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domenica 26 aprile 2020

A BIVONA GLI ARCHI LI CHIAMANO COSÌ: XANÈA. Ma attenti alla x

La X sta a indicare un'aspirata sorda, richiama grosso modo la quattordicesima lettera dell'alfabeto greco, la (maiuscola)  ξ  (minuscola) che le grammatiche chiamano "chi" e indicano come pronuncia "ch" , c aspirato" o, per restare a casa "nostra", al havalhavia o al havallo dei toscani, con aspirazione ancora più accentuata.

I bivonesi, come i ciancianesi, usano questa pronuncia anche per il verbo "camiari"  o "xamiari" che significa scaldare il forno, infuocarlo a temperatura idonea a farvi cuocere il pane. In altri paesi dell'agrigentino, tra cui Racalmuto, s'è persa questa pronuncia e si dice "famiari" mentre gli archi si chiamano semplicemente archi, come ad esempio l'arcu di don Illuminatu.






ph ©piero carbone 
4 settembre 2019

giovedì 20 ottobre 2016

LA SERENATA DI NENÈ A CIANCIANA SUTTA LA FINESTRA DI NICUZZA



Dialetto che veicola la vita. 
Le speranze, le illusioni, l’aiuto che  a volte danno o non danno gli amici, profferte d’amore a un cuore disattento... 

Sentimenti suggeriti o amplificati da parole, silenzi, strumenti musicali. 
Sentimenti ed esperienze che possono esaltare o deprimere, dei quali sicuramente non si può fare a meno. 

La musica, ondulata con nostalgia: è una serenata, ma non vale solo per le serenate, si fonde con i sentimenti e sembra, attraverso la voce altalenante, accarezzarci anche nella consapevolezza dei disinganni.


NENE' SCIORTINO 
canta
NICUZZA DUCI
(Piccolina dolce)
Testo e musica di Franco Finistrella









dal sito: Tradizioni popolari Aulos
http://www.tradizionipopolariaulos.com/testo_nicuzza.php
Cianciana, 24 settembre 2016

Registrazione in occasione della manifestazione "Centomila poeti per la pace"

video amatoriale



giovedì 29 settembre 2016

POETI TRAPANESI IN TRASFERTA: HANNO FATTO NOTIZIA. Gino Adamo, Nino Barone, Mariella La Sala e Marco Scalabrino a Cianciana

Cianciana
24 settembre 2016
«100mila Poeti per il cambiamento» 
 «100 Thousand Poets for Change» (TPC) 



Giornale di Sicilia - Trapani Martedì 27 settembre 2016


Papaveri rossi
di 
Gino Adamo

Ho raccolto dei fiori un mattino,
li ho raccolti in un campo di grano.
Eran rossi, papaveri rossi, delicati,
piegati dal soffio del vento,
seguivan le spighe ingiallite,
splendenti del sole che annunciava
una calda giornata
di primavera inoltrata.
Ho guardato quell’ampia distesa
Dorata, macchiata, come tela
dipinta da mano d’artista,
ho raccolto uno ad uno quei fiori,
ho levato le macchie,
quel rosso infuocato,
ho reso quel campo più giallo,
uniforme, assolato.
Le mie mani tremanti tenevano
come unico insieme gli steli
dei fiori recisi, estirpati, raccolti.
La paura stringeva il mio cuore,
non volevo far male,
non dovevo toccare quei fiori,
non potevo sfiorarli, nemmeno col fiato,
il respiro ho fermato.
Gli occhi chiusi mi portavan lontano
attraverso ricordi passati
di piccole donne appena sfiorate
da labbra in un tenero e timido bacio,
impalpabili fiori, papaveri rossi.
Non stringerli forte, non farli soffrire,
mi dicevo turbato, qual mentre
un soffio di vento improvviso
li ha fatti volare,
lasciandomi solo gli inutili steli.
Com’è delicato quel fiore
rosso papavero, grido d’amore!





Nino Barone


Lu me scogghiu
di 
Nino Barone

Vâ trovu spissuliddu lu me scogghiu
e ci vâ cuntu soccu mi succeri,
ci parru senza affruntu, mi ci sciogghiu
e pacinziusu ascuta 'i me' pinseri.

Ci cuntu di sta vita senza freni
chi n'assicuta sempri, di cuntinu,
di quannu agghiuttu càmuli e vileni
e m'arritiru 'n casa chinu chinu.

