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sabato 15 agosto 2020

IL GESSO NELLA SCRITTURA. Una “faccia di gesso” nel racconto “Il demonio muto” di Camillo Boito

"Insomma, sono stufa. 
Ieri, persa la pazienza, gli gridai che mi lasciasse in pace, che non si attentasse mai più di rimettere il piede in casa mia, e che se avesse ardito ancora di comparirmi innanzi, l'avrei fatto cacciare dai servi e avrei raccontato ogni cosa al conte. 
L'avvocatino impallidì per modo che i suoi occhi neri parvero due buchi in una faccia di gesso; s'alzò dal canapè barcollando ed uscì senza guardarmi. 
Tornerà, tornerà, scommetto. 
Ma è un gran dire che a commuovermi l'anima non ci sia altro verso che il rammentarmi d'un uomo, nel quale, ad onta della mia furibonda passione, vedevo intiera la bassezza infame."


Camillo Boito, Senso
http://bepi1949.altervista.org/senso/ildemonio.htm