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lunedì 21 ottobre 2019

DIARIO. Il mio Sciascia al ministro Peppe Provenzano




da fb
  • Giovanni Salvo ...e tocco' comprare una lampada nuova.
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  • Eduardo Patito Spero che Anche Lui come gli altri solo “Parole, Parole, Parole......”
  • Salvatore Falco quanti di questi sono passati da racalmuto!!!!!! NEMMENO UNO SI RICORDA DI QUALCOSA PROMESSO...........FANNNNNNO PENA TUTTI. I FATTI ZERO....
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    • Piero Carbone da Racalmuto Capisco che la storia non ci fa essere tanto ottimisti con le passerelle dei politici a Racalmuto, ma le foto non documentano l'ennesima passerella a Racalmuto perché siamo a Milena o Milocca dove il ministro si è recato in quanto milocchese. Vista la prossima ricorrenza sciasciana, alla quale il ministro è stato invitato dall'amministrazione, ho voluto, autonomamente, donargli Il mio Sciascia, che vuole essere un contributo alla contestualizzazione di Sciascia in rapporto al suo paese e viceversa. Alla fine dell'incontro pubblico, nella fugace conversazione che abbiamo avuto, abbiamo solo accennato a Borges a proposito di Sciascia. Ringrazio l'amico Giuseppe Guagliano per avermene dato l'occasione



giovedì 11 maggio 2017

I GRUPPI ARCHEOLOGICI DELLA SICILIA SI RICORDANO E RICORDANO VINCENZO TUSA, A TRAPANI DAL 13 AL 15 MAGGIO. L'invito di Antonella Altese



Condivido con piacere l'invito all'evento  promosso in occasione del 45esimo anniversario dei Gruppi Archeologici della Sicilia da parte dell'amica "pacecota" Antonella Altese, architetto, docente, studiosa, presidente del Gruppo Archeologico Drepanon.

 





Alcuni momenti del programma: 


- sabato 13 Maggio - Polo Museale "A. Pepoli" Convegno "Trapani, l'Archeologia e Vincenzo Tusa"; 

- domenica 14 Maggio - Escursione Area Archeologica e Museo Archeologico "Lilibeo" - Cave di Cusa; - lunedì 15 Maggio - Escursione ad Erice. 

- lunedì 15 Maggio - visita guidata al Centro Storico di Erice, Polo Museale "Cordici" - Castello di Venere




Il programma di Maggio

 -venerdì 5 Maggio - ore 17:00: Conferenza "Il territorio Trapanese", presso l'Accademia Kandinskij, informazioni sul programma; 
- sabato 13 Maggio - Polo Museale "A. Pepoli" Convegno "Trapani, l'Archeologia e Vincenzo Tusa"; - domenica 14 Maggio - Escursione Area Archeologica e Museo Archeologico "Lilibeo" - Cave di Cusa; 
- lunedì 15 Maggio - Escursione ad Erice.



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martedì 15 settembre 2015

IL TESORETTO FOTOGRAFICO DI ALFONSO CHIAZZESE. Oggi, Sciascia; domani, chissà!


"Sono convinto che se si potessero recuperare tutte le foto dei laboratori e studi fotografici dei nostri paesi, la storia del 900 siciliano sarebbe davvero molto più comprensibile e più facilmente trasmissibile." Rosario Lentini

 


Ha proprio ragione Rosario Lentini, gli archivi degli studi fotografici "storici" dovrebbero essere acquisiti per metterli a disposizione degli studiosi: rappresentano una miniera di preziosi reperti utili a ricostruzioni storiche non solo personali o familiari ma, oggettivamente, anche di interesse collettivo.
Di interesse non strettamente personale credo siano le foto che Alfonso Chiazzese ha voluto mettermi a disposizione per farle conoscere: un vero e proprio tesoretto fotografico.

Possiamo immaginare l'inaspettata sorpresa e lo stupore, financo una punta d'orgoglio, quando nella camera oscura, sviluppando dimenticati negativi in pellicola, si è visto comparire un giovanissimo Sciascia e tanti altri soggetti.





