INTRODUZIONE
Quest'anno ricorre il quarantesimo anniversario dei gemellaggi con Hamilton e Castronovo di Sicilia.
Nella mattinata dell'11 luglio 1986, durante i festeggiamenti della Madonna del Monte, la delegazione canadese guidata dal sindaco Bob Morrow veniva accolta ufficialmente dal sindaco Calogero Sardo e dal Consiglio comunale di Racalmuto. Era un'ideale accoglienza degli oltre venticinquemila emigrati racalmutesi di prima, seconda e terza generazione residenti nella cittadina canadese.
Nel suo libro Ecco tua Madre. Racalmuto e la sua Madonna Maria SS. del Monte, don Calogero Salvo ha sintetizzato i "tanti e tali legami" tra Racalmuto e Hamilton con la felice espressione "un cuore e due città". Ma a ben ragione possiamo dire "...e tre città".
Stessa cerimonia, infatti, veniva officiata con la delegazione castronovese, guidata dal sindaco Salvatore Tirrito, ad apertura della tradizionale Recita che, tra storia e leggenda, fa rivivere l'arrivo di una statua marmorea della Madonna a Racalmuto con relativa contesa fra il Principe Eugenio Gioeni di Castronovo e il Conte di Racalmuto Ercole III del Carretto. Alcune date simboliche con fatti diversi mettono in relazione le rispettive città:
nel 1503, per la statua della Madonna rimasta a Racalmuto e che verrà detta "del Monte";
nel 1527, per un diverbio e conseguenti strascichi sanguinosi intercorsi fra i Barresi di Castronovo e i Del Carretto di Racalmuto;
nel 1986, per il simbolico gesto di amicizia nel segno di tanti valori comuni: per l'occasione, nella tradizionale Recita, i ruoli di Eugenio Gioeni e dei suoi scudieri sono stati impersonati significativamente da giovani castronovesi.
Con delibera n. 115 del 28 luglio millenovecentoottantasei, anche il Consiglio comunale di Castronovo, presieduto dal sindaco ing. Salvatore Tirrito, ha solennizzato lo "storico gemellaggio". Le storie del passato diventano patrimonio comune.
In questo nuovo spirito, nel 1990 la Recita è stata riproposta integralmente a Castronovo con attori e attrici esclusivamente castronovesi. Non è mancata la processione con l'effigie della Madonna adagiata sul tradizionale carruozzu trainato dai buoi. Così, l'antica contesa si è tramutata in festosa occasione di incontro tra laica amicizia e religiosa devozione, con lo scopo di "iniziare una analisi comune sui problemi sociali, occupazionali, agricoli, e commerciali, cercando di trarne vantaggi reciproci".
Nel 2003 una delegazione castronovese ha partecipato alle celebrazioni per il quinto centenario dell'arrivo della statua della Madonna a Racalmuto.
Nel 2016 è stato celebrato il trentennale del gemellaggio con l'intervento di amministratori castronovesi e giovani attori coinvolti nella Recita.
I suddetti gemellaggi non si sono esauriti nella mera celebrazione degli atti ufficiali ma ad essi sono seguiti svariati incontri e scambi culturali (mostre, conferenze, presentazioni di libri, esposizioni, visite di cortesia) sostenuti dalle varie amministrazioni e dai rispettivi sindaci che si sono succeduti negli anni.
Sindaci di Hamilton: Bob Morrow, Fred Eisenberger, Andrea Orwart. Sindaci di Castronovo di Sicilia: Salvatore Tirrito, Francesco Licata, Francesco Onorato, Vito Sinatra, Vitale Gattuso. Sindaci di Racalmuto: Calogero Sardo, Carmelo Bufalino Maranella, Enzo Sardo, Salvatore Petrotto, Luigi Restivo Pantalone, Emilio Messana, Vicenzo Maniglia, Calogero Bongiorno.
