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mercoledì 27 novembre 2019

A PROPOSITO DELLA "CODA" DI MATTEO COLLURA. Citazioni acefale


Da Il Maestro di Regalpetra, pag. 73
Da Il Maestro di Regalpetra, pag. 218

Da Il mio Sciascia, pag. 29
Da Il mio Sciascia, pag. 30

Piero Carbone, Il mio Sciascia, Edizioni Grifo, Palermo 1990.


Matteo Collura, Il Maestro di Regalpetra, Longanesi & C. edizioni, Milano 1996.

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martedì 27 novembre 2018

A PROPOSITO DI SCIASCIA: LA METAFORA DELLA CODA CHE TANTO PIACQUE A MATTEO COLLURA. Una lusinghiera citazione (acefala)

e venne il giorno della coda




La metafora della coda come categoria critica

"A Racalmuto usano dire di chi s'entusiasma, di chi si esalta e si diverte nel fare quello che sta facendo, che ci adduma la cuda (gli si accende la coda). A Sciascia si sarà certamente accesa la coda nello scrivere Le parrocchie di Regalpetra, Il giorno della civetta, Il Consiglio d'Egitto, Morte dell'inquisitore, A ciascuno il suo, La corda pazza: poi si dovrà trovare un altro modo di dire per rendere quel che avrà provato nello scrivere Il contesto, Todo modo, La scomparsa di Maiorana, Candido, L'L'affaire Moro, Porte aperte, Il cavaliere e la morte, Una storia semplice. E in questo caso non può bastare il colorito lessico dei racalmutesi".
Matteo Collura, Il Maestro di Regalpetra, Longanesi & C.  edizioni, Milano 1996.



Il Maestro di Regalpetra, pag. 73

"Il marito tentenna, Sciascia saggiamente sconsiglia, anche se i suoi occhi esprimono parere diverso, comunicano uno stato d'animo che per un racalmutese è quello di chi gli si 'accende la coda'".
Matteo Collura, Il Maestro di Regalpetra, Longanesi & C.  edizioni, Milano 1996.

Il Maestro di Regalpetra, pag. 218

Il Maestro di Regalpetra




"...Sciascia si trova in una condizione estetica che possiamo dire all'opposto: la canicola non dico siciliana ma racalmutese gli incendia l'estro. Si viene a trovare presumibilmente in quello stato d'animo che i racalmutesi - non sapendo d'estetica - esprimono con colorita espressione nel loro idioma: Ci addùma la cuda -, 'gli avvampa la coda', di uno che s'entusiasma, s'esalta, per qualcosa che veramente gli sta a cuore"
Piero Carbone, Il mio Sciascia, Edizioni Grifo, Palermo 1990.

Il mio Sciascia, pag. 29
Il mio Sciascia, pag. 30


Il mio Sciascia

Il mio Sciascia

Il mio Sciascia

Il mio Sciascia




ph ©piero carbone (la gatta Cecilia, estate 2012)





sabato 5 marzo 2016

2/2 - WELCOME TO BOB MORROW. Quando Racalmuto si gemellò con Hamilton

seguito del post:

Un ringraziamento  a Lillo Sardo che ha messo a disposizione le foto in suo possesso


a passeggio nel corso principale del paese durante
 i festeggiamenti in onore di Maria SS. del Monte

il sindaco di Racalmuto, Lillo Sardo, il Mayor di Hamilton, Bob Morrow, 
e rispettive consorti, all'Auditorium Santa Chiara
 per visitare una mostra di incisioni 

Bob Morrow stringe la mano al maestro Domenico Faro, 
autore delle incisioni esposte


i due sindaci di Racalmuto e Hamilton
 con il presidente del Circolo Unione, ing. Francesco Marchese

al Circolo Unione

relax in contrada Noce; 
presenti, tra gli altri, il pittore Andrea Vizzini mentre mostra un suo catalogo a  Leonardo Sciascia, 
il futuro vicepresidente della Fondazione Sciascia, Aldo Scimè, il giornalista Matteo Collura



articoli sull'argomento apparsi su "Malgrado tutto" (ottobre 1987) 

venerdì 9 ottobre 2015

O AMICO DELLE NOTTI SENZA SONNO. Musiche di Emanuele Giacopelli per "Dialogo nel bosco"


Da sx: baritono Silvestro Sammaritano, soprano Maria Corno
                          

O Amico delle notti senza sonno, 

che vedi gli uomini dibattersi 

nei vincoli dell’esser carne, 

dell’esser ciò che sono, liberaci 

dai serpenti del peccato. 

Noi siamo uomini.

Il vento, o vento!

naviga felice.





Il Dialogo nel bosco,  nella sua prima versione, è stato rappresentato il 14 gennaio 2002, nello spazio teatrale della Libreria “Tikkun” a Milano.
Successivamente, sono stati aggiunti alcuni testi del poeta pecoraio e futurista Giacomo Giardina, alcune arie musicali e, su suggerimento della coreografa Emanuela Tagliavia, inserti musicali  per un eventuale intervento coreografico.
L'aria "O amico delle notti senza sonno" è stata eseguita in anteprima a Monreale nell'estate del 2012.




A sinistra, Virgilio;  a destra, Marinetti: incisioni di Sergio Amato




Tutti i diritti riservati
Opera depositata
©piero carbone
©emanuele giacopelli


mercoledì 10 dicembre 2014

SCIASCIA E L'AGGETTIVO POSSESSIVO

Matteo Collura, "Leggere e rileggere Sciascia" in Ricordare Sciascia, Publisicula, Palermo 1991 (aprile): 

"Verrebbe da dire: uno, nessuno e centomila. 
Sì, perché ognuno parla di un suo Sciascia, sciorinando verità che fino a quando Sciascia era vivo aveva tenuto dentro per 'rispetto del maestro'".

Sciascia sciorinato, Sciascia interpretato, verrebbe da dire, e si formano diverse fazioni, ma taluni interpretano soltanto il proprio tornaconto: ogni scelta di campo, a questo punto, diventa secondaria. Sciascia o non Sciascia.   P. C. 


In copertina: Incisione di Nicolò D'Alessandro





Pubblicazione de Il mio Sciascia per le Edizioni Grifo (Palermo, dicembre 1990) curate da Salvatore Lazzara




Noticina

Chissà se Sciascia ha letto, e con quali reazioni, queste riflessioni che muovono da lui, dal suo essere "compaesano" e "scrittore famoso"? Ricordo che in casa del prof. Salvatore Restivo, nell'estate del 1989, ci si adoperò per fargli avere il dattiloscritto, affidandolo ad una giovane di origini racalmutesi ma residente a Milano, dove Sciascia in quel periodo si trovava per le cure. Di lì a poco le condizioni dello scrittore sarebbero peggiorate e non ho mai saputo l'esito dell'ambasciata.

PRESENTAZIONE DE
 IL MIO SCIASCIA 
Palermo, Biblioteca Comunale, dicembre 1990


Saluto del Direttore della Biblioteca comunale di Palermo, dr. Salvatore Pedone

Intervento critico di Gianfranco Marrone

Letture di Giuditta Perriera

Il sindaco di Palermo consegna il gagliardetto al sindaco di Racalmuto













Con Anna Maria Esposito e Pippo Bonanno