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venerdì 6 dicembre 2019

GIANA GUAIANA CANTA "COMU FANNU A RACALÒ"




COMU FANNU A RACALÒ
Cantata da Giana Guaiana alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento sabato 26 giugno 2010 per la presentazione del libro di poesie "Venti di sicilinconia",
Medinova, Premio Martoglio 2009, inserita nella manifestazione POESIA E ACCOGLIENZA patrocinata dall'Assessorato Provinciale alla Cultura
Testo e musica ©Piero Carbone
I
Sapiti comu fannu a Racalò?
Scrìvinu li nomi ntre un rregistru
di li politici all’elezzioni.
D’ognunu fannu un bellu tabbutu
e lu sàrbanu sutta un catarratu.
Rit. :
Fannu accussì a Racalò.
Dicinu no no no no.
II
Ogni tantu nni piglianu quarcunu
e lu portanu tutti n prucissioni:
la banna, li tammùra, la simenza.
Arrivati a Pizzu donn’Elia
l’arrizzolanu sutta ppi la via.
Rit.
III
Santa e arrisanta, s’arrizzola,
si spascia in milli piezzi e menu mali
ca la cascia è vacanti e nuddru vola.
Contra li trunchi, li rocchi e purrazzi
vannu a sbattiri tavuli e lapazzi.
Rit.
IV
Di lu rregistru scancèllanu nomu,
a carricatura battinu mani.
Ah, chi santu, prigatu nginucchiuni!
Mentri lu parrinu lu binidici,
cu sputa all’ariu, cu jetta li vuci.
Rit.
V
La curpa? Prestu prestu vi lu dicu.
Duoppu vutati, canciaru partitu.
Furbi, galantuomini o facciuoli?
Stu cancia e scancia unn’è democrazia,
è na pigliata… n giru. A ttia e a mmia.
Rit.
Recitato:
Fannu accussì a Racalò!
*
TRADUZIONE
I
Sapete come fanno a Racalò?
Scrivono il nome su un registro
dei politici a tempo di elezioni.
Di ognuno fanno una bella cassa da morto
e la conservano sotto una botola.
Ritornello:
Fanno così a Racalò.
Dicono no no no no
II
Ogni tanto ne prendono qualcuna
e la portano tutti in processione:
la banda, i tamburi, i semi salati.
Arrivati a Pizzo Don Elia
lo fanno ruzzolare là sotto lungo la via.
Rit.
III
Salta e rimbalza mentre precipita
si sfascia in mille pezzi e meno male
che la cassa è vuota e nessuno vola via.
Conro i tronchi, le pietre e gli asfodeli
vanno a sbattere tavole e tavolame.
Rit.
IV
Dal registro cancellano il nome,
a sfottò battono le mani.
Altro che santo invocato in gionocchio!
Mentre il prete benedice,
chi sputa in aria, chi emette grida.
Rit.
La colpa? Presto ve lo dico.
Dopo essere stati votati, hanno cambiato partito.
Furbi, galantuomini o opportunisti?
Questo cambia e scambia non è democrazia,
è una presa... in giro. A te e a me.
Recitato: Fanno così a Racalò!

giovedì 5 dicembre 2019

GIANA GUAIANA CANTA "CU SI LA PO SARPARI". Testo e musica di Piero Carbone



Agrigento, Fabbriche Chiaramontane, 26 giugno 2010. * TESTO CU SI LA PO SARPARI Titolo alternativo: La vita è na timpesta I Cu si la po sarpari si la sarpa. La vita è na timpesta e iu la varca: furtuna è furtuna è furtuna è sarbarisi la vita. Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca Rit.: e po’… (6 volte) Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca e po’… II L’amuri e li nnimici di na vota su armali d’intra un puzzu addrummisciuti: furtuna è furtuna è furtuna è si duorminu cuieti. Sannò si l’addrivigli l’arraggiati si ièttanu ppi ttia Rit.: e po’… (6 volte) Sannò si l’addrivigli l’arraggiati si ièttanu ppi ttia e po’… III Cu si la po sarpari si la sarpa. La vita è na timpesta e iu la varca: furtuna è furtuna è furtuna è sarbarisi la vita. Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca Rit.: e po’… Tri jorna di ripuosu, l’antru mari, sempri la stessa varca e po’… ricuminciari (recitato).