A monte dei due gemellaggi ci sta l'iniziale dialogo intessuto con passione da associazioni ed esponenti delle tre comunità che vogliamo ricordare: Guido Ricca, Vince Agrò, Angelo Cino, Giovanni Macaluso, Baldassare Giglia della Fratellanza Racalmutese ad Hamilton; Totò Mastrangelo (con cui ho intrapreso propedeutici contatti), Nino Di Chiara (che ha ravvivato i rapporti nel tempo) Tonino Ceraolo e l'arciprete Onofrio Scaglione di Castronovo; Salvatore Restivo, l'arciprete Alfonso Puma, il rettore del Santuario sac. Luigi Mattina, Associazione Amici di Padre Elia Lauricella, Pro Loco di Racalmuto. Altri contributi e coinvolgimenti personali e associativi seguiranno nel corso del quarantennio.
La Madonna del Monte, Madre e Regina di Racalmuto, è il comune denominatore dei due gemellaggi. Se ci atteniamo alla logica e alla cronologia dei fatti, seppure leggendari, non ci sarebbe stato quello che c'è stato e c'è ancora intorno alla Madonna del Monte se non ci fosse stato l'incontro con esponenti della comunità castronovese con al seguito la ritrovata statua. Lo rammentiamo con senso di gratitudine. Premesso ciò, nella fattispecie, la mariana devozione e l'atavico attaccamento sono una costante nel tempo non solo dei racalmutesi residenti ma anche di quelli lontani, dei tanti che per necessità o per migliorare le condizioni di vita son dovuti emigrare ad Hamilton, in Italia, in Europa, nel mondo.
“La Madonna del Monte funge da importante simbolo religioso per l’identità culturale e comunitaria” ha scritto nel 1986 l'antropologo di origini racalmutesi Sam Migliore, nel saggio Religious Symbols and Cultural Identiy: A Sicilian-CanadianExample dedicato alla comunità racalmutese di Hamilton.
Il pittore Giuseppe Agrò, emigrato ad Hamilton nel 1943, intervistato nel 1992 da Carmela Mattina per la sua tesi di laurea L'emigrazione racalmutese in una comunità del Canada, Hamilton, dichiara di dipingere per i racalmutesi, suoi affezionati clienti: "Per loro dipingo la Madonna del Monte, la Piazzetta, tutti i posti più belli del paese. Per me è una gioia fare questi quadri, io così sto sempre a Racalmuto".
Questo si può estendere anche agli emigrati racalmutesi di Saint Nicolas vicino Liegi. Nella frazione di Tilleur, come apprendo dalla testimonianza di Cettina Amato, hanno avuto luogo i festeggiamenti in onore della Vergine del Monte. Promotrice è stata la signora Susanna Pomo, sposata Farrauto, discendente dei Matrona, che negli Anni Ottanta ha procurato la statua portata in processione per diversi anni.
In coloro che vanno via dal paese persiste il ricordo dell'annuale festa con i suoi riti sentendosi da lontano partecipi idealmente e, quando possono, traducendo la nostalgia e la devozione in gesti. Eugenio Napoleone Messana lo ribadisce nell'opera storica Racalmuto nella storia della Sicilia: "Il racalmutese emigrato subisce la necessità di lasciare il proprio paese ma non lo dimentica mai. Ogni anno giunge puntuale l'offerta degli emigrati d'America e di altri Stati per la festa del Monte." Ma se può, chi è lontano fa di tutto per ritornare in paese e vivere la Festa: la data della sua annuale ricorrenza è stata spostata da fine maggio, com'era inizialmente, ai primi di giugno e infine nella seconda settimana di luglio per dare maggiore possibilità di partecipazione a tutti nella bella stagione e in coincidenza delle ferie.
Ai vari aspetti della devozione e della tradizione legate alla Madonna del Monte, il padre gesuita Gerolamo Morreale ha dedicato una documentata monografia pubblicata del 1986.
Va sottolineato che particolare rilievo assume la Recita al culmine del triunfu in cui si rappresenta come la bella statua in marmo della Madonna sia giunta a Racalmuto per rimanervi prodigiosamente.
