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giovedì 28 marzo 2019

PIRATI, IERI. OGGI, MIGRANTI. Testi e interpreti

PIRATI, IERI
LI PIRATI A PALERMU

Arrivaru li navi
Quanti navi a Palermu
Li pirati sbarcaru
Cu li facci d’infernu

N’arrubbaru lu suli, lu suli
Arristammu a lu scuru,
Chi scuru
Sicilia Chianci!

Tuttu l’oru all’aranci
Li pirati arrubbaru
Li campagni spugghiati
Cu la negghia lassaru

N’arrubbaru lu suli, lu suli
Arristammu allu scuru,
chi scuru
Sicilia chianci!

Li culura do mari
N’arrubbaru chi dannu
Su’mpazzuti li pisci
Chi lamentu chi fannu

N’arrubbaru lu suli, lu suli
Arristammu allu scuru,
chi scuru
Sicilia chianci!

Alli fimmini nostri
Ci scippare di l’occhi
La lustrura e lu focu
Ca addumava li specchi

N’arrubbaru lu suli, lu suli
Arristammu a lu scuru,
chi scuru
Sicilia chianci!


Ignazio Buttitta

Mitica interpretazione di Rosa Balistreri



OGGI, MIGRANTI

LU MARI SI L'AGLIUTTI


I
Mamma, li turchi
sunnu a la marina,
cantava anticamenti
la canzuna.

II
Scinnìvanu ccu armi
e scimitarri.
Sbarcavanu arraggiati
comu cani.

III
Arrivanu di notti
a l’ammucciuni,
ammunziddrati
ncapu li varcuna.

IV
Parinu lapi, lapi
appizzati
nta na vrisca di feli
ncatinati.

V
L’acqua l’annaculìa.
Màncianu luna.
Chjinu lu cori ma
muorti di fami.

VI
A Puortu Palu cc’è cu và,
o a Pachinu,
a Lampedusa, o puru
cchjù luntanu.

VII
Nuddru li vidi,
nuddru li scummatti,
lu mari in silenziu
si l’agliutti.

*

Tùmmina tùmmina
sunnu li guai
lu pani è picca
e li figli su assai.

Piero Carbone

Un grazie a chi l'ha finora interpretata
*
Piera Lo Leggio
(a Palma di Montechiaro, Sciacca,  Bivona, Campobello di Licata, Licata, Agrigento, Racalmuto, Alessandria della Rocca)
*
Giana Guaiana
(ad Agrigento, Palermo, Sciacca)
https://www.youtube.com/watch?v=9xvVG6YurEQ
*
Giana Guaiana e Pippo Barrile
(a Santa Margherita Belice)
https://www.youtube.com/watch?v=6jYQER_xwII&t=18s
*
Alberto Cannatella
(a Cianciana)
https://www.youtube.com/watch?v=HjJiLH5bLx8
*
Alberto Noto
(a Trapani; incisione in corso, prossimamente in CD)
https://www.youtube.com/watch?v=WuR9S-Fl5aM
*
Nancy Luppina e Damiano Sabatino
(a Palermo)
*
Luce Palumbo [in portoghese]
(a Realmonte)
https://www.youtube.com/watch?v=B8ZgwL9Gbhg
*
Luis Charrua [in portoghese, nel genere fado]
(a Setubal, Portogallo)
https://www.youtube.com/watch?v=X2yTT9rEbUI
*
PROSSIMAMENTE ANCHE:
*
Coro "Terzo Millennio" di Racalmuto diretto da Domenico Mannella

*
Maurizio Piscopo con la Compagnia di Canto e Musica Popolare Favarese

*
Giusy Schilirò (Catania)

*
Antonio Zarcone (Favara)

**
TRADUZIONI:
in spagnolo, di Juan Diego Catalano Ugdulena
https://www.youtube.com/watch?v=_odakdS0aig&t=42s

**
in portoghese, di Eduardo Chiarelli
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2018/05/anche-in-portoghese-la-canzone-lu-mari.html


martedì 7 novembre 2017

COMPLIMENTI AI PREMIATI: AURELIO RIGOLI, TOMMASO ROMANO, TEATRO DITIRAMMU, VITO PARRINELLO "IN MEMORIAM"

Condivido con piacere
 la notizia diramata dalla Fondazione "Ignazio Buttitta"




PREMIO IGNAZIO BUTTITTA - X Edizione

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
Mercoledì 8 novembre, ore 17.00

Mercoledì, 8 novembre 2017 alle ore ore 17.00, presso il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino (p.tta Pasqualino 5, trav. via Butera), a Palermo, si terrà la cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio Ignazio Buttitta, promosso dalla omonima Fondazione.

Istituito nel 2006, il Premio Ignazio Buttitta viene assegnato a personalità siciliane che si siano distinte nelle scienze, nella letteratura, nelle arti, nel giornalismo, nell’editoria, e non siciliane che abbiano con la loro attività, significativamente promosso e valorizzato aspetti della cultura dell’Isola.