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Foto dell'archivio fotografico di Alfonso Chiazzese.

sabato 13 giugno 2015

LA CICCARRUNA. Aneddoto riferito da Giuseppe Palumbo di Milena

Sul terrazzo di Totò Bufalino al  Serrone, una domenica d'agosto,  ci erudì sulla storia e l'archeologia di Milena e del suo territorio: da Sutera a Racalmuto, dalla preistoria ai nostri giorni.

Quando risalì di parecchi secoli nella linea del tempo,  nel bel mezzo della conferenza, Peppe Palumbo annunciò che avrebbe raccontato l'aneddoto della Ciccarruna, tutti i presenti immaginammo per un momento chissà a quale "femminone" si riferisse a causa di quell'accrescitivo dal suono rintronante, invece si trattava di una bambina, sposata appena tredicenne da un aitante giovanottone per evitare la leva introdotta subito dopo l'Unità d'Italia; con i borboni non si partiva per fare il soldato con i Savoia sì, per parecchi, lunghi anni per giunta, eccetto che uno non fosse sposato. Una sorta di moratoria per non incrementare, specialmente nel meridione, le fila dei renitenti.
Qui, se non si voleva partire per il militare si disertava o ci si sposava.

Giuseppe Palumbo

Pur di mettersi in regola e rientrare nella moratoria si era disposti ai passi più arditi: una valeva l'altra, purché respirasse...
Questi matrimoni di convenienza, combinati in fretta e furia, architettati per non fare il militare, non sempre davano ottimi risultanti coniugali, come nel caso della Ciccarruna che per la giovane età era attratta ancora dai giochi con le compagne a scapito dei lavori domestici e delle incombenze familiari: tra tutte le inadempienze della moglie, il non trovare la cena pronta dopo una giornata di lavoro nei campi al marito faceva saltare la mosca al naso... perché la mogliettina si attardava a giocare per strada con le compagne. 

I mugugni e i malumori erano continui e senza effetto cosicché un giorno, anzi, una sera, lui gliele cantò ben bene. 

Il rimbrotto in rima avrebbe assunto il valore di monito memorabile applicabile nelle situazioni in cui la vita costringe a fare buon viso a cattiva sorte:


Si nun era pi la leva furzusa
chi mi pigliava a tia lorda e fitusa?

Se non era per la leva forzosa
io  sposavo te sporca e puzzolente.
(mia traduzione a senso)

Solitamente le donne nell'Ottocento subivano in silenzio e non rispondevano per le rime,  ma questa volta a quanto pare sì, infatti la Ciccarruna, giovane sposa in quel di Milena che nell'Ottocento si chiamava Milocca, con l'incosciente insubordinazione della giovane età, così avrebbe risposto all'irato marito:



Mi maritasti e comu fu fu,
m'â dari a manciari e ti l'â vidiri tu.

Mi hai sposata comunque sia stato,
mi devi sostentare, sbrigatela tu.



Il botta e risposta, che ci fa indulgere al sorriso, non ha nulla di accademico  come potevano sembrare talvolta i canti d'amore e di sdegno, anzi fa passare in secondo piano ogni schermaglia amorosa per divenire drammatico documento di un costume tanto comune allora quanto oggi ci potrebbe apparire barbaro ed esotico: incredibilmente l'India ce l'avevamo in casa, una certa India dei cui costumi ancora oggi arrivano echi nelle nostre case attraverso i notiziari.  


Foto di Antonella Altese.

sabato 16 maggio 2015

LE SPIGHE E LA GROTTA DI FRA DIEGO. Prima o poi gli archeologi verranno?



AUSPICI ARCHEOLOGICI E ARCHEOFILIA

Della Grotta detta di Fra Diego, menzionata dalla tradizione popolare, situata lungo l'asse stradale che collega Racalmuto a Montedoro,  se ne sono occupati finora scrittori e poeti (in ordine cronologico: Luigi Natoli, Giuseppe Pedalino Di Rosa, Leonardo Sciascia). Luigi Natoli la visitò negli Anni Trenta del secolo scorso guidato da Giueseppe Pedalino Di Rosa. Ma non seguì alcuna campagna di scavi con annessi e connessi.