Fino agli anni Settanta del secolo scorso il testo adottato era il Dramma sacro Maria Vergine del Monte in Racalmuto pubblicato nel 1856 dal Lettore e Predicatore Minore Osservante Bonaventura Caruselli da Lucca.
Gli emigrati racalmutesi di New York, collegati a quelli di Buffalo e Hamilton, nel 1924 richiedono il Dramma sacro a Padre Giuseppe Cipolla per rappresentarlo in un teatro con diverse repliche.
Negli Anni Venti del secolo scorso, La Festa del Monte veniva celebrata dagli emigrati racalmutesi a Manhattan, con incluso il volo dell'angelo, così come era celebrata a Racalmuto: lo si evince da un articolo del The Sun And New Work Herald del 1920, citato da Marc Reynold la cui ava era un'emigrata racalmutese.
Sempre a Manhattan, sul piedistallo di una statua in gesso si legge frontalmente la seguente iscrizione:
Maria S.S. del Monte
Padronessa di Racalmuto
Donata dalla Società di Mutuo Soccorso Maria S.S. del Monte
Fra i cittadini di Racalmuto
Alla Nativity Church
Il 18 Maggio 1947.
Un'analoga statua è stata collocata nella chiesa All-Soul's Church di Hamilton negli Anni Venti e un'altra, più grande, nel 1989: entrambe vengono portate in processione durante l'annuale Festa rispettivamente il venerdì e la domenica della terza settimana di giugno. Nella cittadina canadese, si riprende ad organizzare la Festa nel 1986, dopo quella realizzata nel 1931 e poi interrotta.
Ma è in seguito agli straordinari festeggiamenti del 1988 per il Cinquantenario dell'Incoronazione nel paese natio che ad Hamilton la Festa viene ripresa alla grande, con messa solenne e processione, ceri, bandiere votive, cavalli bardati, banda musicale, luminarie, fuochi d'artificio, Recita, triunfu, la Vugliddra, prummisioni, tammurinara e cubaita; nel 1991 viene riproposta anche la Recita nella nuova versione in siciliano con i personaggi interpretati da giovani attrici e attori italoamericani di ascendenza racalmutese. I costumi d'epoca sono stati confezionati dal sarto Giuseppe Martorelli, che, con numerosi altri compaesani e alla moglie Mary, partecipa alla Recita e alla sfilata in costume.
Un apposito Comitato si impegna a organizzare la Festa annuale in onore di Maria SS. Del Monte, "continuando così una orgogliosa tradizione che anima le città gemellate di Racalmuto, in Sicilia, e Hamilton, in Ontario" http://racalmutesecommunityhamilton.com/
Dal 2026 il presidente in carica è John Cottone. Lo hanno preceduto: Joe Curto, Dr. Joseph Rizzo, Baldassare Giglia, Gaetano Billone, Antonio Morreale, Calogero Mule, Peter Traina, Joseph Muratore, Salvatore Agrò, Carmelo, Alaimo, Salvatore Agrò, Eduardo Piazza, Giovanni Macaluso, Alfonso Giglia, Santo Randazzo.
Come in paese, a ridosso della Festa religiosa si organizza un intrattenimento musicale a cui contribuisce il gruppo "Sicilia canta Canada" guidato da Sam Cino e Joe Baiardo. Per alcuni anni ha contribuito anche il Gruppo folkloristico "Hamilton Sicilian Folklore Group".
La Recita
La Recita in dialetto racalmutese, La Vinuta di la Madonna di lu Munti a Racalmuto, che caratterizza la Festa, è stata proposta e rappresentata per la prima volta, nel 1978, da Eugenio Napoleone Messana e dalla Pro Loco di Racalmuto con i soli personaggi maschili secondo lo schema del Dramma sacro del Bonaventura Caruselli. Grande fu l'accoglienza. La versione completa si è andata formando nel tempo con diversi apporti nel seguente ordine cronologico:
1978 - Parte Prima di Eugenio Napoleone Messana;
1979 - Parte Seconda di Piero Carbone, con introduzione della Contessa, della Popolana e degli altri personaggi femminili (incluso il precedente annuncio di Ambrogio);
1982 - Prologo di Nicolò Macaluso, declamato dal nuovo personaggio Giacinto;
1988 - Canzuna divota. Madonna di lu Munti di Piero Carbone in collaborazione con Peppino Agrò per la parte musicale.