Negli anni scorsi, il Premio è stato assegnato a: Vincenzo Consolo, Giuseppe Giarrizzo, Giuseppe Tornatore, Alberto Varvaro, Francesco Renda, Ferdinando Scianna, Stefano Vilardo, Salvatore Silvano Nigro, Enzo Sellerio, Giovanni Sollima, Francesco Alberoni, Gioacchino Lanza Tomasi, Gianni Puglisi, Antonino Mancuso, Italia Napoli, Alfio Antico, Tullio De Mauro, Alfonso Giordano, Pina Patti Cuticchio, Giuseppe Quatriglio, Maria Costa, Nino De Vita, Natale Tedesco, Franco Scaldati, Marcello Sorgi, Matteo Collura, Alessandro Musco, Coro della Settimana Santa di Montedoro.

In questa decima edizione, la Fondazione ha voluto assegnare il riconoscimento a AURELIO RIGOLI, a TOMMASO ROMANO, a VITO PARRINELLO in memoriam e al TEATRO DITIRAMMU per la loro intensa e preziosa attività di diffusione scientifica e artistica della cultura siciliana.

Il Premio Ignazio Buttitta inaugura la XLII edizione del Festival di Morgana (Palermo, 8-12 novembre 2017), promosso dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari e diretto da Rosario Perricone, dedicato quest’anno a Antonino Buttitta. 

A conclusione della cerimonia, alle ore 19.00, andrà in scena in prima assoluta LA FUGA DI ANGELICA a cura della Compagnia dei Pupari Vaccaro-Mauceri di Siracusa.


***

AURELIO RIGOLI. Nasce a Palermo nel 1933. E’ Professore Emerito dell’Università degli Studi di Palermo, e Presidente del “Centro Internazionale di Etnostoria Fondazione Prof. Aurelio Rigoli”, che egli stesso ha fondato negli anni Settanta. Rigoli, allievo di Giuseppe Cocchiara, consegue la laurea in Lettere nell’Università di Palermo avvicinandosi subito agli studi antropologici e nel 1974 viene chiamato a ricoprire la cattedra di Storia delle Tradizioni popolari nel medesimo ateneo. I suoi interessi scientifici hanno riguardato anzitutto la filologia della letteratura folklorica siciliana e il rapporto tra folklore e storia. Tali studi lo hanno condotto a definire un percorso disciplinare originale e di cui egli può essere considerato l’iniziatore, l’Etnostoria, volta a perseguire un tracciato storiografico integrale ed integrato con tutte le fonti possibili (orali/immateriali, materiali, iconografiche, musicali, gestuali, etc.), al di là della storiografia che si fonda su fonti esclusivamente scritte. Già Presidente del Settore Istituti Culturali del Consiglio Nazionale Beni Culturali e Ambientali, in rappresentanza degli Atenei d’Italia, è stato, per anni, il Coordinatore del Consiglio Regionale Siciliano dei Beni Culturali e Ambientali e ha presieduto la Commissione Regionale REI (Registro delle Eredità Immateriali) - UNESCO, progettandone lo Statuto epistemologico e metodologico pienamente recepito dal pertinente Assessorato. E’ autore di diversi testi, tra cui Le Ragioni dell’Etnostoria, Ila Palma Editore, 2004 e Un antropologo nel palazzo: percorsi antesignani di politica dei Beni culturali, Aisthesis, 2005. Fra i tanti riconoscimenti nazionali e internazionali, ha ricevuto la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i suoi singolari meriti accademici.


TOMMASO ROMANO. Nasce a Palermo nel 1955. Poeta e saggista dirige le Edizioni Thule da lui fondate nel 1971, ora Fondazione Thule Cultura, con le quali produce un ricchissimo catalogo di saggistica, narrativa, arte e varia di oltre seicento titoli. Dirige le riviste Spiritualità e letteratura e Ara Pacis. E' professore di Filosofia e Scienze Umane al Liceo statale Regina Margherita e ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Palermo. Esordisce in poesia nel 1969 e pubblica cinque raccolte, l'ultima delle quali edita da Sciascia, con prefazioni di Lucio Zinna, Giuseppe Bonaviri e Raffaele Nigro. Della sua opera di saggista e poeta si sono occupati fra gli altri Luciano Anceschi, Mario Luzi, Giorgio Caproni, Stefano Zecchi, Ernst Junger. Numerosi i saggi critici, di estetica e di storia con vari riconoscimenti fra cui le Palme Accademiche della Repubblica francese. Attivissimo operatore culturale, ha ricoperto vari incarichi, tra i quali: Vice Segretario Nazionale e Presidente regionale del Sindacato Libero Scrittori Italiani, Vice Presidente dell'Istituto Siciliano di Letteratura Contemporanea e Scienze Umane, Segretario generale della Fondazione Culturale Lauro Chiazzese, Vice Presidente della Fondazione Ignazio Buttitta. Attualmente è Consigliere della Società siciliana di Storia Patria, dell'Associazione Alessandro Tasca di Cutò, dell'Accademia Cielo d'Alcamo e Presidente onorario dell'Istituto Siciliano di Studi Storico Politici Economici – ISSPE. Antonino Buttitta scrisse di lui nel 2010: "La limpida lingua di Romano si impone per una espressività che dire scorrevole non rende ragione della armonia stilistica tanto della sua prosa quanto della sua poesia ed è singolare che la molteplicità dei suoi interessi e la varietà dei temi trattati si esprimano attraverso un lessico e una sintassi sempre coerenti. La coerenza! Quanto marca in maniera riconoscibile il discorso intellettuale di Tommaso Romano è appunto la continuità, per altro non iterativa, cioè l'assenza di fratture o salti tanto nello stile espressivo quanto nella scelta dei contenuti tematici e ideologici".