Non sarebbe l'ora che sopraggiungessero gli archeologi?
 Come nella limitrofa Milena, la Milocca di una volta, secondo il mirabile esempio di Giuseppe Pasquale Palumbo.

Un auspicio sottoscritto sicuramente da CalogeroTaverna e Angelo Cutaia i quali, oltre la leggenda, oltre la letteratura, si battono da anni per retroiettare la memoria storica di queste e altre contrade fino alla preistoria, con lo scopo di inverare con cognizione di causa i fugaci accenni archeologici dell'ottocentesco Nicolò Tinebra Martorana soffermatosi all'aneddotica.
Per la sensibilità finora dimostrata credo si unirebbero all'auspicio "archeologico" Giovanni Salvo, Carmelo Mulè, Domenico Romano, Carmelo Falco, Fabio Pilato, Silvia La Rosa. E chissà quanti altri.
Intanto...



Mentre il sangue dei papaveri rimanda a incruenti oblii, le spighe di  anno in anno ricrescono e vigilano come sentinelle. Attendono. Ma fino a quando?
Non di sole spighe è generoso il sito.

Speriamo sia foriera di una nuova tendenza, la prossima visita del 30 maggio da parte degli appassionati di archeologia di Trapani e Salemi.  Potrebbero stimolarci a percorrere proficui percorsi.
Chissà: contrada Fra Diego come Mokarta e Monte Bonifato?

Nelle foto,  in avanscoperta il 2 maggio scorso con Angelo Cutaia, Antonella Altese e Leonardo Lombardo. Attendendo la "carovana".










Ph ©piero carbone


domenica 3 maggio 2015

TRA LE PIEGHE DELLA SICILIA ANTICA. Con Peppe Palumbo, Angelo Cutaia, Antonella Altese e Leonardo Lombardo


Affacciarsi dal Monte Campanella e perdersi nelle pieghe del tempo, nel silenzio, nel ricordo di ricordi immaginati, di uomini preistorici, sapendo che nel monte e nelle vallate ci sono grotte, tombe a tholos, epopee inabissate e altro, altro ancora da lasciare all'immaginazione, nel silenzio, nella contemplazione che ti dà smarrimento
A condurci sulla panoramica  altura, una guida d'eccezione, Peppe Palumbo, esploratore e custode di queste plaghe. 
Pur essendo delle zone limitrofe, io e Angelo Cutaia abbiamo provato sensazioni di rinnovata meraviglia. 




I nostri ospiti sono rimasti entusiasti. 
Pertanto, quello che hanno provato la pacecota Antonella Altese e il salemitano Leonardo Lombardo andranno a riferirlo  ai soci dei gruppi archeologici Drepanon (Trapani) e Xaire (Salemi), di cui sono presidenti, in previsione della visita che il 30 e il 31 maggio faranno dalle nostre parti, tra il Castelluccio di Racalmuto, le vestigia di un paese straordinario, le  Robbe dell'antica Milocca e i musei della novella Milena. 
























Variazione di date rispetto a quelle pubblicate:
30 maggio a Racalmuto
31 maggio a Milena



Nei prossimi post verrà pubblicato il programma dettagliato







Foto ©piero carbone









mercoledì 8 aprile 2015

VERRANNO DA TRAPANI E SALEMI. Grazie a facebook, una vecchia notizia ne annuncia una nuova


Mi fa piacere che oggi, 8 aprile 2015,  facebook autonomamente ricordi l'iniziativa di un anno fa riproponendo una vecchia locandina.

Questa notizia ripescata  la intendo di buon auspicio, come un'anticipazione della visita a Racalmuto e a Milena, per la fine di maggio, da parte degli amici archeologi di Trapani e Salemi. 
Non sarà una semplice visita ma un'occasione ricca di spunti. Notizie più dettagliate verranno date in seguito.