L'intestazione della Recita rispecchia tale ordine cronologico.
Solo nel 1986, per una scelta di regia, il Prologo del personaggio Giacinto è stato sdoppiato e declamato da due pastori per significare, al di là delle assonanze evangeliche, il coinvolgimento dell'intera società racalmutese senza nessuno escluso all'eccezionale evento. Alla Recita, nei ruoli maschili e femminili, dal 1978 ad oggi ha fatto parte oltre un centinaio di giovani attori e attrici racalmutesi, quasi a formare un collettivo albo d'oro sentimentale.
La presente riedizione, dopo quelle del 1982 e del 1988, si è voluta far coincidere con il quarantennale dei due gemellaggi perché tramite la Recita si ribadisce la centralità della Madonna del Monte nonché trait d'union nelle relazioni con Hamilton e Castronovo di Sicilia. Invero, riveste anche un significato di strategia linguistica poiché la sopraggiunta traduzione inglese non è finalizzata a sostituire il dialetto della versione originaria bensì a preservarlo affinché le parole e le espressioni idiomatiche vengano comprese anche da chi non parla o non comprende il dialetto. Altrimenti, se non comprese, le parole dialettali pronunciate dai nostri padri rischierebbero di rimanere sepolta archeologia, gusci sonori senza significato e senza sentimento.
Pertanto, il travalicamento del recinto dialettale, tramite la traduzione in un'altra lingua conosciuta universalmente, è di fatto un'estensione senza limiti spaziotemporali e attualizza le parole della Contessa che, nell'immaginazione poetica, fin dal 1503 presagisce e profetizza per i secoli a venire il legame dei racalmutesi, vicini e lontani, con la Madonna del Monte o per meglio dire "del Mondo"... ca a Racarmutu si vonzi ristari:
O Madonna, pi tantu tiempu ancora,
d'ogni angulu di terra, ntra lu cori,
cu è di Racarmutu e fora scura
avi a suspirari di luntanu
pinzannu a Vù e a li vostri favura.
Se ne può concludere che mai forse un paese si è immedesimato così radicatamente con una festa.
Festa-emblema a tal punto da fare identificare un paese, l’appartenere a un paese, con la Madonna in onore della quale la festa si celebra, anche al di là delle stesse ideologie personali, al di qua e al di là dell’Oceano. Non una saga disancorata intorno ad una statua ma un permanente, vivo sentimento di appartenenza. La Recita ne è la plastica rappresentazione.
INTRODUCTION
This year marks the fortieth anniversary of the town twinnings with Hamilton and Castronovo di Sicilia.
On the morning of July 11, 1986, during the celebrations of the Madonna del Monte, the Canadian delegation led by Mayor Bob Morrow was officially welcomed by Mayor Calogero Sardo and the City Council of Racalmuto. It was an ideal welcome for the over twenty-five thousand first-, second-, and third-generation immigrants from Racalmuto living in the Canadian city.
In his book Ecco tua Madre. Racalmuto e la sua Madonna Maria SS. del Monte, Father Calogero Salvo summarized the "many and deep bonds" between Racalmuto and Hamilton with the beautiful expression "one heart and two cities." However, we can rightfully say "...and three cities."