martedì 3 dicembre 2019

GIANA GUAIANA CANTA "QUANTU PONTI"



QUANTU PONTI Testo e musica di Piero Carbone * Canzone eseguita ad Agrigento, Fabbriche Chiaramontane, 26 Giugno 2010, in occasione della presentazione del libro di poesie in siciliano "Venti di sicilinconia", Edizioni Medinova, Premio Martoglio 2009 Video amatoriale di Laura Carbone TESTO Titolo: QUANTU PONTI Titolo alternativo: La vucca mi siccà diciennu “amici” I Quantu ponti e quanti hiumi aju passatu ca pi forza nun cadivu ntre un gaddruni. Mi sarbaru la spiranza e l’illusioni di l’aiutu, di l’aiutu di l’amici. La vucca mi siccà diciennu “amici”. Nni li burraschi li chiamu e un sientu vuci. II Nni lu cori di la notti m’addrivigliu arridiennu m’addrivigliu e pienzu a ttia. E ti viju comu quannu a quinnici anni t’annacavi comu varca n capu l’unni. Lu mari s’asciucà lu suonnu vinni e la luna si nni jì all’antri banni. III E tu ascunta stu viulinu (o chitarra) ca ti sona mentri duormi, na canzuna, di luntanu, di vicinu nun lu vidi e nun lu sienti, iu fuvu un sunaturi ca si penti. Ascunta li campani; lu viulinu jì a sunari contradanzi e sirinati, chianciennu, ntre un paisi ddra vicinu.


giovedì 11 febbraio 2016

CONVERSAZIONE A RITMO DI JAZZ CON GAETANO ALLETTO. Fin dal Liceo Classico Empedocle



Ripropongo l'informale e cordialissima conversazione con Gaetano Alletto, avuta l'altro ieri in margine alla riproposizione su fb di un vecchio post con la chiosa "Il delitto del gratuito!", dal momento che non si esaurisce in nostalgici ricordi personali ma rimanda a fatti, a modi di operare, ad entusiasmi, a nuovi e imminenti progetti nei quali anche altri si possono riconoscere. 



Le foto, miracolosamente ripescate e un po' sbiadite, del maggio o giugno 1976 risalenti alla festa di addio prima degli esami liceali, sono una carissima testimonianza di amicizie nate sui banchi di scuola e continuate nella stima e in sintonia su tante cose per lustri e decenni. 



"Tra i momenti più belli della tua vita ricordati di menzionare pure questo.
Tano Alletto".




Il delitto del gratuito!

Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincònie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, attraverso i tags. Materiali propri, ©piero carbone, non solo recenti, ma anche di amici ospiti indicati di volta in vol…
ARCHIVIOEPENSAMENTI.BLOGSPOT.COM|DI PIERO CARBONE

Commenti


Gaetano Alletto

Io c'ero. 
Quella sera a Racalmuto si esibiva il quartetto di Riccardo Lo Bue con altri jazzisti palermitani. 
Il teatro era pieno, l'acustica ottima. Giorni dopo il mio amico Piero veniva inspiegabilmente esutorato dall'incarico di assessore. 
La stagione jazzistica venne drasticamente cancellata. Poco dopo il teatro chiuse i battenti (forse per sempre...).

Piero Carbone

Caro Tanino, i politicanti sono poco hegeliani e non sanno nemmeno approfittare dell'astuzia della ragione, a gratis: l'onnipotenza a volte precipita nella cecità; e questo lo dico con senso di libertà perché in tutt'altri campi mi piaceva e mi piace correre.

C'eri, sì, e non solo quella sera, anche per la mostra di Totò Bonanno... Ti abbraccio.

Ma lo sai che sei stato tu a contagiarmi il virus del jazz al liceo quando eravamo compagni di banco...

Gaetano Alletto

Caro Piero, abbiamo costruito un percorso comune in quegli anni indimenticabili del liceo.