VITO PARRINELLO E IL TEATRO DITIRAMMU. Vito Parrinello nato a Palermo nel 1950 e scomparso improvvisamente nel giugno di quest’anno, è stato l’erede di una ricchissima tradizione musicale risalente agli anni ‘30. Lo zio, Giovanni Varvaro, fu fondatore insieme al Maestro Carmelo Giacchino di un’antica formazione di canto folklorico costituitasi nel 1935, il celebre Coro della Conca d’Oro che raggiunse fama internazionale e del quale faceva parte anche Irene D’Onufrio, madre di Vito. Varvaro e D’Onufrio trasmisero la passione per il folk e il modo interpretativo del sentimento popolare siciliano a molti allievi, tra cui lo stesso Parrinello, accostatosi con dedizione alla chitarra, e Rosa Mistretta, interprete di canto popolare. Questi ne hanno seguito attentamente gli insegnamenti e hanno continuato la tradizione attraverso varie esperienze e formazioni, proseguendo in un percorso di ricerca etnomusicale culminato nella istituzione, nel 1995, della Compagnia di canto e memorie popolari Ditirammu. Il Teatro Ditirammu è stato inaugurato a Palermo nello storico quartiere della Kalsa, nelle ex scuderie di Palazzo Petrulla, nel maggio del 1998. Sin dall’inizio l’Associazione si è impegnata nella promozione e nella divulgazione delle tradizioni folkloriche teatrali e musicali siciliane attraverso un incalcolabile numero di spettacoli, performance, concerti ed esibizioni sia in seno al Teatro stesso che in tantissime altre sedi nazionali e internazionali, con una modalità, divenuta ormai rituale, che prevede il coinvolgimento di artisti, attori, giornalisti, studiosi non solo siciliani nonché dei figli Elisa, attrice, cantante, sceneggiatrice e regista, e Giovanni, interprete di tamburello e percussioni, oggi eredi del patrimonio artistico di famiglia. Il Teatro Ditirammu, con i suoi 52 posti a sedere, è uno tra i più piccoli in Italia, certamente l’unico del genere in Sicilia, ma è anche un museo che raccoglie oggetti, spartiti, strumenti musicali, ricordi legati alla famiglia, agli spettacoli e alle attività della Compagnia di Canto Popolare.

Il Premio Buttitta è realizzato con il contributo dell’Assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana e del MiBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione dell’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari-Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino.




Ingresso libero.
***

Il Premio apre la XLII EDIZIONE DEL FESTIVAL DI MORGANA, promosso dall'Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari/Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, dedicato a Antonino Buttitta. 
In programma a Palermo dall’8 al 12 novembre, il Festival si articolerà in 5 intense giornate con 17 spettacoli e 4 prime nazionali, con 9 compagnie di opera dei pupi da tutta la Sicilia e 4 compagnie internazionali di teatro d’immagine contemporaneo da Francia, Polonia, Spagna e Tunisia.
In questa edizione, il Festival coinvolge 7 luoghi di spettacolo tra il quartiere della Kalsa e gli storici teatri di opera dei pupi della città: oltre alla sede del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, la Chiesa S.S. Euno e Giuliano, il Teatro Agramante, il Teatro Carlo Magno, la Cioccolateria Lorenzo, Palazzo Steri e l'Ex chiesa di San Mattia dei Crociferi.
Direttore artistico Rosario Perricone.
Qui il programma completo:
https://www.facebook.com/events/1528696460585369/
http://www.museodellemarionette.it/

***

Fondazione Ignazio Buttitta - via Giovanni Di Giovanni, 14 – Palermo
Tel. 091 7026433 – 333 2188325
info@fondazionebuttitta.it
www.fondazioneignaziobuttitta.org


mercoledì 19 agosto 2015

“SCRIVERE POESIE PER NON MORIRE”. MAGARI!


