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giovedì 2 aprile 2020

FECI QUOD POTUI, FACIANT MELIORA POTENTES (Si fa quel che si può). Epigrafe, Don Ciccu Burruano e suo ritratto di Renzo Collura


DULCE ET DIVINUM EST LENIRE DOLOREM ET NEGROTIS SALUTEM DARE


FECI QUOD POTUI, FACIANT MELIORA POTENTES

Renzo Collura, Il Filantropo (Don Ciccu Burruano)"
olio su tela, cm 50x60, 1989
Donato  al Comune di Racalmuto, esposto dal 1990 nel Gabinetto del Sindaco
da destinarsi ad una auspicata  Pinacoteca "Pietro D'Asaro"




ph ©piero carbone

mercoledì 4 marzo 2020

LE CHIESE SI (RI)APRONO, NON SI TRANSENNANO. Il caso della chiesa più antica di Racalmuto





Speriamo che con l'attuale amministrazione
 si possa ottenere l'ultima tranche del finanziamento
a cui accennavo in un precedente Post
per ultimare il restauro
 e riaprire la chiesa.

 















ph ©piero carbone (febbraio 2020)

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mercoledì 25 dicembre 2019

AUGURI! UN'IDEA VIRTUOSA COME ALBERO DI NATALE, IN TEMPO DI CRISI. Chioma sempreverde con le radici nel muro di una chiesa

DA RACALMUTO

BUON NATALE!






Prima o poi o crollerà il muro o diruperà l'albero

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Dopo il primo restauro e anni di reiterata chiusura, nel 2008 perfino un Convegno e la riapertura provvisoria della chiesa. Venne rinvenuto il Progetto che non si trovava né in comune né in Sovrintendenza, si apprese che per il completamento del restauro e relativo collaudo mancava l'ultima tranche di finanziamento, che venne quantificato dall'ingegnere palermitano titolare del Progetto, ma poi... tutto rimase come prima, anzi, peggio di prima.
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2013/12/apriamo-santa-maria.html




ph ©piero carbone
Chiesa di Santa Maria, 23 dicembre 2019

martedì 23 ottobre 2018

L'ALBERELLO RINGRAZIA PER IL FINANZIAMENTO MANCATO. E la Chiesa di Santa Maria di Gesù continua a rimanere chiusa













Foto ©piero carbone (domenica, 21 ottobre 2018)


Il Post del 15 dicembre 2013



Il Convegno


Il mancato finanziamento finale

Quando fui Assessore alla Cultura mi sono impegnato a riaccendere l'interesse sulla vetusta chiesa  di Santa Maria di Gesù chiusa da anni, organizzando in economia il convegno (inspiegabilmente, almeno per me, un assessore, presente in giunta, non volle firmare la delibera dei pochi spiccioli impegnati), recuperando avventurosamente il progetto che non si trovava né al comune né in sovrintendenza, allestendo la mostra con le tavole del progetto stesso e le foto di Melo Mannella e alcuni materiali messi a disposizioni da Pietro Tulumello. 

I racalmutesi apprezzarono. Grande e commossa fu la partecipazione in tutto il weekend di tutti coloro che si recavano al cimitero in visita ai loro cari o accorsi appositamente per il convegno. 

Una cosa fu chiara: mancava l'ultima tranche del restauro, previo relativo finanziamento, e la chiesa più antica del paese, bella, suggestiva, ampia, capiente,  si poteva riaprire finalmente al culto: volendo, vi si sarebbero potuti celebrare i riti religiosi inclusi quelli funebri.  L'arciprete per l'occasionale apertura vi organizzò una via crucis. 

In vista del futuro e conclusivo restauro, ci fu un appuntamento con l'allora on. Leanza in assessorato, a Palermo. Con l'ingegnere Domenico Conoscenti ci ritrovammo in Piazza Croci, davanti al portone dell'assessorato in attesa dell'incontro con l'assessore e vicepresidente della Regione Leanza  da farsi assieme al Sindaco e agli amministratori e/o tecnici sopraggiunti da Racalmuto. Con l'ingegnere attendemmo invano una mattinata perché altri impegni, nella stessa mattinata, trattennero sindaco e amministratori e/o tecnici presso altri assessorati, insomma l'attesa fu vana e l'incontro con l'on. Leanza non fu possibile. 
Quello che avvenne dopo che io non fui più assessore non so. La chiesa è sempre chiusa. E l'albero cresce.

P. S. L'ingegnere  responsabile del progetto, sollecitato, dopo anni,  dal rinnovato interesse  dell'amministrazione comunale, si premurò di aggiornare i prezzi e l'importo del finanziamento necessario all'ultima tranche del restauro. Sarebbe interessante   recuperare quel documento.

Foto di Diego Romeo


L'alberello cinque anni fa





Chiostro del Convento di S. Maria di Gesù
 attiguo all'omonima chiesa
(abbattuto mi pare negli Anni Sessanta)


Foto pubblicata in N. Tinebra Martorana, Racalmuto. Memorie e tradizioni.
Ristampa  a cura dell'Assessorato ai Beni Culturali del Comune di Racalmuto, 1982.
Prima edizione  nel 1897.





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domenica 15 dicembre 2013

APRIAMO SANTA MARIA


Mentre la cronaca, legata a nuovi assetti territoriali, ci prospetta allarmi, rivelatisi superati, di abbattimenti di chiese per far posto, secondo alcuni, a nichilisitiche strade, il pensiero va ad altre chiese per dire che anche il tempo entra nel dibattito e fa sentire la sua. Come nel caso di Santa Maria.
La provvisoria apertura nel febbraio del 2008 si prefiggeva di riprendere il processo virtuoso che dall'originario puntellamento l'avrebbe portata alla sua definitiva riapertura. Invece...