Indeed, the same ceremony was held with the delegation from Castronovo, led by Mayor Salvatore Tirrito, at the opening of the traditional Play (Recita). Blending history and legend, this performance reenacts the arrival of a marble statue of the Madonna in Racalmuto and the related dispute between Prince Eugenio Gioeni of Castronovo and Count Ercole III del Carretto of Racalmuto. Several symbolic dates and events connect these cities:
In 1503, for the statue of the Madonna that remained in Racalmuto and would be named "del Monte";
In 1527, for a dispute and its subsequent bloody aftermath between the Barresi family of Castronovo and the Del Carretto family of Racalmuto;
In 1986, for the symbolic gesture of friendship rooted in many shared values. On that occasion, during the traditional Play, the roles of Eugenio Gioeni and his squires were meaningfully performed by young people from Castronovo.
With resolution no. 115 of July 28, 1986, the City Council of Castronovo, chaired by Mayor and engineer Salvatore Tirrito, also solemnized this "historic twinning." The stories of the past became shared heritage.
In this new spirit, the Play was staged in its entirety in Castronovo in 1990, featuring an exclusive cast of actors and actresses from Castronovo. This included the procession with the effigy of the Madonna placed on the traditional carruozzu (cart) pulled by oxen. In this way, the ancient dispute turned into a festive gathering of secular friendship and religious devotion, aiming to "initiate a joint analysis of social, employment, agricultural, and commercial issues, seeking mutual benefits."
In 2003, a delegation from Castronovo took part in the celebrations for the fifth centenary of the arrival of the Madonna's statue in Racalmuto.
In 2016, the thirtieth anniversary of the twinning was celebrated with the participation of administrators from Castronovo and young actors involved in the Play.
These twinnings did not end with the mere celebration of official acts. Instead, they were followed by various cultural exchanges and meetings (exhibitions, conferences, book presentations, displays, and courtesy visits) supported by the various administrations and successive mayors over the years.
Mayors of Hamilton: Bob Morrow, Fred Eisenberger, Andrea Horwath. Mayors of Castronovo di Sicilia: Salvatore Tirrito, Francesco Licata, Francesco Onorato, Vito Sinatra, Vitale Gattuso. Mayors of Racalmuto: Calogero Sardo, Carmelo Bufalino Maranella, Enzo Sardo, Salvatore Petrotto, Luigi Restivo Pantalone, Emilio Messana, Vincenzo Maniglia, Calogero Bongiorno.
At the origin of these two twinnings lies the initial dialogue passionately woven by associations and representatives of the three communities, whom we wish to remember: Guido Ricca, Vince Agrò, Angelo Cino, Giovanni Macaluso, Baldassare Giglia of the Fratellanza Racalmutese in Hamilton; Totò Mastrangelo (with whom I initiated preliminary contacts), Nino Di Chiara (who revived relations over time), Tonino Ceraolo, and the archpriest Onofrio Scaglione of Castronovo; Salvatore Restivo, the archpriest Alfonso Puma, the rector of the Sanctuary Father Luigi Mattina, the Associazione Amici di Padre Elia Lauricella, and the Pro Loco of Racalmuto. Other personal and organizational contributions and involvements would follow over the course of the forty-year period.
The Madonna del Monte, Mother and Queen of Racalmuto, is the common denominator of the two twinnings. If we look at logic and the chronology of events—even legendary ones—what happened and still happens around the Madonna del Monte would not exist without the meeting with representatives of the Castronovo community and the recovered statue they brought with them. We recall this with a sense of gratitude. That being said, Marian devotion and ancestral attachment have been a constant over time, not only for the residents of Racalmuto but also for those far away—the many who, out of necessity or to improve their living conditions, had to emigrate to Hamilton, Italy, Europe, and the world.
“The Madonna del Monte serves as an important religious symbol for cultural and community identity,” wrote anthropologist Sam Migliore, who is of Racalmutese origin, in his 1986 essay Religious Symbols and Cultural Identity: A Sicilian-Canadian Example, dedicated to the Racalmutese community of Hamilton.