“La poesia non è scienza, ma arte, e l’arte è forma e nient’altro che forma. Libero il poeta di rivelare verità nuove”.
Jean Cohen, Struttura del linguaggio poetico, trad. ital., Bologna 1974


"Giornale di Sicilia", 18 settembre 1989
Servizio dedicato a Ignazio Buttitta
 in occasione del novantesimo compleanno


 Mostra fotografia e Rassegna stampa al Convegno “Buttitta e Marineo”
Castello Aragonese (Marineo) 19 settembre 2010




Buttitta e Marineo
Links correlati





mercoledì 30 luglio 2014

PEDALINO-BUTTITTA: SCHEGGE DI MEMORIA DECRIPTATA


Sembra un secolo. Avvenimenti anche recenti, che si prefiggono di recuperare la memoria di un passato ignorato o semplicemente dimenticato, vengono a loro volta inghiottiti dal mare della dimenticanza in un comune destino di naufragio e di oblio. Una sorta di maledizione che fa colare a picco ogni tentativo di memoria affiorante per lasciarla lutulenta e criptata.
Nella dimensione privata come in quella pubblica, ogni tanto, riaffiora un "archeologico" reperto. Inaspettatamente. Spontaneamente. O attratto da astrali richiami. 

Il manifesto




La locandina



L'articolo



Il pieghevole

Esterno

Interno



Echi





Foto









Foto: archiviopierocarbone

lunedì 28 luglio 2014

IL PROGRAMMA DEL 3 AGOSTO S'INFITTISCE



In vista del Convegno poetico, voluto con Marco Scalabrino e con lui organizzato, che si celebrerà a Racalmuto il 3 agosto prossimo, si comunica con piacere che il programma si infittisce e il numero delle adesioni aumenta. 

Lo scopo dell'iniziativa è esclusivamente culturale, del resto si sa che carmina non dant panem, eppure, visto che le poesia cammina sulle gambe degli uomini in carne e ossa e sentimenti, sarà un'occasione positiva, concreta e virtuosa per il paese che si farà apprezzare per la sua storia, per i suoi monumenti,  per la sua accoglienza e quindi per le sue strutture ricettive che sapranno far gustare le nostre specialità e rifocillare i poeti e le loro famiglie.

In sintonia con i tempi, ma anche nello spirito non alieno agli organizzatori, l'evento è a costo zero, va da sé, anzi, saranno sostenute personalmente le spese dai vari partecipanti (come del resto è avvenuto recentemente per un altro evento) ed è stato concordato fin dal febbraio scorso con la direzione del Castello Chiaramontano, quando ancora c'erano i commissari ministeriali a reggere il paese, nel frattempo con le elezioni amministrative del maggio scorso è sopraggiunta la nuova amministrazione guidata da Emilio Messana che, nelle more della fase organizzativa della squadra assessoriale,  spontaneamente, fin da subito, ha approvato e fatte proprie con entusiasmo e convinzione questa e le altre iniziative in itinere. 

Ne è seguita, come purtroppo non sempre avviene in queste faccende a causa di piccine logiche di parte, disponibilità reciproca a lavorare insieme per il bene del paese, per la sua crescita culturale in senso lato. Con fiducia, stima e disinteresse.

In attesa pertanto del manifesto ufficiale (se sarà possibile realizzarlo, come mi anticipa l'assessore alla cultura), che comprenda il programma definitivo, i loghi e i nomi istituzionali, si è pensato di allestire in modo artigianale, e grazie alla disponibilità di Marco, una locandina provvisoria per promuovere e pubblicizzare l'evento. Va precisato che, essendo una locandina, non contiene tutti i nomi delle persone a vario titolo coinvolte, come ad esempio quello di Angelo Cutaia che ci guiderà a visitare il Castelluccio e altri monumenti racalmutesi)

Insomma, tutto è pronto o quasi per attualizzare un incontro che ottant'anni fa, grazie alla volontà di Giuseppe Pedalino Di Rosa, ha visto accorrere a Racalmuto scrittori e poeti da tutta la Sicilia o che, da emigrati,  vivevano e operavano anche fuori dalla Sicilia. Ma a quanto pare non è stato l'unico incontro. 

Scrive a tal proposito Salvatore Di Marco:
"Di uno di questi ci narra il letterato racalmutese Raffaele Grillo. Egli ci ricorda che nel maggio del 1932, per la festa del Monte, il Pedalino fece venire a Racalmuto il vecchio e famoso Luigi Natoli il quale parlò al Circolo dei Civili.
Vi si tenne poi una lettura di versi siciliani dei poeti Vincenzo de Simone, Vanni Pucci, Giovanni Formisano, dello stesso Pedalino e di Calogero Pino, un poeta racalmutese emigrato in America. A far da lettori avevano prestato la loro voce Giuseppe Denaro, allora direttore del ricordato foglio dialettale "Po' t'ù cuntu", e Ignazio Buttitta, da poco legato in comparatico con Pedalino".
cit in Pizzo Di Blasco (G. Pedalino Di Rosa), Lu cantastorii 'n'America, Fondazione Buttitta, Palermo 2006.

A ribadire il valore del Pedalino Di Rosa e l'impegno culturale profuso in favore del paese verrà proposto di intitolare a lui la biblioteca comunale. 

E intanto, un benvenuto ai poeti del 2014.
(Prossimamente i nomi).






sabato 28 giugno 2014

PEDALINO E BUTTITTA A SALSOMAGGIORE


Erano  amici, sodali e compari.