Sulla cronaca dell'evento, prima, durante e dopo, sicuramente ci sarebbe molto da dire, ma intanto resta il rammarico per l'ennesima occasione mancata. E fortissimamente voluta.








Sicilia 7 a



Sicilia 7 b



giovedì 6 marzo  2008


VIA CRUCIS "RIPARATRICE" NELLA PIU' ANTICA CHIESA DI RACALMUTO






Venerdì 7 marzo alle ore 15.30 avrà luogo una Via Crucis interparrocchiale nella chiesa "Santa Maria di Gesù", la più antica di Racalmuto ed una delle prime chiese cristiane dell'agrigentino dopo la sconfitta degli arabi e l'insediamento dei Normanni in Sicilia. La manifestazione religiosa era stata programmata di concerto tra il vicario episcopale mons. Diego Martorana e l'assessore Piero Carbone che si è prodigato per la riapertura "provvisoria" della chiesa, chiusa praticamente da quasi un secolo,  organizzandovi il 24 febbraio scorso un convegno e una  mostra fotografica allo scopo di sollecitarne il completamento dei lavori di restauro curati dalla Soprintendenza, e restituirla ai cittadini. 

Nel frattempo però la Via Crucis ha assunto il valore di "azione riparatrice", dopo il furto sacrilego delle pissidi con le ostie consacrate nella chiesa della Madonna della Rocca e la loro restituzione. "Anche la chiesa di Santa Maria di Gesù va restituita ai cittadini", sostiene il sindaco Salvatore Petrotto. "Per troppo tempo è stata sottratta alla loro fruizione".

Foto di Diego Romeo

file:///Volumes/LaCie/Piero%20Carbone%20tra%20politica%20e%20cultura/SANTA%20MARIA.%20Contenitore/VIA%20CRUCIS%20RIPARATRICE%20NELLA%20PIU'%20ANTICA%20CHIESA%20DI%20RACALMUTO%20%20Costume.htm




Grotte.info

file:///Volumes/LaCie/ASSESSORATO%20Iniziative%20varie/Il%20paese%20di%20GROTTE%20(AG)%20le%20notizie%20di%20cronaca,%20cultura%20ed%20attualità.htm

Estate 2013. 
Occultamento provvisorio della falla provocata dallo schianto
 di una gru sul muro esterno del cimitero accanto la chiesa di Santa Maria



ph ©pierocarbone

lunedì 3 dicembre 2012

RITMI ANTICHI





Per fede o per tradizione? 
Fatto sta che i racalmutesi aprivano  e chiudevano i secoli con l’inaugurazione di una nuova campana. 
Nel diciassettesimo  secolo, il 1613 e il 1697 le fortunate date. 
Nel trascorso* e ventesimo, unificate sono state le due date ma quadruplicate le concertanti campane.
 Nel montaggio, una cadde da un’altezza di trenta metri sfiorando un passante rimasto incolume per miracolo. Alcuni piccoli frammenti del sacro conio sono stati conservati nei portafogli come reliquie.

Padre Arrigo modernamente impiantò sul campanile del Carmine due altoparlanti e a mane e a sera inondava il quartiere di toccheggianti melodie finché non procurò una solenne campana trasportandola, con atto d'imperio, dalla cadente chiesa di Santa Maria su un carro trainato da buoi. 
E se si restaura Santa Maria? Forse si profila all'orizzonte una nuova querelle, all'ombra dei campanili.



"Popolo in cammino", numero unico, dicembre 1985.
Testimonianza di Angelo Scimè:
"Ho la foto originale. Quello poggiato sulla campana è mio padre Peppi Scimè che ha effettuato l'operazione ( muratore) accanto a lui i manovali , a destra mio cugino Peppi Mattina ( fratello di Don Luigi Mattina) l'uomo con gli occhiali è mio zio Carmelo Mattina , papà di Peppi e Sac. Luigi Mattina . Il Prete è Padre Arrigo."


         Era il toccheggiare prestabilito delle amiche campane, spicciola liturgia delle ore, a regolare le giornate come in un dilatato convento: all’alba, la santa cruci; a mezzogiorno (ciccanninu) l’Angelus; all’imbrunire, l’Ave Maria; la Salve Regina un’ora più tardi.  

         Ad ogni tocco “santa campana…”, una preghiera, il segno della croce, un gesto, la cessazione di un’attività, l’inizio di un’altra, un modo di dire, come ad esempio: “Suona ciccanninu solo per alcuni, suona l’Ave Maria e suona per tutti: per chi si trova in casa e chi per la via”. 

Sona ciccannìnu e sona a parti
sona l'avirmaria e sona pi tutti
pi cu si trova n casa e  pi la via

Come dire che solo alcuni fanno a mezzogiorno la pausa per il pranzo ma all’Ave Maria tutti cessano di lavorare e nell’approssimarsi al paese possono udire le squille, e scoprirsi il capo.






Così una volta. Ritmi antichi. Anche gli aneliti. 





Cfr. Piero Carbone, Eretici a Regalpetra, Prefazione di Claude Ambroise, Ettore Grillo Editore, Enna 1997.


Le campane di Burgio
http://www.profilemagazinetv.it/index.php?option=com_content&view=article&id=224%3Ale-campane-burgio&catid=14&Itemid=118