The painter Giuseppe Agrò, who emigrated to Hamilton in 1943, was interviewed in 1992 by Carmela Mattina for her degree thesis L'emigrazione racalmutese in una comunità del Canada, Hamilton (Racalmutese Emigration in a Canadian Community, Hamilton). He stated that he paints for the people of Racalmuto, his loyal clients: "For them, I paint the Madonna del Monte, the Piazzetta, all the most beautiful places in the town. For me, it is a joy to make these paintings; this way, I am always in Racalmuto."
This can also be extended to the immigrants from Racalmuto living in Saint-Nicolas, near Liège. In the hamlet of Tilleur, as I learned from the testimony of Cettina Amato, celebrations in honor of the Virgin of the Monte took place. The promoter was Mrs. Susanna Pomo, married Farrauto, a descendant of the Matrona family, who in the 1980s obtained the statue that was carried in procession for several years.
In those who leave the town, the memory of the annual festival and its rituals persists. From afar, they feel ideally involved and, whenever possible, translate nostalgia and devotion into actions. Eugenio Napoleone Messana reaffirms this in his historical work Racalmuto nella storia della Sicilia (Racalmuto in the History of Sicily): "The emigrated resident of Racalmuto experiences the need to leave his town but never forgets it. Every year, the offering from immigrants in America and other states arrives punctually for the Festival of the Monte." Furthermore, those who are far away do everything they can to return to the town and experience the Festival: the date of its annual recurrence was moved from late May, as it was initially, to early June, and finally to the second week of July to allow greater participation for everyone during the beautiful season and in coincidence with summer holidays.
Jesuit Father Gerolamo Morreale dedicated a well-documented monograph published in 1986 to the various aspects of devotion and tradition linked to the Madonna del Monte.
It should be highlighted that the Play (Recita) takes on particular significance at the climax of the triunfu (triumph), depicting how the beautiful marble statue of the Madonna arrived in Racalmuto to miraculously remain there.
Until the 1970s, the text used was the sacred drama Maria Vergine del Monte in Racalmuto, published in 1856 by the Lecturer and Preacher of the Order of Friars Minor, Bonaventura Caruselli from Lucca.
In 1924, immigrants from Racalmuto living in New York, connected to those in Buffalo and Hamilton, requested the sacred drama from Father Giuseppe Cipolla to perform it in a theater with several replicas.
In the 1920s, the Festival of the Monte was celebrated by immigrants from Racalmuto in Manhattan, including the "angel's flight" (volo dell'angelo), just as it was celebrated in Racalmuto. This is evident from an article in The Sun and New York Herald from 1920, cited by Marc Reynolds, whose ancestor was an immigrant from Racalmuto.
Also in Manhattan, on the front pedestal of a plaster statue, the following inscription can be read:
Maria S.S. del Monte
Patroness of Racalmuto
Donated by the Maria S.S. del Monte Mutual Aid Society
Among the citizens of Racalmuto
To the Nativity Church:
A similar statue was placed in All-Souls Church in Hamilton during the 1920s, and another larger one in 1989. Both are carried in procession during the annual Festival, on the Friday and Sunday of the third week of June, respectively.
In the Canadian city, the organization of the Festival resumed in 1986, following a previous celebration in 1931 that had later been interrupted.However, it was following the extraordinary 1988 celebrations for the Fiftieth Anniversary of the Coronation in the homeland that the Festival in Hamilton experienced a grand revival.
This included a solemn mass and procession, candles, votive banners, adorned horses, a marching band, illuminations, fireworks, the Play (Recita), the triunfu, the Vugliddra, prummisioni, tammurinara (drummers), and cubaita (traditional nougat). In 1991, the Play was staged once again in its new Sicilian version, with roles performed by young Italian-American actors and actresses of Racalmutese descent.
The period costumes were crafted by the tailor Giuseppe Martorelli, who, along with numerous fellow townsfolk and his wife Mary, took part in both the Play and the costume parade.
A dedicated Committee pledges to organize the annual Festival in honor of Maria SS. Del Monte, "thereby continuing a proud tradition that animates the twinned cities of Racalmuto, in Sicily, and Hamilton, in Ontario" (http://racalmutesecommunityhamilton.com/). Since 2026, the acting president has been John Cottone.
