lunedì 22 settembre 2014

SCILOCCU DI L'ARMA. SCIROCCO DELL'ANIMA


Giorni di scirocco, scirocco settembrino. 

C’è chi lo detesta, questo alito africano che sembra staccarsi dal magma fuso; fa ansimare; io non so se essergli grato: ieri, nel viaggio di ritorno da Racalmuto a Palermo, mentre dai vetri abbassati entrava caldo liquido, mi risuonavano a intermittenza certi versi; grazie alle piazzole di sosta ho potuto appuntarne sulla carta alcuni. 

Arrivato a destinazione, ho cucito in sequenza i versi racimolati e sintetizzato con un titolo.





Sciloccu di l’arma

Lu vientu di sciloccu m’accarizza
comu minna di sita vellutata
cummoglia comu un guantu l’arma mia
hiatu d’amanti ardenti ca hiatìa
si s’alluntana vuogliu ca ritorna
ritorna comu serpi petri petri
acqua di mari callu chi m’annaca
nni la naca naturali di me matri.
Puntu.

Un juonu dura, o du’, ma po’ finisci.
Un acquazzuni, e tuttu splavitìsci.
Sccccciiii…

© Piero Carbone

Scirocco dell’anima

Il vento di scirocco mi accarezza
Come un seno di seta vellutata
Che ricopre come un guanto l’alma mia
Fiato d’amante ardente che respira
Se si discosta voglio che ritorni
Ritorni come serpe tra le pietre
Acqua di mare tiepido mi dondola
Nell’amaca naturale di mia madre.
Punto.

Dura un giorno, o due, ma poi termina.
Un acquazzone, e tutto s’attenua.
Scccciiii...

Racalmuto-Palermo, domenica 21 settembre 2014




sabato 20 settembre 2014

COSA MI SFUGGE? Ma chi gioca con il nome del Circolo Unione di Racalmuto?


Gilberto Idonea davanti alla statua di Leonardo Sciascia,
sullo sfondo le sedie del Circolo Unione

Il Circolo Unione di Racalmuto, il Circolo di Sciascia, il Circolo descritto nelle Parrocchie di Regalpetra, il Circolo Unione etc. etc. etc. ( questo etc. etc. rinvia a chi su fb ne fa un uso dissono, e non penso sicuramente al suo Presidente, persona garbata, corretta e che stimo, con cui in passato ho avuto modo di collaborare in grande sintonia, tra l'altro mi ha detto in una precedemte e simile circostanza che non cura lui la pagina fb), il Circolo Unione, dunque, mi invita ad una mostra, precisando e ribadendo 

"La sua presenza è gradita dall'intero sodalizio".

Trovo la precisazione un po' forzata e superflua, ma soprassiedo e rispondo "grazie per l'invito".

Poteva finire qui: uno invita e l'altro ringrazia per l'invito. 
No, non è così, dobbiamo complicarci la vita, c'è una coda che mi lascia interdetto e sorpreso inducendomi ad una pubblica domanda su fb dove si consuma la vicenda.


Da un cellulare, infatti, con il profilo fb "Circolo Unione"  mi si risponde: "Grazie a lei, si auspica la sua presenza al Circolo Unione. Cordiali saluti."

Uno pensa, nella comunicazione normale degli umani, "ma guarda come ci tengono alla presenza degli invitati che curano e seguono uno per uno", invece...

Invece, a tambur battente mi viene tolta l'amicizia in fb. Sì, proprio così.

C'è logica? E' normale? Prima ti invitano ad una mostra, tu ringrazi per l'invito e ti tolgono l'amicizia.

Metto la mano sul fuoco che il Presidente che tra l'altro tempo addietro mi ha voluto tra i soci del sodalizio non c'entra per niente con simili comportamenti.

Resta però un fatto: l'uso improprio del Circolo Unione.


Si potrebbe pensare ad una goliardata, ma il Circolo Unione di Racalmuto, il Circolo di Sciascia, il Circolo descritto nelle Parrocchie di Regalpetra, il Circolo Unione etc. etc. etc. non è l'Accademia del Parnaso di Canicattì  (gloriosa e rispettabilissima nel suo genere) che come emblema aveva un'asina, la famosa scecca di patri Decu. Ma quella è tutt'altra storia.












venerdì 19 settembre 2014

NUN CAPÌVA. Da "Pensamenti"






Nun capìva







Na ferla pi jucari a cavaddruzzu,
quann’era nicu, e jiva curriennu.
Era filìci cu ddra lèggia ferla:
vastuni unn’era ma ala di farfalla.

A cursa mi faciva l’acchjanata
di lu Raffu, cuntenti, e lu ndumani
ci scinniva ppi taliari l’uortu,
li mà zii e mà nanna a lu casuottu.

Era filìci siddru tastuliava
li pircoca, li ficu, li cirasi.
Era filìci, ma nun lu capiva:
era iu lu Raffu, e si nni jiva.
















Piero Carbone, Pensamenti, Coppola editore, Trapani 2008

mercoledì 17 settembre 2014

CONDANNATE SANTUZZA!



Ma che combinano a Firenze i fuoriusciti siciliani?  


Hanno processato compare Alfio, il carrettiere tradito che canta "m'aspetta a casa Lola che m'ama e mi consola", Turiddu, la bella Lola, Santuzza la "traditrice" e compagnia bella. 


Ce lo racconta Mario Gallo con sapida prosa. 


La cronaca è di qualche anno fa, ma la morale, attuale, è quella terribile di sempre, insinuata ccu lu trasi e nesci, ammiccando insomma: la colpa è della vittima che si mette a fare tante storie. 
Se  Santuzza avesse taciuto... probabilmente si sarebbe goduta i fiori d'arancio, invece di rimanere vedova prima ancora di sposarsi.


Forse. 







di 

Mario Gallo






n. 38 - Febbraio 2000