Articolo di Salvatore Di Marco in
"Giornale di poesia siciliana" a. II n. 6 giugno 1989


venerdì 24 gennaio 2014

UNA FOTO TIRA L'ALTRA. CHE SERATA!

Mai e poi mai, quando incominciai a parlarne con Domenico Mannella, avrei potuto immaginare che dal desiderio di disegnare qualche contorno più preciso ad un ricordo vago, e precisamente di una certa serata a Racalmuto che ha visto il concorso di tre, e quali tre!, poeti  nonché di musicisti e appassionati di tradizioni popolari,  ne discendesse una profluvie di altri ricordi, testimonianze, foto. Una festa, una festa della memoria: sulla quale ci siamo intrattenuti abbondantemente nei post precedenti e su cui, per i fecondi addentellati connessi, continueremo ad occuparci. 

Riguardo a quella serata, alle prime foto di Domenico Mannella si sono aggiunte quelle di Lina Alfano ma ora con questa ultima arrivata, di Nino Vassallo, possiamo documentare visivamente altre presenze e altri momenti significativi.

Un motivo in più per incrementare quella che negli ultimi tempi sembra una tendenza, quasi una moda, ma che in altre parti ha già dato consolidati frutti, e cioè una raccolta sistematica di foto che testimoniano  il nostro passato. E non chiamatela solo nostalgia: se si sa leggere, se si sa interrogare, una foto, come un reperto archeologico, potrà rivelarci un mondo, e magari indizi per capire meglio noi stessi.
Grazie, Nino, per l'ulteriore documentazione che hai fornito di quella serata. 


Da sinistra: 
Bernardino Giuliana, Eugenio Napoleone Messana, 
Ignazio Buttitta, Carlo Puleo.



http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/01/eventi-virtuosi-che-generano-eventi.html




mercoledì 22 gennaio 2014

"TIERRA" Y RECUERDOS Y PENSAMIENTOS. Commenti di G. Salvo, A. Cutaia, E. Chiarelli



Questi commenti erano stati inseriti dai rispettivi autori in coda al post "Quella memorabile serata. Dimenticata" pubblicato il 7.1.2014 e sparito nello stesso giorno, ripubblicato ieri, in versione pressoché identica, col titolo "Eventi virtuosi che generano eventi"
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/01/eventi-virtuosi-che-generano-eventi.html


Pubblico i commenti a parte per dare loro un maggior rilievo.




Giovanni Salvo:

Caro Piero, nel mio piccolo, precisamente quando ho avuto le “mani in pasta” al Municipio, ho cercato di spendermi in tal senso.

Anche io, rispolverando la memoria, ho tentato di ricordare quei momenti fulgidi, che tu oggi rispolveri opportunamente, che lasciavano ben sperare, di una Racalmuto creativa legata alla sua memoria, e dunque al suo passato.

Non so se si può dire, ma finanziai una mia idea, ossia la registrazione di alcuni canti tipici, che rischiavano, in qualche modo, di venire dimenticati, molti dei quali legati proprio ai gruppi folk del tempo che stiamo rievocando.

In realtà doveva essere un progetto più ampio, legato alla ristampa della tesi della Prof. Isabella Messana, di cui conoscevo l’esistenza, e che sapevo avere dato molti spunti.

Naturalmente non dimenticai alcune poesie su Racalmuto del notaio Pedalino e del Prof. Alfonso Scimè, da intercalare tra i brani musicali, che sono state incise e recitate con la calda e professionale voce di Patrizia Carta.

Scelsi la copertina, un particolare di un quadro raffigurante un momento della festa del monte, donato al comune da un pittore racalmutese, i brani e le poesie da registrare, tra i quali La vinuta di la Madonna di lu Munti, Lu suli sinni va, U’ surfararu, U’ issaru, Sicilia terra pirduta, Oli’ Oli’ Ola’, La gilusia, etc.

Tenevo tanto venisse inciso il toccante brano sull’emigrazione attribuito a Polifemo e Ciccio Macaluso, del gruppo Regalpetra, Sicilia terra pirduta, preceduto dalla poesia di Pedalino Di Rosa La Nustalgia.

Volli venissero coinvolti tutti i gruppi di musica popolare in primis i reduci dei vecchi gruppi folkloristici, con in testa il coro "Terzo Millennio" (radice "Virrinedda").

Per far ciò dovetti affidarmi alla frangia “amichevole” della burocrazia comunale, che tu ben conosci, impastata in qualche modo con il tema del mio desiderio, e tra delusioni e soddisfazioni il lavoro fu realizzato.

Il titolo “Fiesta” non lo diedi io bensì quanti coinvolti alla realizzazione, i quali, alla racalmutese maniera, finirono per intestarsi l’idea, impossessandosene e minimizzando persino la mia già modesta prefazione.

Evidentemente erano già i tempi in cui i politici non contavano un... tubo.

Un fatto è certo: il CD esiste e ne possiedo ancora qualche residuo di copia che vi farò avere, con immenso piacere.
Nonostante non sia mai riuscito neanche a fare una degna presentazione. 
Ma questa è un'altra storia.





