigrati ad Hamilton in Canada, sembra aprirsi un nuovo capitolo americano della nostra storia e magari farne oggetto di studio in qualche tesi di laurea. P. C.









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La Festa a New York nel 1924




N.B. La foto col volo dell'angelo si riferisce ai festeggiamenti celebrati a Racalmuto

































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giovedì 3 agosto 2017

INCONTRO CON PIO. Le ferie, il paese e la foto ritrovata


A volte ci si ritrova con la percezione che non ci si era mai allontanati,
nonostante le distanze reali e i lunghi anni trascorsi.

E' sorprendente constatare che, nel ritrovare l'amico,
possono riaffiorare freschi frammenti della nostra storia
 chissà dove rintanati.
Anche un solo frammento, piccolo come una stella, è in grado di srotolare cieli di ricordi.
Con Pio è bastato sedersi su antichi scalini.
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Segue il dialogo generato dal saluto al paese di Pio Scimè,  di ritorno in Toscana dopo le ferie, pubblicato su fb lunedì 24 luglio 2017.



Ciao paese mio! Grazie agli amici Racalmutesi i quali mi hanno fatto sentire ancora una volta parte di questo nostro martoriato paese ma sempre fiero delle mie origini. Spero un giorno che questa nostra terra, in un futuro non troppo lontano, non sia più Rahal-Mut ma fiorisca rigoglioso e dia coraggio e speranza ai nostri figli che sono e saranno per sempre orgogliosi del paese natio di Leonardo Sciascia e del nostro Poeta dialettale Pietro Carbone. Ciao a Tutti. alla prossima!
Commenti
Piero Carbone da Racalmuto Grazie, Più. Troppo onore. E' stato bello incontrarti anche se per poco tempo, ci rifaremo alla prossima. Mi hai fatto un dono grandissimo facendomi rivedere la foto della nostra lontana prima comunione.
Gestire
Pio Scimè Come dimenticare un'infanzia bellissima trascorsa gioiosamente con i propri coetanei? un Abbraccio. L'onore è tutto mio caro Piero. Un dono della Natura Che essa mi ha regalato. Ho iniziato a leggere il libro che col cuore mi hai regalato. Spero, d'ora innanzi di avere un piccolo spazio nei tuoi pensieri. Con stima e affetto. A presto!
Rimuovi
Calogero Campanella Bellissima parole ciao Pio alla prossima


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mercoledì 2 novembre 2016

TORNA, TORNA L'EMIGRANTI. L'altra faccia dell'immigrazione: la nostra. Testo (inattuale?) di una canzone




Ritrovarsi al punto di partenza 

Ti la scordi la Merica! L’emigrazione di Caltabellotta verso gli Stati Uniti d’America (1892-1924).  Il titolo del libro di Calogero Pumilia, esposto e presentato al Castello Chiaramontano di Racalmuto domenica scorsa, in occasione del “Festival della letteratura, dell’editoria e dell’identità siciliana -Kaos”,  mi ha richiamato altri libri dedicati all’emigrazione siciliana: Entromondo di Antonio Castelli, Tutti dicono Germania Germania di Stefano Vilardo, Luigi che sempre ti penza di Gigi Borruso;
e mi ha fatto riprendere tra le mani una vecchia poesia: nel rileggerla, ho avvertito l’esigenza di integrarla con alcuni versi per attualizzarla, collegando un fenomeno riemerso in tempi recenti con impellenza al suo antecedente storico.

In tempi di immigrazione, sembra un paradosso che la stessa terra - agognata come meta, punto di approdo di una terra promessa - spinga dolorosamente i residenti ad andare via. Ma non lo è.



Torna, torna l’emigranti.
Lu trenu va, lu trenu torna.



Strofa di apertura:

L’emigranti di na vota
na valigia di cartuni
ora sunnu laureati
ma nun cancia lu cupiuni.

Nun sirvieru propriu a nenti
sacrifici di li patri
si li figli ann’a scappari.
Peggiu ancora di li latri!

Rit.: 
Lu trenu va, lu trenu torna,
lu paisi si lu sonna. 

I
Torna, torna l’emigranti
duoppu un annu di stranìa,
si sunnava a lu paisi
mentri era ancora n via.

Si sunnava, si sunnava la Funtana,
li parienti, li parienti ccu l’amici,
lu turrenu, la jittèna, la taverna,
penza chissu, penza chissu ed è filici.

Rit.: 
Lu trenu va, lu trenu torna,
lu paisi si lu sonna. 


II
Po’ s’assetta a lu scaluni
di la casa di so patri,
quannu era picciliddru
di lassarlu un si sunnava.