Ancora siamo in fase preparatoria.
Il prossimo 2 maggio, con Angelo Cutaia di Racalmuto e Peppe Palumbo di Milena,  accoglieremo la Presidente del Gruppo archeologico "Drepanon" di Trapani, dottoressa Antonella Altese, e il Presidente del Gruppo archeologico "Xaipe" di Salemi, dottor Leonardo Lombardo: con loro concorderemo e perlustreremo il percorso storico-archeologico delle due giornate di visita tra  Racalmuto e Milena. 
Nello stesso giorno incontreremo le autorità civili e religiose dei due paesi per predisporre logisticamente modalità e tempi per le visite ai luoghi prescelti.





La fotografa Louise Hamilton Caico dopo cent'anni ritorna a Racalmuto, sui luoghi dello "scatto". Inaugureranno la mostra il prof. Gaetano Cipolla e una delegazione dell'associazione siculoamericana, da lui presieduta, "Arba sicula"
Locandina ripescata e riproposta da fb. 
Esattamente un anno fa veniva annunciata una delle tante iniziative programmate, come si evince dalle firme, nel periodo in cui Racalmuto era governata dai commissari straordinari.



Il Calendario annuale delle escursioni dei Gruppi archeologici "Drepanon" e "Xaire"


Un vecchio invito per la presentazione di un libro di Antonella Altese



Post sulla mostra dell'anno scorso:







sabato 11 gennaio 2014

I MILENESI RICORDANO COSÌ. Archivi materiali e archivi virtuali




La mostra si teneva alle scuole elementari di Milena. Quando con Angelo Cutaia una sera d'agosto siamo andati a visitarla, abbiamo trovato il suo curatore seduto davanti alla porta, ma di visitatori neanche l'ombra.  Quasi a prevenire un'ovvia domanda, il curatore Peppe Palumbo, dopo le presentazioni e i saluti, disse che erano andati a cenare e sarebbero venuti dopo. Sottinteso, i visitatori, i milenesi. 

Dopodiché ci fece visitare la mostra fornendo di ogni fotografia una didascalia raccontata che era una narrazione a sé: fatti, persone, precisazioni, documenti, luoghi, trasformazioni, aneddoti. Chiedemmo quanti fossero stati a raccogliere quelle foto e ad organizzare la mostra. Con pudore il signor Palumbo ci fece capire che in realtà dietro l'allestimento di quella mostra non c'era proprio una folla. Avviene così: da anni le persone gli affidano le foto di famiglia sapendo che lui custodisce la memoria del paese in ogni sua forma. Ci guardammo con Angelo e senza parlare comunicammo il comune desiderio di poter fare qualcosa del genere anche dalle nostre parti,  al netto della tara di ogni diffidenza.


Fotografammo le fotografie. Ci fotografammo. Peppe Palumbo ci condusse in un'aula che fungeva da laboratorio: morsetti, colla, cornici, ingrandimenti di foto sparsi sui vari banchi. Sembrava un cantiere con i lavori in corso. Ci mostrò al computer altre foto non esposte. 

Finalmente tornammo a sederci anche noi davanti al portone della scuola, ma restammo soli, io e Angelo, perché la gente incominciò a venire. L'ora della cena era trascorsa da un pezzo. 
"Ve l'avevo detto" disse Giuseppe Palumbo, alzandosi. 
E per tutta la serata fece da cicerone ai visitatori e rispondeva alle loro domande per appredere loro nomi di luoghi, rapporti di parentela delle persone fotografate, se alcuni erano ancora in vita. Un rito collettivo vero e proprio. Residenti, emigrati, singoli, a gruppi, nuclei familiari, giovani, anziani, venivano a conoscere, a riconoscere, a vedere e rivedere Milocca e i milocchesi lungo un arco temporale che andava dalla fine dell'Ottocento fin quasi ai giorni nostri. 
Insomma, venivano a vedere loro stessi fotografati, erano sempre loro anche se nel frattempo avevano cambiato denominazione e ora  vengono detti milenesi, da Milena.




















Al centro Giuseppe Palumbo fanciullo