Ci cuntu di li tanti discussioni
chi vaiu facennu cu napocu genti,
di quannu viu ngiustizi e l'ossessioni
è chidda d''un putiri fari nenti.

Ci cuntu di la suffirenza umana
scurpita 'n facci di li picciriddi,
di quannu, a voti, 'a firi s'alluntana
lassànnuti li ruppa a li capiddi.

Ci cuntu poi di soccu vogghiu dari
e soccu, nveci, mi piacissi aviri,
si la manera di lu me campari
è giusta oppuru c'è di smantiddiri.

Ed iddu ascuta tuttu bonu e duci
cu na pacenzia chi nun ha' cunfini,
sippuru sta 'n silenziu, la so vuci,
la sentu chi mi trasi nta li vini.

E mentri mi ristoru, a un certu puntu,
mi votu di ddu latu versu 'u mari,
ed iddu mi rijala lu tramuntu
comu risposta a tuttu stu pinari.

Mariella La Sala


La commedia del nulla
di
Mariella La Sala

Come un primo attore
attorniato da comparse,
sale sul palcoscenico
............e recita.

Si esalta, gode
cerca il consenso,
chiama l'applauso.

Ma è una triste commedia,
la commedia del nulla,
di quel vuoto,
quell'assenza
diventata prepotenza.

Sentimenti intrappolati
nella maschera d'attore
fan da scudo alla ragione,
quella voce fuori campo
che non riesce a percepire.

E la bestia
ignara vittima
impersona quel carnefice
del bersaglio a lui più debole
con ludibrio e maldicenza,
.....con violenza.

Protagonista imberbe,
sopraffatto
dal suo stesso personaggio.

Mentre esplode
la platea
con applausi ed ovazioni
per quel bullo istigatore
che scatena ammirazione.

E uno spettator
cosciente,
seduto in fondo
s'alza,
abbassa gli occhi
e se ne va.  

                                                                

Marco Scalabrino


da sx: Eugenio Giannone (promotore), Giuseppe Sanzeri (presentatore),
Santo Alfano (Sindaco), Marilisa Cammarata (Assessore alla Cultura), Pietro Sanzeri (organizzatore)

                                             

L'omaggio ad Alessio Di Giovanni





Nino Barone accanto il busto di Alessio Di Giovani

Marco Scalabrino consegna a Nenè Sciortino
il saggio su Alessio di Giovanni
pubblicato dalle Edizioni Drepanum nel settantesimo della morte





Foto di Gino Adamo, Nino Barone e Marco Scalabrino












venerdì 23 settembre 2016

LA CALIFORNIA CHIAMA E CIANCIANA RISPONDE. Pietro Sanzeri accoglie l'invito e organizza "100mila Poeti per il cambiamento" / 100 Thousand Poets for Change (TPC)

domenica 14 agosto 2016

CHIUDA LA MOSTRA, NON IL RICORDO. Pensando a Marcinelle: il mondo infernale delle miniere siciliane nella pittura di Croce Armonia

Chiude il prossimo lunedì 15 agosto la mostra di Croce Armonia, organizzata da Eugenio Giannone ed inaugurata l'8 agosto nel "ritrovato" chiostro dell'ex convento dei francescani a Cianciana




I quadri "infernali" di Croce Armonia
di 
Eugenio Giannone


Osservare le tele del M° Croce Armonia è come sfogliare le pagine d’un libro di storia socio-economica della nostra Terra o assistere ai reportages dell’inviato d’un giornale all’inferno. 

Esse aiutano a squarciare il velo dell’oblio che da troppi anni ormai avvolge un mondo, un’epoca che ha significato ricchezza per pochi e sofferenza per molti al punto che parecchi vorrebbero rimuovere inconsciamente quella temperie dalla memoria perché lesiva della dignità umana. 


Il lavoro, anche quello sotterraneo della zolfara, dovrebbe essere una liberazione; per molti siciliani e per lungo tempo, invece, è stato una maledizione e molti per descriverlo hanno fatto ricorso alla metafora dell’inferno, come è capitato a G. De Maupassant, o hanno usato accenti drammatici, come nel caso di L. Pirandello e A. Di Giovanni. Sugli zolfatari il M° Croce ha meditato a lungo, li ha studiati, scrutati, interrogati, lasciandosi emotivamente coinvolgere nella loro avventura, cogliendone tutta la tristezza e il dolore. 


