Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
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giovedì 29 gennaio 2026
giovedì 12 settembre 2019
QUANTO GUADAGNAVANO I CARUSI E GLI ALTRI ADDETTI ALLE MINIERE? Un contratto collettivo di lavoro del 1926
Contratto Collettivo di Lavoro
fra gli Operai addetti alle Miniere di Zolfo della Sicilia
Tabella dei salari
delle zolfare del Bacino compreso nel territorio dei Comuni di Aragona
Racalmuto
Grotte
Sutera
Milocca
Grazie a Giuseppe Bellavia Messana
per aver voluto condividere questo prezioso documento dell'archivio di famiglia
da lui ereditato
domenica 4 agosto 2019
NECROLOGIO DI FRANCESCO CRISPI PER L'AMICO POETA RACALMUTESE E IL "CONSUOLO" DI GIUSEPPE MESSANA . Raro documento di un archivio privato
"Giuseppe Messana, giovane di forte sentire, di anima elevata, vide morire suo padre nel più bello delle speranze.
Egli ha voluto confortare l'immenso dolore coi versi, unico consuolo che resta ai cuori che sentono.
La sua immaginazione vividissima, i suoi modi melanconici e sempre nuovi, non rendono monotona la sua musa.
Io e chi ha letto le sue produzioni in tale evento ha pianto, e con fervore ammiratine i pregi.
Segua il valoroso nella via percorsa, e sarà il decoro di un nome assai bello per le virtù cittadine".
F. Crispi - Genova
Annotazione manoscritta:
"Crispi ormai Deputato al Parlamento Italiano"
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| Giuseppe Messana, Fisica e poesie. Miscellanea |
Nota di Giuseppe Bellavia Messana
La miscellanea Messana con opera di Don Dr. Serafino Messana e Don Avv. Giuseppe Messana.
All'interno è pubblicato il necrologio di Francesco Crispi, Deputato del Regio Parlamento Italiano, scritto in onore del Poeta Giuseppe Messana Nalbone di Racalmuto, morto di tubercolosi il 17 aprile 1843, a soli 27 anni, con il quale il Crispi fu compagno di studi ed amico.
Morendo, Giuseppe lasciò una Cappellania nella Chiesa di Sant'Anna.
Altri lasciti di famiglia: sempre alla stessa Chiesa è stato lasciato un appezzamento di terreno in C/da Pernice da Donna Serafina Messana Cavallaro del fu Avv. Don Attilio e nipote di Don Dr. Serafino, primo farmacista di Racalmuto.
Link collegati
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AVVERTENZA METODOLOGICA
Chi cita i documenti sopra riportati o vi fa riferimento è pregato di citare la fonte
ovvero il Blog Archivio e Pensamenti dove sono stati pubblicati.
Si anticipa che questi e altri documenti saranno inseriti in un libro curato in solido
da Giuseppe Bellavia Messana e Piero Carbone.
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Si anticipa che questi e altri documenti saranno inseriti in un libro curato in solido
da Giuseppe Bellavia Messana e Piero Carbone.
lunedì 27 maggio 2019
ERA ARCHIVIO. Sarà museo?
Si spiccicà la targa
Messana c'era scrittu
Archiviu o museu?
Ancora nun è dittu
P. C.
Si è staccata la targa
Messana c'era scritto
Archivio o Museo?
Ancora non è detto
ph ©piero carbone (Racalmuto, 31 marzo 2018)
mercoledì 18 luglio 2018
TRE DATE PER UN CASTELLO E LA CONCEZIONE DEL TEMPO (E DELLE COSE)
Croni-"storie"
ATTIVITÀ
Nel 2014 viene smantellato l'assetto organizzativo che presiedeva alla promozione e alla organizzazione delle attività
espositive e culturali e se ne prospetta un altro.
LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARA
Data inizio lavori: 14 febbraio 2017
Presunta durata dei lavori: 120 giorni
Data fine lavori: 14 giugno 2017
Data di riapertura effettiva: 6 luglio 2018 (duemiladiciotto)
Speriamo che l'ala restaurata resti aperta "produttivamente"
e vengano utilizzati in maniera culturalmente congrua e pertinente
i magazzini terragni,
magari ospitando, come auspicato, anche l'archivio della ex Pretura.
Speriamo che,
dopo gli ordinari e necessari lavori
di messa in sicurezza e restauro,
apra anche l'ala attualmente "rustica"
dove però si inaugurano musei-per-restare-chiusi.
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venerdì 7 dicembre 2012
ph ©piero carbone
sabato 11 gennaio 2014
I MILENESI RICORDANO COSÌ. Archivi materiali e archivi virtuali
La mostra si teneva alle scuole elementari di Milena. Quando con Angelo Cutaia una sera d'agosto siamo andati a visitarla, abbiamo trovato il suo curatore seduto davanti alla porta, ma di visitatori neanche l'ombra. Quasi a prevenire un'ovvia domanda, il curatore Peppe Palumbo, dopo le presentazioni e i saluti, disse che erano andati a cenare e sarebbero venuti dopo. Sottinteso, i visitatori, i milenesi.
Dopodiché ci fece visitare la mostra fornendo di ogni fotografia una didascalia raccontata che era una narrazione a sé: fatti, persone, precisazioni, documenti, luoghi, trasformazioni, aneddoti. Chiedemmo quanti fossero stati a raccogliere quelle foto e ad organizzare la mostra. Con pudore il signor Palumbo ci fece capire che in realtà dietro l'allestimento di quella mostra non c'era proprio una folla. Avviene così: da anni le persone gli affidano le foto di famiglia sapendo che lui custodisce la memoria del paese in ogni sua forma. Ci guardammo con Angelo e senza parlare comunicammo il comune desiderio di poter fare qualcosa del genere anche dalle nostre parti, al netto della tara di ogni diffidenza.
Fotografammo le fotografie. Ci fotografammo. Peppe Palumbo ci condusse in un'aula che fungeva da laboratorio: morsetti, colla, cornici, ingrandimenti di foto sparsi sui vari banchi. Sembrava un cantiere con i lavori in corso. Ci mostrò al computer altre foto non esposte.
Finalmente tornammo a sederci anche noi davanti al portone della scuola, ma restammo soli, io e Angelo, perché la gente incominciò a venire. L'ora della cena era trascorsa da un pezzo.
"Ve l'avevo detto" disse Giuseppe Palumbo, alzandosi.
E per tutta la serata fece da cicerone ai visitatori e rispondeva alle loro domande per appredere loro nomi di luoghi, rapporti di parentela delle persone fotografate, se alcuni erano ancora in vita. Un rito collettivo vero e proprio. Residenti, emigrati, singoli, a gruppi, nuclei familiari, giovani, anziani, venivano a conoscere, a riconoscere, a vedere e rivedere Milocca e i milocchesi lungo un arco temporale che andava dalla fine dell'Ottocento fin quasi ai giorni nostri.
Insomma, venivano a vedere loro stessi fotografati, erano sempre loro anche se nel frattempo avevano cambiato denominazione e ora vengono detti milenesi, da Milena.
Al centro Giuseppe Palumbo fanciullo
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