Una struggente versione del canto "U Surfararu" eseguito dal Coro "Terzo Millennio"


Angelo Cutaia: 

Mi ricordo bene la mostra, la conferenza e la serata al cinema. 
Conoscevo il prof. Antonino Uccello per essere stato, un paio d'anni prima, a visitare la sua Casa Museo, la prima che io abbia conosciuto, a Palazzolo Acreide. 

In quella occasione fu lui a guidarci personalmente per le sale ricchissime di cimeli. 
Della mostra ricordo pure che vi era una lucerna romana, proveniente dalla contrada "Donna Fala" con raffigurato il pavone. 
Seppi molti anni dopo che il pavone rappresenta il Cristo e dunque potei apprezzarne l'alto valore storico quale uno dei pochi reperti paleocristiani di Racalmuto. 

Avevo realizzato anche una registrazione della serata. Chissà dove sarà quella cassetta! Il pezzo più pregevole era per me il cantu di li issara
Il maestro Mannella potrebbe, in qualche modo, riproporcelo. Ora so, caro Piero, che subito ti brillerà nella mente una manifestazione rievocativa e ripropositiva. 
Beh, magari in estate, sai dove possiamo realizzarla. 




Eduardo Chiarelli:

Pio Martorana ha davvero attuato un giro in tutto il mondo. 
Anni fa, raccontandogli che mi trovavo in Portogallo, mi ha elencato una dozzina di località, tra cui Lisbona, Nazarè , Coimbra, Porto , Setubal  e Sagres,  tutte città  dove si era esibito. 
Un affettuoso abbraccio anche al Maestro Mannella.

 


Piero Carbone:

I vostri commenti sono testimonianze che arricchiscono il ricordo di quella speciale serata. Grazie.




Altri commenti:
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/01/quella-memorabile-serata-virrineddra-e.html




La immagini sono tratte dai cd  "Fiesta" e "Tierra".

La copertina del cd "Tierra" è di Segio Amato



UN RICORDO TIRA L'ALTRO. Una precisazione sulle immagini.
Il ricordo dell'ormai "famosa serata"  ha sollecitato il commento di Giovanni Salvo che ha ricordato una sua iniziativa quando era assessore ma per un lapsus ha scritto "Tierra" invece di "Fiesta"; io a Palermo avevo sotto mano  il cd "Tierra", ho scannerizzato la copertina e l'ho pubblicata; Giovanni, da Agrigento,  mi corregge e mi promette che prossimamente da Racalmuto mi invierà le immagini corrette; contemporaneamente da Riva del Garda (potenza di Internet) si accorge dello scambio Ignazio Licata che prontamente col cellulare fotografa e invia le immagini corrette di Fiesta.
Mentre armeggio col blog una notifica mi segnala un link postato da Peppino Agrò, rimanda ad un canto inserito nel cd "Fiesta" eseguito dal Coro Terzo Millennio; non mi pare vero e lo inserisco.
E tutto grazie ad un iniziale ricordo, ad altri ricordi concatenati e ad un lapsus. 
Una propizia occasione per parlare prossimamente dei dei due cd che contengono tanta musica tradizionale e non solo, racalmutese o di racalmutesi. Grazie a tutti e in particolare a quella "memorabile serata".


martedì 21 gennaio 2014

EVENTI VIRTUOSI CHE GENERANO EVENTI. Quel post riproposto


Il poeta Ignazio Russo di Sciacca


Questo post è stato già pubblicato in forma pressoché identica martedì 7 gennaio 2014 col titolo QUELLA MEMORABILE SERATA. DIMENTICATA. Ma all'indomani è sparito, non so per quale causa misteriosa o più banalmente per una mia involontaria manovra improvvida. Le reazioni a quel post sono documentate  in un altro post dell'8 gennaio 2014 il cui link è:

Ripropongo il post sparito con qualche integrazione testuale e fotografica.


Il presentatore della serata Egidio Terrana, di Grotte, ammira compiaciuto l'abbraccio del
Presidente del Circolo di Cultura, Luigi Alaimo, con il Direttore dell'Associazione culturale folcloristica "A Virrineddra" Domenico Mannella, organizzatori dell'evento assieme all'Assessorato alla Cultura di Racalmuto.

Di tanto in tanto mi scorrevano davanti agli occhi gli stessi fotogrammi, riconoscevo qualche personaggio, ma sempre fugaci e interrotti come avveniva con le fragili pellicole in poliestere di una volta, rimandavano però allo stesso evento.

Un anno fa circa, quando di quella memorabile, mitica serata ne parlai a Domenico Mannellla, non pensavo di poter mettere in sequenza quei labili fotogrammi e farne una stabile carrellata.
Recentemente, davanti ad un tè caldo, in una fredda e umida serata racalmutese, Domenico mi ha fatto la sorpresa, ha portato con sé alcune foto rinvenute rimischiànnu, rovistando, dormienti cassetti...

Quella mitica, o quasi obliata, serata diventava reale, dai contorni sempre più definiti, anche grazie ai tanti nomi, agli aneddoti, ai particolari emersi dal pozzo fondo di una memoria risalente a quarant'anni addietro.