E non poteva che essere così perché egli è figlio di questa terra, di Sommatino centro zolfifero del quale porta le stimmate che riesce a fissare sulla tela. 
E basta guardare quei soggetti per capire che la sua indagine non si ferma solo all’aspetto sociologico del problema ma investe anche lo studio dell’anatomia umana, come mostrano le figure dei minatori colti nei loro gesti quotidiani che sanno di sofferenza indicibile e pasti frugali consumati assieme ai compagni di lavoro e con fantasia, perché solo di quella abbondavano! 


E sembra di essere in mezzo a quegli zolfatari, di avvertire la puzza dell’anidride solforosa e la fatica dei picconieri e degli sventurati carusi e rimanere abbagliati non dalla luce del giorno ma dal giallo dello zolfo, che sembra utilizzato al posto del colore nelle tele del Maestro. 


Queste tele ci parlano e ci dicono delle sue radici, della sua cifra stilistica, della fermezza del tratto, dell’armonia d’insieme, dell’uso sapiente del colore, della sapiente distribuzione delle figure nello spazio, della sua travagliata obiettività, della sua lucida commozione, sensibilità ed estro che confluiscono nei vari capitoli di questo grande affresco del mondo ctonio e, perciò, quando sulla zolfara calerà il velo dell’oblio e ai giovani le sue vicende appariranno frutto della fantasia di artisti, resteranno le opere di Croce, questo suo gran libro, a far sì che la dignità umana non debba più essere calpestata e a ricordarci che Sisifo, con le sue inenarrabili sofferenze e fatiche e quantunque Tantalo soffra ancora fame e sete, è morto per sempre. 
Grazie, Maestro, per questa lezione di vita, di Arte e di storia. (eugenio giannone)




Occasione unica a Cianciana
di 
Mario Caramazza, 
direttore della biblioteca comunale "Paolo Borsellino"


Straordinario percorso nella storia, nella cultura, ma sopratutto nel dolore e nella fatica umana dei minatori. In particolare alle vittime della tragedia nella miniera di Marcinelle (Belgio). Queste le immagini dipinte dalla sensibilità artistica ed umana del maestro Croce Armonia che ha voluto dedicare a futura memoria 22 dipinti che raccontano le gesta dei minatori come "l'inferno dei vivi" Danteschi.

Quindi un omaggio ed un'occasione unica a Cianciana sino al 15 agosto per visitare la preziosa mostra al chiostro dell'ex Convento dei Cappuccini.



con Eugenio Giannone e Mario Caramazza


Croce Armonia è nato a Sommatino (CL) e vive a Pescara. Ha studio

a San Juan de Alicante (spagna) e a Zurigo. E’ membro dell’Accademia delle Arti dell’Incisione di Pisa, dell’Accademia Tiberina di Roma e dell’Università popolare Sestrese di Genova. Ha illustrato parecchi libri; di Lui si sono occupate numerose testate giornalistiche nazionali ed estere e ne hanno parlato i maggiori critici d’arte. 
Mostre a Caltanissetta, Zurigo, Basilea, Genova, Roma, Livorno, Firenze, Bruxelles, Madrid, New York, Nizza, Tokio, Kioto, Barcellona, Catania, Aix les Bains, Grenoble, Sidney, Buenos Aires ecc.












La cartolina ricordo



La nota del sindaco Santo Alfano su facebook per l'inaugurazione

Ricordando Marcinelle: personale di pittura del maestro Croce Armonia.
Custodire la Memoria. Questo il messaggio che l'Amministrazione Comunale di Cianciana ha voluto mettere in rilievo ieri sera, inaugurando la mostra pittorica del maestro Croce Armonia dedicata ai Minatori di tutto il mondo, ma sopratutto i minatori che persero la loro vita negli incidenti infami nelle miniere di Marcinelle (Belgio), di cui molte vite Ciancianesi. 
Il Sindaco Santo Alfano unitamente al Sindaco di Casteltermini Nuccio Sapia, hanno voluto ricordare le vittime della miniera di Cozzo Disi di Casteltermi (1916).
L'evento organizzato dal prof. Eugenio Giannone, ha visto tra i relatori oltre ai Sindaci, lo scrittore Rocco Chimera, il pittore, il cantastorie Nonò Salomone.
Presenti tra gli ospiti i pittori: 
Giuseppe Petruzzella, Andrea Arcuri.





Una poesia di Alessio Di Giovanni sulla zolfara



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