He was preceded by: Joe Curto, Dr. Joseph Rizzo, Baldassare Giglia, Gaetano Billone, Antonio Morreale, Calogero Mule, Peter Traina, Joseph Muratore, Salvatore Agrò, Carmelo Alaimo, Salvatore Agrò, Eduardo Piazza, Giovanni Macaluso, Alfonso Giglia, and Santo Randazzo.Just as in the homeland, musical entertainment is organized alongside the religious festival, featuring contributions from the group "Sicilia canta Canada" led by Sam Cino and Joe Baiardo. For several years, the folklore group "Hamilton Sicilian Folklore Group" also contributed.The Play
(La Recita)The Play in the Racalmutese dialect,
La Vinuta di la Madonna di lu Munti a Racalmuto (The Arrival of the Madonna del Monte in Racalmuto), which characterizes the Festival, was proposed and performed for the first time in 1978 by Eugenio Napoleone Messana and the Pro Loco of Racalmuto. It featured exclusively male characters, following the structure of the sacred drama by Bonaventura Caruselli. It was received with great acclaim. The complete version was developed over time through various contributions in the following chronological order:
1978 – Part One by Eugenio Napoleone Messana;
1979 – Part Two by Piero Carbone, introducing the Countess, the Peasant Woman, and other female characters (including the preceding announcement by Ambrogio);
1982 – Prologue by Nicolò Macaluso, delivered by the new character Giacinto;
1988 – Canzuna divota. Madonna di lu Munti by Piero Carbone, in collaboration with Peppino Agrò for the musical score.
The title of the Play reflects this chronological order.
Only in 1986, as a directorial choice, the Prologue of the character Giacinto was split and delivered by two shepherds. Beyond the evangelical echoes, this was intended to symbolize the involvement of the entire Racalmutese society, with no one excluded from the exceptional event.
From 1978 to the present day, more than a hundred young actors and actresses from Racalmuto have performed in both the male and female roles of the Play, forming a collective, sentimental roll of honor.
This new edition, following those of 1982 and 1988, was timed to coincide with the fortieth anniversary of the two twinnings. Through the Play, the central role of the Madonna del Monte is reaffirmed as a trait d'union in relations with Hamilton and Castronovo di Sicilia.
Indeed, it also carries a significance in terms of linguistic strategy: the introduction of the English translation is not intended to replace the dialect of the original version, but rather to preserve it, ensuring that words and idiomatic expressions can be understood even by those who do not speak or comprehend the dialect.
Otherwise, if left misunderstood, the dialect words spoken by our fathers would risk remaining buried archaeology—empty sound shells devoid of meaning and feeling.
Therefore, breaking through the boundaries of dialect by translating into another universally known language serves as an extension without spatial or temporal limits. It brings into the present the words of the Countess who, in poetic imagination, has منذ 1503 foreseen and prophesied for centuries to come the bond of the people of Racalmuto, both near and far, with the Madonna del Monte, or rather "of the World"... ca a Racarmutu si vonzi ristari (who wished to remain in Racalmuto):
O Madonna, pi tantu tiempu ancora,
d'ogni angulu di terra, ntra lu cori,
cu è di Racarmutu e fora scura
avi a suspirari di luntanu
pinzannu a Vù e a li vostri favura.
(O Madonna, for so much time to come, / from every corner of the earth, in their heart, / whoever is from Racalmuto and faces the dark outside / shall sigh from afar / thinking of You and of your favors.)
One can conclude that perhaps no town has ever identified itself so deeply with a festival.It is an emblem-festival, to such an extent that it identifies a town and the sense of belonging to it with the Madonna in whose honor the festival is celebrated, moving beyond personal ideologies, on both sides of the Ocean.
It is not an unanchored pageant centered around a statue, but a permanent, living feeling of belonging. The Play is its vivid, plastic representation.
Piero Carbone