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venerdì 21 giugno 2019

CONVERSANDO SUGLI SCALINI CON DINO AGRÒ, FINE PITTORE DI CARRETTI SICILIANI APPREZZATO ALL'ESTERO

Andando in paese, ogni scalino diventa un salotto per ritrovarsi e conversare con gli amici. 
Con Dino Agrò, pittore e cesellatore di spettacolari carretti siciliani, tante cose da dire quando ci incontriamo.





Foto dalla bacheca Facebook di Dino Agrò





Carretto commissionato da alcuni rappresentanti della comunità racalmutese di Hamilton
 con la prospettiva di inserirlo in un museo





giovedì 11 agosto 2016

DI UNA BIBLIOTECA CHIUSA, A RACALMUTO. Sviluppi dopo il precedente post del 9 agosto 2016



Ad integrazione del post dell’altro  ieri,  martedì 9 agosto 2016, che scaturiva dall’impossibilità di fare una consultazione nella biblioteca comunale di Racalmuto poiché formalmente chiusa per lavori di riordino (http://archivioepensamenti.blogspot.it/2016/08/equivoco-alla-biblioteca-comunale-di.html):

oggi, giovedì 11 agosto, il personale della biblioteca con apposita disposizione è stato trasferito in altri uffici e la biblioteca è stata materialmente chiusa.

Si spera che questo primo tangibile  “segno”, espletato quanto previsto, conduca quanto prima alla riapertura della biblioteca per offrire quei servizi culturali che ne fanno un polmone culturale della comunità.

Tra i servizi ne cito uno tra tutti: la consultazione dei quotidiani e della rassegna stampa prodotta  metodicamente dal personale interno della biblioteca a costo zero.
Ricordo che nel periodo del mio assessorato si era già provveduto a rilegare alcune annate e altre erano in procinto di essere rilegate per facilitarne la consultazione.

Si spera di poter far pervenire ai donatori dei libri una lettera ufficiale di ringraziamento  da parte della Biblioteca, con attestazione di avvenuta catalogazione dei libri donati.

Agrò, I Vespri Siciliani, 1982.  Particolare.
In dotazione alla Biblioteca
Pertanto
ringrazio i consiglieri comunali per averne discusso estemporaneamente, tra le varie ed eventuali dell’o.d.g. nella seduta  di ieri sera, citndo esplicitamente il post che è stata l'occasione prossima per entrare nel merito delle  annose e molteplici problematiche riguardanti la biblioteca ben oltre le questioni sollevate dal post stesso: che sia finalmente giunta l’ora di trasferire la biblioteca in locali comunali più funzionali e con virtuosi risparmi sugli affitti che si protraggono da lungo tempo?;


-       ringrazio coloro che hanno commentato il post mettendo maggiormente a fuoco specifici aspetti tecnici;

-       ringrazio la testata on line Scrivo Libero.it per l’attenzione prestata al “caso” riproponendo il post e allargando la platea dei lettori.

-       preciso che, come si evince anche dalla documentazione fotografica, Piero Baiamonte, allora direttore artistico delle attività culturali al Castello Chiaramontano, non era presente alla donazione di libri per la biblioteca del 3 agosto 2014 bensì in quella dell’8 giugno 2014 da parte del prof. Gaetano Cipolla, presidente dell’associazione culturale italo-americana “Arba sicula”.



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mercoledì 19 giugno 2013

IL FASCINO DEL CASTELLUCCIO SULLE DONNE



Sarà un caso ma, per quel che se ne sappia,  ben quattro donne hanno finora scritto o tradotto quello che altre donne hanno pubblicato sul Castelluccio. In realtà, a scrivere il resoconto di una gita al Castelluccio ai primi del Novecento è stata soltanto una, Louise Hamilton Caico, le altre tre hanno tradotto quello che lei ha scritto.


Il capitolo "Racalmuto e Monte Castelluccio" si trova in un libro scritto in inglese e pubblicato nel 1910 a Londra per un pubblico soprattutto femminile. L'intero libro è stato tradotto soltanto  settant'anni dopo da Renata Pucci Zanca.

Recentemente il solo capitolo sulla gita al Castelluccio è stato nuovamente tradotto da altre due signore le quali hanno notato qualche incongruenza o imprecisione nella precedente traduzione: Anne Chadwick è legata  a Racalmuto per avere sposato un Agrò,  ha vissuto tanti anni in Inghilterra ed è di madre lingua inglese, ora vive a Caltanissetta; è stata coadiuvata nella traduzione da  Gabriella Testa.  

Del loro lavoro ce ne parleranno domenica prossima e la signora Anne Chadwick Agrò  col suo accento anglicizzante ci leggerà il racconto della Hamilton Caico nella nuova trduzione.


Ho il piacere di anticipare l'incipit della nuova traduzione preceduta da un breve testo introduttivo.
Il resto lo ascoltermo domenica prossima al Castelluccio.         P.C.






Introduzione e Traduzione 
di 
Anne Chadwick e Gabriella Testa


Louise Hamilton, colta donna inglese,  sposa a Bordighera nel 1880 il siciliano Eugenio Caico . Nella cittadina della Riviera Ligure la coppia vive fino al 1894, lì nascono i loro cinque figli che , quasi tutti, verranno educati in Inghilterra. Dopo aver trascorso tre anni a Palermo i Caico si trasferiscono a Montedoro.

Del suo soggiorno a Montedoro Louise Hamilton Caico lascia vivace and interessante testimonianza nel libro Sicilian Ways and Days (pubblicato a Londra nel 1910) nel quale descrive le sue esperienze personali e le usanze di una piccola realtà rurale dell’entroterra siciliano all’inizio del XX secolo.

Il brano che segue narra di una gita a Racalmuto ed al “Castelluccio” attraverso paesaggi pieni di suggestione e di un incontro con un singolare personaggio.

Vi proponiano una versione in italiano fedele nella traduzione del testo e rispettosa della “originale“  punteggiatura della scrittrice.








Racalmuto e Monte Castelluccio



“Dove andiamo oggi?”

La domanda venne fatta da Alessandro, mentre, con un secondo uomo, uscivamo a cavallo da Montedoro nella frescura estiva della prima mattina.

Era davvero molto presto, qualche stella era ancora debolmente visibile, una fresca bianca nebbiolina si alzava dalla valle sottostante come da un mare calmo e lontano. La campagna era silenziosa e bellissima e mentre cavalcavamo di buon passo, circondati da molti cani che ci saltellavano attorno, mi sentivo di stare fuori tutto il giorno. Fortunatamente avevamo portato con noi un po’ di cibo.

Non risposi subito, perché stavamo proprio passando davanti al simulacro della Madonna delle Grazie incastonato nella roccia ed io sapevo che entrambi gli uomini, persino Alessandro, si sarebbero voltati e avrebbero mandato un bacio compunto alla florida Madonna del simulacro che teneva il bambino in braccio, così aspettai finché questo breve rituale fosse finito, e finalmente dissi 

“Andiamo a Racalmuto. La strada è agevole, e non sono mai andata a vedere il castello. Siete d’accordo?” 


Entrambi furono d’accordo, e si misero a discutere su Racalmuto – che ha milleseicento abitanti – sarebbe meglio chiamarlo grande villaggio o piccolo paese.


A pochi chilometri da Montedoro...



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Locadina realizzata da Nicolò Rizzo.
Foto dell'amministratore del blog.