Organizzai il primo concerto jazz al liceo classico Liceo Classico "Empedocle" - Agrigento nel 1976 e il nostro preside Giovanni Vivacqua ne fu entusiasta.

Doveva svolgersi all'aperto ma una pioggia improvvisa impedì il montaggio del palco.

Improvvisamente un gruppo di studenti a forza prese il pianoforte verticale preso in affitto da Jannuzzo, il papà dell'attore, e scendendo dalle scale, lo portò nell'atrio di ingresso dove poi si svolse il concerto.

Suonarono l'Oratorio di Falaride e con me Sandro Sciarratta , Filippo Portera, Pasquale Augello e Roberto Sciarratta.

Inoltre un gruppo palermitano con Federico Creazzo e Riccardo Lo Bue.
Il jazz arrivava al liceo e, a breve, dopo la maturità ci avrebbe arricchito all'università con i concerti al Brass Group e al Biondo a Palermo.
Ma questa è un'altra storia...

P.  C.

che storia, però!

Tanì, a proposito di musica, ho il piacere di comunicarti, perché so che ti fa piacere, che ho registrato alla siae le canzoni che sono state eseguite all'evento da te voluto e organizzato alle fabbriche chiaramontane, e altre ne sto registrando; per gioco, lo so, ma mi diverte tanto

Gaetano Alletto

Complimenti, comprendo la tua soddisfazione. A proposito sto organizzando con Angelo Chillura un incontro con tutti gli amici alla biblioteca Lucchesiana che compie 250 anni. A breve ti farò sapere la data. Prepara un saggio per l'evento, io rispolvero un vecchio blues...

P. C.

solo passivo, ma partecipe, ascolto; va bene così; se mi farete avere dei materiali in proposito li pubblichiamo, se vuoi, sul blog

Gaetano Alletto

Ok! buona notte.

P. C.

notte; a presto





 Villa Forgia 1976







Quella sera con noi il Preside (Stefano Vivacqua) e i docenti di Scienze (Carreca), Filosofia (Padre Messana), Matematica (Sicurello), Storia dell'Arte (Adelina Intrieri), Religione (Padre Ignazio Zambito)... (inserirò altri nomi)



Foto: dal mio archivio fotografico

domenica 23 agosto 2015

GRAZIE A GIANA GUAIANA CHE STASERA A SCIACCA RIPROPONE "LU MARI SI L'AGLIUTTI"


Dal Comunicato Stampa:

“L'incontro sarà intervallato da brani musicali eseguiti da Giana Guaiana, cantautrice e interprete di canti tradizionali del mediterraneo, che proporrà un repertorio di musiche medio orientali.”

Onorato per avere voluto includere nel repertorio anche una mia canzone. " (P. C.)

La canzone




“La Sicilia tra migranti, rifugiati e terrorismo jihadista: 
Le strategie messe in campo dai sindaci di frontiera”. 

Sciacca - atrio superiore Palazzo Municipale dei Gesuiti
domenica 23 agosto – ore 20.30“

Sono anni che l’Italia vive sulla propria pelle il dramma dei migranti che, anche per l'acuirsi della drammatica crisi mediorientale, giungono nel nostro Paese per poi provare a raggiungere l'Europa. Un fenomeno assai complesso sia dal punto di vista umanitario che per i suoi risvolti legati alla sicurezza, all’impatto socio-economico, culturale e politico della Nazione. 
Un fenomeno che in questi ultimi due anni ha subito un aumento vertiginoso sul fronte degli sbarchi in una rotta che continua ad essere sempre più pericolosa per la vita di coloro che, alla ricerca di un futuro migliore, rischiano la morte (solo quest'anno più di 2.000 morti secondo l'ultima stima dell'Organizzazione Internazionale dei Rifugiati).

L'Italia, in attesa di misure straordinarie in arrivo da Bruxelles, continua ad affrontare con impegno e determinazione le operazioni di salvataggio, ospitalità, richieste di asilo e gestione della sicurezza, anche se resta la Sicilia la regione che sopporta il peso maggiore dell'accoglienza. Ed è proprio la Sicilia la regione in prima linea che porta, quotidianamente, il peso di una emergenza che viene scaricato totalmente sulle comunità locali, sindaci in testa, costretti a tappare i buchi del fallimento delle istituzioni europee.

