La conversazione è interrotta solo materialmente, la continueremo idealmente per ricordare quello che hanno fatto, quello che hanno scritto, i giovani "rivoluzionari" dell'Antigruppo.
L'Antigruppo merita di essere ricordato.
Lo merita ciascuno di quelli che l'hanno animato. L'elenco sopra citato va arricchito con altri nomi.
Hanno sognato, hanno a loro modo lottato. Hanno scritto per evadere ma soprattutto per cambiare il mondo. Solo i poeti posso aspirare a tanto, servendosi delle parole.
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Si , confermo "L'ANTIGRUPPO", ben noto movimento culturale, si formò nel 68 ad opera di un gruppo di letterati siciliani: Ignazio Apolloni, Pietro Terminelli, Nat Scammacca, Gianni Diecidue, Rolando Certa, Crescenzio Cane, Carmelo Pirrera e Santo Calì. Poi si estese a macchia d'olio anche fuori la Sicilia con l'adesione di altri intellettuali. I padri di questo movimento scelsero questo nome "ANTIGRUPPO" perché erano contro il gruppo del 63 (non sense). Inoltre, all'interno del gruppo, desideravano mantenere la propria identità.
RispondiEliminaAvevano una linea populistica e democratica. Per loro il rapporto con le masse era considerato di vitale importanza e per questa ragione si sforzarono di trovare un linguaggio medio accettabile (comprensibile) sia agli intellettuali sia alle masse. Inoltre sperimentarono tutte le vie possibili per dialogare con i lavoratori,gli studenti e gli intellettuali : dal recital, alle conferenze-dibattito, alle rappresentazioni teatrali, alla partecipazione ai convegni letterari. Alcune delle loro pubblicazioni furono: "Tulipano rosso", "Anitgruppo 73", "Antigruppo 75" ecc.. Avrei tanto da raccontare...........ciao caro Ignazio, Flora Certa
Grazie per la bella testimonianza a chi porta il nome di uno dei più attivi animatori dell'Antigruppo. L'auspicio è che ne seguano altre.
RispondiEliminaNell'incipit del tuo articolo su Ignazio Apolloni ("Dopo Nat Scammacca, Crescenzio Cane, Carmelo Pirrera e le loro compagne Vira e Nina, anche Ignazio Apolloni è venuto meno") avresti potuto (e dovuto) ricordare secondo me due nomi, senza i quali ogni ricostruzione dell'Antigruppo risulterebbe monca se non addirittura falsata: il buon Rolando Certa e Pietro Terminelli, venuti meno peraltro cronologicamente prima, l'uno nel 1987, l'altro dieci anni dopo. Comunque, anch'io, come Flora Certa, porgo un saluto a Ignazio, anche se in ritardo. La tua scrittura schioppettante ci mancherà. Vittorio Riera
RispondiEliminaRingrazio Vittorio Riera per la precisazione, e se si deve parlare di Antigruppo è giusto che si ricordino i suoi protagonisti senza dimenticarne alcuno, nel Post l'avevo scritto: "Lo merita ciascuno di quelli che l'hanno animato. L'elenco sopra citato va arricchito con altri nomi." Il Post infatti non aveva la pretesta di essere una trattazione sull'Antigruppo bensì un omaggio e un ricordo di Ignazio recentemente scomparso e di quelli che l'avevano preceduto con cui avevo avuto una certa familiarità. Nessuna volontaria discriminazione dunque.
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