L'assessore alla Cultura di Racalmuto Matteo Petruzzella 
consegna la pergamena ricordo agli artisti.



I miei ricordi, in fondo, si limitavano alla presenza di Ignazio Buttitta che ha recitato "a tia, a tia, a tia..." dopo avere chiesto di spegnere alcuni fari ché gli impedivano di guardare negli occhi il pubblico e di Ignazio Russo che ha recitato una toccante poesia sul Natale, era un'invettiva e si concludeva con un messaggio di speranza indirizzato a tutti gli uomini della terra: Quannu c’è a paci ni lu munnu: è Natali, è Pasqua ogni jornu...
"C'era anche Bernardino Giuliana di San Cataldo - aggiunge Domenico, - che ha recitato Lùcinu, lùcinu li citalèni..." non dimentico dell'antica piaga delle miniere e dei minatori.

Una parte del pubblico della platea


Sono intervenuti inoltre il maestro Franco Li Causi, l'autore  tardivamente riconosciuto della canzone popolare Vitti na crozza, gli zampognari di Agrigento e anche i Dioscuri, allora sconosciuti, che hanno voluto essere presenti ad un evento artistico percepito come importante e di grande valenza culturale, "del resto gli organizzatori, - precisa Domenico, che in qualità di direttore dell'Associazione culturale folcloristica "Virrineddra" è stato uno degli animatori, - si prefiggevano di esaltare la cultura siciliana valorizzando i canti popolari siciliani e racalmutesi in particolare."


Uno dei fratelli Faro al fischietto
 e Giuseppe Giuffrida con un insolito strumento


"Un evento unico nel panorama culturale agrigentino," precisa il maestro Mannella, che oramai ha dato la stura ai ricordi e precisa che ad organizzarlo sono stati in sinergia il Circolo di Cultura presieduto da Luigi Alaimo, l'Assessorato alla Cultura retto da Matteo Petruzzella e dall'Associazione culturale folcloristica "Virrineddra" presieduta dallo stesso Mannella.

Consegna della pergamena ricordo ad Egidio Terrana.
Da sx: Lina Alfano, Angela Adile, Egidio Terrana, Luigi Alaimo.

Nello stesso giorno, di pomeriggio, al Circolo di Cultura c'è stata la mostra dei pani e dei dolci tradizionali di Sicilia, di Racalmuto, di Agrigento, di Palma di Montechiaro..., "abbiamo portato le tovaglie da casa, quelle che si usavano in quel periodo, e il professore Antonino Uccello ha tenuto una conferenza sull'importanza delle tradizioni popolari".

Il prof Antonino Uccello dell'Università di Catania, fondatore della Casa Museo
 di Palazzolo Acreide,  presenta la mostra dei pani e dei dolci tradizionali di Sicilia.

In serata c'è stato lo spettacolo al cine teatro "Vittoria" che d'estate fungeva da arena quando il tetto scorrevole spariva dalle teste degli spettatori e lasciava intravedere le stelle. 

Ma quella sera il tetto scorrevole non fece alcun movimento sulle teste del numeroso  pubblico, accorso da tutta la provincia, costituito da oltre mille persone, perché lo spettacolo si tenne col freddo natalizio e sul fondale del palcoscenico si poté ammirare un grande telone con la rappresentazione dei monumenti più significativi di Racalmuto tra cui il Castello Chiaramontano detto "u Cannuni."

"E tutti, chiosa tra un ricordo e l'altro, Mannella, sono intervenuti gratis, ai più lontani soltanto un rimborso spese".

Lu zi Peppi Giuffrida di Catania e uno zampognaro di Agrigento

Quasi a ricalcare la mia presenza tra il pubblico all'eccezionale evento, rievocai ancora più nette sensazioni scaturite dall'ascolto di Ignazio Russo e di Ignazio Buttitta: "Da Aspra, lo andò a prelevare Giuseppe Sferrazza Papa" disse quasi inavvertitamente Domenico, riferendosi a Buttitta: fu un indizio  che colsi al volo. 

Telefonai a Giuseppe che, sorpreso, della rievocazione di un fatto così lontano, lo integrò con altre notizie: la serata è stata arricchita dalle presenze di lu zi Peppi Giuffrida di Catania, suonatore di marranzano e costruttore di tamburelli, "con un suo tamburello Piuzzu Martorana ha girato il mondo",  nonché dei fratelli Faro, anch'essi di Catania, appartenenti ad una famiglia di famosi friscalittara, suonatori e costruttori di friscaletti, i tradizionali fischietti siciliani.

Il poeta Ignazio Buttitta


Ma torniamo a Buttitta.
"Andai a prenderlo ad Aspra, - dice Giuseppe, - con la mia fiat 124 grigia, che ne ha fatta di strada trasportando gli strumenti musicali del Gruppo folcloristico A Virrineddra per tuta la Sicilia e una volta a Sciacca, invitati da Ignazio Russo al quartiere San Micheli...".