Ed è sempre la Sicilia a sentirsi minacciata da una migrazione clandestina che può nascondere cellule terroristiche dormienti dello stato islamico di Al Baghdadi. 
Città e paesi in prima linea per quello che viene considerato lo jihadista della porta accanto, in questa nuova forma di totalitarismo della globalizzazione.

L'incontro sarà intervallato da brani musicali eseguiti da Giana Guaiana, cantautrice e interprete di canti tradizionali del mediterraneo, che proporrà un repertorio di musiche medio orientali.


Introduce: Salvatore Monte – Ass. Cultura comune di Sciacca

Relatori:
Fabrizio di Paola - sindaco di Sciacca    

Vito Damiano - sindaco di Trapani

Beniamino Biondi – Ass. Centro Storico - Comune di Agrigento

Salvatore Vella - Magistrato

Cap. di Corvetta: Daniele Governale – com. in seconda Capitaneria di Porto “Porto Empedocle”

Ten. Col.: Orazio Ferla – Rep. Op. aeronavale Sicilia  Guardia di Finanza

Franco Iacch - analista militare

Fra Giuseppe Maggiore - Responsabile della “Tenda di Padre Abramo” Frati Minori di Sicilia.

Mariangela Croce - dirigente scolastica

Tanino Bonifacio - storico dell'arte


Modera:
Salvatore Lordi - giornalista RDS


Alle Fabbriche Chiaramontane (Agrigento)  26 giugno 2010

Lu mari si l'agliutti


Testo e musica ©Piero Carbone
Esecuzione e arrangiamento musicale ©Giana Guaiana
Tutti i diritti riservati
Prima esecuzione alle Fabbriche Chiaramontane  (Agrigento), sabato 26 giungo 2010
Il testo originario della canzone è pubblicato in Piero Carbone, Venti di sicilinconia, Medinova, Favara 2009




TESTO DELLA CANZONE

Lu mari si l’agliutti


Coro: Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai. (3 volte)

I
Mamma, li turchi
sunnu  a la marina,
cantava anticamenti
la canzuna.
                                                                     

            II
Scinnìvanu ccu armi
e scimitarri.
Sbarcavanu arraggiati
comu cani.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

                  III
Arrivanu di notti
a l’ammucciuni,
ammunziddrati
ncapu li varcuna.




            IV
Parinu lapi, lapi
appizzati
nta na vrisca di feli
ncatinati.

Coro:

Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.


                  V
L’acqua l’annaculìa.
Màncianu luna.
Chjinu lu cori ma
 muorti di fami.


                  VI
A Puortu Palu cc’è cu và,
o a Pachinu,
a Lampedusa, o puru
cchjù luntanu.

Coro:

Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.


                  VII
Tonalità più alta: 2 volte

Nuddru li vidi,
nuddru li scummatti,
lu mari in silenziu
si l’aggliutti.

Coro:
Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti. (3 volte)

 (in crescendo, quasi gridato):

Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti. (3 volte)




TRADUZIONE

CORO
Tumoli tumoli sono i guai, / il pane è scarso e i figli son molti.

Ombra, ombra sono le genti:
campano, muoiono, ecco, per niente.

STROFE
Mamma, li turchi / son giunti alla marina, / cantava anticamente / la canzone. / Scendevano con armi / e scimitarre. / Sbarcavano arrabbiati / come cani. / Ora arrivano di notte / di nascosto, / ammassati / sopra i barconi. / Sembrano api, api / attaccate / a un favo di miele / incatenate. / L’acqua li dondola. / Mangiano luna. / Pieno il cuore / ma morti di fame. / A Porto Palo c’è chi va, / chi va a Pachino, / a Lampedusa, oppure / più lontano. / Nessuno li vede, / nessuno li cerca, / perché in silenzio / il mare se li inghiotte.



Locandina dell''evento alle Fabbriche Chiaramontane
sabato 26 giugno 2010
"Poesia e accoglienza, in Sicilia?"