Lu travagliu, mmalidittu lu travagliu,
tutti dicinu e lu trovanu “a ddrà via”!
C’è cu lassa li so figli, la muglieri.
Malasorti! Malasorti! Camurrìa!

Rit.: 
Lu trenu va, lu trenu torna,
lu paisi si lu sonna. 


III
Ma, purcazza la miseria!,
nfami Giuda e tradituri!
Duoppu un misi o tri simani,
lu bigliettu ppi turnari.

A sirpenti, silinziusu, già lu trenu
di luntanu, cotu cotu, scumparisci,
ma ogni annu, rabbiusa, all’emigranti,
la spiranza comu un lampu ci annivisci.

Rit.: 
Lu trenu va, lu trenu torna,
lu paisi si lu sonna. 

Strofa di chiusura:

Stu lamentu comu un fadu,
di li patri e di li figli,
è canzuna chi t’accrappa
la cuscenza si la strigli.

Stu lamentu comu un fadu,
di li patri e di li figli
è canzuna ca un finisci
si li spini un fannu gigli.


Ritornello (finale):
Lu trenu va, lu trenu un torna,
si nni jeru li so jorna.

©piero carbone




Testi citati:
Antonio Castelli, Entromondo, Lerici editore
Stefano Vilardo, Tutti dicono Germania Germania, Garzanti editore
Gigi Borruso, Luigi che sempre ti penza, Navarra editore
Calogero Pumilia, Ti la scordi la Merica!, Aulino editore

Il nucleo originario del testo Torna, torna l'emigranti è stato pubblicato in Pensamenti, Coppola editore, Trapani 2008, con Prefazione di Salvatore Di Marco. 

sabato 6 dicembre 2014

DAL PAESE, RICHIESTE ASSILLANTI

Dal paese partono richieste di denaro per i più svariati motivi: ingrandire l'orfanotrofio,  erigere il monumento ai caduti, riparare i danni causati dalla pioggia nella chiesa di San Giuliano.
Scrivono preti. Scrivono laici. Scrivono in tanti.
Ma da Buffalo, con sapido e, si direbbe, terragno linguaggio siculo-italico liberamente coniato, impastato sicuramente di fatica e di lavoro, fanno sapere che sono stanchi di tutte quelle richieste, chiarendo in maniera papale papale un equivoco: "Tutti Scriveno qua In America Si credono che In America la moneta Si trova per le Strate".
Sarebbe interessante poter recuperare le originali missive.



1.

..

                                                                           Buffalo, 1 dicembre 1925

     Egregio Sacerdote G Cipolla

     Per mezzo della lettera di mio Padre ci facio Sapere che ho ricevuto il Suo Giornale e ho letto la Storia antica dell Castello;

      Ora Riguardo che lei chiede aiuto della Colonia Racalmutese di Buffalo per Beneficio delle paese di Racalmuto;

       lei come Bene e consapevole che noi ci abiamo la Società noi abiamo una legge che Collette non si ne possono fare per nessuno 2 Mese fa abiamo ricevuta una lettera dall Sacerdote Luvigi Chiarelli che lui dice che vuole aiuto che deve agrandire lofanotrofio e nelle Societa anno deciso di farce una Colletta e come gia anno fatto la commissione Ma io e Curto Giovanni abiamo Impedito assolutamente o con il Buono o con a forza di non Collettare che anno fatto una cosa Ingiusto io non voglio che Cisaranno particolarita per Nessuno la legge e auguale per tutti il Sacerdote Chiarelli e lo stesso come gli altri anche posso dire piu peggio ancora, e lui doveva avere tanto onore che come a scritto Ci Anno Mandato la moneta dunque Egregio Sacerdote G. Cipolla i facio sapere che abiamo tanti lettere che chiedono aiuto il primo e Lei poi il Sacerdote Casurce il Sacerdote Chiarelli il dottore Burruano a mandato pure una lettera che vuole fare il Monumento Ai Caduti In Guerra e altra lettera abiamo ricevuto della chiesa di San Gioliano che ci fu piogi(a) e Molte agenti Sono stanchi di questi Colletti tutti Scriveno qua In America Si credono che In America la moneta Si trova per le Strate;
       dunque La Sciamo di racogliere per tutti o pure per nessuno
        Si ricevi tanti Salute e Sono il Suo Dev_
        Giangreco Angelo

Mr A Giagreco
135 – Trenton av
Buffalo ny  U.S.A.






1. Cartolina ed. Macaluso Carmela Riv. Tab n.7 Racalmuto.