Un fiume in piena, in vena di ricordi. 
Lo riporto al viaggio con Buttitta. 
"Quando arrivai ad Aspra, Buttitta non stava tanto bene e la moglie non voleva che uscisse di casa per timore di qualche malanno; discussero un poco ma la situazione lasciava presagire che avrei fatto il viaggio di ritorno da solo, poi, per fortuna, accadde un imprevisto, quando la moglie si recò nell'altra stanza per andare a prendere non ricordo se una medicina o una bevanda calda, Buttitta scattò in piedi e avviandosi verso l'uscita si rivolse a me con queste veloci parole: 
Scappa, Peppi, prima ca me mugghieri si nn'adduna e chiuj u cancellu. (Corri, Giuseppe, prima che mia moglie se ne accorga e chiuda il cancello).

Uscimmo e dietro di noi con un'altra macchina ci seguì una sua nipote in compagnia di un'altra persona e con loro avrebbe fatto il viaggio di ritorno dopo lo spettacolo a Racalmuto a cui teneva tanto".

"Ma l'altra persona è Carlo Puleo!" ho sbottato quando ho visto il secondo gruppo di foto fattemi pervenire da Lina Alfano, il maestro Carlo Puleo, l'amico indivisibile di Ignazio in tutte le sue peregrinazioni siciliane e che sarebbe ritornato nell'aprile del 2008 a Racalmuto in occasione del gemellaggio di Racalmuto e Bagheria  e la celebrazione dell'intitolazione di una Piazza a Ignazio Buttitta di cui il maestro Puleo aveva scolpito un medaglione donato al comune di Racalmuto.
La ricorda bene, quella serata, Carlo: "Una serata indimenticabile. Con il grande Ignazio."


L'intervento di Buttitta:
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/01/parru-cu-tia.html


La lapide nel laboratorio del marmista zi Vicienzu Conti  con 
il medaglione di Carlo Puleo durante la scultura del nome  

A proposito di riconoscimenti, nella stessa foto è riconoscibile anche l'ex sindaco Eugenio Napoleone Messana, e chissà quanti verranno riconosciuti da altri.

Chissà quanti altri aneddoti ci sarebbero da raccogliere su quella serata. Spero che prendano forma. 
Ho il presentimento che altre fotografie riaffioreranno.




Intanto, mi pare che si è in parte disciolta la nebbia che stava condannando all'oblio un avvenimento così importante per la comunità racalmutese sotto tanti punti di vista, non ultimo perché conferma una radicata cultura musicale, indica un metodo e testimonia l'impegno, l'entusiasmo e lo spirito di iniziativa di tanti giovani.

L'esposizione dei pani e dei dolci tradizionali siciliani al Circolo di Cultura

Così,  ieri. Buon auspicio per il tempo a venire. Del resto la vitalità di alcuni fatti storici consiste nella loro fecondità, anche se se ne perde la memoria, quando, come quello racalmutese al cine teatro Vittoria di tanti anni fa,  genera altri fatti, insomma la vitalità di un evento che genera altri eventi. Anche se sotterraneamente.
"Un evento che genera eventi, quando c'è buon vento...".


Se questi eventi, scaturiti da peculiari motivazioni in vista di determinati obiettivi, poi abbiano tracciato una strada e fino a che punto essa è stata percorsa e seguita  nei decenni successivi, è questione che varrà la pena approfondire.


Gruppo folcloristico "A Virrineddra"

Dall'alto a sinistra:  Ninetta Alaimo - Peppi Picone - Mariangela Mattina - Mannella Junior - Nannina Giancani - Totò Alfano - Giovanna Romano - Pio Martorana - Carmela Cardillo - Enzo Scimè -Giovanna Odorico - Lillo Sardo - fisarmonicista Francesco Macaluso nipote di lu zì Cicciu Macaluso  - Franca Scimè - Giovanni Giancani - Antonietta Brucculeri - Peppi Papa - Graziella Mannella - Peppi Cardillo - Antonietta Alaimo - Nino Vassallo - Sole - Giudice - Lina Alfano - Peppi Tascarella - Angelo Scimè di via F. Martini  - Enzo Sardo - Mimmo Mannella - Alfredo Mattina - Mario Sardo - Angelo Scimè (detto "scienza"); i due piccoli sono il nipote di Giancani (Manta) ed il fratello di Giovanna Odorico. 



Angelo Scimè, dalla cui bacheca fb riprendo i nomi sopra citati, così ricorda l'esibizione di quella serata:

"Mentre la gente, al teatro, aspettava di vederci sul palco, noi entrammo da dietro direttamente in sala cantando e suonando, una serata indimenticabile".


Le foto a corredo di questo post sono state messe a disposizione da Domenico Mannella e Lina Alfano.

La seguente foto, sopraggiunta successivamente, viene messa a disposizione da Nino Vassallo:


Da sx: 
Bernardino Giuliana, Eugenio Napoleone Messana, Ignazio Buttitta, Carlo Puleo.




Eduardo Chiarelli
il giorno 07/01/14